Alberto Bracchi

La città possibile impegnata per i 20 anni prossimi

CittàPossibileIn un pomeriggio certo non favorito dal tempo atmosferico, La città possibile ha festeggiato i suoi (primi) vent’anni al servizio di una città più in sintonia con i bisogni della cittadinanza (attiva).

Tra molti ricordi, qualche bilancio, qualche problema, sabato 14 giugno, si è anche guardato avanti, cercando di mettere a punto alcune idee su cui lavorare nei prossimi tempi e alcuni rapporti da valorizzare. Ovvio, quindi, che un certo spazio sia stato dedicato al progetto Radici a Ali, centrato sul quartiere di Como Borghi (cioè il quartiere intono alla Caserma De Cristoforis dove ieri si svolgeva la festa della Città possibile), per il quale si opensa a una “riapertura” del percorso pedonale, ma in prospettiva ciclopedonale, lungo il Fiume Aperto nella Valle dei Mulini sotto la Napoleona. Si è anche parlato delle piazze comasche per le quali certamente serve un impegnativo progetto di valorizzazione non solo logistico (arredo urbano, ricontestualizzazione urbanistica…) ma anche culturale. Da parte sua Dario Manuetti, dell’omonima associazione torinese (da cui venti anni fa La città possibile comasca trasse l’ispirazione) ha presentato i significativi risultati raggiunti con l’esperienza delle zone “30 kmh”, che in maniera “dolce” mettono in primo piano le esigenze della mobilità leggera (pedonale e ciclistica) invece che quella pesante (automobilistica).

Scontati da parte di tutti (presente anche il sindaco di Como, Mario Lucini, e alcune assessore e assessori) gli auguri per i prossimi impegnativi anni dell’associazione. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Contro la vendita della Scuola all’aperto

via binda comoDiverse associazioni hanno inviato una lettera al sindaco contro l’alienazione della scuola di via Binda, un progetto della precedente Giunta di centrodestra che aveva già fatto discutere.

 

«Viva preoccupazione e contrarietà» è quanto esprimono Legambiente Como, Città possibile Como, Italia nostra Como e Wwf Como in una lettera indirizzata al primo cittadino comasco Mario Lucini, contro la decisione della Giunta di includere nel piano delle alienazioni anche la Scuola all’aperto di via Binda, affiancandosi alle proteste della lista civica Per Como.

«Riteniamo questa decisione in netta contraddizione a quanto presente sul “consumo di suolo” nel programma con il quale Lei e la Giunta siete stati votati – proseguono Michele Marciano, Alberto Bracchi, Fiammetta Lang e Pierangelo Piantanida, che incalzano – Si tratta peraltro di un progetto già proposto dalla precedente Amministrazione e respinto dagli stessi gruppi che oggi sostengono la Sua Giunta».

«È nostra convinzione che la città di Como non necessiti di ulteriori colate di cemento che deturpano il paesaggio, aumentano l’inquinamento e abbassano ulteriormente la qualità della vita sociale della comunità – concludono gli scriventi – Auspichiamo pertanto un ripensamento a riguardo di una decisione così negativa e dannosa per questa città e i suoi abitanti» (la lettera). [md, ecoinformazioni]

Ztl per garantire i diritti alla mobilità, alla salute, al lavoro

ztlCon l’indicativo titolo Una questione di civiltà La città possibile di Como interviene nel dibattito sullestensione della zona a trafficalo limitato di Como. Nel seguito del post il documento sottoscritto da Alberto Bracchi, Giuseppe Reynaud, Marco Ponte, Cesara Pavone e Danilo Lillia. (altro…)

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