La città possibile impegnata per i 20 anni prossimi

CittàPossibileIn un pomeriggio certo non favorito dal tempo atmosferico, La città possibile ha festeggiato i suoi (primi) vent’anni al servizio di una città più in sintonia con i bisogni della cittadinanza (attiva).

Tra molti ricordi, qualche bilancio, qualche problema, sabato 14 giugno, si è anche guardato avanti, cercando di mettere a punto alcune idee su cui lavorare nei prossimi tempi e alcuni rapporti da valorizzare. Ovvio, quindi, che un certo spazio sia stato dedicato al progetto Radici a Ali, centrato sul quartiere di Como Borghi (cioè il quartiere intono alla Caserma De Cristoforis dove ieri si svolgeva la festa della Città possibile), per il quale si opensa a una “riapertura” del percorso pedonale, ma in prospettiva ciclopedonale, lungo il Fiume Aperto nella Valle dei Mulini sotto la Napoleona. Si è anche parlato delle piazze comasche per le quali certamente serve un impegnativo progetto di valorizzazione non solo logistico (arredo urbano, ricontestualizzazione urbanistica…) ma anche culturale. Da parte sua Dario Manuetti, dell’omonima associazione torinese (da cui venti anni fa La città possibile comasca trasse l’ispirazione) ha presentato i significativi risultati raggiunti con l’esperienza delle zone “30 kmh”, che in maniera “dolce” mettono in primo piano le esigenze della mobilità leggera (pedonale e ciclistica) invece che quella pesante (automobilistica).

Scontati da parte di tutti (presente anche il sindaco di Como, Mario Lucini, e alcune assessore e assessori) gli auguri per i prossimi impegnativi anni dell’associazione. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

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