Bettina Pontiggia

Attratti dal capitale umano

capitaleumanoTanti, tantissimi, fino a determinare code per accedere allo Spazio Gloria,  gli spettatori che sono accorsi – forse anche attratti dalla polemica suscitata dalle dichiarazioni del registra Paolo Virzì – a vedere Il capitale umano. Il film, in programmazione fino al 22 gennaio nella sala di Arci Xanadù di via Varesina 72 a Como, ha già superato la prova del pubblico perché, come aveva promesso Bettina Pontiggia su ecoinformazioni, è un bel film.

Virzì al Gloria

gloriaEnzo D’Antuono presidente del circolo Arci Xanadù, l’associazione che da 7 anni gestisce il cinema Gloria, risponde alla lettera di Bettina Pontiggia e si dichiara d’accordo con la costumista del film di Virzì. D’Antuono ringrazia per il riferimento «all’esperienza del Gloria, ed era di questo che stavo scrivendo a Paolo per dirgli semplicemente che proprio in questi luoghi, in questo clima, con queste difficoltà, spesso nascono esperienze eccellenti che sono tali proprio perchè devono aprirsi spazi contando solo sulle proprie passioni e sul proprio ingegno e sarebbe bello che qualcuno le raccontasse».

«Da oggi al Gloria è in programmazione proprio Il capitale umano – continua D’Antuono – lo terremo due settimane fino al 22 gennaio, colgo la tua sollecitazione  per invitare  Paolo Virzì ad essere con noi una sera a presentarlo, potrebbe essere un’occasione anche per noi per imbastire una seria discussione sulla cultura a Como».

Andate a vedere il film! Perché è bello…

capitaleumanoBettina Pontiggia, costumista del film Il capitale umano di Paolo Virzì, risponde alla lettera aperta dei Consiglieri di Paco-Sel: «Mia cara e bella Como, non ti offendere; invita piuttosto Virzì a presentare il suo film e a parlare di quello. Dell’importanza di avere autori che si sforzano di mettere a fuoco problemi dell’economia distrutta dalla finanza, delle gravi ripercussioni di questo sistema anche a livello locale per la cultura e lo stato sociale, di chi si sforza di fare un cinema che si avvicina anche ai giovani e prova a renderli protagonisti ben oltre i tre metri sopra il cielo».

 «Cari amici Vivo in provincia di Como, qui sono nata e cresciuta. Mi considero una mezza brianzola. E soprattutto sono la costumista del film di Paolo Virzì Il Capitale Umano. Perciò è un po’ da brianzola, un po’ da comasca e un pò da costumista che vi scrivo.

Ho letto con attenzione e meraviglia la polemica che si è scatenata intorno al film e – fino a un certo punto – ne ho riso, pensando che in fondo parlare (male) di un film senza forse averlo nemmeno visto può essere tipico di quotidiani come Libero o di alcuni rappresentanti della Lega. Pur senza pregiudizio, perché comunque ogni volta gli attacchi alla cultura mi sconcertano da qualunque luogo arrivino. E mi sconcerta ancora di più quando la polemica si scaglia contro la cultura “di sinistra”, che insieme alla destra considero una dicotomia superata dalla storia, oramai.

Virzì è uomo contemporaneo, ha dipinto un affresco potente e apologetico partendo da un romanzo americano ambientato in Connecticut, territorio vicino a New York come la Brianza è vicina a Milano. E così la geografia l’abbiamo spiegata. La Borsa e la provincia, buen retiro di chi ci lavora.  Non è un documentario sulla Brianza!  I grumi di villette ci sono, le villone anche , pur senza voler scomodare  banalmente Arcore. Che ci può fare lui?

Però mi stupisce che un gruppo come il vostro, che seguo e considero affine, si accenda a vuoto attorno alle affermazioni di un artista che ha solo transitato rapidamente in un luogo che per lui era importante credo più a livello estetico e simbolico che non sociale.  Che sulle parole, magari non condivisibili, esagerate, comunque opinioni personali di un regista abbia sentito il bisogno di difendersi citando i sacri nomi che Como ha partorito anche se, dispiace dirlo, non compongono poi un gran menù se, come credo, le parole di Virzì si riferivano alla situazione della cultura contemporanea.

Il Politeama è in degrado da molto tempo, da ben prima della rinascita del Sociale. A Como hanno chiuso il cinema Astoria e il Politeama nell’arco di pochi anni. Destino che purtoppo accomuna le altre piccole città che dell’arrivo delle multisale  hanno pagato il prezzo. Ma allora perché una realtà vivace come quella del Gloria, con la sua bella programmazione, con i lunedì del cinema fatica a sopravvivere e ha una sala con un audio pessimo e il riscaldamento al minimo?

Io capisco la vostra buona fede ma difendo Virzì e la sua opera, difendo il film che va visto per rendersi conto che i paesaggi sono metaforici e che se lo vedesse un veneto potrebbe quasi confonderli con i propri. Un film è un film, inutile cercare riscontri nella realtà. E’ nord, punto. Un nord sicuramente ricco che ora paga la crisi come tutti, ma che in tempi meno duri per la cultura ha fatto meno di quello che avrebbe potuto, raggelato da interessi e fedi non meno foschi di quelli della famigerata Roma ladrona.

Io amavo il cinema prima di diventare una lavoratrice del cinema, ma se fossi rimasta a Como o in Lombardia forse non sarebbe stato possibile realizzare il mio piccolo sogno.  La famosa Manifattura Tabacchi di Milano (inattiva da anni e nella quale sono stati investiti milioni dalla Lega che voleva farne la Cinecittà lombarda) e che solo recentemente la giunta Pisapia ha deciso di destinare alla Scuola del Cinema, la Film Commission Lombardia che pur facendo degli sforzi non eguaglia quella di Torino (ma nemmeno quella del Trentino e del Friuli o della Puglia), i lavoratori dello spettacolo che si mantengono con gli spot pubblicitari (quando ci riescono e non vengono sostituiti da stagisti inconsapevoli e sfruttati).  Per non parlare di grandi film che hanno usato territori e paradigmi per parlare di realtà. Penso a La grande bellezza, per fare un esempio recente: che cosa dovrebbero dire i romani? Eppure è un film bello e importante.

Fare film è difficilissimo, fare film come Il capitale umano lo è ancora di più.

Allora, mia cara e bella Como, non ti offendere; invita piuttosto Virzì a presentare il suo film e a parlare di quello. Dell’importanza di avere autori che si sforzano di mettere a fuoco problemi dell’economia distrutta dalla finanza, delle gravi ripercussioni di questo sistema anche a livello locale per la cultura e lo stato sociale, di chi si sforza di fare un cinema che si avvicina anche ai giovani e prova a renderli protagonisti ben oltre i tre metri sopra il cielo. Perché tra un po’ questi poveretti staranno tre metri sottoterra, ma solo se gli lasceremo i soldi per il funerale.  Non localizziamo, usciamo dal nido.  Facciamo vedere che la nostra è una città accogliente, che sta provando a uscire da anni bui con belle mostre, associazionismo e iniziative culturali, dimostriamolo. Approfittiamo di questa occasione per mettere l’accento su quello che non va e per proporre idee nuove.   Ma prima di tutto, andate a vedere il film! Perché è bello…

Con amicizia». [Bettina Pontiggia]

[Il capitale umano di Paolo Virzì è allo Spazio Gloria in via Varesina 72 a Como alle 21 giovedì 9, ven 10 e  sabato 11, domenica  12 alle 17,30 e 21, mercoledì 15 gennaio alle 21.  Ingresso 7 euro riservato ai soci Arci, 5 euro il mercoledì]

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