Brundibàr

ACWT/ 27 gennaio/ Il segno della memoria

Memoria è ricordo, impresso a fondo nella mente, nel vissuto. Spesso è una parola, un gesto, una nota che risuona di sottofondo a far tornare sulla superficie dei pensieri un ricordo altrimenti sommerso. È questo, in fondo, il senso della Giornata della memoria per le vittime della Shoah: mantenere il ricordo vivo, presente, di quanto è accaduto, continuando a rinnovarne la trasmissione limpida e trasparente verso le nuove generazioni. Questa puntata di ArciComo Webtv vuole essere insieme testimone (nel ricordo di Ines Figini, ultima superstite comasca dei deportati nei lager scomparsa nel 2020, e nel racconto delle pietre d’inciampo) e strumento di riflessione attraverso l’arte (dalla musica, al teatro, passando per il disegno e la fotografia), poiché soprattutto l’esperienza sensoriale – che sia visiva, tattile o uditiva – permette di immergersi stimolando pensiero e memoria riguardo un periodo storico tragico per l’umanità tutta.

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Memoria e musica al Sociale: Brundibár

 

Il teatro Sociale di Como ha accolto nella serata di venerdì 12 gennaio l’operina Brundibár, di Hans Krása con libretto di Adolf Hoffmeister, contestualizzata con scene recitate ispirate e tratte dal libro La repubblica delle farfalle di Matteo Corradini.
L’operina ha visto Pierangelo Gelmini come direttore di un’orchestra mista con studenti del Conservatorio “Verdi”, dell’Istituto comprensivo Como Borgovico e del Liceo musicale “Ciceri”. Il coro era quello di voci bianche del teatro Sociale, insieme ai bambini dell’Istituto comprensivo. Le sezioni recitate sono state messe in scena con la partecipazione dell’Accademia teatrale del  teatro Sociale e la regia di Pia Mazza e Cristina Quadrio; le scene del Liceo artistico “Melotti” di Cantù.

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La ragazza di Terezìn

BrundibàrjpgNella serata di venerdì 7 febbraio, nella sala consiliare del comune di Lomazzo, si è parlato del lager-ghetto di Terezin e approfondita la storia dell’operina musicale di Hans Kràsa Brundibàr, messa in scena all’interno del campo. Importante è stato il contributo di Leonardo Visco Gilardi, vicepresidente della sezione Aned di Milano, che ha posto l’accento sulla memoria e sulle  sue responsabilità, sia dal punto di vista politico che storico. Trasmettere memoria, collettiva e condivisa, alle nuove generazioni, è un atto che permette di sviluppare consapevolezza. È la conoscenza che permette di scegliere, e quindi di essere liberi. È stata ripercorsa la vicenda che ha visto protagonisti Heydrich e Eichamnn alla fine del 1944, quando autorizzarono un’ispezione della Croce rossa nel campo di Terezin;  per dimostrare come gli ebrei fossero trattati con umanità, fecero inscenare Brundibàr: storia ingenua e liberatoria di bambini che, per aiutare la madre malata, s’ingegnano a cantare nella piazza per comprarle del latte.  Brundibàr è un suonatore di organetto prepotente, con dei baffi che non casualmente ricordano quelli di Hitler; ruberà loro i soldi raccolti, ma alla fine avverrà il trionfo dei bambini bisognosi. In occasione della Giornata della memoria, è stato proiettato nel liceo di Lomazzo La ragazza di Terezin, e si è voluto condividere con la cittadinanza il cortometraggio di Valerio Finessi: una discutibile  docu-fiction, che nonostante le buone intenzioni, risulta molto amatoriale. L’idea è quella di riprendere l’operina Brundibàr, trasportandola dal campo ad un teatro dei giorni nostri. Purtroppo, si esce con l’amarezza di non aver visto l’originale. [Barbara Rizzi, ecoinformazioni]

Musica a Terezin/ Brundibàr

BrundibàrjpgVenerdi 7  febbraio, alle 20.45 nella sala consiliare di Lomazzo, verrà proiettato il film Brundibàr, tratto dall’operina musicale di Hans Kràsa. La serata è rivolta a tutti, e rappresenta un ulteriore appuntamento pensato per la Giornata della memoria. Organizzato da Aned e Anpi Seprio, interverrà Leonardo Visco Gilardi, vicepresidente della sezione Aned di Milano.

Dal sito dell’unione delle comunità ebraiche italiane (www.ucei.it): «Un’operina per bambini, intitolata “Brundibàr”, composta e strumentata a Terezin da Hans Kràsa. Questa fu l’unica opera lirica che poté essere rappresentata in forma teatrale, con scene e costumi. L’operina venne replicata 55 volte e il livello dello spettacolo era tanto elevato, che Berlino mandò a Terezin una troupe cinematografica per girare un documentario di propaganda. In quell’occasione, “Brundibàr” venne rappresentata in un teatro vero e proprio. Finite le riprese tutti i membri dell’orchestra, i collaboratori, i bambini che vi avevano partecipato, vennero deportati ad Auschwitz.» [Barbara Rizzi, ecoinformazioni]

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