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Abbonamento annuale per il trasporto scolastico

bussptA Como i residenti di Camnago, Civiglio, Garzola e Bassone-Sant’Antonio possono partecipare al bando comunale. Domande entro il 21 agosto.

 

«Dovranno essere presentate entro il 21 agosto le domande per l’abbonamento annuale al trasporto pubblico locale – precisa il Notiziario del Comune di Como –. Il beneficio riguarda gli studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado residenti nei quartieri di Camnago Volta, Civiglio, Garzola e zona Bassone-Sant’Antonio, quartieri dove non sono presenti scuole. Le domande dovranno essere presentate al Centro Civico del quartiere di residenza o agli uffici di via Italia Libera, 18/A oppure potranno essere spedite con raccomandata con ricevuta di ritorno (farà fede il timbro postale).Per qualsiasi informazione è possibile rivolgersi al settore Servizi Scolastici del Comune di Como, al numero 031.252681 oppure scrivere all’indirizzo mail careddu.grazia@comune.como.it La modulistica – dove sono specificati criteri e requisiti – può essere scaricata anche da internet dal sito del Comune www.comune.como.it (Albo pretorio On line- Avvisi- Trasporto scolastico per gli alunni residenti in zone svantaggiate)». [md, ecoinformazioni]

Partono i lavori per la posa dei semafori in piazza Roma

PiazRoma0Terminata questa prima fase, da lunedì 9 giugno, con l’orario estivo, cambieranno i percorsi degli autobus.

 

«Sono cominciati in questi giorni i lavori per la posa dei due semafori in piazza Roma – annuncia un comunicato del Comune di Como –. L’intervento è realizzato per conto del Comune di Como, da Csu, la partecipata di Palazzo Cernezzi che ha in gestione i parcheggi cittadini. I lavori proseguiranno per tutta la settimana e tempo permettendo si chiuderanno per venerdì» 30 maggio.

«I semafori – uno all’imbocco di via Rodari, per i veicoli diretti in piazza Roma e uno in piazza Roma per i veicoli in uscita da piazza Roma – entreranno in funzione con la modifica dei percorsi dei bus, che non transiteranno più dai Portici Plinio ma, appunto, da piazza Roma, con l’entrata in vigore dell’orario estivo, ossia dal 9 giugno – prosegue la nota, che annuncia –. Le nuove fermate e i nuovi percorsi saranno illustrati in dettaglio la prossima settimana da Comune e Asf, nel corso di una conferenza stampa». [md, ecoinformazioni]

Clima rovente nell’incontro tra autisti e Provincia lunedì 23 settembre a Villa Saporiti

I lavoratori chiedono un forte intervento pubblico e un cambio di strategia industriale, mentre Villa Saporiti si trincera dietro il contratto d’appalto e non sembra intenzionata a entrare nel merito della vertenza.

Una trentina di autisti e cinque cartelli contro l’amministratore delegato di Asf Annarita Polacchini hanno accolto lunedì 23 settembre gli amministratori provinciali a Villa Gallia. Una settimana dopo l’incontro con il sindaco di Como, i lavoratori in agitazione hanno chiesto ed ottenuto un incontro con gli amministratori provinciali, riuniti per il primo Consiglio dopo la pausa estiva. Nonostante la giornata ormai autunnale il clima all’interno della sala era caldo, anzi bollente. Lo si è potuto intuire da subito, quando Patrizio Tambini, assessore ai trasporti, ha annunciato che il presidente Carioni non sarebbe stato presente perché impegnato nel suo ufficio: un autista Asf in prima fila si alza e urla «Vogliamo il presidente! È sua la responsabilità!». Calmato dai colleghi è potuto iniziare il faccia a faccia. Il primo a prendere la parola è stato Amleto Luraghi, segretario generale della Cgil di Como, che dopo aver riassunto le motivazioni dell’agitazione, ha delineato il futuro del trasporto pubblico chiedendo un intervento della Provincia: «Nel nuovo piano industriale stilato da Asf non ci sono investimenti nel settore pubblico, mentre i costi del risanamento sono caricati sulle spalle dei lavoratori. La Provincia dovrebbe intervenire nella vicenda perché altrimenti, anche se si risolvesse questa vertenza, a breve potremmo avere una nuova crisi». Dal canto suo Fausto Tagliabue, segretario della Cisl di Como, ha sottolineato che «mentre Asf persegue giustamente l’obiettivo di realizzare il maggior profitto nel minor tempo, l’Amministrazione provinciale dovendo rappresentare gli interessi della comunità non può seguire questa politica, ma anzi deve proporre un piano di risanamento importante. Un risanamento che non deve però pesare sulle spalle dei lavoratori, ma dovrebbe puntare ad aumentare i clienti».
«Noi siamo disposti a fare la nostra parte – ha aggiunto un autista – alzando di dieci punti percentuali la nostra produttività e facendo risparmiare all’azienda circa 800 mila euro l’anno. Ma la politica deve fare altrettanto, ad esempio perché non eliminate l’affitto dei depositi, che costa ad Asf 1 milione e 200 mila euro l’anno?».
«Questo non è possibile – ha risposto l’assessore ai trasporti Tambini – perché l’affitto è una clausola del contratto che Asf ha potuto firmare vincendo una gara d’appalto». L’assessore ha quindi ribadito la necessità che Asf si doti di un piano aziendale «che sia capace di stare sul mercato per non finire come Alitalia, in vista della prossima normativa europea che rivoluzionerà il trasporto pubblico affidando la gestione pubblica ad agenzie locali»
«È giusto coprire il normale lavoro con lo straordinario?» ha dichiarato Tambini, come ad individuare nel pagamento degli straordinari la causa della crisi. Gli autisti, che fino ad allora erano rimasti silenziosi e seduti, hanno ricordato all’assessore, tra urla e sobbalzi sulla sedia, che Asf è ed è sempre stata sotto organico. Luraghi ha calmato gli animi ed ha riportato il discorso iniziale: «Comune e Provincia sono soci di maggioranza di Asf e devono intervenire, altrimenti il rischio è di una soluzione tampone della crisi». Si sono susseguiti numerosi interventi degli autisti che con toni forti hanno sottolineato l’arroganza dell’azienda che vorrebbe modificare il contratto senza l’ok dei sindacati, mentre qualcun’altro ha criticato il fiorire delle varie società pubbliche a Asf, principalmente Spt holding e Cpt, di cui gli amministratori, di nomina politica, sono pagati per riscuotere gli affitti che paga Asf. Lavoro per cui basterebbe un ragioniere.
L’assessore ha continuato a trincerarsi dietro il contratto firmato da Asf, che prevede la gestione dell’azienda da parte dei soci privati di minoranza (Arriva e Ferrovie Nord) senza che la maggioranza pubblica possa intervenire in alcun modo nella scelte strategiche.
Ha chiuso l’incontro l’intervento di un autista che ha sottolineato il peso dei lavoratori: «Noi siamo l’azienda, noi abbiamo in mano tutto: il controllo dei biglietti, l’uso corretto dei mezzi, il consumo dei carburanti e i rapporti con l’utenza. Se la vertenza non si sblocca tanto vale far fallire Asf!». Puntuale la risposta di Tambini: «Bravi! Così l’azienda finirà in mano di qualche multinazionale straniera!». «Ma l’Arriva è una multinazionale straniera!» hanno ribattuto rumorosamente gli autisti. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

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