Carta

Cara libertà di stampa

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La serata è stata inframezzata dall’accompagnamento musicale della Orchestrina del suonatore Jones e da una pausa di degustazione di vini del circolo Arci Terra e libertà.
Sul palco Valentino Parlato, il manifesto, e Pierluigi Sullo, Carta, hanno dialogato con Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni, sulla crisi che colpisce l’editoria di sinistra in Italia.
«Se siamo ancora vivi lo dobbiamo a voi – ha esordito Parlato – Tremonti ha proposto di tagliare 3-3,5 milioni di euro per la stampa, ma dato che avrebbe colpito anche giornali come Avvenire, il Secolo d’Italia o la Padania hanno prorogato di un anno i tagli». «Non vi chiediamo solo soldi, scrivete critiche anche aspre e cattive, se no corriamo il rischiamo di addormentarci tutti. il manifesto ha bisogno di dialogo anche per crescere e migliorarsi».
«Siamo in un periodo difficile – ha aggiunto il presidente de il manifesto a proposito delle difficoltà della sinistra politica – con il rischio di una notte d’inverno a causa di una crisi come quella del ’29 che, con l’impoverimento delle classi medie, ha portato al fascismo e al nazismo». È andato oltre Sullo che citando Paul Ginsborg ha parlato di fine della democrazia: «Ormai non siamo più in una democrazia, ma in una fiction, ne è un esempio la vicenda della Commissione di vigilanza Rai che è di fatto un vaudeville».
«I media sono totalmente cambiati – ha spiegato il direttore di Carta –, noi, oltre al settimanale, produciamo un quotidiano on-line pubblicato alle 5-6 del pomeriggio sul nostro sito. Il New York Times ha affermato che entro cinque anni non avrà più una versione cartacea e sarà solo on-line. La distribuzione in edicola ci ammazza, dati i costi e l’obbligo di dovere stampare un elevato numero di copie, per questo puntiamo sugli abbonamenti che ci garantiscono delle entrate sicure e anticipate».
«La machina dell’informazione del tipo Murdoch e quindi Sky non ha più come obiettivo la formazione di un’opinione pubblica, il vecchio quarto potere, ma di trovare contatti, clienti per gli investitori pubblicitari — ha proseguito Sullo – l’informazione così come la democrazia non c’è più».
Alla stampa di sinistra è rimasto quindi solo un ruolo di testimonianza? Sullo ha fatto due esempi di silenzio dell’informazione l’Assemblea nazionale degli studenti di Roma, di cui non ha parlato nessun media nazionale, e lo sgombero del presidio contro la Turbogas ad Aprila, di cui non ha parlato neanche la Repubblica, dato che la Sorgenia che dovrà costruire l’impianto è di De Benedetti presidente del Gruppo editoriale l’Espresso. Per il direttore di Carta «il nostro compito è quello di ricostruire quei collegamenti che una volta erano dati da anni di lotte, permettendo un collegamento fra i tentativi di creare una differente democrazia, come in Val di Susa, e altri modi di vivere, che a volte non vengono considerati come politici, come i Gas (Gruppi di acquisto solidale) che sono un po’ come le mutue operaie di fine ‘800».
Il dibattito col pubblico, raccogliendo la richiesta di Parlato, ha toccato i punti i più disparati e avanzato qualche critica partendo dal rapporto con altre testate comuniste come Liberazione.
Per alcuni è stata una scelta assurda quella di pubblicare un altro quotidiano comunista, mentre altri hanno difeso la necessità per un partito come Rifondazione di avere un proprio organo di informazione.
La forma e la sostanza dello scritto del giornale hanno appassionato il pubblico con la richiesta di una scrittura più semplice e vicina alle classi popolari a cui ha risposto Parlato «quando le cose sono difficili e anche più complesso riuscire a spiegarle e a volte l’oscurità nella descrizione deriva anche dal fatto di non avere le idee chiare». Il problema del linguaggio ha anche stimolato Sullo: «Non si può più parlare di un linguaggio, ma di una disintegrazione, ognuno ha un proprio linguaggio». La via per il direttore di Carta è diventare “dei mediatori culturali” che possano fungere da trait d’union tra le esperienze che nascono nei più svariati luoghi d’Italia, dai comitati per l’acqua pubblica alla no Tav. Significativamente la complessità è stata rivendicata anche come stimolo per una crescita personale e un vero approfondimento delle questioni che caratterizza la testata di via Bargoni.
Un acceso dibattito è nato da una richiesta di eliminare dal sottotitolo la definizione di quotidiano comunista, definita «archeologia politica, quando ben poche persone si riconoscono in Italia nella definizione di comunista». Una discussione che si è sviluppata anche sui rapporti che le forze della sinistra cosiddetta radicale, «una definizione del Corriere della sera» ha precisato Sullo, hanno con il Partito democratico. La difesa di una tradizione che si rifà alla rivoluzione francese ed ai tre grandi principi di Liberté, égalité, fraternité è toccata a Parlato, che ha anche ricordato come grandi riforme in Italia siano state fatte quando c’era un Partito comunista all’opposizione più di quando le forze riformiste sono state al Governo.
Una speranza per il futuro sono i 1300 euro di sottoscrizione raccolti durante la serata per le due testate che, come emerso dal dibattito, sono una straordinaria contraddizione non risolta nei confronti del mercato. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Libera stampa il 20 novembre allo Sapzio Gloria a Como

manifesto1Cara libertà, una serata di incontro, festa e sottoscrizione a sostegno della stampa indipendente. Giovedì 20 novembre alle 21 allo spazio Gloria in via Varesina 72 a Como. Organizzano: Arci provinciale e i circoli Arci Terrà e Libertà, ecoinformazioni e Xanadù.

L’attacco delle destre alle libertà e alle radici stesse della nostra civiltà è multiforme. La parte più retriva della politica, purtroppo premiata dal consenso della maggior parte degli elettori, sta intensificando la sua azione per annullare la Carta costituzionale aggirandone principi e precetti. Così nel nostro territorio, a Cantù, trova spazio l’idea razzista e fascista di chiedere a cittadini di denunciare anonimamente al telefono stranieri, persone colpevoli solo di esistere.
Così, impedendo perfino al Parlamento di discuterne e minacciando repressione per chi si oppone, Tremonti, Gelmini e Berlusconi avviano un organico e articolato percorso di distruzione della scuola pubblica.
Così, mentre nel nostro territorio la destra guadagna un nuovo quotidiano e la Giunta Bruni si regala un mensile di autopromozione (a nostre spese), si modificano le leggi sulla stampa per impedire alle poche testate libere residue di esistere.
La bolla informativa e le sue balle, altrettanto pericolose e assassine del disastro finanziario che da essa è stato alimentato e sostenuto, regge e viene difesa dalle destre che fondano proprio sulla disinformazione, sulla paura costruita ad arte con notizie drogate diffuse Porta a Porta la sua stessa possibilità di esistere e di gestire il potere.
Per questo l’idea di Berlusconi è togliere ogni agevolazione, ogni finanziamento, ogni possibilità di vita a chi non lo sostiene e non propaganda quel pensiero unico liberista e guerrafondaio che, sconfitto persino nei mercati tanto da indurre i governi a statalizzare le perdite di scelte economiche dissennate, può guadagnare consenso solo con l’intensificarsi della propaganda e la negazione sistematica della verità.
È l’intero sistema della stampa non asservita al potere che soffre e per questo contiamo sulla partecipazione più ampia all’iniziativa sulla libertà di stampa organizzata il 20 novembre alle 21 allo Spazio Gloria a Como a sostegno de il manifesto e di Carta.
All’incontro partecipano Valentino Parlato – Il manifesto, Alessandro Robecchi – Il manifesto, Gigi Sullo – direttore di Carta. Coordina Gianpaolo Rosso – Arci/ ecoinformazioni. La serata prevede un momento di musica dal vivo e degustazioni di vini con raccolta fondi a sostegno de il manifesto e Carta.

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