Comitato comasco per l’acqua pubblica

Verso Cancun giornata mondiale per l’acqua

Sabato 4 dicembre mobilitazione nazionale per l’acqua pubblica. Il Comitato provinciale comasco per l’acqua pubblica, con il sostegno dell’Arci, sarà in piazza Martinelli (ex Fulda) a Como dalle 13 alle 18 con uno spazio informativo, il banchetto sulla rabdomanzia, il gioco dell’H2oca e la giocoleria di Fabio Bergamaschi.

No alla legge regionale che privatizza l’acqua della Lombardia

Pressing di comitati e cittadini sui Consiglieri Regionali per dire No all’approvazione della legge sull’acqua: – lunedì 29. 11: mailbombing sui Consiglieri Regionali – martedì 30. 11: presidio davanti al Pirellone. Tutte le informazioni sul blog Acquacomo.

Sindaci e amministratori a confronto sulla gestione dei servizi idrici della provincia di Como

Venerdì 26 novembre alle 20.30 alla Circoscrizione 6 in via Achille Grandi 21 a Como Il Comitato comasco per la difesa dell’acqua pubblica invita all’incontro Acqua: gestione pubblica o gestione privata? Sindaci e amministratori a confronto sulla gestione dei servizi idrici della provincia di Como. Tutte le informazioni sul blog Acquacomo.

Mail bombig contro i privatizzatori dell’acqua in Lombardia

Il 5 agosto (approfittando della “distrazione” delle vacanze…) la Giunta regionale della Lombardia approverà un Progetto di legge sulla gestione dell’acqua, in applicazione del Decreto Ronchi, lo stesso di cui si chiede l’abrogazione attraverso il Referendum nazionale che ha raccolto 1 milione e 400 mila firme in Italia, di cui ben 237 mila in Lombardia. Pertanto anche il Progetto di Legge della Giunta Regionale porterà a consegnare ai privati la gestione dell’acqua. Il Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l’Acqua Pubblica invita quindi a mandare (da oggi al 5 agosto) un’email agli assessori regionali per dire No alla privatizzazione dell’acqua in Lombardia. In fondo vi riportiamo gli indirizzi e il testo dell’appello (se volete modificate l’oggetto, per evitare che cancellino l’email come spam). Fate sentire la vostra voce. Tutte le informazioni sul blog Acquacomo

Abrogare la privatizzazione dell’acqua

Sala Noseda piena il 25 febbraio, per l’incontro sulla «Gestione pubblica dell’acqua in provincia di Como» promosso dal Comitato comasco per l’acqua pubblica. Al centro della discussione le iniziative verso i tre referendum abrogativi delle norme che hanno privatizzato l’acqua, per rendere possibile la gestione pubblica di questo bene comune.

Grande partecipazione da parte dei cittadini *giovedì 25 febbraio all’incontro sull’acqua pubblica che si è svolto presso la Sala Noseda della Camera del Lavoro. La serata è nata per fare il punto della situazione sul quadro normativo sul quale si inserisce il referendum nazionale per l’acqua pubblica e sulla situazione a livello locale. Per quanto riguarda i referendum, sono stati presentati i tre quesiti (non ancora depositati definitivamente) per i quali ad aprile inizierà la raccolta firme. Il primo quesito, il più sostanziale, chiede l’abrogazione totale dell’articolo della legge votata a novembre 2009 che contiene il principio della privatizzazione dell’acqua. Il secondo quesito è contro l’introduzione di altri elementi alla privatizzazione, legati all’affidamento a società di capitali dell’acqua; il terzo quesito referendario infine concerne la rilevanza economica a chi gestisce l’acqua.
Il dibattito di ieri sera, al quale hanno preso parte anche alcuni amministratori locali, si è focalizzato molto su quest’aspetto, come spiega Roberto Fumagalli, presidente del Circolo ambiente “Ilaria Alpi”, ovvero sul «principio secondo il quale la tariffa deve coprire tutti i costi». Secondo i movimenti e le associazioni impegnate contro la privatizzazione dell’oro blu, questo principio va assolutamente contrastato: «spetta alla fiscalità generale risanare le opere e la rete idriche, i fondi non vanno coperti attraverso la tariffa». Come dire, basterebbe una “grande opera” inutile in meno, per riqualificare il sistema idrico nazionale.
A livello locale, nel frattempo, le acque sono ferme, è il caso di dirlo. La situazione di stallo attuale riguarda il percorso avviato a livello di ATO in merito alla suddivisione del servizio in due parti – gestione ed erogazione – da affidare a due società diverse, con l’obbligo di mettere a gara – e quindi di privatizzare – il servizio di erogazione: le associazioni comasche avevano paventato ai Comuni il rischio di incostituzionalità, così è stato e dunque tutto è stato azzerato. «I sindaci hanno sentito solo le sirene della Regione a favore della privatizzazione dell’acqua e hanno ignorato le mille voci della società civile che chiedevano che l’acqua restasse pubblica: abbiamo avuto ragione noi» commenta Fumagalli.
Si muove invece qualcosa sul fronte della mobilitazione verso il referendum, anche a Como. Ieri sera alcuni cittadini presenti all’incontro si sono presi l’incarico di seguire la raccolta firme sul territorio, organizzando iniziative, banchetti ma anche eventi e serate ad hoc. La campagna inizierà dopo le elezioni regionali e in particolare dal 10 aprile; in concomitanza di quella data si terrà a Como un’altra iniziativa pubblica per lanciare la raccolta firme verso il referendum per l’acqua pubblica. [Barbara Battaglia, ecoinformazioni]

Lunedì 11 gennaio presidio in Provincia per l’Acqua pubblica

Il Comitato comasco per l’acqua pubblica invita a partecipare al presidio che si terrà Lunedì 11 gennaio alle ore 16, presso Villa Gallia  – sede della Provincia di Como – dove si riuniràl’assemblea dell’AATO  di Como, cioè l’assemblea dei sindaci incaricata di prendere decisioni sulla gestione dell’acqua nel territorio della provincia di Como.

Il testo del comunicato che indice l’iniziativa.

«Pur non essendo all’ordine del giorno la discussione sulla gestione dell’acqua, il Comitato Comasco per l’Acqua Pubblica chiede ai sindaci di prendere posizione contro il rischio di privatizzazione dell’acqua. Infatti l’ATO di Como, nel 2007, aveva deciso di separare la gestione delle reti dall’erogazione del servizio e di affidare l’erogazione  tramite gara, ovvero consegnare l’acqua nelle mani dei privati!
Nel frattempo si è dato vita alla società patrimoniale ComoAcque e si era pronti a bandire la gara per l’affidamento dell’erogazione. Così, oltre a dover renumerare due consigli di amministrazione, rimaneva a carico della società pubblica la realizzazione degli investimenti infrastrutturali, gli interventi di ristrutturazione e valorizzazione, mentre ai privati andava la bollettazione (le entrate) e la sola manutenzione ordinaria.
Ma di recente la Corte Costituzionale, con sentenza 307/2009 del 16/11/2009, ha dichiarato incostituzionale la separazione della gestione  della rete idrica dall’attività di erogazione dell’acqua.
Pertanto *in provincia di Como occorre adesso revocare le decisioni già prese e fermare la gara per l’affidamento del servizio*, altrimenti si rischierebbe di esporsi a ricorsi per illegittimità.
Ed è paradossale che, in questa fase, ci si stia affidando ai dirigenti della Regione Lombardia, cioè a coloro che hanno scritto una legge rilevatasi incostituzionale.
Il Comitato Comasco per l’Acqua Pubblica denuncia anche il contenuto dell’art. 15, votato a novembre dal Parlamento, che vorrebbe consegnare l’acqua di tutta l’Italia nelle mani delle grandi multinazionali, magari straniere.
Un rischio che corre anche la provincia di Como nel caso si perseveri nella decisione di mettere a gara i servizi idrici.
*Il Comitato Comasco per l’Acqua Pubblica chiama a raccolta i cittadini e gli amministratori pubblici che vogliono difendere l’acqua dalle speculazioni del mercato. La priorità è quella di fermare la gara e di impostare un nuovo percorso di affidamento diretto della gestione ed erogazione dei servizi idrici ad aziende totalmente pubbliche, come per altro consentito dalla legge.
Per questo organizziamo un presidio davanti a Villa Gallia – via Borgovico 148 – lunedì 11 gennaio alle ore 15.30 per far sentire ai sindaci la voce di chi non condivide la strada della privatizzazione dell’acqua».

Per il Comitato Edi Borgianni, Roberto Fumagalli, Enzo Arighi

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