comune di Como

Profughi in rivolta?

salesianum tavernolaUna bufala. Nessuna protesta a Tavernola per i vestiti come scritto dal Giornale d’Italia smentita dall’associazione Il Focolare.

«Nei giorni scorsi Il Giornale d’Italia, giornale on-line fondato e diretto da Francesco Storace, ha pubblicato una notizia intitolata Neanche i vestiti vanno bene. E li gettano in strada. A Como l’ennesima “azione di protesta” dei sedicenti profughi che l’Italia accoglie. I residenti: ‘Potrebbe scoppiare una bomba sociale – precisa il Comune di Como –. Quanto riportato dal quotidiano – che fa riferimento ad una struttura di un ente religioso in un quartiere a nord di Como – è smentito dall’associazione Il Focolare, l’ente che in collaborazione con Caritas Como per conto della Prefettura si occupa della gestione dei profughi e che da sei giorni gestisce la struttura di proprietà dei Salesiani a Tavernola».

«È una notizia falsa e priva di alcun fondamento – dichiara Giovanni Mazzoleni dell’associazione Il Focolare –. Quello che succede da sempre, dappertutto, è che per motivi igienici i vestiti con cui i profughi arrivano, vengono tutti buttati. I sacchi, però, non vengono messi in strada, mai. Qui a Tavernola [dai Salesiani] li abbiamo portati nella nostra area di raccolta rifiuti, che è all’interno del parco. Nessuna azione di protesta, quindi e nessun vestito gettato in strada. Quanto alle persone che sono state viste in giro si recano, a piedi, in Questura per i documenti e all’Asl per le vaccinazioni».

L’assessore alla Politiche sociali di Palazzo Cernezzi aggiunge: «Premesso che la gestione dei profughi è in capo alla Prefettura e non al Comune, l’associazione ci ha confermato che è normale prassi che all’arrivo nei centri di riferimento, accoglienza e smistamento, per motivi igienico-sanitari i vestiti dei profughi siano buttati. Quanto alle bombe sociali, la civiltà, la cultura e il senso di responsabilità dei nostri concittadini non ci lasciano immaginare questi scenari ma piuttosto gesti di attenzione e solidarietà». [md, ecoinformazioni]

L’Anac ha dato il parere sulle paratie

facciatapalazzocernezzi«A conclusione dell’istruttoria dell’Autorità nazionale anti-corruzione avviata sul cantiere del lungolago è pervenuta oggi [lunedì 27 liglio] la comunicazione sulle risultanze – annuncia stringatamente il Comune di Como –. Da una prima lettura emergono rilievi critici sulla progettazione originaria e sulle conseguenti soluzioni giuridico-amministrative prospettate dalla perizia di variante. Nel corso delle prossime ore, gli uffici dovranno approfondire i contenuti del documento e mercoledì il sindaco incontrerà la stampa».

CO Vadis

co vadisUna App per trovare parcheggio negli autosili di Como.

Dal 24 luglio è attiva: «CO Vadis una App gratuita [che gioca con l’assonanza col fortunato romanzo di Sinkiewicz] per conoscere in tempo reale la disponibilità di posto nei sette principali autosili cittadini. La App si può già scaricare dagli store di Android, IOs e Windows Phone e a breve sarà disponibile anche dallo store Apple. Per scaricarla è sufficiente cercarla nello store del proprio smartphone oppure seguire il link riportato sul sito di Shopincomo, il Distretto urbano del commercio di Como (shopincomo.comune.como.it)».

«Una volta lanciata, sarà sufficiente selezionare la struttura più congeniale per attivare il navigatore Gps che guiderà quindi al parcheggio – si precisa –: se durante il tragitto i posti cominciassero a scarseggiare, la stessa App ne darà avviso e proporrà di selezionare un altro autosilo. Una volta giunti a destinazione, si può infine scegliere come continuare: Co Vadis contiene, infatti, anche i riferimenti delle stazioni del bike sharing oltre ai collegamenti agli orari e alle tratte dei principali mezzi di trasporto pubblici».

«Co Vadis, tra le poche nel suo genere create e messe a disposizione da una pubblica amministrazione – viene sottolineato –, è una App innovativa sviluppata dal Comune di Como insieme al Politecnico di Milano ed è stata cofinanziata da Regione Lombardia nell’ambito del programma di intervento Como nel cuore d’Europa (con l’Europa nel cuore)». [md, ecoinformazioni]

Una delegazione a Tokamachi

facciatapalazzocernezziPer i 40 anni di gemellaggio con la città giapponese Palazzo Cernezzi invia una delegazione in Giappone. A ottobre i rappresentanti del sol levante sul Lario.

«Nell’anno dei festeggiamenti per i 40 anni del gemellaggio tra Como e la città di Tokamachi, venerdì 24 luglio una delegazione ufficiale partirà dal Lario alla volta del Giappone – annuncia il Comune di Como –. La delegazione è composta dal presidente del Consiglio comunale Stefano Legnani, dalla consigliera Laura Bordoli, dalla consigliera Eva Cariboni, dal vicepresidente dell’associazione Famiglia comasca Adriano Giudici. Insieme a loro anche Laura Clerici, la bambina che negli anni Settanta scrisse una lettera al sindaco di Tokamachi, dopo essere rimasta colpita da un articolo di giornale che parlava della volontà di attivare il gemellaggio e Akiko Izawa , presidente dell’associazione cittadina Miciscirube e aiuto interprete».

«Fino al 28 luglio la delegazione, che rientrerà il 31 luglio, sarà a Tokamachi e quindi si sposterà poi a Tokyo – spiega la nota –. A Tokamachi i rappresentanti presenzieranno all’inaugurazione della triennale d’arte The Echigo-Tsumari ed il 27 luglio è prevista una cerimonia per festeggiare l’anniversario del gemellaggio. I rappresentanti della municipalità di Tokamachi saranno ospiti di Como in ottobre».

«Il legame nacque a inizio degli anni Settanta: le due città erano accomunate da un’importante tradizione tessile e il 27 febbraio 1975 i due sindaci dell’epoca Antonio Spallino e Yoshikazu Kasuga firmarono il patto di gemellaggio – ricorda Palazzo Cernezzi –. Nel corso degli anni molte delegazioni hanno reciprocamente fatto visita alle due città e il legame si è rafforzato coinvolgendo sempre più soggetti in vari ambiti: economico, commerciale, culturale, educativo, artistico e sportivo». [md, ecoinformazioni]

Approvato lo schema di donazione dell’opera di Libeskind

Libeskind01Mercoledì 22 luglio la Giunta Lucini ha approvato: «Lo schema di donazione della scultura Life Electric di Daniel Libeskind». «Il via libera all’accettazione della donazione è un passaggio obbligato che consente ora di procedere con la posa del monumento» spiega Palazzo Cernezzi.

Via Tentorio: il comune rimuove 32 pali

tentorioConsegnata la strada al Comune di Como, il settore Mobilità ha provveduto a sistemare in via Tentorio la giungla di cartelli indicanti il percorso ciclo-pedonale. Nella notte del 22 luglio, sono stati quindi rimossi trentadue pali e sono stati mantenuti solo quelli agli incroci, all’inizio e alla fine della strada. Chiara la motivazione degli uffici: «Data la continuità del percorso ciclopedonale, evidenziato con cordoli continui anche in corrispondenza degli accessi carrai, l’installazione dei segnali verticali “Percorso pedonale e ciclabile” e “Fine del percorso pedonale e ciclabile” deve essere eseguita solo all’’inizio e alla fine di tale percorso continuo, e non sugli accessi carrai dove, ai sensi dell’articolo 154 del Codice della Strada, i conducenti devono assicurarsi di poter effettuare la manovra senza creare pericolo o intralcio agli altri utenti della strada. Inoltre, in corrispondenza degli accessi carrai, non deve essere tracciata la segnaletica orizzontale di attraversamento pedonale e ciclabile in quanto tale segnaletica è da prevedersi solo per garantire la continuità delle sedi ciclopedonali nelle aree di intersezione stradale (incroci con altre strade). Per garantire migliori condizioni di sicurezza nelle zone di possibile conflitto del percorso ciclopedonale continuo (accessi carrai) è opportuno trattare la pavimentazione con vernice di colore rosso per richiamare l’attenzione dei conducenti».

 

Via per Civiglio: proteste e lavori

civiglioUna delegazione di cittadini è andata a Palazzo Cernezzi per sollecitare i lavori di sistemazione della principale strada che conduce alla frazione comasca. L’amministrazione annuncia «è in corso l’aggiudicazione dei lavori» ed è già stato «concordato con l’impresa l’avvio degli interventi nel mese di agosto».

Una trentina di cittadini della frazione collinare di Como, la cui strada di accesso principale è bloccata a causa di una frana, si sono presentati in Comune lunedì 20 luglio. La seduta è stata sospesa e il sindaco Mario Lucini si è confrontato con loro, che hanno distribuito un volantino in cui spiegavano i motivi della loro protesta.

«Ci scusiamo per l’intrusione e per il disturbo recato ai lavori consiliari – si legge –, ma a distanza di ben 9 mesi dall’evento della frana, non essendo accaduta nel frattempo nulla di significante per quanto concerne il ripristino della viabilità e della messa in sicurezza, ci vediamo costretti un’ennesima volta a chiedere spiegazioni su cosa stia succedendo, sui provvedimenti che dovrebbero essere presi e sui tempi della loro realizzazione».

Infatti Palazzo Cernezzi aveva assicurato come termine dei lavori di ripristino l’inizio del prossimo anno scolastico, per ora la strada è chiusa agli automezzi e una scala in ferro è stata posata per accedere in sicurezza a via alla Grotta, ma denunciano i residenti la «tempistica largamente disattesa».

«Crediamo che dobbiate riconoscere che gli abitanti di Civiglio in questo frangente si siano dimostrati molto, troppo pazienti – proseguono i residenti –. Adesso siamo davvero stanchi». Anche la linea del bus che collega Civiglio al centro città il quartiere è stata deviata e non fa più capolinea in piazza degli Alpini e infatti per scendere in centro è stata garantita la possibilità di salire sull’autobus per Ponzate al bivio Civiglio. Se qualcosa non si risolve i residenti minacciano in proposito a qualche forma di protesta come quella di non pagare il biglietto.

«L’aggiudicazione, provvisoria, dei lavori di messa in sicurezza di via per Civiglio è in corso e l’amministrazione ha già concordato con l’impresa l’avvio del cantiere nel mese di agosto – ribatte il Comune nel proprio Notiziario di ì 21 luglio –. La migliore offerta presentata è stata scartata nei giorni scorsi: il ribasso era eccessivo e l’impresa non ha potuto giustificare a norma di legge tale sconto; la commissione di gara ha così proceduto alla verifica della seconda offerta; trattandosi anche in questo caso di un’offerta anomala, sono state ripetute le necessarie verifiche. I giustificativi, questa volta, ci sono e pertanto si potrà procedere con l’aggiudicazione provvisoria. Una volta ottenuti tutti i documenti (prima della firma del contratto servono il via libera di Questura, Procura, Agenzia delle entrate, Ispettorato del lavoro) l’aggiudicazione sarà giudicata definitiva».

«È in corso l’aggiudicazione provvisoria e l’impresa ha già dato disponibilità a lavorare subito, anche nel mese di agosto – dichiara Pietro Gilardoni, dirigente del settore Reti e strade del Comune di Como –. La situazione della frana ha richiesto un lungo lavoro di indagine prima e poi di predisposizione del progetto, tempi a cui vanno aggiunti quelli necessari per bandire e aggiudicare la gara».

«Non ci siamo dimenticati di Civiglio e non ci siamo dimenticati dei disagi legati alla chiusura della strada – prosegue l’assessora Daniela Gerosa –. L’importo stanziato per i lavori è di 700mila euro e questo rende conto, anche se solo in parte, della complessità dell’intervento da realizzare. Adesso siamo finalmente arrivati in fondo, ci vorrà ancora un po’ di pazienza perché comincino i lavori, è vero, ma ci siamo». [md, ecoinformazioni]

Castello Baradello, un nuovo museo

baradelloMuseo archeologico, Parco Spina Verde e Soprintendenza hanno lavorato per una nuova esposizione, «I lavori sono ormai in fase di ultimazione» annuncia il Comune di Como.

«Presto i visitatori potranno finalmente ripercorrere la storia della nostra città grazie ai reperti che verranno esposti all’interno dell’antica torre – spiega una nota di Palazzo Cernezzi –. L’intervento, promosso dal Parco Spina Verde in collaborazione con il Museo archeologico di Como e la Soprintendenza archeologia della Lombardia, prevede di trasformare il Castello in una sorta di “Torre del Tempo”, con un percorso interno che spazia dalle origini di Como fino ai giorni nostri».

«I reperti archeologici, finora conservati nei depositi del Museo Archeologico “Paolo Giovio”, sono stati trasferiti al Castello nei giorni scorsi e vengono ora disposti in apposite vetrine che saranno accompagnate da didascalie messe a punto dal Museo di concerto con la Soprintendenza – si spiega –. I reperti archeologici provengono dagli scavi condotti al Baradello dall’architetto Luigi Mario Belloni negli anni Settanta, a cui si aggiungono gli interessanti materiali recuperati nel corso delle campagne di scavo condotte successivamente negli anni 2008-2010 sotto la direzione dei Musei civici di Como, su concessione del Ministero».

«Queste nuove ricerche hanno previsto un approccio moderno e multidisciplinare e hanno portato importanti risultati – prosegue e precisa la nota –. Si sono potute approfondire le conoscenze sulle fasi più antiche del Castello, che possono ormai essere datate con certezza all’età altomedievale (V-VI sec. d.C.). È stata inoltre identificata una cerchia muraria più esterna che circondava e proteggeva il complesso fortificato, in aggiunta alle altre due finora note. Gli studi sono ancora in corso ma alcuni dei risultati sono già stati divulgati anche su riviste scientifiche internazionali. L’esposizione consentirà di condividere i dati raccolti con la cittadinanza, con i turisti e con gli studenti, valorizzando pienamente i materiali restituiti dagli scavi, che acquistano un maggiore significato ora che sono esposti nel loro luogo di origine». [md, ecoinformazioni]

Perché non è stato indetto il referendum?

alessandro-rapinese-foto-douglas1Rapinese chiede perché la Giunta comasca non abbia indetto il più presto possibile il referendum sul monumento di Libeskind.

«Nella riunione della Giunta comunale di ieri [mercoledì 15 luglio] il sindaco ed i suoi fiduciari non hanno indetto, come avrebbero potuto ai sensi del comma 2° dell’art. 6 del Regolamento comunale per i referendum consultivi, il referendum avente ad oggetto la posa del monumento The Life Electric sulla diga foranea Piero Caldirola di Como» si legge in una interrogazione presentata giovedì 16 luglio dal capogruppo di Adesso Como Alessandro Rapinese, uno dei promotori dello referendum.

«Da ieri la Giunta poteva dire sì al referendum – ha poi ribadito il consigliere durante la seduta dell’assemblea comasca dello stesso giovedì –. Volete sapere quanto manca alla consultazione? Mancano 93 giorni alla data del referendum con il quale avreste modo di chiedere ai cittadini cosa ne pensano del monumento».

Nell’interrogazione vengono ricordati i 4.478 firmatari per la proposta referendaria che si potrebbe tenere al più presto il prossimo 18 ottobre, mentre l’installazione del monumento sulla diga foranea è in ritardo (l’interrogazione). [md, ecoinformazioni]

Finita la prima parte di discussione del Bilancio

COMO COMUNEPalazzo Cernezzi ha terminato la discussione si aspetta ora la consegna degli emendamenti.

Dopo 4 sedute, di cui l’ultima dalle 9.30 di mattina di sabato 11 luglio, 16 ore di discussioni, è finita la prima parte di trattazione del Bilancio di previsione 2015 del Comune di Como.

Alle richieste di chiarimento, dopo la presentazione, gli assessori della Giunta Lucini hanno dato, come da prassi, le risposte, ma alcune hanno sconcertato i richiedenti come Alessandro Rapinese, Adesso Como, che ha avuto conferma dall’assessore Frisoni che sul referendum per il monumento di Libeskind, «non ci sono i fondi». L’assessora Magni, tra gli altri, ha dato i dati sulle morosità di mense e nidi (3% e 0,1%), ricordato che non sono state aumentate le rette e che anche la Giunta condivide la preoccupazione dei consiglieri per il futuro del Politecnico in città. Il sindaco sulla secretazione dei documenti sulla ex Ticosa ha parlato di una atto temporaneo «fino alla chiusura dell’istruttoria, non credo sia difficile capire che non dipende completamente da noi». Il clima si è fatto subito teso dopo la richiesta di una sospensione per un confronto fra le minoranze da parte di Luca Ceruti, M5s, in un primo tempo rifiutato dal presidente Legnani, concesso solo dopo alcune escandescenze del consigliere leghista Diego Peverelli, che ha rimarcato la propria contrarietà anche nelle sedute successive: «Lei è qui per dirigere i lavori, non per comandare».

Poi è cominciato il dibattito.

12 lunghissime ore di interventi, ogni consigliere ha diritto a prendere la parola per mezz’ora, il consueto teatro della politica locale, con diversi interventi sia dai banchi di maggioranza che da quelli di opposizione.

Scontate le contrarietà delle minoranze, qualche stoccata si è registrata fra la maggioranza, che data la calendarizzazione di una infinita serie di assemblee, 12 entro la fine del mese, il termine ultimo per l’approvazione della delibera, sì è sentita libera di intervenire.

Contro l’intervento del primo cittadino nei confronti del presidente del Consiglio per la ridefinizione dei contributi al Fondo di solidarietà, una richiesta fatta anche dalla consigliera di opposizione Ada Mantovani, Adesso Como, ha preso la parola Gioacchino Favara, Pd. «Siamo una delle città più ricche d’Italia» ha affermato proclamandosi deluso del documento: «Sembra un Bilancio di fine mandato». «Manca la progettualità» ha aggiunto «è uno strumento matematico, non uno strumento politico» e ha concluso con la speranza di u nuovo soggetto politico con un nuovo progetto politico per la città. Con lui Anna Veronelli, Fi, ha definito tardivo l’intervento del primo cittadino comasco. «È doveroso chiedere quali sono le regole con cui si sviluppa questo sistema» ha affermato Marco Tettamanti, Como civica, che ha invitato a intervenire i parlamentari comaschi in primis il leghista Molteni, mentre per Roberta Marzorati, Per Como, «la città è molto più povera, ormai non chiedo più dove si va in vacanza, ma se si va».

Eva Cariboni, Amo la mia città, ha invece chiesto una svolta nella amministrazione della città richiedendo la reintroduzione della progressività delle aliquote e la lotta contro le morosità, oltre che una nuova gestione del patrimonio cittadino. Un tema caro anche a  Pasquale De Feudis, Pd, che ha chiesto di: «Evitare svendite del patrimonio comunale».

I toni si sono inaspriti quando Laura Bordoli, Ncd, ha dato del bugiardo all’assessore Frisoni per la promessa di presentazione del Bilancio entro marzo, l’assessore adirato ha abbandonato l’aula, e occasionalmente quando con qualche consigliere di opposizione che si è divertito volutamente a scendere nel turpiloquio, come Sergio Gaddi, Fi, per épater le bourgeois e creare i consueti siparietti fini a se stessi. Sulle paratie il capogruppo di Forza Italia ha attaccato: «La necessità della variante è una enorme balla, dettata dalla volontà politica di lasciare un proprio segno».

Riallacciandosi al discorso introduttivo di Frisoni, Guido Frigerio, Pd, ha sottolineato il problema dell’invecchiamento della popolazione, seguito dalla collega di partito Patrizia Lissi, che ha ribadito quanto fatto dall’amministrazione come per lo sblocco dell’area ex Trevitex o l’accoglienza dei minori non accompagnati.

«Dite che non avete alzato le tasse, ma cosa si poteva alzare ancora?» ha fatto un affondo dai banchi dell’opposizione Peverelli a cui ha risposto Andrée Cesareo, Pd, «abbiamo mantenuto l’esenzione Irpef a 15mila euro e l’Imu al 9,6 e non al 10,6, che avrebbe comportato entrate per 3,5 milioni di euro». «Il nostro è un impegno sotterraneo che non chiede applausi e non mette medagliette sulla giacca» ha proseguito la consigliera democratica attaccando l’immobilismo delle amministrazioni precedenti e rivendicando riforme come quella della gestione del personale. «Non abbiamo la bacchetta magica, ma tanto impegno e tanta buona volontà».

Sulle voci per la formazione di un nuovo gruppo politico ha invece preso la parola Vincenzo Sapere, Paco-Sel, dichiarando il proprio sostegno alla Giunta per quanto riguarda il programma di mandato, con la possibilità, come già fatto in passato, di scegliere in autonomia per quanto riguarda scelte che esulano da quella piattaforma.

Il decano del Consiglio comunale, amareggiato dal dibattito «mi sarei aspettato dai colleghi di minoranza un altro tipo di onestà intellettuale», ha fatto alcune proposte per recuperare fondi. L’esternalizzazione del recupero dell’evasione fiscale, la ristrutturazione degli uffici, la ricontrattazione del bando calore e a chi prospetta riformulazione dello stato sociale cittadino ha risposto: «Non si pensi di diminuire gli asili e le scuole materne».

A tutti ha replicato l’assessore Frisoni: «Sono sempre disponibile al dialogo e penso di non avere offeso nessuno». Ha ribadito l’impostazione del proprio intervento iniziale «non si può pensare che Como non sia influenzata da quello che succede nel mondo» e che il problema dell’invecchiamento della popolazione è un problema reale e cogente. Non potendo rispondere a tutti puntualmente ha dichiarato di prendere atto delle diverse dichiarazioni e che: «Questo Bilancio non è mio, non è della Ragioneria, ma il Bilancio della città di Como». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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