Consiglio provinciale

Il consiglio comunale di giovedì 27 marzo 2008

Bruni boccia la proposta di modifica del sistema comunale di aiuti alle famiglie avanzata dalle minoranze. Il consiglio resta in attesa della proposta della maggioranza.

Il consiglio comunale di giovedì 27 marzo ha visto al centro del dibattito una mozione proposta dalle minoranze per la riforma del sistema comunale di aiuti alla famiglia. Per il primo firmatario, Franco Fragolino del Pd, «bisogna attuare la promozione del soggetto famiglia, uscendo dalla logica assistenzialista e riconoscendo la famiglia come vero perno della coesione sociale del territorio». Gli aiuti previsti nella mozione si concretizzano nel miglioramento dei servizi offerti alle famiglie, con l’introduzione di una consulta delle associazioni famigliari e di un fondo unico per la famiglia, che dovrebbe raggruppare alcuni fondi ora separati. E ancora sconti su Tarsu e Ici sulla prima casa, portierato sociale e potenziamento del ruolo degli assistenti sociali, con un’attenzione particolare verso i problemi delle famiglie straniere.
Tematiche che hanno destato l’interesse di Roberto Rallo: «è facile parlare di 194, 195, 196… E poi dimenticarsi della famiglia nel momento del bisogno», che ha però espresso perplessità sulla definizione della consulta.
Di più ampio respiro l’intervento del sindaco Stefano Bruni, che sottolineando la centralità della famiglia ha però criticato l’azione del governo uscente, reo di aver voluto aprire il campo normativo alle famiglie “non tradizionali”, anche se senza successo. Il sindaco ha ricordato anche l’esperienza francese del quorum famigliare in cui le tasse sono riscosse su base familiare e le aliquote sono calcolate anche rispetto alla quantità di componenti della famiglia. Ma nonostante l’attenzione che l’amministrazione dichiara verso le famiglie, Bruni ha proposto di ritirare la mozione per iniziare prossimamente una discussione sull’argomento «prendendo anche spunto da questa mozione, eliminando però i punti di pura demagogia».
La discussione si è poi spostata sulle diverse definizioni di famiglia: per Marcello Iantorno, Pd, «la famiglia non è più solo quella tradizionale, ma è un unione di persone che stanno insieme con una forte solidarietà umana e affettiva». Posizione che ha incontrato la contrarietà di buona parte del centrodestra a partire dai consiglieri di Alleanza nazionale Claudio Corengia e Marco Butti.
La maggioranza ha quindi proposto un emendamento per posticipare la discussione e affrontarla all’interno della terza commissione comunale, quella che si occupa dei servizi sociali. Proposta respinta dai firmatari della mozione, nata proprio per sollecitare il Comune a prendere rapidamente una decisione sull’argomento.
Un appello accorato al voto favorevole è poi arrivato dal consigliere Mario Molteni, Per Como, «non pensavo che la discussione raggiungesse questo livello. Credo nella famiglia come vi crede il sindaco e mi discosto da Iantorno, Supino e Magatti. Lo spirito cristiano mi porta a parlare di solidarietà. Non la vedo sotto l’aspetto politico. La consulta famigliare è anche nel programma elettorale della maggioranza. Il 90 per cento di ciò che è contenuto nella mozione è anche nel vostro programma! Ed è assurdo che magari tra due mesi una proposta simile ci verrà presentata da voi!».
Luca Gaffuri ha stigmatizzato quindi «l’atteggiamento dilatorio di una maggioranza che posticipa le discussioni come per il trasporto pubblico, non permettendo mai al consiglio comunale di entrare nel merito delle questioni».
La mozione è stata così bocciata, nonostante il voto favorevole delle minoranze esclusa Paco, il cui rappresentante Bruno Magatti è uscito dall’aula dichiarandosi contrariato «da un dibattito incentrato sul mettere cappelli e primogeniture su tematiche delicate come queste». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio provinciale di martedì 25 marzo 2008

Presentata la bozza di bilancio provinciale 2008 nella seduta di martedì 25 marzo. L’assessore al bilancio Patrizio Tambini: «Aprire un dialogo con Roma per ridefinire i criteri del federalismo fiscale».

Una piccola polemica ha aperto il consiglio provinciale di martedì 25 marzo. I capigruppo dell’opposizione hanno lamentato livelli di approssimazione troppo alti nella bozza di bilancio presentata ai consiglieri. «Ci sono voci di bilancio della portata di uno o più milioni, composte a loro volta da più capitoli di spesa, che non sono però specificati» ha dichiarato Mauro Guerra (Pd), «già in commissione bilancio – ha rincarato Renato Tettamanti (Prc) – erano stati richiesti dei documenti più approfonditi, ma quelli a noi consegnati non aiutano ad entrare nello specifico degli ambiti di spesa, quindi chiedo un rinvio del termine per la presentazione degli emendamenti». Richiesta che non è stata accolta nella breve riunione dei capigruppo.
L’assessore Patrizio Tambini ha però così motivato la scelta di fornire ai consiglieri un documento poco approfondito: «il consiglio è libero di emendare il bilancio spostando risorse da un settore all’altro, saranno poi gli assessori interessati a decidere dove tagliare o cosa incentivare», spiegazione che non ha convinto Mauro Guerra (Pd), che ha ricordato come «il bilancio autorizzi precisi impegni di spesa, sarebbe quindi importante sapere nel dettaglio come spenderemo le risorse».
L’assessore nel presentare il bilancio si è poi soffermato a riflettere sulla questione del federalismo fiscale, sottolineando che la Provincia già lavora in quest’ottica, essendo esattrice di molte imposte indirette. «Nonostante il nostro ruolo di esattori non possiamo ridistribuire le risorse. Anche quest’anno infatti torneranno a Roma circa 9 milioni di euro sui 54 che incassiamo. E questa cifra non è legata ai nostri introiti, ma è un importo fisso che ogni anno torna allo Stato. Occorrerà aprire un dialogo con il nuovo governo per ridefinire i criteri di questo federalismo fiscale, introducendo uno strumento oggettivo per calcolare quanto le province debbano versare allo Stato».
Tra le voci a capitolo nel bilancio 2008, 300 mila euro saranno spesi per la caserma dei Vigili del fuoco a Dongo che servirà tutta la zona dell’alto lago ad oggi sprovvista di questo servizio. Saranno anche acquistate le cucine del centro di via Del Doss.
In risposta all’interpellanza presentata dalla minoranza durante la scorsa seduta consiliare riguardante i Bpt sottoscritti dalla provincia mediante strumenti finanziari derivati, l’assessore ha ricordato che i buoni hanno fruttato alla provincia nei primi tre anni 2 milioni 400 mila euro. «Con la situazione economica globale non so se sarà conveniente mantenere questi buoni, gli uffici tecnici studieranno la questione e relazioneranno in commissione bilancio. Di certo prima di venderli dovremo aspettare che questi titoli vadano bene, come per le azioni, per non perdere altri soldi».
Per l’approvazione del bilancio occorrerà aspettare la seduta di lunedì 31, o più probabilmente di martedì 1 aprile, quando verranno esaminati e votati gli emendamenti dell’opposizione. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Il consiglio provinciale di lunedì 17 marzo

Dodici precari da assumere con 600 mila euro in meno a causa di un derivato. Ridotti i consiglieri delle società partecipate e lo spazio per servizi alla persona nel consiglio provinciale di lunedì 17 marzo.

Due le preliminari che hanno aperto la seduta del consiglio provinciale di lunedì 17 marzo: Fabio Moltrasio (Ps) ha chiesto spiegazioni al presidente Carioni riguardo le indiscrezioni sulla modifica del progetto del futuro ex Sant’Anna. Il consigliere ha citato la stampa locale che nei giorni scorsi ha ipotizzato un’inversione delle percentuali di destinazione d’uso dell’area in questione: il 60 per cento degli spazi originariamente destinati ai servizi alla persona diventerebbe edificabili, mentre il rimanente 40 per cento sarebbe destinato a servizi. «Perché ridefinire il progetto ora, dopo che i costi totali sono addirittura diminuiti grazie ad un ribasso d’asta?» si è chiesto il consigliere.
Renato Tettamanti (Prc) ha invece presentato un’interpellanza a firma dei consiglieri di minoranza sui contratti di Swap sottoscritti dalla provincia nel 2005. Secondo la bozza di bilancio consegnata al consiglio, i due prodotti finanziari riconducibili alla categoria dei derivati hanno causato nell’anno 2007 una perdita di 600 mila euro complessivi per Villa Saporiti. 400 mila euro di mancati introiti previsti più 200 mila di perdita. La minoranza chiede quindi al presidente di far valutare la questione agli uffici competenti e ipotizza la risoluzione dei contratti, sempre che le penali non siano tanto elevate da rendere sconveniente l’operazione.
La seduta è proseguita con l’approvazione all’unanimità di due provvedimenti che riducono il consiglio di amministrazione di Villa Erba S.p.a. e Milano – Serravalle S.p.a. rispettivamente a cinque e sette consiglieri. La Provincia né nominerà uno autonomamente per Villa Erba, mentre il rappresentante comasco nella società milanese andrà concordato con gli altri soci pubblici. Per la minoranza si è congratulato Mauro Guerra (Pd) per «un provvedimento di razionalizzazione dei costi e snellimento dell’amministrazione di queste società», Renato Tettamanti (Prc), pur concordando con il capogruppo democratico, ha fatto notare la mancanza delle relazioni annuali obbligatorie dei consiglieri nominati dalla Provincia nelle società partecipate ed infine Rosangela Arrighi (Pd) ha ironicamente ricordato che questi provvedimenti non nascono per volontà dell’amministrazione di Villa Saporiti, ma per una chiara indicazione contenuta nell’ultima finanziaria del governo Prodi.
Astensione della minoranza invece nella votazione del programma annuale di consulenze, che prevede la stipula di dodici contratti a tempo determinato per incarichi specifici. Mauro Guerra (Pd) ha sottolineato l’importanza di valorizzare le figure professionali che già lavorano per la Provincia, così come richiesto dai revisori dei conti, «tanto più con il nero bilancio di quest’anno», mentre Renato Tettamanti (Prc) ha espresso sconcerto per l’assunzione di un tecnico ambientale col compito di stilare uno studio sulla composizione merceologica dei rifiuti urbani, «ma allora su che basi abbiamo discusso il Piano rifiuti lo scorso mese?». [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

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