Diritti umani

8 marzo in cammino: la proposta delle rappresentanti di Nonunadimeno a Como

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La mattina di sabato 4 marzo, il gruppo comasco delle rappresentanti di Nonunadimeno ha presentato nella sede di Ecofficine Lab (via Regina Teodolinda, 61) la propria proposta per la manifestazione dell’otto marzo, giornata internazionale della donna (o meglio, delle donne). Come hanno ricordato le relatrici, la data non deve essere intesa come “festa”, bensì come momento di riflessione e di impegno a riaffermare, in senso anti-discriminatorio, le libertà e i diritti femminili, che pur tutelati dalla legge italiana rimangono spesso ignorati o deliberatamente violati.

Gabriella Bonanomi ha sottolineato che le donne, pur conseguendo risultati scolastici e accademici mediamente migliori di quelli dei propri coetanei, finiscono spesso per ricevere stipendi inferiori; inoltre, la provincia di Como registra un’alta percentuale di donne che abbandonano la carriera professionale dopo la nascita del secondo figlio, una dinamica su cui incide anche l’alto costo degli asili nido. Sempre a Como, rivela Patrizia Losito, Telefono Donna registra dal 1991 circa 300 casi di donne vittime di abusi e discriminazioni.
Nonunadimeno, rete nata per ricordare, denunciare e contrastare i comportamenti violenti di cui le donne sono vittime in Italia e nel mondo (lo slogan originale, Ni una menos, è stato coniato dalle femministe argentine), ha recentemente promosso la manifestazione di protesta contro la violenza sulle donne in data 26 novembre e un’assemblea nazionale che si è tenuta a Bologna il 4 e 5 febbraio di quest’anno. Per l’intera giornata dell’8 marzo, è stata lanciata la proposta di uno sciopero nazionale di tutte le donne, come dimostrazione “per negazione” dell’essenziale ruolo femminile nella società. L’iniziativa adottata dalle esponenti comasche della rete consiste, invece, in un percorso tematico previsto per il pomeriggio di mercoledì prossimo a Como, che coinvolga luoghi e soggetti di particolare rilevanza per l’identità, la dignità e l’autodeterminazione femminile.

Prima tappa del percorso – l’inizio previsto è per le 16.30 – è piazza San Rocco, luogo di particolare rilevanza per la migrazione a Como, sia essa di transito o di permanenza. Oltre ad essere una zona di residenza assai composita dal punto di vista della provenienza geografica, la zona ospita anche il campo governativo – un’area oscurata al controllo democratico della città e inibita alla stampa e agli stessi consiglieri comunali –  gestito dalla Cri e da Caritas aperto lo scorso settembre, al centro, dopo un breve periodo di “luna di miele”, negli ultimi mesi di molte e diverse contestazioni e oggi, in regime di straordinarietà occupato da molti minori insieme ad adulti. E non bisogna dimenticare che il vissuto delle donne migranti – spesso minorenni non accompagnate, e/o giovani madri single – è spesso ancor più pesante di quello degli uomini. Federica Peraboni, avvocata e presidente della sezione comasca di Adgi (Associazione donne giuriste Italia, presente sempre l’8 marzo, dalle 14.30 alle 18.30 alla Biblioteca comunale per la conferenza Le vie della tratta, in cui si parlerà di migrazioni e dei traffici umani a esse collegati). Questo rende la scelta di partire da piazza San Rocco ancora più densa di significato: la scelta di partecipare o meno alla camminata sarà lasciata alla discrezione delle donne e delle ragazze “contenute” nel campo.

Si proseguirà poi in direzione dell’ex-circoscrizione 6 (via Grandi, 21), sede della scuola di italiano per donne straniere. I corsi, aperti e gratuiti, vogliono offrire alle partecipanti – di origini diverse, e spesso a rischio di isolamento sociale – l’occasione di avvicinarsi alla lingua italiana attraverso il dialogo e l’interazione con insegnanti e compagne. Interverranno anche alunni e alunne dell’adiacente istituto “Gaetano Pessina”, che hanno partecipato a un progetto sulle relazioni di genere, così come i loro coetanei del liceo Teresa Ciceri.
Terza tappa sarà il consultorio Asl (via Gramsci 4, orario indicativo 17.30), in cui i e le partecipanti alla camminata potranno incontrare alcune neomamme e con la direttrice. Mezz’ora dopo si arriverà al già menzionato liceo Teresa Ciceri. Qui, spiega Mariateresa Lietti, si cercherà di stabilire punti di contatto tra il femminismo “storico” e le giovani generazioni; inoltre, si condurrà una riflessione sulla forza mostrata dalle donne nel loro percorso verso l’emancipazione. La sosta presso l’ex istituto magistrale prevede anche un momento musicale delle allieve del Liceo Musicale, che – coordinate dalla docente Adriana Mascoli – eseguiranno brani di compositrici, perché, come affermava Rose Schneiderman nel suo discorso Bread and Roses (1911), tra i diritti delle donne c’è anche quello «alla vita … al sole e alla musica e all’arte».

La camminata procederà verso la Biblioteca comunale, incontrando le rappresentanti di Adgi, con le quali si raggiungerà il Tribunale, che ospiterà un momento di letture, testimonianze e riflessioni sul rapporto tra le donne italiane e la legge In particolare, si ricorderanno prima avvocata in Italia, alle “madri” della Costituzione, e allo stato delle Pari opportunità in Italia che, come anticipato, è ancora tutt’altro che ottimale. Proprio negli ultimi giorni, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha sanzionato lo Stato italiano per la sua “incapacità” di garantire l’uguaglianza di genere, rammenta Idapaola Sozzani. Un giudizio drastico, ma supportato dai fatti, come il proseguimento dei casi di femminicidio e violenza misogina (fisica, psicologica, verbale, cibernetica) e dal proliferare della “cultura dello stupro” che, come ha rivelato  in più occasioni la presidente della Camera Laura Boldrini, è favorita – più che inibita e contrastata  – dalla proliferazione dei social media.

Sempre i mezzi e le piattaforme online di comunicazione in tempo reale, tuttavia, hanno svolto un ruolo importante in senso opposto, dando la possibilità alle idee ugualitarie di circolare e permettendo ai loro sostenitori e alle loro sostenitrici di fare rete, in Italia e nel mondo, e di organizzare manifestazioni dal basso per dare voce alle comuni istanze senza perdere di vista la diversità e lo specifico vissuto di ciascuno e di ciascuna.

La scelta “alternativa” per l’otto marzo a Como vuole valorizzare proprio la varietà e l’importanza dei ruoli femminili, nel presente come nel passato, prendendo come riferimento la realtà locale vista “dall’interno”, ma anche “dall’esterno” (con gli occhi delle donne migranti). Ogni tappa dell’itinerario è tesa a valorizzare una declinazione diversa della condizione femminile, per come essa è o per come potrebbe essere. Così come differiranno le idee e i punti di vista, cambieranno le modalità di espressione, che prevedono dialoghi, letture, presentazioni, testimonianze e musica: e proprio con  un’esibizione del coro femminile Le belle di note si concluderà il percorso presso Porta Torre, verso le 19.45.

Ovviamente, l’invito a partecipare alla camminata di mercoledì si estende a tutte e a tutti, senza distinzioni di sesso, di origine e di età. si invita, comunque, a munirsi di torce elettriche e di oggetti che “facciano rumore”, come nelle caseroladas in Argentina, per capirci. E, soprattutto, per farci capire. [Alida Franchi, ecoinformazioni]

Emergenza umanitaria/ La denuncia dell’Uds: violazioni dei Diritti umani in Svizzera

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Il sito dell’Unione degli studenti della Lombardia  pubblica il racconto, raccolto alla stazione di Como san Giovanni, delle violazioni dei Diritti umani che sarebbero state commesse dalle guardie di frontiera svizzere a danno di un minorenne eritreo e dei suo compagni di sventura il 21 agosto. Nel seguito il testo integrale del racconto. (altro…)

10 dicembre/ Como per i Diritti umani

diritti umaniIl 10 dicembre ricorre la Giornata internazionale dei Diritti Umani. Como la ricorderà con una manifestazione dedicata al tema Contro la barbarie. Riaccendiamo i diritti umani. Dopo l’appuntamento per l’assemblea degli aderenti al Coordinamento comasco per la Pace che si svolgerà dalle 18 in Sala Stemmi a Palazzo Cernezzi, ci sarà una fiaccolata che partirà da piazza Duomo alle 20.30 e sfilerà poi in via Vittorio Emanuele II, piazza Medaglie d’Oro, piazza San Fedele fino in Biblioteca.  Alle 21 nel salone della Biblioteca il Comnune in collaborazione con il CcP e il Coordinamento nazionale enti locali per la pace e i diritti umani  hanno organizzato un dibattito sulla Dichiarazione universale dei Diritti umani. Interverranno Mario Forlano, presidente del Coordinamento comasco per la Pace, il sindaco Mario Lucini, la vicesindaca Silvia Magni, Andrea Ferrari assessore alla Pace e alla Cooperazione del Comune di Lodi e presidente del coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace, Fabrizio Vismara docente di diritto internazionale Università dell’Insubria. 

Diritti umani nel numero 407 di ecoinformazioni

È in distribuzione il numero 407 del mensile ecoinformazioni. Il tema della rivista è dedicato ai Diritti umani a scuola con il reportage scritto dagli studenti sulla Giornata dei Diritti umani al liceo Terragni di Olgiate Comasco. Sfoglia la rivista on line (si consiglia la modalità schermo intero). Abbonati – sottoscrivi – associati.

Diritti umani on line al Terragni

Sono stati pubblicati sul sito del liceo scientifico statale G. Terragni di Olgiate Comasco i resoconti, curati dalle allieve della 3f sotto la guida di Leone Guaragna, della Giornata dei Diritti umani organizzata dal liceo in collaborazione con decine di organizzazioni di volontariato e di promozione sociale. Leggi i reportage delle conferenze

Enti locali per la Pace

All’assemblea degli Enti locali per la Pace e i diritti umani della Lombardia Verso Ferrara, costruiamo le città dei Diritti umani di martedì 21 ottobre si è discusso di cosa possono fare gli Enti Locali per rispondere alla domanda di Pace, giustizia e serenità dei cittadini. Presente anche il Coordinamento comasco per la Pace.

In che modo si possono fronteggiare le grandi sfide della povertà, della convivenza e dello sviluppo? Cosa devono fare gli Enti locali per assicurare il rispetto dei diritti umani nelle città? Come possono dare una mano alla costruzione di un mondo più giusto e pacifico senza perdersi nella retorica inconcludente? Il 21 ottobre 2008 se n’è discusso a Milano nella Sala Affreschi di Palazzo Isimbardi, per iniziativa della Provincia di Milano, componente della Presidenza nazionale del Coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace e i diritti umani. L’Assemblea Regionale degli Enti locali per la pace e per i diritti umani è stata convocata in previsione della 9a Assemblea nazionale degli Enti locali per la pace e i diritti umani che si terrà a Ferrara dal 13 al 15 novembre e ha avuto per tema Costruiamo le città dei diritti umani. L’Assemblea nazionale e le assemblee regionali precedenti si svolgono alla vigilia di un’importante consultazione elettorale, in un periodo contraddistinto da una grande incertezza internazionale e da forti preoccupazioni, tensioni ed episodi di intolleranza e violenza che esplodono nelle nostre città. Anche in Lombardia molti Comuni e alcune Province andranno alle elezioni nella primavera del 2009. Ed è anche di questo che, a partire dalla bozza di documento La giunta della pace e dei diritti umani (http://www.entilocalipace.it/) hanno discusso i partecipanti all’assemblea regionale ? alcuni Assessori alla Pace degli Enti locali della Lombardia tra cui le Amministrazioni provinciali di Milano, Mantova e Cremona e le Amministrazioni comunali di Brugherio, di Nerviano, di Inzago e il Coordinamento comasco per la Pace (sodalizio di 38 comuni e 48 associazioni del territorio provinciale) ?, dopo gli interventi introduttivi di Irma Dioli (Assessora alla Pace, Partecipazione, Politiche Giovanili e Cooperazione internazionale della Provincia di Milano; componente della vicepresidenza del Coordinamento nazionale degli Enti locali per la Pace e i Diritti umani), di Adriano Poletti, sindaco di Agrate Brianza e Vice Presidente delgi Enti locali per la Pace e i Diritti umani, di Felice Cagliani presidente del Consiglio comunale di Sestosangiovanni e vice presidente del Coordinamento Provinciale Milanese La Pace in Comune.
La mattinata è stata anche un’occasione per scambiarsi confrontarsi sulle esperienze delle attività in corso nei territori e per fare proposte per azioni future.

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