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Il consiglio provinciale di martedì 1 luglio 2008

Meno investimenti di quelli previsti e un avanzo d’amministrazione da dividere tra Swap, finanziamento di impegni di spesa e incertezze sulla Serravalle s.p.a. Il bilancio consultivo 2007 viene approvato nel consiglio di martedì 1 luglio, riaprendo le polemiche sui rimborsi della giunta.

L’approvazione del bilancio consultivo 2007 è stata per il consiglio provinciale di martedì 1 luglio l’occasione per un ampia riflessione – sull’onda delle denunce svolte dalla stampa locale – sui costi di funzionamento dell’ente comasco e sulle prospettive future.
Ha aperto la discussione l’assessore al bilancio Patrizio Tambini che ha sottolineato il buon risultato finanziario dello scorso anno, che fa registrare un avanzo di oltre sette milioni di euro. «Purtroppo quasi cinque milioni di questi sono però fondi vincolati, soldi ricevuti da amministrazioni superiori per progetti specifici – ha continuato l’assessore – e poco meno di un milione sono fondi per il finanziamento di spese in conto capitale. Ne rimangono quindi un milione e 700 mila. Ribadendo la volontà di utilizzare questi fondi per spese in conto capitale come prevede la legge, ci sono però almeno due problemi: il primo riguarda i famosi Swap, che potrebbero portare a costi aggiuntivi non previsti perché ancora non documentati, per cui accantoneremo nel fondo di riserva circa 550 mila euro. D’altra parte non è ancora chiara la situazione di Serravalle s.p.a. che forse non distribuirà i dividendi tra gli azionisti».
Gli ha fatto eco una vera e propria bordata di numeri di Mauro Guerra (Pd): «La somma delle spese correnti e dei rimborsi prestiti è superiore alle entrate correnti di 4 milioni e 110 mila euro, così dobbiamo applicare l’avanzo per spese correnti per 5 milioni 900 mila euro, mentre ne utilizziamo solo 750 mila euro per spese in conto capitale. L’inverso di quanto affermano i principi classici della finanza pubblica. Se confrontiamo poi le spese reali rispetto alle previsioni per il 2007, registriamo un 19,8 per cento in meno, abbiamo quindi fatto il venti per cento in meno degli investimenti previsti. Allo stesso tempo la spesa corrente è aumentata dell’11 per cento rispetto alle previsioni, salendo da 91 milioni a 100. Ciò denota un peggioramento della qualità della spesa. Come se non bastasse assistiamo a una pesante caduta dell’autonomia tributaria: a parità di tasse riscosse, nel 2007 la spesa corrente è quasi doppia rispetto a quella del 2004».
Secondo l’esponente democratico il trasferimento avvenuto negli ultimi anni di molte funzioni dalla regione non basta a spiegare la difficile situazione finanziaria: «Sono state fatte scelte politiche che non condividiamo, perciò dovremmo di nuovo ripensare al modo di essere e operare dell’ente, che vada nella direzione di una provincia più snella, di maggior coordinamento dei comuni e di minor amministrazione diretta».
Plaudendo alla puntuale analisi di Guerra, Renato Tettamanti, Prc, ha aggiunto altri due argomenti di critica: la vertenza aperta con il personale provinciale per il contratto territoriale che ha avuto momenti di tensione e l’aumento (più 10 per cento) dell’indennità di giunta. «Ora si vuole proporre come contentino l’aumento anche ai consiglieri, nonostante siano state fatte nel 2007 più sedute di quante previste».
Entrambi gli esponenti delle minoranze hanno concluso i loro interventi dichiarando voto contrario.
Concorde con le critiche e le preoccupazioni anche il capogruppo di Forza Italia Serafino Grassi, che esprime preoccupazione anche per il trend storico che conferma il quadro economico evidenziato. «Forse c’è stato poco controllo negli anni passati, ci impegneremo ad invertire la tendenza e contenere le spese»
Rosangela Arrighi, Pd, ha invece proposto un fiabesco confronto: «Sotto elezioni eravate tutti cicale, per voi tutto andava bene e non esitavate a vendere il patrimonio così da assicurare ad ognuno la sua parte di profitto. Ora che i nodi sono venuti al pettine siamo tutti formiche. In questo quadro mi amareggia l’aumento dell’indennità di giunta e la stessa proposta per quella dei consiglieri». Arrighi ha poi ricordato le considerazioni redatte dai revisori dei conti: limitare i rimborsi spese, recuperare tutti i crediti prima che vengano prescritti, affinare i controlli interni e in ultimo «compilare specifici conti di dettaglio per centri di spesa», cioè scrivere meglio il bilancio così da poter individuare gli importi erogati per ogni singolo servizio.
Sia dai banchi della maggioranza che dell’opposizione è arrivato l’invito ad un ripensamento generale delle funzioni dell’ente, perché una limatura, seppur doverosa, alle spese di funzione non è sufficiente a risolvere la critica situazione finanziaria.
Approvato con i soli voti della maggioranza il bilancio consultivo si è passato all’esame di due ordini del giorno: l’opposizione ha proposto, richiamando il suggerimento del revisore dei conti una razionalizzazione delle spese di rimborso, al centro in questi giorni di un’accesa polemica sulla carta stampata. Giordano Minotti, capogruppo della Lega nord, ha difeso l’operato della giunta, ricordando l’importanza della presenza degli assessori sul territorio in occasioni di sagre e feste, ma ha poi suggerito il taglio o la riduzione delle auto blu, da sostituire con un noleggio o con i mezzi propri. Un altro esponente leghista, Ivano Bianchi si è invece scagliato contro l’opposizione incolpandola di aver fornito ai giornali i dettagli di costo per i rimborsi della giunta. Gli ha risposto stizzito Mauro Guerra: «I dati sono pubblici, quindi i giornali ne sarebbero comunque venuti a conoscenza. In ogni caso non è nascondendo le cifre che si risolvono le questioni». La proposta è risultata comunque indigesta alla maggioranza, che l’ha bocciata. Approvato invece l’ordine del giorno della maggioranza che riprendeva il discorso della razionalizzazione dei costi degli organi istituzionali, aggiungendo un impegno a lavorare nel campo dell’energia e della banda larga.
Per ultimo si è quindi arrivati per la concessione a titolo gratuito di 400 metri quadri di terreno in via Castelnuovo all’Università dell’Insubria. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Il risparmio energetico in casa

Terzo appuntamento nel comune di Bulgarograsso del percorso Vivi sostenibile organizzato dall’associazione L’isola che c’è, mercoledì 7 maggio. Si è parlato di Risparmio energetico in casa con Michele Metzger di Equa.

«Le energie rinnovabili sono quelle forme di energia generate da fonti che sono in grado di rigenerarsi o non sono esauribili nella scala dei tempi umani e il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future», si tratta di una definizione nota – ha esordito Michele Metzger di Equa (www.equaenergia.it) di fronte a una quindicina di persone – ma sicuramente utile per introdurre il tema della serata: Il risparmio energetico in casa. «Siamo sempre più dipendenti da altri Paesi per l’approvvigionamento di energia – ha continuato il relatore – si parla di portare il prezzo del petrolio a 200 dollari al barile entro la fine del 2008. In questo contesto è indispensabile valutare non solo l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili (il solare fotovoltaico e termico, l’energia idroelettrica, eolica, geotermica e le biomasse) ma anche risparmiare energia con piccoli accorgimenti quotidiani: scegliere lampadine a basso consumo, acquistare elettrodomestici di classe A o superiore, recuperare l’acqua piovana per innaffiare il giardino o per lo scarico del wc, ombreggiare i locali in estate, ecc.».
«Il 40 per cento dell’energia totale è consumata dal settore domestico – ha sottolineato Metzger – di questo 40 per cento il 65 per cento serve a riscaldare le case e produrre acqua calda. Le abitazioni possiedono una potenzialità elevata di risparmio energetico ed è necessario pensare ad interventi mirati per migliorarne l’efficienza».
La Regione Lombardia si sta muovendo in questo senso e ha definito una serie di requisiti di risparmio energetico degli edifici che, in linea con le disposizioni nazionali, verranno valutati in base alla classe di appartenenza: A, per gli edifici più efficienti, fino a G per quelli che disperdono più calore; gli edifici di nuova realizzazione dovranno rientrare almeno nella classe C. È stato inoltre creato – ha spiegato il relatore – un database nel quale verranno raccolte le schede relative a tutti gli edifici della regione, secondo i dati fin’ora raccolti il 90-95 per cento delle abitazioni rientrano nell’ultima classe.
Sollecitato dalle domande dei partecipanti Metzger ha illustrato una serie di accorgimenti per ridurre la dispersione di calore nelle abitazioni, in alcuni casi molto costosi come la installazione del cosiddetto “cappotto”, un rivestimento con materiali isolanti sulle pareti esterne di un edificio, oppure meno onerosi come l’eliminazione di ponti termici o l’istallazione di caldaie a condensazione, decisamente più efficienti di quelle tradizionali.
In chiusura il relatore ha accennato brevemente alla possibilità di riscaldare l’acqua per le necessità sanitarie con l’utilizzo di pannelli fotovoltaici, ma data l’ora tarda non ha avuto la possibilità di approfondire. [Greta Pini, ecoinformazioni]

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