esondazione

Sopralluogo sul lungolago

lungolago-riaperto4.jpg_1010865195Palazzo Cernezzi valuta se riesce a riaprire almeno la corsia preferenziale. Lavori in corso nelle vie chiuse.

 

«Alle 18 di oggi [mercoledì 19 novembre] il lago registrava ancora un’altezza sullo zero idrometrico di 135.6 centimetri con un deflusso (portata in uscita dal lago) di 588.1 m3/s e un afflusso (portata in ingresso al lago) di 338.4 m3/s» spiegano dal Comune di Como. «Domattina alle 6 faremo un nuovo sopralluogo – dichiara Pietro Gilardoni, dirigente del settore Reti –. Se ci saranno le condizioni potremmo riaprire alle auto almeno la corsia preferenziale. Senza garanzie di sicurezza non possiamo rischiare. Domattina valuteremo tutte le condizioni».

Infatti a valutare la situazione, alle 6 del mattino, oltre ai tecnici e alla polizia locale, prenderanno parte anche esponenti di Aprica per le operazioni di pulizia e se tutto andrà bene la corsia preferenziale verrebbe riaperta per le 7.

Nel resto della città: «Per quanto riguarda le frane, in via Nino Bixio e in via Pannilani proseguono i lavori avviati dai privati per la messa in sicurezza dei versanti franati nei giorni scorsi. La via Pannilani resta comunque chiusa al traffico, mentre sulla Bixio si transita con il senso unico alternato regolato da semaforo. Restano chiuse la via Cardano, la via Valeria e la via Monte Caprino, dove i privati, proprietari dei terreni dove si sono verificati gli smottamenti, devono ancora iniziare i lavori. Visto il ritorno del sole, dai tecnici viene ribadita la raccomandazione a non avvicinarsi ai luoghi dove si sono verificate le frane perché potrebbe essere pericoloso».

«Gli uffici della Polizia Locale, nel frattempo, hanno ripreso l’orario di apertura consueto, anche se potrebbero verificarsi disagi perché la maggior parte del personale continuerà ad essere impiegato sulle strade soprattutto nelle ore di punta – prosegue la nota –. In via per Civiglio, infine, oggi è stato effettuato un nuovo rilievo topografico di tutto il versante franato e delle zone circostanti e i rocciatori hanno provveduto a disgaggiare il nuovo materiale franato e rimasto intrappolato nelle reti». «La situazione della frana è piuttosto complessa e altrettanto importante l’intervento da mettere in atto – afferma Gilardoni –. Fino a che non avremo concluso tutte le indagini e le conseguenti valutazioni non saremo in grado di fare alcuna previsione». [md, ecoinformazioni]

Maltempo a Como

lungolago-riaperto4.jpg_1010865195Lago in calo ma per riaprire la strada serviranno giorni, chiuse ancora le vie Cardano, Valeria, Monte Caprino e Pannilani. 16 sfollati.

 

«Sono già stati contattati tutti i privati che dovranno intervenire per le frane che si sono verificate nei giorni scorsi e che hanno comportato la chiusura di alcune strade cittadine – spiega il Comune di Como –. Alcuni dei proprietari hanno già iniziato i lavori di messa in sicurezza, come ad esempio in via Pannilani, tutti gli altri interventi (via Cardano, via Valeria, via Monte Caprino) devono ancora essere definiti. In particolare per via Valeria dovrà essere deciso come intervenire. Tuttora chiusa anche via per Civiglio, la cui situazione resta complicata e dove i tecnici dovranno decidere come intervenire».

«Per quanto riguarda gli sfollati, sono tuttora fuori casa 3 famiglie residenti in via Pannilani (per un totale di 7 persone) e 3 famiglie residenti in via Maestri Campionesi (per un totale di 9 persone) – prosegue la nota –. Visto il ritorno del sole, dai tecnici è arrivata oggi la raccomandazione a non avvicinarsi ai luoghi dove si sono verificati gli smottamenti perché potrebbe essere pericoloso».

Per l’esondazione: «Sul fronte del lago, il livello registrato dal Consorzio dell’Adda, alle 18 [di martedì 18 novembre] segnava un’altezza sullo zero idrometrico di 147.3 centimetri, con un deflusso (portata in uscita dal lago) di 622.5 m3/s e un afflusso (portata in ingresso al lago) di 452.8 m3/s. Le corsie del lungolago restano, quindi, ancora chiuse e si potranno riaprire quando si sarà scesi a 110 cm (a questo livello potrebbero essere riaperte una forse due corsie). Sulla base dei livelli delle prossime ore, forse, sarà possibile indicare con maggiore precisione la data di riapertura. Al momento auto e bus possono transitare lungo il percorso piazza Roma-piazza Cavour-via Fontana-via Cairoli oppure lungo l’asse via Dante-via Dottesio-Briantea. In caso di necessità, vengono aperte dalla Polizia Locale anche le corsie preferenziali dei bus di via Nazario Sauro, viale Battisti, via Milano».

«Gli uffici della Polizia Locale da domani riprenderanno l’orario di apertura consueto, anche se potrebbero verificarsi disagi perché la maggior parte del personale continuerà ad essere impiegato sulle strade – termina il comunicato –. La via Nino Bixio, infine, resta a senso unico alternato in attesa della conclusione dei lavori, privati, per la messa in sicurezza del versante». [md, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di lunedì 14 luglio 2008

Corse dei battelli soppresse, lavori per l’acquedotto industriale ad Albate, Piano di emergenza del traffico, il cippo di Ponte Chiasso, discussioni delle tesi di laurea nelle preliminari del Consiglio comunale di lunedì 14 luglio. Per 12 mesi, in prova, il Consiglio deciderà delle monetizzazioni degli standard.

«Da quando la Navigazione è passata dalla gestione governativa a quella regionale si registrano disservizi non da poco conto» così ha esordito Donato Supino, Prc, che ha chiesto all’assessore Fulvio Caradonna di interessarsi per ottenere spiegazioni sulle corse dei battelli soppresse la settimana scorsa. «Non è mia competenza» ha risposto l’assessore.
Silvia Magni, Pd, ha invece riportato le richieste della Circoscrizione 1 per i lavori dell’acquedotto industriale che stanno interessando Albate, per sapere il tracciato completo e le strade che saranno coinvolte, una domanda che era già stata inoltrata per lettera. «Avranno una risposta quando impareranno a fare lettere educate» ha affermato Fulvio Caradonna. «Non mi è sembrata maleducata» ha replicato la consigliera del Pd.
Ezia Molinari, Fi, ha chiesto se c’è un Piano di emergenza del traffico dato che in casi eccezionali, come l’attuale esondazione, insorgono disagi con lunghe code e il blocco della città.
Vittorio Mottola, Pd, ha riportato la richiesta dell’associazione Naja in congedo di Ponte Chiasso per la recinzione del cippo in onore dei caduti e di don Renzo Beretta in piazzale Anna Frank.
Antonietta Sosio, Fi, ha invece posto in evidenza il problema dell’utilizzo della sala del Consiglio per le cerimonie di laurea, creando a volte disturbo reciproco fra il lavoro delle Commissioni e i partecipanti: «Ora che l’Università ha più sedi, come S. Abbondio o Palazzo Natta, come mai la discussione delle tesi si fa ancora qui?».
Il Consiglio ha quindi finito la discussione sulla delibera sulle monetizzazioni che è stata approvata con alcune modifiche. La proposta della Giunta per le aree standard delle nuove edificazioni era che, nel caso d’impossibilità di poterle avere nei pressi dei nuovi edifici, il Consiglio comunale avrebbe potuto decidere di ottenerle in zone anche non contigue oppure un dirigente comunale, su indirizzo giuntale, avrebbe potuto decidere della loro monetizzazione. Un emendamento presentato da Stefano Molinari, An, ha riportato entrambe le decisioni al Consiglio, per quanto riguarda le monetizzazioni per un periodo sperimentale di dodici mesi che dovrà poi essere confermato alla prova dei fatti. L’assessore D’Alessandro che si era detto «contrario poiché il Consiglio comunale è già intasato» ha dovuto prendere atto della decisione dell’assemblea cittadina.
Cambiando l’ordine dei lavori, posticipando la discussione sulla delibera di indirizzo per la raccolta dei rifiuti proposta da Bruno Magatti di Paco, è cominciato poi il dibattito che si concluderà lunedì prossimo su un’espansione al progetto di un edificio in via Magni. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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