#EuropeanSolidarity

Le 500 barche della solidarietà al sicuro

La pilotina di Csf ha guidato in un porto sicuro, nella notte tra il 27 e 28 giugno, le 500 barche di Como senza frontiere che hanno navigato nel mare d’erba sotto la statua di Garibaldi in piazza della Pace (già nota come piazza Vittoria). Attiviste e attivisti di Csf hanno partecipato nella notte al recuperò delle imbarcazioni frutto della creatività e della solidarietà di tante e tanti.  Purtroppo non è accaduto lo stesso per tante e tanti migranti costretti a soffrire e a morire dalle tempeste dell’intolleranza, della xenofobia e del razzismo particolarmente violente ora nel governo italiano che hanno trasformato il Mediterraneo in un cimitero marino. Ma Csf non smetterà di lottare per #European solidarity.

ecoinformazioni on air/ Mare nostrum: 500 barche a Como

Il servizio di Gianpaolo Rosso nell’edizione delle 19,45 di Metroregione di Radio popolare del 27 giugno. «La prima barca c’era già alle 6,30 stamattina in piazza della Pace a Como,  poi sono arrivate quelle dell’Arci. Alle 12 era già flotta con le barchette della solidarietà delle Donne in nero, dell’Auser e di tanti cittadini e cittadine e sono arrivate quelle più piccole in assoluto fatte da tre ragazze che arrivate in piazza Vittoria, hanno visto il mare di erba verde ai piedi della statua di Garibaldi punteggiato di imbarcazioni della solidarietà, e hanno deciso di partecipare utilizzando per la barchetta i biglietti dell’autobus.  #EuropeanSolidarity
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Piazza della Pace/ Partono i bastimenti

Già attive, alle 6,30 del 27 giugno, nel mare verde di piazza della Pace (già nota come piazza Vittoria) le barchette di Csf. La prima, battente bandiera civiltà europea, solidarietà, umanità, è arrivata all’alba, poco dopo l’hanno raggiunta altre due, quelle dell’otium opposto al negotium, quelle della cultura e della buona politica. Presto ne arriveranno molte altre per la mobilitazione  #EuropeanSolidarity di Como senza frontiere. Sono bandiere italiane e plaudono alla decisione della Guardia costiera di ignorare i diktat del governo e dare soccorso sempre e comunque ai naufraghi, ma non sono le barchette di chi considera criminali i soccorritori e carne da macello per fini elettorali chi chiede solo di vivere. Sono le navi che ci ricordano quando noi italiani – migranti economici – abbiamo percorso il mondo per costruirci un avvenire migliore, sono le navi delle ong eroicamente impegnate a diminuire gli effetti nefasti delle politiche dei governi che hanno trasformato il Mediterraneo in un cimitero marino, sono le navi dei diritti umani. Sono le nostre navi. Salpano in piazza Vittoria a Como (Csf propone di portarne il più possibile nell’arco della giornata di fotografarle e di postarle sui social) e in migliaia di altri luoghi per costruire per i migranti e per noi un nuovo mondo possibile. Leggi contenuti e indicazioni sull’iniziativa.

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