Fabio Cani

30 novembre/ Anpi sezione di Como e Arci Xanadù/ Dustur allo Spazio Gloria

Giovedì 30 novembre alle 21 allo Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como, la sezione cittadina dell’Anpi in collaborazione con Arci Xanadù, promuove la proiezione del docu-film di Marco Santarelli Dustur (Costituzione). La proiezione sarà preceduta dall’intervento di Fabio Cani per l’Istituto di Storia contemporanea P.A. Perretta di Como e di Anna Francescato, portavoce di Como Senza Frontiere. L’ingresso è libero.

L’Anpi spiega il perché di questa iniziativa:
«Quest’anno ricorre il Settantesimo anniversario dalla discussione ed approvazione della Costituzione italiana, con uno sforzo di avvicinamento di posizioni, in partenza anche assai distanti e diversificate. Fu compiuto il miracolo di realizzare un documento tra i più avanzati, che aggiunge ai diritti politici i diritti sociali ed integra l’affermazione di principi con indicazioni precise ai Governi per la loro attuazione.
Quella Costituzione è viva e fresca, ha resistito a molti attacchi più o meno aperti; e costituisce il fondamento della nostra convivenza civile e il faro dell’azione dei singoli e della collettività.
C’è solo bisogno di attuarla, questa Costituzione, nelle parti che non hanno ancora trovato realizzazione concreta, rendendo così effettivi diritti e valori fondamentali come il lavoro, la dignità, l’etica, la libertà e l’uguaglianza.
Dobbiamo anche ricordare che la Costituzione prevede, oltre ai diritti, alcuni doveri, fra i quali primeggia quello della solidarietà. Ai muri ed ai fili spinati, auspicati o realizzati da altri Paesi, dobbiamo sostituire l’uguaglianza e l’accoglienza, con l’umanità e la solidarietà che la Costituzione ci impone.
Dobbiamo, dunque, combattere gli egoismi e i razzismi, che la Resistenza non conobbe e neppure noi vogliamo conoscere, in un Paese che in altri tempi ha superato le difficoltà e la durezza dell’espatrio e dove vi sono luoghi (Lampedusa, ma anche tanti altri) in cui Comuni e cittadini hanno saputo introdurre e praticare solidarietà e fratellanza.
Per questi motivi abbiamo pensato di presentare a Como questo documentario, che indaga trasversalmente i fondamenti della nostra Costituzione con i temi della migrazione e del dialogo tra culture e religioni.

Dustur, documentario di Marco Santarelli passato nella sezione Italiana doc del Torino film festival, in arabo vuole dire “Costituzione”. Perché la variante geniale e provocatoria del film di Santarelli è che a seguire una serie di lezioni sulla Costituzione italiana, con lo scopo finale di scrivere una nuova “Costituzione dei sogni”, sono un gruppo di detenuti musulmani del carcere della Dozza di Bologna. Non sappiamo perché la maggior parte di loro è finita là dentro. Ciò che è evidente invece è la voglia di parlare, di capire, di misurare le loro esperienze, culture e credenze religiose contro quel documento del 1948 che in qualche modo ha inciso, anche se indirettamente, sul loro stato attuale di libertà negata. E di confrontarsi anche con quella rivoluzione costituzionale a metà che va sotto il nome di primavera araba.» [Anpi sezione di Como – Perugino Perugini]

7 giugno/ XXCO a Lenno: l’architettura del Novecento sul lago

Mercoledì 7 giugno, alle ore 21, presso la Biblioteca civica “Antonini” di Lenno, in via del Soccorso, vengono presentati i due volumi di XXCO, l’opera dedicata all’architettura nel Novecento in provincia di Como e pubblicata quotidianamente durante il 2016 con 366 schede pubblicate online su https://xxcoecoinformazioni.wordpress.com.

Con l’autore, Fabio Cani, ci sarà l’architetto Marco Leoni, direttore del nuovo Museo del paesaggio del Lago di Como, per parlare soprattutto delle architetture moderne del lago. Sarà quindi un’occasione per un’ulteriore verifica sul campo (del resto la presentazione si svolge proprio in un edificio inserito tra le schede dei volumi), uscendo dal capoluogo e dai confini dei “capolavori” più celebrati, per capire quanto e come sono cambiate le sponde del Lario nei decenni più recenti (non sempre male…).

XXCO/ Giorno dopo giorno e poi anno dopo anno per appassionarsi all’architettura del Novecento

ordine-architetti-como-caniTanti architetti per un libro sull’architettura del XX secolo in provincia di Como scritto da un non-architetto. Un libro [Nodolibri, Como 2016,264 pagg., 25 euro], nato sul web coi post dei due blog  SistemaComo2015Journal e XXCOecoinformazioni, ma diverso da quello letto quotidianamente da migliaia di persone on line  nel 2016.  Diverso perché ordinato cronologicamente, perché rivisto e arricchito, perché diviso in sezioni ciascuna introdotta da un testo, perché corredato da cartine, bibliografia e indici. Ne hanno parlato il 28 febbraio, nella sede dell’Ordine degli architetti,  a una sessantina di persone, l’autore Fabio Cani e Lorenza Ceruti. Negli interventi di Ceruti e del pubblico oltre che gli apprezzamenti entusiastici per un lavoro ampio e documentatissimo, agile e completo, preciso e senza tecnicismi e generatore di curiosità,  anche la consapevolezza che il libro, come le migliori guide, fa scoprire edifici interessanti e pregevoli che spesso non vengono considerati con la giusta attenzione e permette di raccontare la storia dell’architettura del XX secolo in provincia di Como. Per ora disponibile solo il primo volume che si ferma al 1945. Presto ci sarà anche il secondo.  E l’autore minaccia – scherzando (forse) –  anche un terzo volume con tutto ciò che non c’è stato nei primi due e nel 2016 sui blog.

Inaugurata la sede Anpi a Dongo

Da ieri, 14 gennaio, l’Anpi di Dongo ha una nuova sede, all’ultimo piano di Palazzo Manzi, sede municipale della cittadina lariana, nel luogo che vide nell’aprile del 1945 la fine del fascismo in Italia. È stata inaugurata al termine di un pomeriggio di studio, presso il salone della Banca Popolare di Sondrio, che, con la partecipazione attenta di almeno cento persone, ha affrontato diversi aspetti della storia della Resistenza in alto Lario.

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Giuseppe Calzati, Valter Merazzi, Fabio Cani e Piefrancesco Mastalli hanno affrontato con differenti prospettive il ruolo fondamentale delle formazioni partigiane (e in particolare della 52a brigata Garibaldi) della zona nello sviluppo degli eventi che portarono alla fine del fascismo e nella memoria di questi stessi accadimenti nei mesi immediatamente seguenti alla Liberazione. Molte delle informazioni presentate sono frutto di recenti ricerche e quindi in buona parte inedite, in grado quindi di gettare nuova luce su questo fondamentale snodo della storia italiana contemporanea.

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Nelle sue conclusioni, Tullio Montagna, presidente regionale dell’Anpi, ha ricordato l’esigenza di non abbassare la guardia di fronte alla riproposizione di ideologie e comportamenti direttamente o indirettamente legati al fascismo, ricordando sia l’esistenza di precise norme legislative che consentono allo Stato nato dalla Resistenza di intervenire in questo campo, sia l’importanza di un’opera educativa e culturale per sostenere e ampliare i valori della democrazia e dell’antifascismo.

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Dopo il convegno, nel corso della breve cerimonia di inaugurazione, sia Danilo Lillia, a nome dell’Anpi di Dongo, sia Mauro Robba, sindaco del Comune di Dongo che ha concesso in comodato i locali, sia Guglielmo Invernizzi, presidente provinciale dell’Anpi, hanno sottolineato l’importanza della nuova sede per la quale si auspica un ruolo attivo nel panorama culturale cittadino.

[FC, ecoinformazioni]

14 gennaio/ Convegno e nuova sede per l’Anpi di Dongo

Anpi-COPSabato 14 gennaio alle 15 alla sla incontri della Banca Popolare di Sondrio in piazza Matteri 14 a Dongo, la sezione cittadina dell’Anpi promuove il convegno Memorie della Resistenza in Alto Lago attraverso il racconto della 52 Brigata Garibaldi.

Interverranno in qualità di relatori: Giuseppe Calzati, presidente dell’isituto i storia contemporanea P.A. Perretta; Valter Merazzi, ricercatore storico, presidente del contro studi Schiavi di Hitler; Fabio Cani, ricercatore storico ed editore della casa editrice Nodo Libri di Como; Pierfranco Mastalli, ricercatore storico ed autore di libri sulla resistenza in Alto lago. Presiede il convegno Vilma Conti, presidente dell’Anpi di Dongo. Saranno inoltre presenti Tullio Montagna, presidente regionale Anpi e Guglielmo Invernizzi presidente provinciale Anpi.

Dopo il convegno la sezione inaugurerà la nuova sede di piazza G. Paracchini 6.

 

18 novembre/ Una storia positiva: il racconto della sieropositività

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Si presenta venerdì 18 novembre 2016 alle ore 18 presso la sala Enaip di Como, in via Dante Alighieri 127, il volume di Arianna Cantaluppi Una storia positiva, edito da Lila Como e NodoLibri.

Il libro racconta la storia di una giovane donna che scopre la sua anima di strega e con essa si trova a lottare contro il male del ventesimo secolo, soprattutto con l’arma dell’amore.
Il suo percorso tra le strade della vita incontrando amici, nemici, divoratori di anime, droghe, follie, odio e perdono.

L’autrice, Arianna Cantaluppi, ha frequentato la LILA di Como dal 1994 al 1998. Nel corso di questi anni ha partecipato alle attività dell’Associazione, spendendosi personalmente nelle iniziative rivolte agli adolescenti, nei corsi di formazione, nel counseling, nell’esperienza dell’unità mobile e nelle battaglie per la difesa dei diritti delle persone sieropositive. Il suo aspetto apparentemente fragile nascondeva una grande vitalità ed energia, una determinazione che le ha permesso di convivere con il virus Hiv senza mai sentirsi esclusa. La sua autobiografia abbraccia un tempo che va dal 23 dicembre 1992, quando per la prima volta ritira il test, alla primavera del 2005, quando termina il diario dal quale è stata tratta questa testimonianza. Arianna ci ha lasciato all’inizio dell’estate del 2014.

A presentare il volume e il mondo che racconta saranno Giusy Giupponi (presidente Lila), Manuela Serrentino (medico Lila), Marco Lorenzini (tra i fondatori della Lila di Como) e Fabio Cani (NodoLibri).

7 agosto/ Risonanze: dal Grumello a Bignanico – AVVERTENZA

La Casa della Musica di Como con Risonanze propone, anche quest’anno, tre percorsi alla scoperta di luoghi, suoni, storie, personaggi della città e della periferia di Como, intrecciando momenti musicali con luoghi significativi o poco noti.
Organizzati dalla Casa della Musica e dal Comune di Como nell’ambito degli appuntamenti estivi di Como Live, gli itinerari sono a cura dell’Accademia Orchestrale del Lario per quanto riguarda gli aspetti musicali e di Fabio Cani per quanto riguarda gli aspetti storici e artistici.

Domenica 7 agosto 2016, la visita guidata e animata dalle musiche klezmer, blues e tanghi di Giulia Larghi al violino e Chiara Zabatta alla viola traccia un percorso trasversale all’ormai famoso e apprezzato chilometro della conoscenza, dal Grumello a Bignanico.

Partenza, quindi, alle 15.30 dal Grumello, tra la villa e il lago, per risalire alle Serre attraverso il parco e uscire dal chilometro al parcheggio di Bignanico. Qui si avrà modo di apprezzare l’antico nucleo sulle falde del colle di Cardina, tra vecchie cascine e nuove ville, con l’antica chiesa di S. Pietro. Sosta alla cappellina Celesia su via Bignanico (erede dell’antica Santa Maria del Prestino) e alla Casa Albergo Villa Celesia della Fondazione Ca’ d’Industria.

Il percorso terminerà alla Scuola Montessori di via Bignanico, interessante edificio scolastico della metà degli anni Settanta.

 

ATTENZIONE! I danni provocati dal recente maltempo impediscono l’uso del ponticello lungo il chilometro della conoscenza. L’accesso alla Villa del Grumello deve quindi avvenire o dalla strada per Cernobbio o dal parcheggio a Bignanico.

Senza perdere la tenerezza

cabrera foto 2Venerdì 22 aprile alle 21, alla sala consiliare di Bulgarograsso, si è tenuto un incontro, organizzato da Arci Guernica, Anpi sezione di Como e Istituto di storia contemporanea P.A. Perretta con César Cabrera, profugo cileno espulso in Romania durante la dittatura di Pinochet, successivamente accolto in Svizzera come rifugiato. La serata, introdotta da Nicola Tirapelle dell’Anpi è stata coordinata da Fabio Cani dell’Istituto Perretta ed ha ottenuto il patrocinio del Comune di Bulgarograsso (nonostante nessuno dell’amministrazione fosse presente).

La voce di Cabrera è quella di un ex rappresentante del governo di Salvadòr Allende nella zona carbonifera di Lota, ma prima ancora quella di un uomo, che non ha mai cabrera foto 1smesso di praticare la rivoluzione con la sua voglia di vivere. I posti sono quasi tutti occupati, l’atmosfera è dell’intimità adatta, quella che fa sembrare il tutto una conversazione con il proprio nonno partigiano. Non è un immagine viziata dalla mia prospettiva, quella di chi può cogliere ed emozionarsi con gli spagnolismi della narrazione di Cabrera, e spero vivamente non sia percepito come uno svilire una pagina di storia ispirante e al contempo drammatica. Quello che voglio passare è tutt’altro: è stato un tentativo di fondamentale importanza riuscito, unire persone e lotte, proprio dove queste tendono a sopirsi.

César Cabrera era un professore di educazione fisica, membro del partito socialista cileno. In un periodo in cui un embargo più feroce di quello inflitto a Cuba cercava di minare la rivoluzione, il primo presidente marxista democraticamente eletto della storia poteva contare su veri compagni, che rispondevano sì alle necessità del partito (e quindi della gente). «Porquè la politica era amore, non come oggi, un mestiere». L’errore del presidente Allende fu quello di aver confidato nell’esercito come forza democratica, mentre è sempre stato il braccio armato della borghesia. Lo sconcerto del palazzo della Moneda bombardato, il golpe del generale Pinochet appoggiato dagli Stati Uniti, l’undici settembre settantatré, svegliarono la nazione da un sogno complesso e meraviglioso. Il presidente era morto, ma l’orrore era appena iniziato. Fu detto ai socialisti che il governo rovesciato era quello dei comunisti, e che loro potevano tranquillamente recarsi ai posti di lavoro.
Cabrera si presentò in aula come ogni giorno, ma la sua lezione fu interrotta dai militari: lo costrinsero a togliersi i vestiti e lo spinsero in strada minacciandolo con le armi, mentre cercava di tranquillizzare gli studenti terrorizzati. Non capivano cosa stava succedendo al loro docente preferito: «Non me ne vogliano i professori di inglese, ma gli studenti si affezionano sempre di più a noi!». Mentre racconta scherza, ed è incredibile come subito dopo giustapponga la narrazione delle torture, subite nel successivo anno e mezzo di prigionia. Il sottomarino (l’essere legati per i piedi ad una gru e calati a tesa in giù nel mare); uomini incappucciati con targhette con nomi di animali, che mentre ti pestavano ti obbligavano a partecipare ad un perverso gioco di ruoli; l’elettroshock. Poi ti facevano passare l’ammoniaca sotto il naso quando il tuo corpo diceva basta, quando svenivi, per chiederti ancora del “plan Z” (un piano inventato che comporterebbe il genocidio della borghesia), o dove sono nascosti i dirigenti. Ammette che tutto questo è continuato ancora a lungo nei suoi incubi; solo il matrimonio ha diradato le nubi, Cesar Cabrera- espulisionementre il suo corpo ne porta i segni indelebili.
Liberato su condizione (avrebbe dovuto organizzare uno spettacolo sportivo per Pinochet, e firmare quotidianamente in questura), la sua storia si colora di straordinario. Tre anni nascosto in un seminario, la prospettiva di una fuga attraverso le Ande, disseminate delle croci di chi non ce l’aveva fatta, e poi (fisicamente) il salto più importante della sua vita, quello del muro dell’ambasciata italiana, eludendo le pallottole. Tutto questo per restare umani, perché ritornino i giorni liberi, per «voler vedere l’uomo nuovo, senza volto, l’uomo socialista». Non smetterà mai di ringraziare l’ambasciata italiana, che in Cile come in Argentina ha saputo dare lezioni di solidarietà internazionale durante la dittatura, oggi dimenticate.
Viene inviato in Romania, dove critica fortemente il falso socialismo di Nicolae Ceaușescu, a costo dei richiami del partito e di soffrire la fame, vero e proprio topos di buona parte della sua giovinezza. Ma «quando uno è giovane non gli importa di rischiare la vita», o forse gli importa troppo una vita degna, per ottenere la quale non si debba perdere la tenerezza. In questo momento dell’incontro infatti entrano in sala due vigili, e interrompono il tutto per un qui pro quo sull’inserimento dell’antifurto della sala: «Ovunque vada, la polizia non smette mai di accompagnarmi!». Altre risate, che si amalgamano con gli spagnolismi, ed un racconto incredibile che afferra il piccolo comune di una piccola provincia, per gettarlo nel mondo, nel centro della sua storia.
Gli studi su Marx e Lenin, sulla psicologia del movimento operaio. Un periodo in Russia, a Cuba per prepararsi a lottare in Nicaragua, e poi ancora Romania, Germania, e infine Svizzera. Qui il lavoro duro riporta a galla i colpi delle torture, ma sarà tra le corsie dell’ospedale che conoscerà Daniela, una radiologa appassionata di Inti Illimani. Il primo appuntamento è davanti ad un rene esploso. I successivi saranno con la famiglia ticinese, che non si capacita di come si possa arrivare scapoli a quarant’anni, e paleseranno le differenze culturali: «Dopo quattro mesi mi chiese di sposarla, io, che avevo sempre creduto nell’amore libero!».

Ora César Cabrera vive con sua moglie in Svizzera. Rimise piede in Cile per la prima volta nell’89’, durante l’ultimo anno di una dittatura agonizzante. Ritornava in un paese dove c’era il coprifuoco, dove non si poteva passeggiare per strada in gruppo. Non era più del tutto la sua terra, anche se non è un giudizio viziato dalla paura; quella dice di non sapere più cosa sia, da quando il regime ammazzò suo padre. È la rabbia verso un sogno tradito, verso l’influenza mantenuta ancora oggi dai fantocci di regime. La forza di svolgere per l’ennesima volta la matassa della sua storia ne è testimone: non ha mai smesso di lottare. Ogni due anni circa ripete questo viaggio, con le speranze volte ai movimenti studenteschi, testimonianza preziosa che «in America Latina la politica si vive, non si analizza solo, come qui».
A pochi minuti da Como, nel tranquillo cantone confinante con l’Italia c’è un uomo, che aspetta di essere nel suo paese per intrufolarsi in fondo ad un corteo, a gridare «el pueblo unido jamàs serà vencido!».

Senza perdere la tenerezza. Come nel fotomontaggio fatto da suo figlio mostrato a fine incontro, dopo le conclusioni di Fabio Cani, in cui appaiono tre personaggi barbuti: lui, Fidèl Castro (realmente conosciuto) e Che Guevara. Come il titolo di una grande biografia di Ignacio Paco Taibo II sul rivoluzionario argentino. Quella tenerezza dei versi scritti da Pablo Milanés in Io calpesterò le strade nuovamente, che cantati con il trasporto di un latino, probabilmente, desterebbero l’indignazione di qualche vicino svizzero: «Più presto che tardi senza riposo, torneranno i libri e le canzoni, che bruciarono le mani assassine, rinascerà il mio popolo dalle sue rovine, e pagheranno la loro colpa i traditori (…), io calpesterò le strade nuovamente, di quella che fu Santiago insanguinata, e in una meravigliosa piazza liberata, mi fermerò a piangere per gli assenti». Buona festa della liberazione. [Stefano Zanella, ecoinformazioni]

22 aprile/ César Cabrera a Bulgarograsso con Arci, Anpi e Istituto Perretta

CABRERA_lightVenerdì 22 aprile alle 21, la sala consiliare del comune di Bulgarograsso in via Guffanti 2, ospiterà la serata Ostinata memoria che avrà come ospite César Cabrera, dirigente politico della regione carbonifera di Lota nel Cile di Allende, espulso in Romania dopo un perido di prigionia e tortura durante il periodo della dittatura golpista del militare Pinochet e successivamente accolto in Svizzera come rifugiato politico dove vive tutt’ora. La serata, patrocinata dal comune di Bulgarograsso, sarà coordinata da Fabio Cani dell’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta ed è ogranizzata dall’ Arci Guernica e dall’Anpi sezione di Como, con la collaborazione dell’Istiuto Perretta.

25 Aprile/ I Lunedì del cinema/ Il nemico. Un breviario partigiano

il nemicoSarà una serata speciale quella de I Lunedì del cinema del 25 aprile alle 21 allo Spazio Gloria di Arci Xanadù in via Varesina 72 a Como.

La festa della Liberazione vedrà la proiezione del docu-film Il nemico. Un breviario partigiano di Federico Spinetti con la partecipazione dell’Istituto di storia contemporanea P.A. Perretta e della sezione Anpi di Como.

Quanto è stereotipata, quanto è viva la parola “partigiano”? Massimo Zamboni, chitarrista e co-fondatore dei CSI, a quindici anni dallo scioglimento della storica band post-punk italiana vorrebbe riunire i membri attorno a un nuovo progetto sul tema partigiano, condividendo pensieri e canzoni. Non una “reunion”, forse un nuovo inizio. Su proposta del regista Federico Spinetti i componenti del gruppo, Massimo Zamboni, Giorgio Canali, Gianni Maroccolo, Francesco Magnelli con la cantante Angela Baraldi e il batterista Simone Filippi si incontrano nella splendida cornice del teatro di Gualtieri. Massimo propone un testo da mettere in musica: Il nemico. Il film intreccia l’elaborazione musicale con la storia personale di Massimo Zamboni, tragicamente segnata da uno sparo. Un film musicale sulla Resistenza e le sue rappresentazioni.

La proiezione sarà preceduta dall’intervent di Alberto Cano (I Lunedì del cinema) e fabio Cani (Istituto Perretta-Arci ecoinformazioni). L’Anpi sezione di Como sarà presente con uno stand.

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