Frontalieri

Il Gran consiglio del Ticino interviene sull’accordo italo-svizzero

canton ticinoI capigruppo di Plr, Lega, Ppd, Ps, Verdi e Udc inviano una lettera aperta al Consiglio federale sulle trattative economiche fra Confederazione e Repubblica un accordo: «Incomprensibile che non farebbe altro che impoverire il Ticino in favore dell’Italia».

«I rapporti tra Italia e Svizzera negli ultimi anni sono stati quantomeno travagliati – esordisce la lettera –. Le tre amnistie fiscali, l’adozione di Black List e le continue pressioni di vario genere sulla Svizzera hanno causato delle conseguenze sul piano economico, in particolare per il Cantone Ticino».

«Riteniamo che l’Accordo sui frontalieri sia obsoleto a livello generale per la Svizzera e dannoso, a livello particolare, per il Cantone Ticino – dichiarano gli esponenti politici ticinesi dopo aver ripercorso la storia dei rapporti fra Italia e Svizzera –. Obsoleto in quanto, da quando la Svizzera ha sottoscritto con l’Ue il Trattato sulla libera circolazione delle persone, i cittadini europei che rientrano al proprio domicilio almeno una volta alla settimana possono così esercitare in Svizzera, di fatto liberamente, le attività lavorative che desiderano. Il concetto di frontaliere è diventato una nozione storica e non si comprende quindi per quale ragione debba essere ancora incluso in accordi internazionali».

«Dannoso – proseguono – siccome ci vediamo costretti a riversare una quota rilevante, il 38,8 per cento, delle imposte alla fonte, pari nel 2013 a 60 milioni di franchi e di quasi 1,2 miliardi dal 1974. Secondariamente, il trattamento fiscale privilegiato dei lavoratori frontalieri – che già sono favoriti da un costo della vita inferiore e da altri vantaggi quali, ad esempio, il mancato cumulo dei redditi nel caso dei coniugi – pone una pressione notevole sul mercato del lavoro cantonale generando fenomeni di dumping salariale e di sostituzione della manodopera residente con manodopera frontaliera. In passato il Ticino ha sopportato da solo le conseguenze negative di questo accordo in virtù della tranquillità che garantiva su altri fronti, come ad esempio nel settore bancario. Oggi, considerata la politica intrapresa a livello nazionale e internazionale, questo genere di contropartita non è più presente e quindi mantenere questo accordo non sarebbe comprensibile e non farebbe altro che impoverire il Ticino in favore dell’Italia».

«Il nostro Cantone non può e non deve pagare praticamente da solo il prezzo di un accordo internazionale del tutto inutile» aggiungono.

Di qui l’annuncio di una risoluzione: «In cui si chiede che il Consiglio federale denunci unilateralmente [entro il 30 giugno 2014] l’accordo sui frontalieri del 1974 e rinegozi la convenzione generale per evitare la doppia imposizione del reddito e della sostanza del 1979, in maniera che gli accordi non penalizzino il Cantone Ticino e i suoi abitanti» (la lettera). [md – ecoinformazioni]

Frontalieri: richiesto un incontro in regione

frontalieriCgil, Cisl, Uil, unitamente alle Acli, hanno chiesto un incontro alla nuova Commissione speciale per i Rapporti italo svizzeri istituita in seno al Consiglio regionale. Al centro l’inizio di un confronto in merito alle modifiche relative alla disoccupazione speciale per i frontalieri e i trattamenti fiscali per i lavoratori con permesso G, residenti al di fuori della fascia dei 20 km

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Frontalieri in Parlamento

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Manifesto per uno statuto dei lavoratori

801048-caporalato.dLe organizzazioni sindacali e patronati di Italia e Svizzera (Cgil, Cisl, Uil, Acli, Unia e Ocst) hanno presentato martedì 19 febbraio il Manifesto dei lavoratori frontalieri ai candidati delle prossime elezioni nazionali e regionali del territorio (altro…)

Frontalieri: sbloccata provvisoriamente la disoccupazione ordinaria

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