Marcello Iantorno

14 luglio/ Presentazione regolamento porti a Como

porto comoIncontro pubblico lunedì 14 luglio alle 18.15 allo Yacht Club, in viale Puecher con l’assessore al Patrimonio Marcello Iantorno e i responsdabili di Csu, la società che gestisce le strutture portuali. Il regolamento, da poco approvato, è pubblicato all’indirizzo Internet www.comune.como.it.

Cimiteri a Como: assunzioni a tempo determinato

cimitero di comoIl Comune ha deciso l’assunzione per 18 mesi di tre nuovi addetti e la proroga fino a fine anno dell’appalto di manutenzione ordinaria per la pulizia.

 

«Abbiamo autorizzato un’integrazione degli interventi per circa un mese in modo da consentire ai 3/4 operatori effettivi in servizio il godimento delle ferie – afferma l’assessore ai Servizi cimiteriali del Comune di Como Marcello Iantorno –. Sarà quindi dato un incarico esterno per la tumulazione delle salme per la durata di un mese al massimo e comunque per il tempo necessario a consentire al nostro personale di andare in ferie. Nel frattempo è stato prorogato l’appalto fino al 31 dicembre per i lavori di manutenzione ordinaria di pulizia, anche per completare le esumazioni iniziate».

Una iniziativa, ammette Palazzo Cernezzi, «per far fronte ai problemi del settore cimiteri, legati soprattutto alla carenza di personale».

Per questo l’esecutivo comasco: «Ha deliberato anche l’assunzione di tre addetti, a tempo determinato per 18 mesi».

«Si deve procedere all’esumazione di oltre ottocento salme per liberare posti soprattutto al Monumentale – termina Iantorno – Nel frattempo dovremo definire una riorganizzazione più generale dei servizi e così avviare a soluzione annosi problemi. Si tratta di un settore molto delicato, lo sappiamo bene e faremo di tutto». [md, ecoinformazioni]

Ramadan in via Cuzzi

ramadanConfermata per il 2014 la disponibilità della palestra della scuola di via Cuzzi per il Ramadan. La giunta ha dato il via libera alla concessione, predisposta dall’assessore al Patrimonio del Comune di Como Marcello Iantorno d’intesa col preside della scuola, che permette all’associazione Culturale islamica l’utilizzo dal 1 al 31 luglio dello spazio, il pagamento di un affitto di 1900 euro e una cauzione di 7500.

Vigili nei quartieri a Como

NEW POLIZIA LOCALE«Dal prossimo 3 giugno due agenti del Comando della Polizia Locale presteranno servizio come vigili di quartiere – annuncia una nota di Palazzo Cernezzi –. Ogni settimana Carlo Cattaneo e Antonia Balsamo saranno a disposizione dei comaschi nei principali quartieri cittadini (Albate, Breccia, Camerlata, Camnago Volta, Civiglio, Lora, Muggiò, Ponte Chiasso, Prestino, Rebbio, Sagnino, Tavernola)».

 

«Si tratta di una proposta per rendere un ulteriore servizio ai cittadini – dichiara il sindaco di Como Mario Lucini –. Per problemi di personale e costi non possiamo garantire presidi fissi ma la presenza sul territorio sarà segnata da un’unità mobile, un nuovo mezzo in dotazione al Comando, e da due agenti».

Per Palazzo Cernezzi sono: «Ascolto, punto di riferimento, prevenzione, controllo, i principali obiettivi che il servizio si propone». «Dovranno ascoltare i cittadini essere tra la gente e avere un occhio attento anche per le altre categorie di frequentatori della città, come ad esempio i turisti – precisa infatti il comandante Alessandro Casale –. Il modello che proponiamo è aperto e si presta a tutte le modifiche che, rispetto alle esigenze e alle proposte, verranno dai quartieri. La presenza sul territorio consentirà di svolgere anche un ruolo di controllo e presidio del territorio».

«Si tratta di un’iniziativa positiva ed importante e che risponde ad un’esigenza più volte manifestata – chiosa l’assessore alla Sicurezza Marcello Iantorno –. Considerate le risorse disponibili si è riusciti a programmare un buon servizio».

orari vigili nei quartieriNon tutti sono soddisfatti però. Per Como definisce l’iniziativa «una prima piccola risposta da Palazzo Cernezzi alle nostre richieste» : «Certo questa è solo una prima e piccola risposta alle nostre richieste, fondamentale sarà muoversi in tutte le direzioni per rendere più sicuri i nostri quartieri, le nostre case – afferma Mario Molteni –. È nei programmi di tutti i candidati sindaco, ora si deve dare risposta in questo senso». La lista civica, all’opposizione, ha annunciato la consegna di 500 firme per «sicurezza nei quartieri – istituzione vigile di quartiere» per cui già è stata depositata una mozione in Consiglio comunale.

«I vigili saranno riconoscibili, oltre che dalla divisa, da una fascia sul braccio e sul cappello a scacchi bianchi e rossi (così come previsto dalla normativa regionale) – precisa il comunicato –.Per l’appuntamento con il vigile nel quartiere di Albate il security point sarà in piazza Martiri Foibe Istriane; Per l’appuntamento con il vigile nel quartiere di Breccia il security point sarà in via Malvito (area di sosta); Per l’appuntamento con il vigile nel quartiere di Camerlata il security point sarà in piazzale Camerlata (vicino farmacia); Per l’appuntamento con il vigile nel quartiere di Camnago Volta il security point sarà in via Zampiero/Via della Pila (area di sosta); Per l’appuntamento con il vigile nei quartieri di Garzola e Civiglio il security point sarà in piazza della Concordia (Civiglio); Per l’appuntamento con il vigile nel quartiere di Lora il security point sarà in via Don Bosco (fronte Chiesa); Per l’appuntamento con il vigile nel quartiere di Monteolimpino il security point sarà in via Bellinzona (vicino farmacia); Per l’appuntamento con il vigile nel quartiere di Muggiò il security point sarà in via Muggiò (fronte farmacia); Per l’appuntamento con il vigile nel quartiere di Ponte Chiasso il security point sarà in piazza XXIV Maggio; Per l’appuntamento con il vigile nel quartiere di Prestino il security point sarà in piazzale Giotto; Per l’appuntamento con il vigile nel quartiere di Rebbio il security point sarà in via Alebbio/via Parrocchiale; Per l’appuntamento con il vigile nel quartiere di Sagnino il security point sarà in via Sagnino («piazzetta»); Per l’appuntamento con il vigile nel quartiere di Tavernola il security point sarà in via Conciliazione (prossimità farmacia)». [md, ecoinformazioni]

Ultimatum al Ristorante Villa Geno

villa genoPalazzo Cernezzi da mercoledì 21 maggio intima la ricosegna entro tre giorni delle chiavi minacciando lo sgombero coattivo.

 

«La società vanta un cospicuo debito con l’amministrazione comunale – afferma l’assessore al Patrimonio del Comune di Como Marcello Iantorno sulla società Cabella–. Debito che ha portato il Comune a dichiarare la decadenza della concessione. La pazienza è stata davvero tanta ma adesso non si può più aspettare. Sono state fatte mille promesse mai mantenute. E siamo pronti a esaminare eventuali responsabilità economiche personali per il ritardo nella consegna, per l’aggravarsi del debito e per il ritardo nella valorizzazione di un sito importante della città». [md, ecoinformazioni]

Alienazioni/ Iantorno: la questione elementari di via Binda sarà riesaminata

marcello iantornoRiguardo al Piano delle alienazioni in discussione lunedì 19 maggio in Consiglio,  Marcello Iantorno, l’assessore al Patrimonio del Comune di Como, risponde alle critiche mosse dagli ambientalisti e comunica che i contributi venuti dall’interno e dall’esterno del Consiglio comunale riguardo alla questione della scuola di via Binda «sono apprezzati e perciò saranno fatte le opportune verifiche e riflessioni sul limite delle possibilità edificatorie urbanisticamente compatibili con la zona». Leggi di seguito la presa di posizione dell’assessore.

«Nel Piano delle alienazioni e valorizzazioni che il Consiglio voterà nella riunione di domani lunedì, rispetto a quello votato lo scorso anno, sono compresi 13 box siti in via Borgovico e i quattro immobili di via T.  Grossi (ex Orfanotrofio), le ex scuole elementari di via di Lora e di via per Brunate che  hanno varie destinazione, esclusa quella produttiva della industria e artigianato, nonché quella di via Binda che, unica fra le quattro, ha per destinazione solo l’edilizia convenzionata per la realizzazione di alloggi a prezzi  contenuti onde agevolare l’accesso alla prima casa per i soggetti con redditi bassi.

La perizia è stata redatta dal prof Caruso di Spaccaforno del Politecnico di Milano. Quella relativa alla via  Binda si basa sull’indice medio di zona pari a 2 mc per 1 mq. e prevederebbe la ristrutturazone dell’esistente e la realizzazione di nuova edilizia convenzionata sull’area contigua. I contributi avanzati in aula da alcuni consiglieri e di recente anche dall’esterno, in particolare in riferimento alla possibilità teorica di costruire nella misura massima indicata dal prof. Spaccaforno di ben 5 mila metri quadrati, sono apprezzati e perciò saranno fatte le opportune verifiche e riflessioni sul limite delle possibilità edificatorie urbanisticamente compatibili con la zona».

 

Palazzo Cernezzi svende?

3 COMO COMUNEDopo le polemiche in Consiglio anche altre voci si levano contro il Piano di alienazioni del Comune di Como, si passa da quasi 7milioni a quasi 20 di introiti, ma cosa sta pensando di vendere la Giunta Lucini?

 

Dal suo insediamento in via Vittorio Emanuele II nell’estate del 2012 il centro sinistra comasco ha cercato, fra le prime cose, di fare il punto sulle proprietà comunali. L’assessorato al Patrimonio guidato da Marcello Iantorno ha reso pubblici, nel novembre dello stesso anno, diversi elenchi su quanto posseduto da Palazzo Cernezzi, al di là delle strutture scolastiche, sportive e di “servizio” (uffici comunali, vecchie sedi di circoscrizioni con annesse sale civiche).

Con un occhio attento agli affitti, che hanno visto l’emersione di diversi casi di morosità e di irregolarità nelle locazioni (come si vede dai riepiloghi messi on-line dal Comune) su cui si è intervenuto con piani di rientro e sfratti (su Villa Olmo, su Villa Geno).

Ma significativamente prima della approvazione del Bilancio, nel maggio del 2013 la Giunta Lucini approvò un primo Piano di alienazioni per il 2013-15, passato poi in aula il mese seguente (1 e 2).

Una proposta per il consigliere di opposizione Alessandro Rapinese, Adesso Como, «basata su sogni e ipotesi al momento senza senso di esistere, ideale inizio per un bilancio dai contenuti utopistici come accadeva nell’era Bruni». «I criteri seguiti nella predisposizione del Piano tutelano innanzitutto l’interesse pubblico – precisò invece Iantorno –. Gli edifici messi in vendita, infatti, sono tutti classificabili come non strumentali e necessari all’esercizio delle funzioni istituzionali dell’ente. La vendita, d’altro canto, non pregiudica in alcun modo le attività commerciali che sono salvaguardate e continueranno a lavorare regolarmente fino alla scadenza del contratto e i titolari se interessati potranno partecipare alla gara».

Con questo primo provvedimento si prevedeva di incassare 1.837.783 euro nel 2013, 3.146.645 euro nel 2014 e 1.764.511 euro nel 2015.

Più precisamente per il 2013 si intendeva vendere:

 

Indirizzo Tipologia del bene Prezzo a base d’asta
Via Milano 242 uso commerciale libero da affittanza 83.356
Via Milano 250 uso commerciale libero da affittanza 88.734
Via Milano 252 uso commerciale libero da affittanza 67.223
Via Milano 248 uso commerciale libero da affittanza 160.096
Via Milano 256 negozio parrucchiere 88.734
P.za V° Alpini/ Bellinzona farmacia con vani servizio 372.866
P.za Tessitrice bar con appartamento e box 513.335
Via De Cristoforis area scoperta mapp. 7862 Camerlata 38.758
Via per Brunate area scoperta mapp. 1059 Camerlata 24.681
L.Lario Trieste chiosco bar 400.000

 

Per il 2014

Indirizzo Tipologia del bene Prezzo a base d’asta
Via Regina 42 deposito officina 111.300
P.za S.Rocco 42 uso commerciale (negozio elettronica) 153.267
Via Milano 238 uso commerciale (ristorazione) 198.979
Via Milano 240/a uso commerciale (negozio abbigliam.) 147.890
Via Milano 258 uso commerciale (negozio alimentari) 126.378
Via S. Bernardino stabile al rustico 556.759
Via C.Cantù 53 uso commerciale (ristorante) 1.001.120
Via C.Cantù 53 uso commerciale (negozio abbigliam.) 850.952

 

Per il 2015

Indirizzo Tipologia del bene Prezzo a base d’asta
Via Natta 16/18 uso commerciale (bar) 455.243
P.za Martignoni uso commerciale (bar) 475.408
Via Conciliazione farmacia con alloggio e box 333.726
Via Milano 212/214 uso commerciale (ristorazione) 174.778
P.za S.Rocco 39 ambulatorio veterinario 201.667
Via Milano 210 uso commerciale (negozio macelleria) 123.689

 

Ma, come pronosticato da Rapinese, l’intera operazione si è insabbiata e nel marzo del 2014 si è ripreso in mano il dossier aggiornandolo con nuove perizie e un nuovo passaggio in Giunta.

Salta agli occhi subito l’importanza del nuovo Piano di alienazioni per il 2014-16 dati gli introiti: Sono previsti infatti 5.696.214 euro per il 2014, 9.702.620 euro per il 2015 e 4.385.539 euro per il 2016, per un totale di 19.784.373 euro, contro i 6.748.939 euro previsti dal primo Piano.

Sostanzialmente quanto si pensava di vendere nel 2013 è stato riproposto per il 2014, con qualche modifica. Sono state anticipate di un anno, sempre al 2014, la vendita della pizzeria kebab di via Milano 212/214 e della vicina macelleria, oltre che del veterinario di piazza S. Rocco e del comprensorio della farmacia di Tavernola. Posticipate dal 2015 al 2016 invece le vendite del deposito di via Regina, del rustico di via S. Bernardino, del ristorante e del negozio di abbigliamento di via Cesare Cantù dal 2014 al 2016, del bar di piazza Martignoni.

piano-alienazioni-como-2014-16Sono state fatte alcune lievi modifiche ai valori di alcune voci, via Milano 248 è stato rialzato da 160.096 a 180.156, mentre via De Cristoforis (area scoperta mapp. 7862 Camerlata) è stato abbassato da 38.758 a 34.882, così come via per Brunate (area scoperta mapp. 1059 Camerlata) da 24.681 a 22.213.

Le differenze più notevoli si sono avute con l’eliminazione della vendita del bar Natta all’interno di Palazzo Natta, previsto per il 2015, andando forse incontro ai malumori all’interno della maggioranza, e l’aggiunta nel 2014 dell’ ex Scuola all’aperto di via Binda 10 (base d’asta 1.729.830), dell’ex Scuola di Garzola, in via per Brunate 30 (654.511), nel 2015 (unico bene all’asta per quest’anno) dell’ex orfanotrofio ex Scuola media Baden Powell, di via Grossi 2-4/Dante (9.702.620), e nel 2016 di posti auto in via Borgovico (390.000), e dell’ex Scuola elementare di Lora (1.000.000).

In realtà il processo di dismissione del patrimonio è già iniziato, un’asta pubblica è già stata fatta per l’ex Speakeasy’s di lungolario Trieste e per tre negozi sfitti in via Milano.

Dopo la contestata (da Paco-Sel in maggioranza e dalla Cgil) privatizzazione delle farmacie comunali, di Sagnino e Muggiò, si vendono i muri di quelle, già private, di Monte Olimpino e Tavernola e si procede poi alla dismissione di strutture scolastiche ora inutilizzate, data la contrazione delle nascite, poste anche in luoghi interessanti come la Scuola all’aperto di via Binda (vedi l’intervento, del 2008, de la Città possibile qui), dove dovrebbe essere impiantata edilizia residenziale, rendendo più rada la rete di spazi comunali nei quartieri periferici, Lora e Garzola, mentre un caso a parte è l’ex Scuola media Baden Powell.

affittiLa struttura fra via Tommaso Grossi e via Dante Alighieri, ex monastero ed ex orfanotrofio maschile, è stata sede della Scuola media, chiusa all’inizio degli anni 2000, e del Centro per l’educazione degli adulti (Eda) di Como, ora in via Gramsci. Nei vari cortili sono state ospitate anche per anni la sede della Circoscrizione 5 (Como Est, Como Nord) e diverse associazioni (tra le altre l’associazione radioamatori italiani, Como 90, la storica Italia-Urss, poi Italia-Russia), alcune strutture della Cooperativa Arca, oltre che alcuni appartamenti di edilizia residenziale pubblica. Fino a poco tempo fa venne anche ospitata una chiesa ortodossa, fedele al patriarcato di Mosca, ora trasferitisi nella chiesa all’interno del parco del S. Martino.

Ora dovrebbero essere stati tutti allontanati, tranne il ristorante pizzeria al civico 2 (il cui contratto d’affitto scadrà nel 2018) e alcuni posti auto in affitto in quello stesso cortile e forse tre inquilini delle case popolari comunali (gli altri 19 appartamenti della struttura risultano inagibili).

Non è di proprietà comunale poi il fronte ferrovia, con la chiesa di S. Orsola, con vincolo monumentale (per una parte della storia della chiesa vedi il Piano delle regole del Pgt paragrafo 2.6), e l’attigua parrocchia.

Fino al primo Piano delle alienazioni tutto il comprensorio non era stato preso in considerazione per una eventuale dismissione, stante l’ipotesi della Giunta Bruni e di Univercomo, fallita, della creazione di uno Studentato universitario, per cui si speravano fondi dal ministero partita nell’estate 2011.

Si prevedeva una ristrutturazione di tutto l’edificio, salvo il lato della parrocchia e l’area del ristorante. Tra l’altro il Piano di governo del territorio (Pgt), prevede, forse a tal fine, che in caso di ristrutturazione nelle zone attigue (Telecom, ex Seminario…): «Tutti i comparti che promuoveranno gli interventi concorreranno economicamente in quota parte, da definire in fase di negoziazione, al recupero degli immobili di proprietà comunale posti all’angolo tra via Tommaso Grossi – via Dante Alighieri» (Ambito strategico dell’ex seminario).

Una prospettiva che avrebbe voluto essere organica alla implementazione del Campus universitario a S. Martino, che sembra ormai sempre più lontano, visto il mancato finanziamento da parte della Fondazione Cariplo, che porta quindi la Giunta Lucini a pensare semplicemente di ricavare dall’area, posta nel cuore della città, ben 9.702.620 euro, salvo un parere contrario della Soprintendenza.

Ora la parola spetta al Consiglio comunale che dovrà ratificare la proposta per renderla effettivamente operativa. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Contro la svendita del patrimonio comunale

exIn un articolo che riprendiamo da Democrazia economica, Luca Michelini contesta le scelte di alienazione del patrimonio comunale comasco e il mancato sostegno al progetto Campus San Martino. Il centrosinistra lariano per Michelini ha affidato all’assessore Iantorno il mandato per la «totale svendita del patrimonio pubblico della città o comunque un suo utilizzo a fini di bilancio». Leggi l’articolo nel seguito del post.

 

«Ex. Assessorato allo smantellamento del pubblico patrimonio.

Che cosa rimane, nei politici di oggi, delle idee di un tempo? Una certa refrattarietà alla democrazia. Governare vuol dire svendere il Paese, anche a livello locale

1. Marcello Iantorno è uomo capace e di cultura, di lunga e consolidata scuola politica. Lo puoi ritrovare a qualsivoglia congresso, incontro, riunione, tavola rotonda o ferroequina, dove si mostra attento, scrupoloso negli appunti, solido nei riferimenti (Resistenza, Costituzione, Legalità, Solidarietà, Trasparenza, Giustizia ecc.), affabile, premuroso ad ogni rivendicazione, disponibile all’ascolto. Un punto di riferimento.

2. Ottenuto l’assessorato al patrimonio, l’ingenuo elettore, di qualsivoglia appartenenza politica, si aspettava che tanta saggezza si sarebbe concretizzata in una razionalizzazione del patrimonio, nonché in un suo utilizzo strategico, volto a cambiare il volto della città nel contesto di un chiaro piano urbanistico, nonché di una idea, anche vaga, di ciò che la città è e di ciò che potrebbe diventare.

3. In altri termini, sarebbe stato e sarebbe vano cercare nei programmi delle forze politiche che si sono presentate come “innovatrici” e “progressiste” rispetto alla destra del sindaco Bruni, un qualsivoglia accenno alla totale svendita del patrimonio pubblico della città o comunque un suo utilizzo a fini di bilancio.

Eppure, è proprio questo il compito che gli “innovatori” hanno affidato all’assessore Iantorno: svendere, per salvare il bilancio del Comune di Como; svendere, a dispetto di qualsivoglia programma elettorale; svendere, rinunciando a indirizzare la crescita cittadina, ancora affidandosi al provvidenzialismo e automatismo del mercato.

4. Finchè si tratta di riscuotere gli affitti e vendere qualche locale commerciale si può, forse, ancora parlare di razionalizzazione. Quando, invece, si parla di vendita dell’ex-orfanatrofio di via Tommaso Grossi, cioè dell’ex scuola media Baden-Powell, allora, vista la dimensione dell’operazione (stimata in poco meno di 10 milioni di euro (si veda qui), un decimo del bilancio comunale) e la natura del complesso edilizio, è del tutto legittimo parlare di svendita. Perché quel pezzo di città può, e direi di più, deve, essere utilizzato per ridisegnare la città, facendo dell’azione pubblica il perno di qualsivoglia azione in proposito. Più precisamente: è tale la rilevanza urbanistica del sito, che qualsiasi intervento ridisegna, di fatto, la città.

5. Non è un caso, infatti, che, tempo fa, Bruni ancora imperando, non senza ragione si voleva creare in quel luogo una residenza universitaria(si veda qui). Oggi, come sappiamo, pare che l’Università sia passata in secondo piano: il Campus è fallito e in molti, anche nelle forze di governo cittandino, novelli espertissimi delle dinamiche universitarie e della scienza, pensano che il Politecnico sia “troppo piccolo” per dedicarvi investimenti.

C’è da chiedersi perché altrettanta sicumera non venga applicata, poniamo, alla dimensione dei negozi, delle imprese, delle ali degli aeroplani, delle sigarette. Ma si sa: quando si parla di scuola pubblica, dietro ogni “razionalizzazione” si nasconde, in effetti, un disegno di smantellamento. Inutile informarsi. Inutile fare paragoni: poniamo con la vicina Lecco. Mettere fuori il naso da casa è pericoloso, lo sappiamo, e l’altro ramo del lago di Como lo raggiungeremo solo a pedemontana terminata, o addirittura quando si inaugurerà la linea ferroviaria Lecco-Como. Meglio sempre e comunque il cemento e l’asfalto e qualche supermercato, che qualche coorte di ingegneri in più.

6. In Italia, purtroppo, la legislazione non tutela come dovrebbe il patrimonio pubblico. Cioè consente veri e propri colpi di mano nel passaggio ai privati di proprietà che sono di tutti e che spesso sono state il frutto di azioni generose, coraggiose e lungimiranti. Purtroppo gli amministratori, di qualsiasi partito siano e anche se costituiscono la “maggioranza” (ma non dimentichiamoci che i partiti oggi esistenti sono minuscoli rispetto al corpo elettorale), possono gestire a piacimento e svendere il patrimonio comune, senza avere, per altro, la più pallida idea del da farsi.

7. Naturalmente, non si tratta di avere una preclusione per il privato. Si tratta, invece, di cavare dal cappello qualche ideuzza, una volta ogni tanto. Alcuni parlavano di un Ostello, che si voleva addirittura a Camerlata (noto polo turistico… ), invece che regalare una piazza pubblica a Esselunga (che deve ai cittadini circa 7 milioni di euro), come pare purtroppo avverrà. Perché non farlo, appunto, nell’ex-orfanotrofio?

Ai tanti novelli “renziani” basterebbe fare un giretto per Firenze: p.es. alle “murate”, dove un ex-carcere è diventato, in centro, una residenza per giovani e giovani coppie, anche se disoccupate, oltre che un luogo di ritrovo e di convivialità (si veda qui).

Una volta messo il naso fino a Lecco, il giro turistico potrebbe continuare, per apprendere le tante e variopinte esperienze che contraddistinguono le nostre cento città.

Ma in materia aspettiamo, fiduciosi, l’ennesimo bando del Comune. Inutile perdere tempo in discussioni.

8. In una delle tavole rotonde cittadine prima o poi m’aspetto che qualche esponente del PD, magari lo stesso Iantorno, disquisisca della enorme disparità di ricchezza e di opportunità sociali che si è creata – da sola, ovviamente, come per volontà divina – nel Paese. Una disparità che, in un impeto di sconsiderato coraggio, potrebbe venire indicata come l’origine, o tra le cause, di questa crisi. Eppure non ho sentito nemmeno un cenno a questo tema per quanto riguarda la vendita dell’ex-orfanotrofio, ex-scuola media: a quale tipo di compratore verrà venduta? Chi oggi può permettersi certe cifre? Perfino i democristiani discutevano se fosse il caso di creare la grande o la piccola proprietà.

Ma in materia aspettiamo fiduciosi l’ennesimo bando. Inutile perdere tempo in discussioni.

9. Sarebbe interessante intavolare una discussione seria sul motivo per cui un Paese come l’Italia non può fare a meno di un lungimirante intervento pubblico e di una solida politica industriale pubblica, pena il disfacimento anche del settore privato dell’economia.

Temo tuttavia che non ne esistano ancora le condizioni. Il tessuto sociale ancora regge, non siamo ancora come la Grecia. L’ex-socialista Iantorno m’accuserebbe d’essere socialista: – “Guarda che in Italia il socialismo l’ha seppellito un grande modernizzatore negli anni ’80!”. Meglio continuare a salvare di soppiatto, in silenzio, quando è il caso o per caso, collettivizzando le perdite ma privatizzando i benefici: come accade con le banche. Per la “crescita” basta rendere tutti precari, a vita, con un Job act. Tra uno spot elettorale e l’altro (del tipo: “se mi votate, avrete l’obolo di 80euro in busta paga, altrimenti… ” ) Renzi ha confermato il piano di privatizzazioni di Letta ed è andato a Londra a cercar compratori: Italia svendesi.

10. A costo di sconvolgimenti economici e sociali enormi e dalle conseguenze imprevedibili, questa vieta ideologia si sta sgretolando, sotto i colpi della dura realtà dei fatti. Ma non si tratta solo di ideologia. Si tratta, purtroppo, di un ben meditato disegno. Si tratta di una classe politica (perché non è una classe dirigente) che come unico compito ha la svendita del Paese e che per realizzare il proprio progetto (ma soprattutto l’altrui: quello di Nazioni ben più avvedute della nostra e queste sì governate da classi dirigenti), ha sempre più bisogno di istituzioni antidemocratiche.

Il “pareggio di bilancio”, a livello centrale come periferico, e la conseguente svendita del patrimonio pubblico (scuola, università, imprese, diritti civili, contratti di lavoro degni, edifici, risorse naturali ecc.), ha bisogno di un quadro normativo appropriato: a cui provvederà, sempre più, un corpo parlamentare sfigurato, secondo i progetti di Renzi. L’assalto dei sindaci-sceriffi al Palazzo d’Inverno.

Ai non pochi “ex”, sopravvissuti alle tante “rottamazioni”, pare essere rimasto un unico retaggio di una grande scuola politica: una certa, congenita refrattarietà alla democrazia.. [Luca Michelini, mailing list democrazia economica]

Como: Piano delle alienazioni 2014-16

comunecomoApprovato dalla Giunta spetta ora al Consiglio decidere. Diritto di prelazioneper le concessioni di durata non superiore a 6.

 

Tornerà in aula, aggiornato, il piano per la vendita degli immobili commerciali del Comune di Como e il suo regolamento. Molte delle vendite, preventivate per il 2013, non sono state fatte e vengono riproposte per il 2014, per sostener eil Bilancio dell’Amministrazione.

«Per quanto riguarda il regolamento, la principale novità riguarda la previsione del diritto di prelazione da parte dell’ultimo concessionario» spiegano da Palazzo Cernezzi. «Parliamo delle concessioni di durata non superiore ai 6 anni alle quali sarà riconosciuto il diritto di prelazione, purché siano in regola con i pagamenti e purché abbiano partecipato alla prima gara – precisa l’assessore al Patrimonio Marcello Iantorno –. Si tratta di una novità storica in materia concessoria già prevista anche da altri Comuni e che garantisce sia la continuità delle attività economiche sia l’amministrazione comunale che così vede valorizzato il proprio patrimonio e la regolarità dei comportamenti».

«Il prezzo a base d’asta è quello indicato dalle perizie estimative – aggiunge l’assessore sulla gara con asta pubblica che verrà fatta –. La modifica che abbiamo introdotto, viste le attuali condizioni del mercato, è che la seconda gara sia bandita con un abbattimento del 15 per cento del prezzo posto a base d’asta e che se anche la seconda gara dovesse andare deserta, la giunta abbia la possibilità di decidere un ulteriore abbattimento fino ad un massimo del 25 per cento».

Entrando nello specifico: «Per quanto riguarda, invece, il Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari, gli edifici che saranno messi in vendita tra il 2014 e il 2016 sono 28, alcuni liberi, alcuni con contratti d’affitto in essere». 1Di questi 28 immobili, 20 saranno messi all’asta quest’anno con una programmazione stimata per un incasso di 5 milioni e 696mila euro – precisa Iantorno –. Nel 2015 è programmata l’alienazione del complesso di via Tommaso Grossi, l’ex orfanotrofio, con un incasso stimato di 9 milioni e 700mila euro; nel 2016, infine, programmiamo la vendita di 7 immobili con un incasso stimato di 4 milioni e 385mila euro». «Prima della vendita si deve procedere con una serie di adempimenti burocratici, dalle certificazioni energetiche a quelle catastali – spiega l’assessore al Patrimonio –. Per gli edifici che hanno più di 70 anni si deve ottenere anche il parere della Soprintendenza e i tempi, spesso, si protraggono oltre il dovuto» (l’elenco degli immobili).

 

Affitti

Per quanto riguarda le concessioni il rappresentante della Giunta Lucini ha sottolineato il problema di: «Decine e decine di situazioni con contratti scaduti o inesistenti. L’obiettivo è regolarizzare tutte le posizioni e la gara diventerà la regola. Tutte le attività dovranno essere in grado di garantire oltre al pagamento del canone anche un’autosufficienza sul fronte della manutenzione ordinaria e del pagamento delle utenze e dovranno essere presentate delle fideiussioni a garanzia. Restano sempre validi i criteri per cui alle onlus e ai non profit possono essere previsti abbattimenti del canone in virtù dell’attività svolta. In linea generale, tuttavia, non esistono scelte individuali della giunta. La Corte dei conti e la normativa incombono e non ci sono strade alternative perché occorre attenersi a criteri di buona amministrazione». [md, ecoinformazioni]

Como verso l’adesione ad Avviso pubblico

avviso pubblicoLa Giunta del capoluogo lariano ha deciso l’ingresso nell’associazione che promuove la cultura della legalità democratica nell’azione degli enti locali, presto il passaggio in Consiglio.

 

«Avviso pubblico è un’associazione nata nel 1996 con l’intento di collegare e organizzare gli amministratori pubblici per promuovere la cultura della legalità democratica nell’azione della pubblica amministrazione sui territori di competenza – precisa l’assessore alla Legalità, diritti e trasparenza del Comune di Como Marcello Iantorno –. L’adesione di Como a questa associazione è molto significativa sia perché è il primo Comune della provincia ad aderirvi, ma anche perché rappresenta un rafforzamento e un sostegno dell’attività di contrasto alla criminalità oltre che un’occasione di diffusione della cultura della legalità e di sviluppo dell’impegno diretto delle istituzioni nell’affermazione di regole civili e democratiche».

«La sede operativa di Avviso pubblico è a Firenze e attualmente conta 240 soci tra Comuni (Roma, Firenze, Bologna, Milano, Monza, Lecco, Torino, Padova, Ferrara  Piacenza, Udine…), province (Caltanissetta, Reggio Calabria, Napoli, Roma, Bologna, Milano, Torino…) e regioni (Puglia, Toscana, Liguria, Veneto…)» ricorda una nota di Palazzo Cernezzi.

«Tra le attività svolte l’associazione collabora con Libera nella realizzazione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, iniziativa cui quest’anno, per la prima volta, il Comune di Como ha aderito – conclude Iantorno –. Come riportato recentemente dalle cronache locali la mafia oggi è purtroppo un fenomeno che riguarda anche i nostri territori e a maggior ragione la nostra attenzione e impegno a sostegno e tutela della legalità devono essere massimi». [md, ecoinformazioni]

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