Nicola Casale

Palestina: resistenza vs genocidio

Partecipato incontro pubblico nella serata di venerdì 12 settembre nell’auditorium della Biblioteca comunale di Como, dedicato al tema di fondamentale attualità Gaza: il genocidio e la resistenza palestinese, e promosso da Como per la Palestina, gruppo “indipendente” – come è stato ripetutamente ribadito nella sua introduzione da Nicola Casale – di recente costituzione e qui alla sua prima uscita pubblica (ma già è annunciato un corteo in sostegno della Palestina per sabato 20 settembre).

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Grillo: anomalia o laboratorio?

ungrillo qualunquePartendo dall’analisi del libro di Giuliano Santoro Un Grillo qualunque. Il Movimento 5 stelle e il populismo digitale nella crisi dei partiti italiani [Castelvecchi Editore] Nicola Casale, esponente comasco dei Lavoratori contro la guerra, si interroga sulle prospettive dell’M5S.

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La luna di miele di Monti

Nicola Casale interviene, con un’ampia analisi della situazione italiana che riportiamo integralmente, attancando duramente la politica di Monti e della sua eterogenea maggioranza. «La cura “salva Italia” del medico Monti ha somministrato il suo primo ciclo di farmaci. Come era preannunciato l’impatto è stato pesante, e pesantemente a senso unico: tutti coloro che, per vivere, possono contare solo sul proprio lavoro hanno subìto decurtazioni ai redditi, con l’aumento generalizzato delle imposizioni indirette e i tagli al welfare, ed esproprio ulteriore di una vecchiaia di riposo, con il peggioramento delle condizioni per la pensione e dei relativi assegni. (altro…)

Guerra in Libia/ La prima guerra senza opposizione

 “Quando i missionari sono arrivati, gli Africani avevano la terra e i missionari la Bibbia. Ci hanno insegnato a pregare con gli occhi chiusi. Quando li abbiamo aperti, loro avevano la terra e noi avevamo la Bibbia”. Jomo Kenyatta. Le aviazioni occidentali stanno martellando la Libia da settimane. Per “proteggere i civili” attaccano sistematicamente le forze armate libiche e, come sempre, producono gli ufficialmente deprecati “effetti collaterali” che sono il sale dell’intervento umanitario perché terrorizzano le popolazioni per indurle a piegarsi al più forte. Non per caso assieme alle bombe dall’altola Libiaè stata stretta in una morsa di ferro che le impedisce di commerciare e sta già provocando penuria di carburante, viveri e medicinali. (altro…)

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