Pcdi como

7 maggio/ Jobs Dikta(c)t

jobsdiktakGiovedì 7 Maggio alle 21 al salone Bertolio in via Lissi a Como, il Partito comunista d’Italia organizza l’incontro Jobs Dikta(c)t – Disagi o tutele crescenti?. L’iniziativa mira ad approfondire l’azione del governo Renzi in materia di lavoro e politiche sociali. Introdurrà la serata Andrea Cazzato, responsabile provinciale del Pcdi. Interverrano: l’avvocato Gianluca Giovinazzo, membro della segreteria provinciale Prc ed Ettore Onano, segretario della Fiom di Como. Modererà la serata Luca Frosini di ecoinformazioni. Le conclusioni dell’iniziativa saranno affidate al segretario regionale del Partito comunista d’Italia Vladimiro Merlin. All’iniziativa ha aderito ufficialmente la Federazione provinciale del Partito della rifondazione comunista.

Pcdi/ Tagli alle Poste anche a Como: prima il cittadino o il business?

pcdiCon un comunicato stampa il Pcdi comasco, esprime dissenso per i tagli alle Poste.
«È notizia dell’altro giorno l’inizio dei tagli fatti dalla Spa Poste italiane sui suoi uffici e sul suo personale. Questa “razionalizzazione”, per usare un termine caro alla categoria imprenditoriale, colpirà tutto il territorio italiano, ed ovviamente anche quello comasco. Leggendo i quotidiani locali, apprendiamo che verranno chiusi almeno quattro uffici sul nostro territorio e altri diciotto funzioneranno “a singhiozzo”. I fortunati prescelti dalla scure della spending review in salsa postale sono Bulgorello, Tremezzo, Camnago Faloppio e l’ufficio di via Diaz a Como. Per gli altri diciotto sapremo nei prossimi giorni, ma immaginiamo che il guadagno avrà ancora la meglio sulla funzione sociale di un servizio come quello postale. Un pensiero ulteriore va rivolto ai dipendenti di questi uffici che verranno spostati in altri uffici (nei casi migliori) o non saranno riconfermati e quindi perderanno il posto di lavoro. Un’analisi della situazione riproporrebbe l’adagio già suonato un paio di righe fa: non c’è utilità sociale e servizio che tenga davanti alla logica di mercato. E poco interessa se la vecchietta di Bulgorello o di Tremezzo sarà costretta a farsi accompagnare a Cadorago o a Menaggio, la cosa ai dirigenti di Poste Italiane importa poco. Eppure sappiamo che questa azienda, seppur privatizzata già qualche anno fa, è ancora (non sappiamo per quanto, in effetti) al 100% sotto il controllo del Ministero dello Sviluppo Economico, e quindi essendo di proprietà dello Stato dovrebbe almeno poter essere interessata alle sorti dei suoi cittadini. Ma si sa, noi e le nostre categorie novecentesche non capiamo come va il mondo attuale. Ci sentiamo di chiudere con un pensiero dell’intellettuale americano Noam Chomsky: “Questa è la strategia standard per privatizzare, togli i fondi, ti assicuri che le cose non funzionino, la gente si arrabbia e tu consegni al capitale privato”». [Pcdi Como]

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