porti sicuri

L’Arci c’è/ Ricorso al Tar contro “i porti non sicuri”

La pandemia di Covid-19 sembra aver portato in secondo piano – almeno per l’opinione pubblica – il problema dei migranti, delle tutele basilari sulla loro situazione sanitaria e della delicata collocazione sociale. In realtà, con il decreto interministeriale dello scorso 8 aprile si è dichiarato che l’Italia non costituisce più un “porto sicuro” per i salvataggi, chiudendo di fatto le proprie frontiere al flusso di persone in fuga da guerre e dittature, costringendo le stesse a tornare in situazioni drammatiche, aggravate dalla pandemia in corso. L’Arci non ci sta: per questo ha presentato ricorso al Tar per chiedere la revisione di una norma giudicata insensata, cercando di pensare a soluzioni pratiche che permettano la salvaguardia della salute (e dell’umanità) di tutte e tutti.

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