Presidente Consiglio comunale di Como

Impasse a Palazzo Cernezzi

COMO COMUNEApprovato il piano delle alienazioni il Comune di Como si blocca sulla nomina del presidente del Consiglio. 

Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 19 maggio Luca Ceruti, M5s, ha denunciato i manifesti fuori posto di Lega e Pd a Como e in provincia, mentre Alessandro Rapinese, Adesso Como, è tornato a chiedere un intervento viabilistico su via Varesina, leggendo le motivazioni di una mozione di sfiducia presentata contro l’assessora alla Viabilità Daniela Gerosa «per il grave oggettivo ritardo» nel prendere coscienza della situazione «solo a seguito di eventi drammatici», l’ultimo un incidente mortale. E l’assessora è stata attaccata anche da Segio Gaddi, Fli, per l’allargamento della Ztl: «È un fatto incontrovertibile e scientifico il calo delle presenze in città». Grazia Lissi, Pd, ha ricordato il viaggio fatto a Mauthausen per il 70° anniversario degli scioperi del marzo ’44, che ha visto la deportazione di alcuni operai comaschi nel campo di concentramento, da cui molti non sono tornati. Una esperienza di cui la consigliera ha portato: «Una immagine molto forte tale da non lasciare nessuno indifferente».

 

Piano delle alienazioni

La seduta è quindi ripresa con le dichiarazioni di voto sul nuovo piano delle alienazioni comunali, contrarie le minoranze. E l’ex Scuola all’aperto di via Binda è stata al centro di diversi interventi. Dalla maggioranza Luigi Nessi, Paco-Sel, ha ricordato il voto a sostegno dell’emendamento dell’opposizione, bocciato, per stralciare la vendita della struttura e ha detto di accogliere positivamente la promessa di particolare attenzione da parte dell’assessore. Rassicurazioni che non soddisfano le minoranze che incalzano con Laura Bordoli, Ncd, «vendere adesso, vuol dire svendere!» «Dopo le vendite per milioni di euro in tre anni cosa faremo poi? – ha aggiunto Bordoli –. Non vedo un piano di ristrutturazioni per diminuire le spese». Al voto una cesura netta fra il voto favorevole di maggioranza e contrario delle minoranze.

 

Presidente del Consiglio

La discussione si è così spostata sulla elezione del nuovo presidente del Consiglio, dopo le dimissioni di Franco Fragolino, presente in aula fra il pubblico, sostituito in aula da Elide Greco. Una votazione sofferta fra sospensioni e chiarimenti procedurali, su interventi e tempistiche degli stessi, corretti in corso d’opera, passando dai 5 minuti iniziali ai 15 da Regolamento.

La maggioranza ha presentato, per bocca di Gioacchino Favara, Pd, la candidatura del capogruppo del Pd Stefano Legnani: «Non sono necessarie le presentazioni, è un consigliere di lunga data». Contrarie le minoranze per cui il capogruppo del Pd non può avere un ruolo di garanzia data la sua forte identificazione politica. L’opposizione ha perciò proposto il consigliere di maggioranza Vincenzo Sapere, di Paco-Sel, che a sua volta si è schermito. «Non posso accettare, non tutti nella mia maggioranza condividono la mia candidatura», ha detto, proponendo quindi la candidatura della consigliera di opposizione Ada Mantovani di Adesso Como. «Per un ruolo super partes serve una persona non legata ai partiti» ha aggiunto il consigliere. La seduta è quindi sfuggita di mano al vicepresidente Forlano con sospensioni, riunioni dei capigruppo e richieste di chiarimento.

Se normalmente in questi frangenti in aula venivano espressi due nominativi da parte di un esponente di maggioranza e uno di opposizione, per poi passare al voto, molto più spesso ai voti (a Statuto il presidente viene eletto dai due terzi dei consiglieri fino alla seconda votazione, poi basta la maggioranza), si è invece aperta la discussione.

I consiglieri di opposizione, grazie al parere della segretaria generale Antonella Petrocelli, hanno potuto prendere la parola per 15 minuti a testa e tutti si sono espressi in favore di Sapere e contro Legnani, il cui nome è stato legato più alla nomina di quattro suoi figli a scrutatori per le prossime elezioni europee, mentre nessun esponente di maggioranza è intervenuto in sua difesa. «Sapere è la persona che può creare un clima più disteso – ha detto Bordoli – mentre vediamo da parte della maggioranza una chiusura totale». «Il Pd ha detto chi voterà, Paco-Sel anche – ha aggiunto Mario Molteni, Per Como –, ma nessun altro dalla maggioranza [il riferimento è a Como civica e Amo la mia città] ha qualcosa da dire? Non c’è poi nessuno che ci spieghi perché votare Legnani?». Di spartizione dei posti, citando il cosiddetto manuale Cencelli, ha parlato Gaddi, Francesco Scopelliti, Ncd, si è lamentato del’assesnza del sindaco «continua a a uscire dal’aula in altre faccende affaccendato», mentre Enrico Cenetiempo, Ncd, ha sottolineato come gli interventi di Legnani in aula abbiano spesso inasprito i rapporti fra maggioranza e opposizione dubitando della sua capacità di essere un garante per tutti, trovando la piena adesione del legista Diego Peverelli. Arrivati alla mezzanotte la seduta è stata sospesa, anche se per gli esponenti della minoranza sussiste un vizio di forma perché nella delibera in oggetto secondo il Regolamento entro otto giorni dalle dimissioni l’elezione andava messa all’ordine del giorno, così come è stato fatto, ma doveva essere effettiva entro la seconda seduta, quella appena conclusasi. Per la segretaria generale non si tratterebbe di un problema essendo in calendario la seduta di giovedì 22 maggio che si può ritenere come prosecuzione di quella trascorsa. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Presidente del Consiglio comunale/ Paco-Sel  apre alle minoranze

paco selPaco-Sel chiede che per la carica di presidente del Consiglio comunale di Como si privilegi chi ha capacità di mediazione e di ascolto e non esclude la possibilità che la scelta ricada su un esponente dell’opposizione. Leggi nel seguito il testo del comunicato.

«A seguito delle dimissioni di Franco Fragolino dalla presidenza del Consiglio comunale e dalla stessa assemblea consiliare, Paco-Sel, nel ringraziarlo per il prezioso ruolo svolto in questi due anni,  ritiene che venga a  mancare una figura dotata di grande equilibrio, capace di gestire l’assemblea anche nei momenti più difficili.

Proprio queste caratteristiche di equilibrio, di relazione corretta con tutti i consiglieri, anche all’opposizione, di esperienza all’interno delle istituzioni, che consentano la creazione di un clima disteso e costruttivo durante i lavori, dovranno caratterizzare il successore di Franco Fragolino – che, a nostro avviso, potrebbe essere anche un consigliere di opposizione – in una fase in cui il Consiglio si appresta ad affrontare argomenti di grande delicatezza e a fornire alla Giunta indirizzi di cui la stessa dovrà tenere conto;  sarebbe opportuno,  proprio per le caratteristiche istituzionali della carica di presidente del Consiglio comunale, scegliere un consigliere con adeguate attitudini all’ascolto e alla mediazione». [Paco-Sel]

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