sedicesima marcia Como senza frontiere

Le stagioni per le persone migranti sono sempre quelle di una volta

Come ogni anno, la stagione estiva corrisponde a un aumento dei tentativi di percorrere le rotte che sulla terra e soprattutto sul mare conducono al cuore della Fortezza Europa. Anche quest’anno non fa differenza.

Non è solo un fatto meteorologico: la drammatica situazione che si evidenzia nei paesi di provenienza delle persone migranti non è cambiata, è solo peggiorata. In Libia, le condizioni di detenzione diventano sempre più tragiche mentre la cosiddetta Guardia costiera si rivela ogni giorno di più per quello che è: una banda di miliziani che persegue solo i propri interessi, incassando i finanziamenti italiani. In Tunisia la crisi politica ed economica cresce progressivamente. Nell’Africa subsahariana la situazione è peggiorata anche per l’impatto (sanitario, sociale, economico) della pandemia, cui i “paesi ricchi” si rifiutano colpevolmente di provare a trovare qualche rimedio. In Turchia il regime di Erdogan svolge in maniera sempre più autoritaria il compito di cane guardia che l’Europa gli ha affidato sommergendolo di denaro. In Grecia i campi profughi, anche quelli già colpiti da inondazioni e incendi, sono abbandonati a se stessi. Eccetera.

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Due Como, dentro e fuori Palazzo Cernezzi

Mentre si insediava, il 17 luglio, il Consiglio comunale di Como, frutto della “storica” ultima consultazione elettorale che ha visto contemporaneamente l’assenza della maggioranza degli elettori e la vittoria delle destre, un’altra Como si è data appuntamento per la sedicesima Marcia di Como senza frontiere per i diritti umani di tutte, tutti.
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