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22 aprile/ rilanciare l’edilizia residenziale pubblica

cgilcisluilCgil, Cisl e Uil, insieme ai sindacati degli inquilini, i lavoratori delle Aler, edili e i pensionati, organizzano mercoledì 22 aprile alle 15 un presidio a Milano davanti al palazzo nuovo della Regione in piazza Città della Lombardia.
Leggi il volantino

«Chiediamo alla Regione – scrive Sunia Cgil – di riprendere subito il confronto con noi su tutti i temi della riforma normativa e del finanziamento dell’edilizia residenziale pubblica. Sono necessari un nuovo modello regionale delle politiche abitative e un fondo Regionale per l’edilizia pubblica. Va garantito il finanziamento e gli interventi già previsti nel PRERP 2014-2016, la sopportabilità del canone e delle spese. Inoltre, basta alle casi popolari sfitte, ci vuole una festione degli accessi e degli alloggi efficiente e coerente con le finalità sociali».

Isee 2015: non ancora rinnovata la convenzione tra Caf e Inps

cafI centri d’assistenza fiscale di Cgil, Cisl, Uil e Acli: «Questa circostanza causa grosse difficoltà ai cittadini posto che circa il 90% delle richieste di certificazione Isee viene veicolata tramite noi. Al momento, quindi, non possiamo fornire assistenza ai contribuenti e  neppure stipulare convenzioni con i comuni»

Un problema, questo, destinato ad acuirsi soprattutto ora che, a partire da quest’anno, l’indicatore della ricchezza
economica equivalente è cambiato e che le modalità  sono state rese più complesse.
«Lo stallo è evidente – continuano – Se i Caf sono bloccati, il cittadino non può ottenere la Dsu; senza la Dsu l’Inps non può elaborare il valore dell’Isee; senza l’Isee le famiglie non potranno accedere ai servizi agevolati.
Tra i servizi a rischio ci sono l’iscrizione agli asili nido comunali, le agevolazioni per gli affitti, gli sconti sulle bollette delle utenze domestiche, le rateizzazione delle cartelle esattoriali e la definizione delle rette universitarie». [aq, ecoinformazioni]

Una intesa per i dipendenti delle province

provincia_como_saporitiRegione Lombardia, Anci, Upl e organizzazioni sindacali della funzione pubblica (Cgil, Cisl e Uil) hanno firmato un protocollo per continuare con l’erogazione dei servizi svolti sinora e per l’istituzione di un tavolo di confronto.

 

«Il riconoscimento della necessità di assicurare continuità di erogazione dei servizi rivolti alle persone e al territorio e di tutelare gli attuali livelli occupazionali dei lavoratori dipendenti delle Province in Lombardia; l’istituzione di un Tavolo regionale di confronto e monitoraggio, che rimarrà attivo fino a completo compimento del processo di riordino, compresa la nuova collocazione del personale. Sono questi i due punti principali del protocollo d’intesa sottoscritto da Regione Lombardia, Anci, Upl e organizzazioni sindacali della funzione pubblica (Cgil, Cisl e Uil), relativo alla situazione del personale delle Province lombarde».

«La Legge Delrio e la Legge di Stabilità hanno creato un pasticcio di dimensione colossali, per cui ci vorranno anni per rimediare – dichiara Massimo Garavaglia, assessore all’Economia, crescita e semplificazione –. Unica Regione in Italia, abbiamo tentato e tentiamo di limitare i danni, anche firmando questo protocollo d’intesa condiviso da tutti. Per compiere i prossimi passi, come ad esempio le decisioni legate alle funzioni delegate, continueremo a lavorare insieme, cercando anche di capire cosa succede nel sistema Paese e cosa hanno intenzione di fare le altre Regioni». [md, ecoinformazioni]

Taglio ai Patronati, a rischio il 30% del servizio

patronatiLa Legge di stabilità propone una riduzione significativa del “Fondo Patronati”. A rischio una buona fetta dei servizi agli utenti anche nel Comasco. Definito un piano di protesta unitario.

«Ci metterà in ginocchio». È questa, in estrema sintesi, la denuncia che i patronati del Ce – Pa comasco (cui fanno riferimento le strutture di Cgil, Cisl, Uil e Acli) lanciano alla proposta contenuta nella nuova Legge di stabilità.
Il Fondo è alimentato da una quota dei versamenti dei contributi previdenziali obbligatori di tutti i lavoratori dipendenti. Facendo i conti, dal 2015 si tratterà di un ammanco del 30%. A ciò non corrisponderà una diminuzione delle tasse per i cittadini: semplicemente una parte dell’aliquota sarà utilizzata per fare altro (e, a oggi, non si sa bene cosa).
Qualche numero. A livello nazionale, il sistema patronale consente allo stato di risparmiare ben 657 milioni. In provincia, nel 2013, sono state aperte 75785 pratiche nei 108 recapiti. Sono circa 26 le sedi distribuite  su tutto il territorio, a fronte delle  4 dell’Inps e una dell’Inail. Dal 2010, il lavoro è aumentato del 30%.
«Verrà quindi a mancare un punto di riferimento per l’utenza, specie per quella più fragile», spiegano i responsabili territoriali dei patronati. «Un esempio?  – dice Salvatore Monteduro, segretario Uil – I 130 mila disoccupati del territorio».
Già, perché i tagli costringeranno a ridurre il servizio, a oggi interamente gratuito per tutti, iscritti ai sindacati e non, che significa pure lasciare a casa i dipendenti.
«I conti sono presto fatti – spiega Gerardo Larghi, segretario Cisl dei Laghi – su quarantuno dipendenti, tredici persone sono a rischio». Alessandro Tarpini, segretario Cgil, rincara la dose: «In soldoni, per la Camera del Lavoro di Como saranno 200 mila euro in meno. E considerate che già ora l’Inca è in deficit».
Al momento, la legge non permette ai patronati di fatturare. Per i cittadini, quali saranno le soluzioni? Rivolgersi all’Inps e affrontare la famigerata e temibile procedura telematica (per molti un vero e proprio incubo), oppure mettersi nelle mani di privati, un mercato illegale già presente nella “clientela immigrata”. «A 50 metri dalla nostra sede – continua Tarpini c’è un sedicente ufficio in cui le pratiche costano 80 euro».
Venerdì 7 novembre i responsabili locali incontreranno il prefetto. Sabato 15 novembre in tutta Italia si organizzeranno presidi informativi sulle attività dei patronati. A Como, l’appuntamento è dalle 10 alle 16 a Porta Torre. Inoltre, all’indirizzo http://www.tituteliamo.it è possibile firmare la petizione on line.
Si sta aprendo – in attesa di una marcia indietro dell’esecutivo –  un nuovo capitolo dello scontro fra governo e sindacati. «Non siamo dei semplici passacarte – conclude Maria Luisa Seveso, presidente delle Acli – il nostro è un lavoro nel merito, si difendono i diritti». E forse il punto è proprio quello.  [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

No all’addizionale irpef massima per tutti

cgilcisluilCgil, Cisl e Uil mandano una lettera al sindaco  Mario Lucini, chiedendogli di fare retromarcia.

Scrivono i sindacati al sindaco di Como: « In premessa, è opportuno richiamare alla sua attenzione la situazione di crisi economica che sta attraversando il nostro paese, con effetti drammatici dal punto di vista del mercato del lavoro. L’anno 2013 è stato per il territorio di Como quello più allarmante, i disoccupati sono cresciuti di oltre 7.000 unità.
Inoltre, i provvedimenti legislativi degli ultimi anni hanno prodotto una pesante perdita del potere d’acquisto di lavoratori e pensionati e un accentuarsi dei problemi di disagio sociale e della povertà. Resta altresì non risolto l’annoso problema dell’evasione fiscale presente, dal quale non è immune il nostro territorio.
La premessa è fondamentale per spiegare le ragioni delle nostre valutazioni e proposte che qui di seguito formuleremo.
Lei ci ha comunicato che l’Ente deve recuperare circa 7 milioni di euro di maggiori entrate per garantire l’equilibrio di bilancio nell’anno 2014 e che, per tale ragione, intende portare l’addizionale Irpef al massimo (0,80%) per qualsiasi reddito, prevedendo una fascia di esenzione per i redditi fino a 10.000 euro.
Considerato che, con questa impostazione, viene meno il principio di progressività che dovrebbe essere sempre garantito come regola di equità nell’ imposizione fiscale, riteniamo che la vostra proposta non debba essere attuata.
Crediamo sia necessario che la sua amministrazione agisca con maggiore incisività in materia di contrasto all’ evasione fiscale, potenziando per esempio l’ufficio destinato a questo scopo: il recupero di risorse dalla lotta all’evasione fiscale è la condizione essenziale per garantire un sistema fiscale ed economico più equo.
In attesa dei risultati del contrasto all ’evasione, riteniamo che, se si deve ricorrere ad un aggravio della fiscalità locale per raggiungere l’equilibrio di bilancio, tale aggravio deve riguardare principalmente la ricchezza patrimoniale. Per tale ragione chiediamo che si operi sull’aliquota Imu seconda casa, maggiorandola dall’ attuale  9,6 per mille fino al 10,6 per mille, generando così ulteriori risorse per il Comune pari a circa 3 milioni di euro che potrebbero essere utilizzate per neutralizzare gli aumenti dell’addizionale Irpef previsti per i redditi fino a 28.000 euro e mantenere un principio di progressività.
Inoltre, per quanto riguarda la Tasi, riteniamo che si debba agire sulla gradualità delle aliquote o delle detrazioni, per garantire il principio che chi ha rendita catastale più bassa abbia un onere fiscale più basso e comunque non superiore a quanto già in essere con l’applicazione dell’ IMU 2012.
Infine chiediamo di poter continuare il confronto sull’ insieme dei capitoli del bilancio per la particolare importanza che per noi rivestono i servizi e gli interventi in campo sociale.» [aq, ecoinformazioni]

Mauthausen/ Il viaggio della memoria

SAM_2445Con la posa di una corona di fiori ai piedi del monumento  italiano, si è  concluso il viaggio della memoria nel campo di concentramento di Mauthausen, organizzato da Italia Cuba, Anpi, Arci , Cgil, Cisl, Uil,  Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta, Comitato soci Coop, Emergency e Libera nel weekend del 17-18 maggio 2014. Un’esperienza indimenticabile per i 104 partecipanti, venuti a commemorare le vittime delle barbarie nazifasciste nel settantesimo anniversario degli scioperi del ’44.

Fa freddo, a Mauthausen. Di sicuro è un’impressione personale, e la giornata plumbea non aiuta, con il cielo colore acciaio, ma varcate le porte del campo la temperatura sembra calare di svariati gradi.

E’ grigio, a Mauthausen. Il lager è un pugno di cemento nel mezzo di verdi colline, dominante su un altura che sovrasta fattorie e paesini da cartolina, da perfetto luogo comune mitteleuropeo.

Fa paura, Mauthausen. Fanno paura le mura con le torrette di guardia, fanno paura le squallide baracche dove ogni giorno vivevano assediati da fame e malattie 500 persone per stanza, fa paura il cortile dell’appello, dove ogni mattina gli aguzzini delle SS costringevano i detenuti a sadiche sessioni di “esercizi” per valutarne la resistenza, fa paura il muro dove venivano fatti accomodare, al loro arrivo, i nuovi ospiti del campo, in attesa che gli ufficiali del Reich decidessero con un cenno del capo il loro destino. E fa paura quella spianata poco prima della porte d’ingresso, con ancora oggi intuibili le forme di un campo da calcio.

SAM_2478Eh sì, un campo da calcio. Un luogo di normalità in mezzo all’incubo, un luogo dove i familiari del personale tedesco si recavano per passare il tempo libero, un luogo che di quell’inferno era interamente parte. Qualcuno, nel nostro gruppo che attraversa il campo accompagnato da una guida, si arrischia a paragonare il tutto alla trama di Fuga per la vittoria, il celebre film con Sylvester Stallone e Pelè, dove una raffazzonata squadra di detenuti riusciva ad avere la meglio, nello sport, sui nazisti loro torturatori. No, in quel luogo non c’era spazio per epiche sfide di riscatto e libertà, non c’era spazio per manifestazioni di orgoglio e di valore personale di fronte al Male. No, in quel luogo si consumava semplicemente il rito quotidiano della paura e dell’indifferenza, per far credere agli abitanti dei dintorni che, al di là di quelle mura, le stesse che ogni giorno accoglievano centinaia di persone senza che ne uscisse nessuna, la vita non era poi così male, se i prigionieri potevano giocare dietro un pallone.

Indifferenza. E’ una parola che ritorna spesso, parlando di quello che era Mauthausen. Non puoi fare a meno di chiederti come tutto questo sia stato possibile, a pochi chilometri dal centro dell’Europa, della civiltà occidentale un tempo padrona del mondo, a pochi chilometri, più semplicemente, da una città bella e vivace come Linz, sulle rive del Danubio. Indifferenza, come molti di quei locali così anonimi, in cui trovarono la morte un numero inconcepibile di esseri umani.

Indifferenza. E’ quella che hanno notato i ragazzi della 5’ T del liceo Carlo Porta di Erba, anche loro partecipanti al viaggio. Riporto qui, integralmente, la riflessione scritta dagli studenti:

«Un campo di calcio a pochi passi dal campo di concentramento. Da un lato si assisteva ad una partita tra SS e squadre civili. Dall’altro si stava giocando una partita fra la vita e la morte. L’indifferenza degli spettatori di allora è paragonabile a quella degli spettatori di oggi. L’attualità del messaggio di Mauthausen è ciò che più ci ha colpito di questa visita di commemorazione. Abbiamo subito rivolto il nostro pensiero agli imminenti mondiali di calcio in Brasile, guardati con interesse da tutto il mondo, che però non si preoccupa di denunciare la povertà e la miseria in cui la maggior parte della popolazione vive. Se prima l’omertà degli spettatori era “giustificabile” per paura delle possibili ripercussioni su se stessi e la propria famiglia, oggi non c’è nessun ostacolo che inneschi la paura di denunciare. E’ ancora più terrificante».

Terrificante, è il termine giusto. E’ terrificante l’attualità di quello che il lager rappresenta, è terrificante l’omertà che circondano certi temi, dimenticabili con un po’ di “scena”, indispensabile per potersi lavare la coscienza.

Ma come si può reagire a tutto questo? Come si può combattere il grigiore che qui, a Mauthausen, sembra dominare tutto? Una soluzione forse c’è: la Memoria.

SAM_2425Memoria. E’ la commozione di uno dei viaggiatori, nel visitare il luogo in cui venne richiuso il padre. E’ l’interesse mostrato dai giovani presenti, è il prato che ospita i vari monumenti onorari costruiti per piangere i caduti di tutti i Paesi, è la suggestiva stanza dei Nomi, per non lasciare nessuna vittima del campo nell’oblio. Ed è l’impegno dei pochi che riuscirono a tornare, come Ines Figini, è la loro volontà di non dimenticare i tanti che non ce la fecero, come Angelo Meroni, Rinaldo Fontana, Pietro Scovacricchi, comaschi e operai della Ticosa. Morti a Mauthausen.

Memoria, ed impegno per preservarla. E’ l’unica maniera per evitare che certe cose si ripetano, per impedire che l’indifferenza vinca. Perché è questo il vero pericolo: che il mondo non finisca seppellito da una risata, ma girando semplicemente la testa dall’altra parte. [Luca Frosini, ecoinformazioni, foto di Fabio Bellacanzone, contributo della classe 5 T del liceo Carlo Porta di Erba]

17-18 maggio/ Mauthausen: il viaggio per la memoria

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Nel settantesimo anniversario dagli scioperi del marzo 1944, la cui brutale repressione portò nel nostro territorio all’arresto e alla deportazione di molti comaschi, lavoratori della Ticosa e della Castagna, Italia Cuba, Anpi Como, Arci Como, Cgil, Cisl, Uil, Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta, Comitato soci Coop, Emergency e Libera organizzano, nel weekend del 17 e 18 maggio, un viaggio al Campo di Concentramento di Mauthausen, per onorare la memoria dei tanti caduti in quel luogo di orrore.

Il viaggio, che vedrà la partecipazione di una classe quinta del liceo Carlo Porta di Erba, è stato reso possibile, insieme agli sforzi di Antonio Russolillo e degli altri promotori, grazie anche ai contributi di numerosi soggetti, come Cgil, Cisl e Uil, che hanno messo a disposizione uno dei due pullman, il Comune di Como e la Coop Lombardia, donatori di 500 euro a testa per finanziare l’esperienza e abbattere i costi del viaggio.Partenza quindi, per gli oltre 100 partecipanti, da Rebbio sabato 17 nella mattinata, con pernottamento nella città austriaca di Linz e visita al campo il giorno dopo, con il rientro previsto per la mezzanotte. Presto on line su ecoinformazioni il resoconto del viaggio del nostro inviato Luca Frosini.

1 maggio/ Corteo a Como/ Concerto al Gloria

manifestoCorteo unitario sindacale per le vie di Como. Concentramento alle 9 in via Milano alta, partenza alle 9.30 e arrivo alle 11 in piazza Duomo. Comizi di Alessandro Tarpini (segretario Cgil Como), Gerardo Larghi (segretario Cisl Laghi) e Paolo Carcassi (Uil nazionale). La Filcams Cgil, che ha indetto lo sciopero del commercio per il primo maggio, sarà presente in piazza san Fedele con un gazebo. Dalle 19 allo Spazio Gloria in via Varesina 72 a Como Concerto del primo maggio Work in progress organizzato da Arci e Cgil. Ricco buffet in apertura. Ingresso 5 euro.

8 ore di sciopero per i metalmeccanici

fim-fiom Venerdì 15 novembre otto ore di sciopero generale, invece di 4 come le altre categorie, per i metalmeccaniciPer i sindacati «ritardi degli stipendi, mancato anticipo della cassa integrazione con attese anche di 6-8 mesi tra le decretazioni e pagamenti dell’Inps fanno emergere una quadro potenzialmente esplosivo che necessità una assunzione di responsabilità da parte di tutti»

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