La Como solidale a Locri

Tremila persone hanno partecipato al corteo di sabato 1 marzo contro la ‘ndrangheta e le massonerie deviate per la democrazia e il bene comune, indetto dalle cooperative sociali e dai movimenti nonviolenti calabresi.Tra loro anche una delegazione comasca de L’isola che c’è, Avc-Csv e Coordinamento comasco per la Pace.
Successo per la manifestazione nazionale che ha visto sfilare per le vie di Locri sabato 1 marzo circa 3 mila persone.
locriedit.jpgI manifestanti giunti da tutta Italia hanno aderito all’appello lanciato dalle cooperative sociali e dai movimenti nonviolenti calabresi per un alleanza antimafia che superi le terre meridionali per raggiungere i cittadini e le associazioni che in tutta Italia lottano contro le mafie e le massonerie deviate. Durante il corteo sono state distribuite finte schede elettorali contenenti il decalogo del voto responsabile, come segno di riappropriazione del diritto di ognuno a votare liberamente. Alla fine della giornata di mobilitazione è stato letto il Sigillo dell’Alleanza tra le associazioni, i movimenti, le istituzioni e i cittadini e gli organizzatori della manifestazione con gli obiettivi di promuovere le comunità libere come forme di autentica democrazia, incentivare il mutualismo cooperativo come risposta ai bisogni della popolazione e la creazione di una scuola per la formazione di una nuova classe dirigente sana.
Tra le mille persone che hanno raggiunto Locri da resto delle regioni italiane erano presenti anche 7 comaschi, esponenti de L’isola che c’è, Avc-Csv e Coordinamento comasco per la Pace. Il presidente de L’isola che c’è, Marco Servettini si è dichiarato soddisfatto per la riuscita della giornata e per la stipula dell’Alleanza «un traguardo raggiunto dopo un lungo percorso di confronto tra le realtà calabresi e nazionali». «Oltre alla solidarietà che esprimiamo sempre verso chi lotta contro la mafia – ha continuato Marco Servettini – ci sembra importante lavorare su un progetto mutuale, che passi dall’autorganizzazione di chi vive in un sistema in cui per soddisfare i propri bisogni si cede spesso al clientelismo mafioso. L’alleanza vuole mettere insieme le competenze dei diversi soggetti che ne fanno parte, per aiutare i cittadini a soddisfare autonomamente i propri bisogni, anche dove l’assenza dello stato ha reso normale la pratica della raccomandazione.
Non bisogna poi dimenticare che la forza mafiosa opera anche sul nostro territorio, senza manifestazioni eclatanti. Non è più né la mafia che uccide ne quella che chiede il pizzo, si è camuffata sotto le spogli di preparati imprenditori che sviluppano perlopiù attività finanziarie, spesso in accordo con il potere politico, sia a livello locale che nazionale». [Francesco Colombo, ecoinformazioni]
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