Giorno: 20 Maggio 2008

Il consiglio comunale di lunedì 20 maggio

Supino chiede ragione dei 71 mila euro per Gandola, Molteni vuole sapere se Gaddi è disponibile ad accompagnare tutti e non solo Sgarbi la notte a Villa Olmo. Il sindaco chiede tempo. Nella seduta di lunedì 19 maggio del Consiglio comunale si parla del Regolamento per i servizi alla prima infanzia.

Il Consiglio comunale è incominciato con una preliminare di Donato Supino che ha chiesto chiarimenti al sindaco sull’accumulo di cariche di Gianandrea Gandola, presidente, amministratore delegato e direttore di esercizio di Spt Spa per uno totale di 71 mila euro lordi annui. Al consigliere del Prc il sindaco Bruni ha risposto che «non ci sono state consultazioni preventive. Ho già chiesto le motivazioni di una tale scelta e quando avrò una risposta relazionerò al Consiglio».
Un attacco poi all’assessore Gaddi è venuto da Mario Molteni, Per Como, a causa della visita notturna alla mostra L’abbraccio di Vienna di Vittorio Sgarbi, guidata dall’assessore alla cultura in persona. «Esistono cittadini di serie A e B per andare a visitare la mostra? In tanti mi chiedono a chi devono rivolgersi per visite notturne estemporanee in compagnia di amici, eventualmente guidate. Se il nostro assessore fosse disponibile informi la cittadinanza perché non sono pochi i richiedenti».
Mentre Mario Lucini, Pd, ha sottolineato l’incongruenza delle scelte della maggioranza che in discussione di Bilancio ha bocciato l’emendamento di cui era primo firmatario, per la realizzazione del Parco locale di interesse sovracomunale della valle del Cosia, un provvedimento che auspicato dagli assessori Faverio, D’Alessandro e Peverelli che lo avevano definito «un atto avente rilevanza strategica nella politica di tutela e riqualificazione del territorio» in una nota alla Giunta di febbraio.
Lucini, dopo la sortita del lago in piazza Cavour, ha anche affermato che «è incredibile che il livello del lago sia sempre sul filo del rasoio, con il Consorzio dell’Adda che a maggio mantiene il livello di un metro sopra lo zero idrometrico, cioè 157 milioni di metri cubi d’acqua, quando i serbatoi alpini hanno una capienza di 500 milioni di metri cubi sfruttata attualmente solo per il 20 per cento». «È incomprensibile – ha concluso il consigliere Pd – che il Comune di Como non dica nulla».
La serata si è poi incentrata sul nuovo Regolamento per la gestione e fruizione dei servizi alla prima infanzia. L’assessora Anna Veronelli ha spiegato il documento proposto ricordando anche le strutture presenti in città: nove asili, due spazi gioco, due spazi bimbo e un giardino dei piccoli. Al nuovo Regolamento sono state proposti ben dieci emendamenti e un ordine del giorno, sia di maggioranza che di minoranza.
Claudio Corengia, An, ha subito precisato, a proposito dei punteggi delle graduatorie che prevederebbero una valutazione superiore per un «nucleo trasferitosi di recente privo di altri parenti in città», che «non si è voluto favorire il cittadino italiano o residente. Favorire gli extracomunitari è contro ogni logica». Una esternazione che per Luca Gaffuri, capogruppo Pd, evidenzia l’ignoranza delle dinamiche del fenomeno immigratorio. L’esponente del Pd ha auspicato un aumento del servizio nel periodo estivo per andare incontro alle esigenze delle famiglie «in un territorio come il nostro dove le piccole e medie imprese non chiudono tutte ad agosto». Anche per l’assessora Veronelli «non è detto che siano extracomunitari».
Nella serata sono stati approvati solo due emendamenti di maggioranza sui rappresentanti “politici” nei Consigli di nido, che prevedono la diminuzione da due a cinque della durata della carica e l’attribuzione della loro nomina al consiglio comunale nell’eventualità dell’eliminazione delle Circoscrizioni nella nostra città, così come previsto dall’ultima legge Finanziaria per le città con meno di 100 mila abitanti.
Un emendamento più articolato sul cambiamento dei punteggi per la formulazione delle graduatorie è stato solo introdotto da Bruno Magatti, Paco, e verrà discusso nel prossimo Consiglio comunale. Rispetto al regolamento proposto si modificherebbero i punteggi assegnati soprattutto per quanto riguarda la situazione lavorativa del nucleo famigliare, che nella prima versione proposta aiuta soprattutto chi ha un lavoro fisso a tempo pieno, dando quattro punti, contro i due per chi ha un lavoro occasionale, stagionale o è studente e un solo punto per chi è in cerca di lavoro. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Meet up di Como si presenta alla Piazza virtuale

Saltato l’intervento sulla Street parade, per la defezione all’ultimo momento dell’ospite, l’ottavo appuntamento con la Piazza virtuale di AltraComo, tenutosi lunedì 19 maggio, è stato incentrato sulla presentazione del Meetup di Como, che ha suscitato qualche polemica tra la ventina di partecipanti.

In attesa dell’ospite della prima parte della serata i partecipanti alla chat hanno ampliamente commentato la decisione del Comune di Como di chiudere il dormitorio pubblico per i mesi estivi. «La nostra amministrazione non ha la minima intenzione di occuparsi del problema – ha sottolineato un partecipante alla Piazza virtuale – oltretutto sono obbligati per legge ad avere un dormitorio aperto tutto l’anno, ma evidentemente non se ne preoccupano. La mia idea è che questo fa parte della loro strategia per evitare che le persone possano aggregarsi e possano mettere in luce le contraddizioni di questa società». In altri interventi è stata lamentata la mancanza di luoghi dove incontrarsi fisicamente, discutere di queste problematiche e attivarsi non solo per sensibilizzare i cittadini, ma per approntare azioni concrete.
Dopo qualche minuto di attesa gli organizzatori hanno deciso, non avendo notizie dell’ospite che avrebbe dovuto parlare della Street parade, di passare al secondo argomento della serata, presentando Paolo, portavoce dei grillini della provincia comasca. «Il Meetup di Como è nato quasi un anno fa – ha spiegato Paolo – il 27 maggio 2007. Ho aperto il Meetup perché ero sorpreso che nella mia città non ci fosse un gruppo di questo tipo. L’ho fatto per scherzo e senza dire nulla a nessuno, poi come per magia sono iniziate le iscrizioni, ora siamo circa 230 anche se gli “operativi”, ovvero le persone che partecipano attivamente sono solo una ventina». «Dopo un annetto – ha continuato il portavoce – il gruppetto si è formato: l’idea è quella di parlare alle persone e fargli notare che c’è un’altra realtà rispetto a quella che ci mostra la televisione, ma anche di diventare una sorta di megafono attraverso il quale amplificare la voce di altre associazioni ed enti presenti sul territorio». Le parole di Paolo non devono aver convinto un partecipante alla chat che ha cominciato a provocare il grillino su vari temi (dalla chiusura del dormitorio, alla Notte bianca, alla mancanza di un centro sociale) per poi accusarlo di essere intervenuto «non per parlare del tema ma per pubblicizzare il Meetup e con tanti non so!».
«Secondo me Como è una città “appena appena” chiusa – ha ripreso Paolo, cercando di continuare la discussione – c’è gente tutto sommato buona, ma si fa incredibilmente e ostinatamente gli affari suoi. Bisogna riuscire a coinvolgere la gente, a sensibilizzarla. Non è facile, forse è impossibile, ma bisogna provarci. Le uniche difficoltà sono il tempo e le persone, su Internet è facile parlare, progettare, ma nel concreto, quando c’è da mettere la faccia, i soldi, e il tempo le cose cambiano». Dopo diversi minuti spesi per discutere sulla necessità di creare un centro di aggregazione e sul termine più idoneo da utilizzare per definirlo (centro sociale, punto d’incontro, centro giovanile, ecc.) il dibattito si è arenato sulla necessità, sostenuta da alcuni e non condivisa da altri, di cercare un confronto sulle problematiche locali a prescindere dall’appartenenza politica e dalla mediazione dei partiti.
Paolo ha poi ricordato che il Meetup sarà presente sabato 24 maggio a Porta Torre per raccogliere firme per il V-day informazione, a favore di tre referendum per l’abolizione dell’ordine dei giornalisti, la cancellazione dei contributi pubblici all’editoria e l’eliminazione del Testo unico Gasparri sulla radiotelevisione.
Gli organizzatori hanno chiuso la serata poco dopo le 23, ma hanno lasciato il canale a disposizione dei partecipanti, che ne hanno approfittato, proseguendo per oltre un’ora a dibattere. [Greta Pini, ecoinformazioni]

Calcio per gli stanchi cronici

Venerdì 23 maggio al centro sportivo Belvedere Un calcio… all’indifferenza, triangolare di calcio per sostenere l’Associazione malati Cfs onlus.

«Un’iniziativa simpatica, un bell’abbinamento tra sport e solidarietà, speriamo nella dovuta presenza della città». Parole del vicesindaco Paolo Mascetti, che ha presentato Un calcio… all’indifferenza, il triangolare calcistico che vedrà impegnate venerdì 23 maggio al centro sportivo Belvedere la squadra dei comici televisivi, la Como 2000 e la Seleçao Sacerdoti Calcio a partire dalle 20.30.
Il ricavato dai biglietti d’ingresso (5 euro, gratis fino a 10 anni) sarà devoluto all’Associazione malati Cfs onlus, che da quattro anni aiuta le persone affette dalla sindrome di stanchezza cronica, malattia non riconosciuta ufficialmente, causata da un infezione virale su un soggetto predisposto geneticamente. «Il nome italiano – ha però specificato Roberta Ardino, presidentessa dell’associazione – non rappresenta la gravità della patologia, sminuendola. Chi soffre di Cfs ha difficoltà a rimane concentrato a scuola o a lavorare per otto ore. Deve centellinare e pianificare le sue energie, in un contesto sociale e giuridico che non rispetta né tutela il malato: non esiste un riconoscimento di invalidità per chi soffre di Cfs, non essendo ancora state effettuate ricerche approfondite e spesso il malato viene deriso perché privo di segni fisici che testimonino il suo handicap».
L’associazione, oltre ad aiutare nel concreto le persone colpite da questa rara malattia, è impegnata nella formazione dei medici, a partire da quelli di base, organizzando convegni tematici per scongiurare la possibilità che la malattia venga liquidata come semplice depressione. «La sindrome è troppo poco conosciuta, sia tra i medici che tra la popolazione. L’obiettivo di questo ed altri eventi è duplice: informare e sensibilizzare la gente e raccogliere fondi per continuare la nostra attività».

Partirà a giugno il ciclo di incontri I venerdì della sicurezza

Inizia il ciclo di incontri I venerdì della sicurezza, organizzati dall’Amministrazione comunale e dai carabinieri, un ciclo di nove incontri che inizieranno a giugno e proseguiranno fino ad ottobre. Gli incontri verranno proposti anche in altri 55 comuni della provincia.

Alla presentazione dell’iniziativa, durante la foto di rito con l’assessore alla Sicurezza e i rappresentanti dell’arma, il sindaco Stefano Bruni ha scherzato coi giornalisti dicendo «Sembra che ci stanno arrestando, è un anticipo del futuro prossimo?». Ha affermato che «senza sicurezza non c’è libertà, in campagna elettorale questo è stato un tema decisivo, ora dobbiamo soddisfare le aspettative dei cittadini».
I nove incontri de I venerdì della sicurezza serviranno ad illustrare ai cittadini quello che si può fare e quello che si deve evitare per aumentare la propria auto-sicurezza. Una brochure molto dettagliata di trentasei pagine è stata stampata in diecimila copie e verrà distribuita durante gli incontri. Questo opuscolo è un vero e proprio vademecum per insegnare al cittadino come muoversi nell’intricata giungla della vita moderna. Alcuni consigli sono un po’ meno applicabili di altri, ma nel complesso il manuale è ben fatto e copre maniacalmente tutte le possibili fonti di insicurezza che potrebbero attanagliare l’animo del cittadino. A volte il modus operandi che una persona dovrebbe adottare sembra un po’ troppo complesso con consigli talora contraddittori. Si va dal consiglio «se si vive soli non farlo sapere a chiunque e di non mettere al corrente le persone conosciute degli spostamenti» per poi proporre di «conoscere i propri vicini di casa e scambiarsi i numeri di telefono».
In altri casi le indicazioni sembrano eccessive e capaci di aumentare la già scarsa sicurezza percepita: «dotare i propri apparecchi elettrici e le proprie luci di casa di timer di accensione-spegnimento che possano, programmati, far credere ad un malintenzionato che la casa è abitata anche se si è fuori città. Di controllare, se l’auto è parcheggiata in un luogo isolato, che non ci sia qualcuno all’interno. Di guidare il più possibile al centro della strada per non farsi speronare. Di non guardare insistentemente o fare commenti ad altri, né fare sorrisi ironici o provocatori ad estranei». Nell’opuscolo viene sottolineato che l’insicurezza regna sovrana e la necessità di sicurezza è la cosa più importante per il comasco.
Ben quattro pagine della brochure sono dedicate ai rifiuti, alla raccolta differenziata, allo smaltimento consapevole e alla denuncia della presenza di discariche abusive su territorio. Tutti i comaschi devono fare la loro parte per fermare il degrado ambientale che, come ha ricordato Stefano Bruni, è il problema che più spesso si trova a dover segnalare ai carabinieri.
Il cittadino e gli agenti dovrebbero aiutarsi a vicenda per scongiurare possibili reati o infrazioni, così si è espresso il colonnello Luciano Guglielmi, che alla presentazione de I venerdì della sicurezza ha parlato in rappresentanza dei carabinieri di Como. «Oltre alla sicurezza si dovrebbe aumentare la percezione di questa che andrebbe diffusa tra i cittadini». Uno dei metodi messi in atto dall’Arma è stato quello di aumentare il numero delle pattuglie a piedi che andranno a coprire anche le aree di Albate, Rebbio e Camerlata, fino ad oggi rimaste scoperte. La parola d’ordine è vicinanza con i cittadini e contrasto dell’inciviltà, che pur non essendo un reato provoca insicurezza. Entrambi gli obiettivi serviranno ad aumentare il senso di pace degli abitanti. Il colonnello ha ricordato l’utilità di collegare i propri allarmi e i propri apparecchi di video – sorveglianza con la centrale dei carabinieri, che così potrà monitorare in maniera più costante le paure degli abitanti. A Como, secondo Luciano Guglielmi, non esiste omertà, ma a volte manca la collaborazione dei cittadini nel denunciare i reati: «l’arresto è importante perché permette di eliminare dal circuito della delinquenza colui che vive di espedienti».
L’assessore alla Sicurezza Francesco Scopelliti ha ricordato che le prime due serate vedranno come tema principe l’ambiente domestico in previsione dell’estate e dei possibili furti.
I primi appuntamenti de I venerdì della sicurezza saranno venerdì 20 giugno alle 20.30 alla Circoscrizione 6 in via Grandi 21 e venerdì 27 giugno alle 20.30 alla Circoscrizione 8 in via Segantini 2, poi si riprenderà da settembre. Anche Espansione tv darà eco alle iniziative mandando in onda trasmissioni sul tema. [Francesco Vanotti, ecoinformazioni]

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