Giorno: 1 Luglio 2008

Il consiglio provinciale di lunedì 30 giugno 2008

Sarà la segreteria tecnica a valutare l’inversione di percentuali dell’area Sant’Anna. Un altro tecnico per valutare lo Swap provinciale e la possibilità di eliminarlo.

«Allora, cominciamo o no? Che alle otto dobbiamo andare». Sono le 17.15 e il presidente Ferdinando Mazara richiama all’ordine la truppa leghista che, facendo il suo ingresso in aula, permette l’avvio della seduta consiliare di lunedì 30 giugno.
Sembrava un quisquilia burocratica, di quelle che inevitabilmente occupano i primi minuti di ogni Consiglio, ma la nomina del rappresentante provinciale nel consiglio direttivo del Museo della seta ha scatenato un piccola polemica. All’annuncio che il prescelto sarà Mario Cantaluppi, Rosangela Arrighi (Pd) ha chiesto la parola sottolineando «che lo statuto prevede le pari opportunità anche nella rappresentanza. Invece la nomina è caduta su un uomo, neanche troppo giovane». Ha continuato poi la Arrighi rivolgendosi al presidente: «Spero di non dover più sottolineare questi fatti in futuro».
Come previsto dalla finanziaria, il Consiglio ha poi deliberato la definizione degli organi collegiali indispensabili: confermati quelli degli anni passati è stato proposto un emendamento che consenta la creazione di Commissioni consiliari specifiche qualora ce ne fosse la necessità. Sia la delibera che l’emendamento sono stati votati all’unanimità.
Si è giunti quindi ai punti più salienti iscritti all’ordine del giorno: ha aperto le danze Renato Tettamanti (Prc) presentando l’interpellanza urgente sulla questione dei contratti di swap sottoscritti dalla Provincia, che hanno sottotratto alle casse provinciali circa 600 mila euro nel 2007, tra debiti e mancati introiti previsti. I firmatari, tutti delle minoranze, chiedono di informare il Consiglio dei dettagli contrattuali: previsioni triennali, numero di rilevazioni, costo di risoluzione e propongono di avvalersi di una consulenza esterna per valutare l’opportunità di mantenere il contratto. Concludendo l’intervento Tettamanti ha sottolineato le scelte di molte amministrazioni locali che si stanno disfando degli swap sottoscritti, e il trend internazionale, portando ad esempio Germania e Inghilterra, paesi dove è proibito alle amministrazioni pubbliche usare questi strumenti di “finanza derivata”.
Gli ha risposto l’assessore al bilancio Tambini, sottolineando dapprima gli introiti derivati dal contratto negli anni 2005 e 2006. Entrando nel merito della questione, l’assessore ha chiarito che «si può risolvere il contratto ora, ma non è conveniente. Banca Intesa ci ha dato comunque la sua disponibilità a rivedere i termini del contratto e per questo sto valutando l’ipotesi di avvalerci di un soggetto terzo, svincolato da istituti di credito, così da avere un parere più oggettivo possibile». Assessore e firmatari hanno convenuto sull’opportunità della consulenza esterna, che dovrebbe avvenire in tempi rapidi e sottostare al monitoraggio della commissione bilancio.
Ivano Bernasconi (Fi) ha poi presentato la mozione a nome del gruppo di Forza Italia sulla repressione operata in Tibet dalle autorità cinesi. La mozione denuncia il silenzio della comunità internazionale e propone che questa avvii un processo di pressione diplomatica sul governo cinese che possa anche sfociare nell’applicazione di «severe sanzioni internazionali». Tutti i consiglieri si sono trovati d’accordo con il dispositivo della mozione, ma non sono mancati i distinguo: Giordano Minotti (Lega nord) ha azzardato un paragone tra il «popolo padano» e quello tibetano, entrambi negati della propria libertà, scatenando qualche sobbalzo dalle comode poltrone e qualche risata a denti stretti. Mauro Guerra, capogruppo del Pd, ha sottolineato la sordità della comunità internazionale a molte istanze che somigliano alla causa tibetana, come la tragedia dello Zimbawe e, concludendo, ha aggiunto: «Dovremmo discutere dei limiti della comunità internazionale, altrimenti ad ogni consiglio ci troviamo a esprimere solidarietà verso questo o quel popolo». Infine Renato Tettamanti ha invocato prudenza nel richiedere l’attuazione di sanzioni internazionali perché queste «colpiscono sempre i popoli e quasi mai la classe dirigente, come nel caso degli embarghi». Il consigliere di Rifondazione ha poi ricordato che proprio in questi giorni la comunità internazionale sta chiedendo all’Italia di non mettere in pratica la proposta di schedatura dei bambini Rom. «Da molte parti del mondo – ha concluso Tettamanti – sta arrivando la solidarietà al popolo Rom italiano». Le minoranze si sono astenute sulle premesse della mozione, che è stata invece votata all’unanimità.
Sempre una mozione, questa volta ben più concreta, ha tenuto banco fino al termine dei lavori. Si tratta di quella presentata il 17 marzo da Fabio Moltrasio (Pse) e sottoscritta da tutta la minoranza sulle percentuali di destinazione d’uso dell’area dell’attuale Sant’Anna: un piano redatto dal Comune di Como che intende invertire le percentuali destinate ai servizi alla persona (da 60 a 40 per cento) e all’edificazione (da 40 a 60 per cento) su un’area definita nel Ptcp come «strategica di importanza sovracomunale». Il primo firmatario ha chiesto al Presidente Carioni le motivazioni di questa variazione «come se i soldi dei comaschi, a cui spesso vi appellate, non bastassero per costruire l’ospedale dei comaschi. La variante non è uno strumento accettabile per fare cassa. Tanti sono i problemi di quell’area, come la carenza di classi del liceo Giovio, si tratta solo di capire quali sono i bisogni del territorio».
Una prima risposta, strettamente tecnica, è giunta dall’assessore Valli: «Il Collegio di vigilanza ha proposto la modifica, ora la segreteria tecnica valuterà la proposta, che tornerà al Collegio di vigilanza e quindi all’accordo di programma, che per essere modificato necessita del voto del Consiglio. Vincolare il 60 per cento ai servizi alla persona è un preconcetto prematuro. Occorre una valutazione sulla base di dati precisi». Il Presidente Carioni si è appellato alla segreteria tecnica affinché valuti la variante e spieghi perché i bisogni del pubblico sono diminuiti. «Dopo queste valutazioni possiamo capire il senso della richiesta del Comune di Como».
Fabio Moltrasio ha quindi ricordato che spetta alla Provincia definire i bisogni su un’area sovracomunale come quella in discussione. Ha rincarato la dose Mauro Guerra: «l’amministrazione dovrebbe avere l’ambizione di un’idea per le potenziali funzioni pubbliche di un’area così importante. I privati, i veri fautori della proposta di variante, cercano giustamente il profitto e i loro tecnici li supportano in questo scopo. Noi dobbiamo fare altrettanto: essendo la nostra missione la ricerca dell’interesse pubblico, i nostri tecnici dovranno difendere questa convinzione». Anche Serafino Grassi (Fi) ha riconosciuto l’intento speculativo della modifica, ma a suo avviso «fissare dei paletti oggi è prematuro, prima di capire bene quali benefici ci saranno e a favore di chi».
Il consiglio ha quindi approvato la mozione senza il “paletto” del 60 per cento. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di lunedì 30 giugno 2008

I contatori non sempre sono precisi nel fare i conti. L’inquinamento della Ticosa non è così rischioso per l’assessore D’Alessandro. Con il voto contrario delle minoranze, tranne per l’astensione di Area 2010 e dell’Udc, è stata approvato il Bilancio consuntivo 2007.

Prime preliminari dedicate ai bambini nel Consiglio comunale di lunedì 30 giugno, con due interventi uno di Roberta Marzorati, Per Como, sulla sicurezza dei bambini nelle strutture dell’infanzia e uno di Alessandro Rapinese, Area 2010, a favore della pulizia e dell’apertura domenicale dei giardinetti pubblici di via Vittorio Emanuele. Silvia Magni, Pd, ha invece chiesto delucidazioni e che venga data una risposta alla Circoscrizione di Albate per quanto riguarda i lavori di sistemazione delle fognature in piazza 4 novembre.
Mario Lucini, Pd, ha chiesto poi spiegazioni sull’area del S. Anna: «Cosa accadrà per i 144 mila metri cubi di area destinata ai servizi alla persona? Quando tra questi vengono fatti rientrare anche banche e un bowling. La famosa cittadella sanitaria nascerà sul 10 per cento di quest’area?».
Iniziato il Consiglio sono state innanzitutto discusse due interpellanze. La prima presentata da Donato Supino, Prc, sui vecchi contatori del gas con membrana naturale, dilatabile, che segnerebbero consumi in eccesso a sfavore delle famiglie, per il consigliere comunista in città sono ancora il 29 per cento. «Perizie tecniche promosse dalla Procura della Repubblica – ha affermato il consigliere di Rifondazione – hanno dato risultati di una variazione rispetto ai consumi effettivi dal 6 al 15 per cento».
Rassicurante l’assessore Colombo: «Dalla risposta ad una mia interrogazione in proposito l’azienda dichiara che non sembrerebbe ci siano casi eccessivi» e, seguendo le tempistiche di legge, Acsm starebbe progressivamente sostituendo i vecchi contatori. Per l’assessore ci potranno anche essere dei miglioramenti con la gestione diretta dell’ufficio metrico, fino ad ora facente capo alla Camera di commercio, da parte del Comune.
La seconda interpellanza, presentata da Mario Lucini, trattava della Ticosa. «I dati sui rilevamenti – ha esordito il consigliere del Pd – della Multidevelopment sui terreni dell’area ex Ticosa che superano i limiti di legge, non solo per zone residenziali ma anche per quelle industriali, non sono stati dati all’Arpa. Come mai?».
Per l’assessore D’Alessandro «è stata montata una campagna stampa sulla pericolosità dell’inquinamento» e si chiarirà tutto con il Piano operativo di bonifica.
Il consigliere Lucini ha ricordato anche le implicazioni penali per la messa in scurezza di aree nel centro abitato, soprattutto per un luogo in cui sono state rilevate «una perdita di gasolio arrivata sino in falda e resti di Pcb vicino alla centralina elettrica», senza comunicare nulla a nessuno. «Quando si hanno dei dati simili non possono essere tenuti in un cassetto!» ha concluso.
La discussione si è poi rivolta al Bilancio consuntivo 2007 di Palazzo Cernezzi. L’assessore Colombo ha illustrato la delibera evidenziando le minori spese per personale e servizi, «ci sono 15 milioni di avanzo, di cui 10 bloccati», questo grazie anche «ai dividendi di Acsm che quest’anno sono stati interessanti». Anche l’indebitamento pro capite è calato dal 2006 all’anno successivo da 950 euro a 753 euro ed è anche diminuita la dipendenza dall’intervento statale, dal 40 al 38,4 per cento.
Per Luca Gaffuri, Pd, i 5 milioni di avanzo non hanno ragione d’essere «indicano l’incapacità di dare servizi ai cittadini, il bilancio comunale dovrebbe essere in pareggio». Il capogruppo del Pd ha poi individuato alcuni dati come la crescita della pressione fiscale, del 20 per cento negli ultimi 5 anni, ed un aumento del 49 per cento dei trasferimenti erariali. «Sono stati venduti i gioielli di famiglia come la Milano – Serravalle e la Ticosa. L’assessore deve dare delle risposte politiche, quelle tecniche erano da dare precedentemente». Il consigliere del suo stesso partito Vittorio Mottola ha invece sottolineato l’alto importo dei crediti non riscossi dal Comune, 3 milioni.
Per Dario Valli, Area 2010, questo bilancio «traccia il profilo di una città immobilizzata, che non riesce a spendere, con un aumento della pressione fiscale». Quando si fanno interventi si tratta sempre di «opere di bassissimo cabotaggio e – si è interrogato il capogruppo di Area 2010 – il fatto che diminuiscano i trasferimenti da parte dello stato è un fatto positivo?».
Bruno Magatti, Paco, ha chiesto una maggiore attenzione, con relazioni esaustive, sugli interventi sociali dell’amministrazione comunale. E ha rilevato come siano stati messi fra gli obiettivi raggiunti opere come la zonizzazione acustica, quella che non era stata fatta e per cui si dimesso Peverelli, in sostanza «la relazione dell’assessore è stata alla camomilla e i dati del consuntivo non vanno confrontati con l’ultimo bilancio di assestamento, ma con il preventivo di inizio anno, se no è troppo facile!».
Roberto Rallo, Fi, ha invece chiesto chiarimenti sugli amministratori nominati nelle partecipate la cui mancanza di rapporti col Consiglio è causa di «irritazione».
Dopo qualche altro intervento della maggioranza, tra cui quello di Giampiero Ajani, Lega, contro l’affidamento di incarichi in altre regioni specialmente al sud, a tutti ha risposto l’assessore Colombo, che ha ricordato come nel 2007 col rispetto del patto di stabilità non ci siano stati aumenti di imposte per i cittadini. L’aumento delle entrate per l’assessore è stato determinato anche dalla lotta all’evasione mentre la diminuzione dei contributi statali è indice di una minore dipendenza da essi del Comune.
Ai voti, con l’astensione di Udc e Area 2010 e il voto contrario delle altre minoranze, il Bilancio consuntivo 2007 di Palazzo Cernezzi è stato approvato. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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