Giorno: 3 Ottobre 2008

Il Comune di Maslianico sceglie l’energia pulita

Dal primo di ottobre il Comune di Maslianico alimenta gli edifici e l’illuminazione pubblica con energia rinnovabile.

I piccoli Comuni fanno fatica a stare al passo con le novità, contratti, offerte di differenti gestori, per le proprie forniture – ha dichiarato l’assessore all’ambiente Francesco Gatti – Noi abbiamo deciso, per le pratiche in ambito energetico, di affidarci al Cev, Consorzio energia Veneto. Una struttura che raggruppa più di mille Comuni in tutta Italia».
Avendo un peso contrattuale maggiore di un singolo Comune, nei confronti dei produttori di energia, il Cev può offrire ai suoi aderenti dei prezzi migliori. «Ci hanno proposto uno sconto del 15-16 per cento, con dell’energia per il 30 per cento rinnovabile e per il 70 tradizionale, ed uno sconto del 10-12 per avere solo energia rinnovabile, e noi abbiamo optato per la seconda opzione» ha aggiunto l’assessore.
La decisone è stata presa in luglio, ma le pratiche si sono concluse solo da poco e dall’inizio del mese il contratto è finalmente attivo; a breve l’iniziativa verrà pubblicizzata anche con la posa di cartelli sugli edifici pubblici. Su una spesa energetica che fino all’anno scorso era sui 56 mila euro annuii ora il Comune prevede di risparmiarne 6-7 mila e l’amministrazione sta valutando anche l’ipotesi di diventare produttrice di elettricità con la posa di pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici pubblici. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Rifiutiamoli!

Nell’incontro Rifiutiamoli! la questione rifiuti in Italia e la gestione a livello locale di giovedì 2 ottobre nella Sala stemmi del Comune di Como,  Territorio precario, Paco e Comitato Mozzatese Salute e Ambiente hanno denunciato i pericoli della locale gestione dei rifiuti orientata ancora alla combustione trascurando l’unica soluzione possibile costituita dalla riduzione e dalla raccolta differenziata.

L’incontro, a cui hanno partecipato una trentina di persone, è stato aperto da Edi Borgianni che ha illustrato l’importanza che hanno per Territorio precario le questioni ambientali che sono elementi che contribuiscono alla precarietà della vita dei cittadini.
Renato Tettamanti, consigliere comunale del Prc in Provincia ha ripercorso la travagliata storia del Piano rifiuti e ha denunciato sia la lentezza con cui si ipotizza il passaggio dagli inceneritori alla raccolta differenziata sia la scandalosa situazione del Comune capoluogo con il suo 32% di raccolta differenziata.
Roberto Fumagalli, del Circolo ambiente Ilaria Alpi,ha messo in luce come la scelta del termovalorizzatore sia antitetica a quella della raccolta differenziata e ha ribadito che bruciare rifiuti determini la produzione inevitabile di sostanze tossiche per la popolazione. Inoltre il relatore ha denunciato riprendendo il punto di vista del rifiutologo americano Paul Connet che l’incremento della corruzione si associa a l’incremento dell’inquinamento mentre se c’è partecipazione popolare cresce l’attenzione all’ambiente.
Paolo Sinigaglia ha ribadito i risultati dello studio svolto da Paco sul tema confermando che a Como il vetro viene recuperato mentre il sacco viola viene recuperato solo in parte (plastica) mentre il resto prende la strada dell’inceneritore o della discarica.
L’intervento di Ambogio Guglielmetti del Comitato mozzatese salute e ambiente ha illustrato come le cave di Mozzate siano diventate discariche e ha messo in luce gli effetti negativi del beneficio concesso di non pagare la tassa dei rifiuti che ha portato i cittadini di Mozzate a produrne ben 1,46 kg al giorno.

Consiglio comunale di Como di giovedì 2 ottobre

Seduta schizofrenica giovedì 2 settembre a Palazzo Cernezzi. La mozione delle minoranze sul Sant’Anna viene votata per punti e approvata in parte anche dalla maggioranza. Poi il centrodestra decide di non confermare il proprio voto favorevole su ciò che già era stato approvato. Infine, mentre la minoranza ottenuti cinque minuti di sospensione per decidere il da farsi si riunisce, quasi tutti i consiglieri di centro destra vanno via e la seduta viene chiusa per la mancanza del numero legale.

Marcello Iantorno, Pd, ha annunciato, nel disinteresse di un’aula consiliare semivuota, nelle preliminari al Consiglio comunale di giovedì 2 ottobre che presenterà una mozione per fare una seduta consiliare dedicata a moralità e politica perché, dopo lo scandalo dell’assessore Gatto – peraltro mai citato per fair play dal consigliere democratico – «è un obbligo politico e morale parlare di queste questioni!».
Dopo la comunicazione, da parte del presidente del Consiglio Mario Pastore, che nelle prossime sedute sarà permessa la ripresa delle stesse, come richiesto dal gruppo di Paco, salvo i consiglieri che, compilando apposito modulo, si rifiuteranno di dare la propria immagine, il Consiglio ha iniziato i lavori con una polemica procedurale.
Per un il consigliere Dario Valli, Area 2010, su consiglio di Pastore aveva presentato durante l’ultima seduta sull’ospedale Sant’Anna un emendamento, non nella sua forma definitiva. Su suggerimento del presidente del Consiglio aveva provveduto a sistemare le carte per il giorno seguente consegnando però la sera stessa un foglio in cui annunciava che avrebbe presentato successivamente il testo. Un precedente a Palazzo Cernezzi, sicuramente non al livello dei famosi “emendamenti in bianco” in cui era incappata la Giunta Albertini a Milano, ma pasticciaccio che avrebbe potuto avere importanti conseguenze, rientrato però grazie al ritiro dell’emendamento incriminato da parte del proponente che ha dichiarato si sia trattato di «un’ingenuità di cui mi scuso».
Il dibattito è ripreso sulla delibera di indirizzo sull’area del Sant’Anna a Camerlata.
La maggioranza prima ha invitato a ritirare la delibera poi si è accordata con l’opposizione per una votazione per punti e l’eliminazione delle premesse.
Il documento è stato così diviso in undici punti di cui nove sono stati bocciati. Solamente due degli «obiettivi e strumenti da considerarsi prioritari nella valutazione delle proposte di riutilizzo dell’area Ospedale S. Anna» sono stati approvati.
Il primo riguardante l’area G.B. Grassi per «il mantenimento, il recupero e la pubblica fruizione dell’area a verde che si affaccia sulla piazza, quale parco pubblico di valenza circoscrizionale, dotazione inderogabile e qualificante a sostegno di un quartiere e di una collettività oggi prive di qualsiasi standard pubblico di qualità».
Il secondo sulla costruzione della «“Cittadella Sanitaria”, con particolare attenzione ai servizi di riabilitazione per anziani e disabili ed ai servizi del consultorio sociale».
Avendo perso dei “pezzi” la delibera era da considerarsi emendata questo vuol dire che andava rivotata in maniera definitiva solo con le parti approvate. C’è stata una nuova discussione e la maggioranza si è sfilacciata, prima con Luigi Bottone, Udc, che ha abbandonato l’aula perché «è inopportuno votare un argomento quando non si posseggono ancora dei documenti chiari», poi con Marco Butti, An, che, dichiarando il voto contrario, ha auspicato per il futuro «una profonda e accurata riflessione», con l’auspicio di «riportare in aula l’argomento, magari facendo incontri con Infrastrutture Lombarde, l’azienda ospedaliera o l’assessore regionale alla sanità, affinché vengano dati tutti gli elementi necessari per prendere una decisione ponderata». Per tutti ha chiuso il dialogo Pasquale Buono, Fi, che dopo avere rivendicato di avere «dato un messaggio» chiedendo il ritiro della proposta di delibera ha dichiarato anche lui il voto contrario promettendo che comunque «sentiremo ancora parlare del Sant’Anna». Per Valli si continua «a non prendere una decisione ed a rimandare alle esigenze del mercato», un bisogno di fare cassa inaccettabile anche per Donato Supino, Prc, che ha ricordato il referendum proposto da varie forze politiche e associazioni sulla destinazione dell’area di Camerlata. Un mercimonio che potrà non avere un esito brillante per Bruno Magatti, Paco, dato che «la crisi finanziaria porterà ad una crisi immobiliare» e che ha ricordato le difficoltà dell’utilizzo dell’area, una donazione e la strada demaniale per andare a S. Carpoforo.
Dopo la proposta di Vincenzo Sapere, Gruppo misto, di ritirare la delibera «per non farsi prendere in giro» vista la più che probabile bocciatura da parte della maggioranza, le minoranze hanno chiesto una sospensiva di cinque minuti. Rientrate in aula poco prima della mezzanotte la maggioranza credendo che non sarebbero rientrati aveva già abbandonato l’aula lasciandovi Guido Martinelli, Lega, che ha chiesto la conferma del numero legale. I presenti erano solo 15 di cui 13 dell’opposizione (Per Como, Pd, Prc, Paco, Sapere – Gruppo misto) e la seduta è stata sciolta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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