100 proposte per un’economia diversa

Più di sessanta persone hanno partecipato a Sbilanciamoci. 100 proposte alternative alla finanziaria di Tremonti per utilizzare la spesa pubblica a favore di un’economia diversa e per un nuovo mondo possibile organizzato dalla Sinistra unita e plurale comasca nella sera di martedì 25 novembre alla Cascina Massée di Albate.

«Con la attuale crisi finanziaria è possibile parlare di forme economiche differenti?» questo l’interrogativo posto da Marco Lorenzini, presentatore della serata, dopo una disamina dei problemi della società attuale: dallo smantellamento del welfare, alla insostenibilità ecologica dell’odierno modello di sviluppo, sino agli allarmanti dati Istat e Caritas sulla povertà in Italia. La risposta è toccata a Giulio Marcon, responsabile campagna Sbilanciamoci!, che ha ricordato come il modello di sviluppo neoliberista abbia comportato non solo un cambiamento ideologico, ma una differente allocazione delle risorse ed uno spostamento della ricchezza, ed ha raccontato la nascita del movimento che propone ogni anno alle forze politiche e del terzo settore una Controfinanziaria. L’ultima delle quali è stata definita provocatoriamente, richiamando uno slogan berlusconiano, «quella delle tre i: insostenibilità ambientale, ingiustizia sociale, inefficacia nello sviluppo economico». La proposta è quella di tagliare spese, come quella militare, e una maggiore giustizia fiscale in cui non siano solo i lavoratori dipendenti a pagare mentre permane un’enorme evasione fiscale e i grandi redditi non vengono tassati adeguatamente. «Anche la Merkel prevede di tassare maggiormente i redditi sopra i 200 mila euro – ha precisato Marcon – e Obama sopra i 250 mila dollari». Per l’esponente di Sbilanciamoci! lo sviluppo deve passare per un modello alternativo a quello produttivistico imperante a questo proposito ha avuto un incontro con i sindacati dei metalmeccanici a Mirafiori, per cercare di mettere in discussione questa visione dell’economia e fare un vero e proprio salto culturale.
Sergio Giovagnoli, responsabile welfare e diritti sociali della presidenza nazionale Arci, ha sottolineato come il cambiamento ideologico neoliberista partito dall’era reaganiana e thatcheriana non si sia ancora esaurito ed anzi abbia formato la nostra narrazione sociale, in cui fenomeni come quello dell’immigrazione vengono rinchiusi nell’uguaglianza immigrato – clandestino – delinquente. «Si è arrivati sino a quello che Wacquant Loïc ha riassunto nel titolo del suo libro Punire i poveri. Il nuovo governo dell’insicurezza sociale, in America negli anni Settanta pensavano a quali prigioni chiudere, ora hanno una delle popolazioni  carcerarie più grandi del mondo».
Mario Agostinelli, consigliere regionale eletto come indipendente nelle liste di Rifondazione comunista, ha definito il lavoro di Sbilanciamoci! «preziosissimo, per la definizione di un uso effettivo delle risorse», un lavoro che attraverso il suo gruppo è filtrato anche in parte del centro-sinistra al Pirellone. Il consigliere regionale ha svelato l’impostura di un discorso pubblico che accredita alla Lombardia il primato dell’efficienza soprattutto per alcuni settori come quello della sanità «ma se andiamo a vedere costi e servizi siamo al quattordicesimo posto in Italia». Anche Agostinelli ha proposto uno scarto rispetto ad una mentalità «che era propria anche del movimento operaio: si cresceva e si ridistribuiva», un processo ora ben più difficile quando la crescita contribuisce alla depauperazione delle risorse future del pianeta. La speranza per il futuro è per il consigliere regionale nella pratica rivendicativa diffusasi nel territorio prima ancora della politica. Un esempio sono i comitati per l’acqua pubblica, una battaglia rivendicata con forza da Agostinelli, che sono riusciti a coinvolgere 140 Comuni lombardi, e si sono diffusi capillarmente sul territorio un esempio di partecipazione che potrà crescere con la creazione di una rete.
Si è così aperto un dibattito con il pubblico, sono sorti differenti spunti ed anche qualche critica; per il segretario della Camera del lavoro, Amleto Luraghi, le grandi opere non sono da condannare aprioristicamente e riferendosi all’Alp Transit, ha chiarito che «in Svizzera le grandi opere danno un indirizzo di sviluppo diverso». Il segretario generale della Cgil comasca ha ricordato i drammatici dati economici che vedono un continuo aumento della cassa integrazione, che è arrivata a toccare 5 mila persone, senza considerare tutto quello che non si può vedere nel sommerso, e posto l’accento sulla questione dei salari e delle pensioni. Da più parti è venuto lo stimolo per un “calarsi nella realtà” e non partire da apriorismi per comprendere lo sviluppo della società con le nuove forme di aggregazione che la contraddistinguono come ad esempio i Gruppi di acquisto solidale. In chiusura Marcon ha ricordato la figura di Alex Langer per cui «un diverso modello di sviluppo non può essere imposto, ma deve essere accolto in maniera volontaria ed essere visto come qualcosa che migliori la qualità della vita». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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