Giorno: 29 Maggio 2009

Goodbye liberismo

 

Ricominciare, qualificandolo, l’intervento pubblico per il rilancio dell’economia, innalzare salari, stipendi, pensioni e livelli di welfare: questi i leitmotiv del volume Goodbye Liberismo presentato giovedì 28 maggio al Punto Einaudi di Como dallo stesso autore, Alfonso Gianni, ex sottosegretario allo Sviluppo economico nel secondo Governo Prodi, esponente di Sinistra e libertà.
Davanti al Punto Einaudi di via Carducci a Como, in un accogliente contesto di numerose seggioline all’aperto, Luca Michelini, docente universitario di economia, ha introdotto la serata di presentazione di Goodbye Liberismo. La resisitibile ascesa del neoliberismo e il suo inevitabile declino [Ponte alle Grazie 2009].di Alfonso Gianni
Secondo la lettura critica di Michelini nel libro è descritta la fine dei grandi processi di privatizzazioni e s’intravede un rischio di ritorno al neoprotezionismo farcito, in Italia, da un neo-populismo in salsa berlusconiana, che non dovrebbe, per forza, degenerare in forme di fascismo.
Alfonso Gianni ha precisato che l’intento del libro è più analitico che propositivo: «Siamo ancora dentro la crisi e non se ne vede l’uscita, segno che è anche crisi strutturale dell’economia reale e non solo finanziaria. Se ne dovrebbe uscire quindi non solo illudendosi che alcuni ritocchi alle regole dei mercati finanziari dovrebbero bastare, ma anche incidendo nei nodi strutturali del capitalismo moderno; l’economia reale dovrà mutare radicalmente e nulla sarà come prima».
L’autore ha poi citato il dibattito in corso in queste settimane sulle pagine de Il Sole 24 ore in cui sono intervenuti, tra gli altri, Bertinotti, Visco e numerosi economisti di scuola liberale (questi ultimi facendo autocritica sui principi neoliberisti spinti da essi stessi proposti negli anni scorsi).
«Poiché la crisi è stata innescata dalla bolla speculativa dei mutui subprime, destinati a tre tipi di utenti: lavoratori tipo statunitensi (con stipendi reali in vertiginosa diminuzione negli ultimi anni, in tutto il mondo), lavoratori precari (negli States il precariato è molto più diffuso che in Europa) e lavoratori immigrati (ben più numerosi che in Italia), la soluzione principale alla crisi non può che passare attraverso un forte miglioramento retributivo di queste tre categorie».
Gianni ha poi citato un dato agghiacciante: «nelle borse valori mondiali circolano ancora oggi titoli legati ai “derivati” nella misura di 12 volte il prodotto interno lordo mondiale», ma ha anche citato Rossana Rossanda che si domanda «ma come? Nel momento storico in cui il capitalismo mondiale si auto esplode, con “ordigni finanziari” che esso stesso ha prodotto, le sinistre mondiali non sanno cogliere l’attimo per proporre la loro ricetta?».
Alfonso Gianni ha quindi citato numerosi economisti liberal anglosassoni che propongono come ricetta l’intervento pubblico dei Governi nell’economia (lo stanno già facendo Governi di centro destra e centro sinistra, in particolare, da un lato, Obama e, dall’altro, il Governo cinese, entrambi incrementando i fondi statali nella sanità pubblica di cui i due popoli sono pressoché privi in egual misura).
L’esponente di Sinistra e libertà a quindi affermato che è «Ovvio che dovranno essere estese le coperture tipo “cassa integrazione” a tutte le fasce e categorie di lavoratori, ma non basta! I Governi dovrebbero “qualificare” l’intervento pubblico in economia». Per colludere che: «Non basteranno discorsi dei politici alla televisione per incrementare  scelte “etiche” nei consumi dei singoli cittadini, occorreranno fondi pubblici dirottati nei settori chiave che producano programmaticamente scelte verso i tre settori prioritari della sinistra: uguaglianza, ambiente, Pace». [Enzo Arighi per ecoinformazioni]
Ricominciare, qualificandolo, l’intervento pubblico per il rilancio dell’economia, innalzare salari, stipendi, pensioni e livelli di welfare: questi i leitmotiv del volume Goodbye Liberismo presentato giovedì 28 maggio al Punto Einaudi di Como dallo stesso autore, Alfonso Gianni, ex sottosegretario allo Sviluppo economico nel secondo Governo Prodi, esponente di Sinistra e libertà.
Davanti al Punto Einaudi di via Carducci a Como, in un accogliente contesto di numerose seggioline all’aperto, Luca Michelini, docente universitario di economia, ha introdotto la serata di presentazione di Goodbye Liberismo. La resisitibile ascesa del neoliberismo e il suo inevitabile declino [Ponte alle Grazie 2009].di Alfonso Gianni
Secondo la lettura critica di Michelini nel libro è descritta la fine dei grandi processi di privatizzazioni e s’intravede un rischio di ritorno al neoprotezionismo farcito, in Italia, da un neo-populismo in salsa berlusconiana, che non dovrebbe, per forza, degenerare in forme di fascismo.
Alfonso Gianni ha precisato che l’intento del libro è più analitico che propositivo: «Siamo ancora dentro la crisi e non se ne vede l’uscita, segno che è anche crisi strutturale dell’economia reale e non solo finanziaria. Se ne dovrebbe uscire quindi non solo illudendosi che alcuni ritocchi alle regole dei mercati finanziari dovrebbero bastare, ma anche incidendo nei nodi strutturali del capitalismo moderno; l’economia reale dovrà mutare radicalmente e nulla sarà come prima».
L’autore ha poi citato il dibattito in corso in queste settimane sulle pagine de Il Sole 24 ore in cui sono intervenuti, tra gli altri, Bertinotti, Visco e numerosi economisti di scuola liberale (questi ultimi facendo autocritica sui principi neoliberisti spinti da essi stessi proposti negli anni scorsi).
«Poiché la crisi è stata innescata dalla bolla speculativa dei mutui subprime, destinati a tre tipi di utenti: lavoratori tipo statunitensi (con stipendi reali in vertiginosa diminuzione negli ultimi anni, in tutto il mondo), lavoratori precari (negli States il precariato è molto più diffuso che in Europa) e lavoratori immigrati (ben più numerosi che in Italia), la soluzione principale alla crisi non può che passare attraverso un forte miglioramento retributivo di queste tre categorie».
Gianni ha poi citato un dato agghiacciante: «nelle borse valori mondiali circolano ancora oggi titoli legati ai “derivati” nella misura di 12 volte il prodotto interno lordo mondiale», ma ha anche citato Rossana Rossanda che si domanda «ma come? Nel momento storico in cui il capitalismo mondiale si auto esplode, con “ordigni finanziari” che esso stesso ha prodotto, le sinistre mondiali non sanno cogliere l’attimo per proporre la loro ricetta?».
Alfonso Gianni ha quindi citato numerosi economisti liberal anglosassoni che propongono come ricetta l’intervento pubblico dei Governi nell’economia (lo stanno già facendo Governi di centro destra e centro sinistra, in particolare, da un lato, Obama e, dall’altro, il Governo cinese, entrambi incrementando i fondi statali nella sanità pubblica di cui i due popoli sono pressoché privi in egual misura).
L’esponente di Sinistra e libertà a quindi affermato che è «Ovvio che dovranno essere estese le coperture tipo “cassa integrazione” a tutte le fasce e categorie di lavoratori, ma non basta! I Governi dovrebbero “qualificare” l’intervento pubblico in economia». Per colludere che: «Non basteranno discorsi dei politici alla televisione per incrementare  scelte “etiche” nei consumi dei singoli cittadini, occorreranno fondi pubblici dirottati nei settori chiave che producano programmaticamente scelte verso i tre settori prioritari della sinistra: uguaglianza, ambiente, Pace». [Enzo Arighi per ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 28 maggio 2009

 

Moralità al centro del dibattito a Palazzo Cernezzi giovedì 28 maggio. Insulti e scuse del sindaco al Consigliere del Prc, colpevole di avere criticato l’azione del primo cittadino sul caso Spt linea.
Nelle preliminari del Consiglio comunale di giovedì 28 maggio Luigi Bottone, Gruppo misto, ha posto il problema della sistemazione del comando dei vigili, in particolare dell’archivio, mentre Giampiero Ajani, Lega, ha ricordato i chiusini, le griglie e i tombini che fanno rumore al passaggio delle macchine durante la notte.
Mario Lucini, Pd, ha chiesto delucidazioni sulla scelta del Comune di avocare a sé la bonifica dell’area ex Ticosa e con ironia, chiedendo d’essere riportato integralmente sul Notiziario comunale, ha salutato gli annunciati lavori di riasfaltatura della bretella di via Oltrecolle «dato che l’attuale manto stradale è pericoloso con la pioggia oltre i 30 kilometri orari, alla facci di chi diceva che il limite era stato deciso perché il tracciato rettilineo della strada era un invito alla corsa».
In difesa del cedro di piazza Verdi si è poi schierato Mario Molteni, Per Como, chiedendo lumi sulla correttezza dell’iter seguito alla consegna della petizione popolare che aveva raccolto circa duemila firme nel 2006 contro l’abbattimento. «Anche la Soprintendenza – ha ricordato Molteni – ha dichiarato che “è entrata nella memoria collettiva della cittadinanza e come tale è forse opportuna la sua conservazione», per questo il consigliere ha annunciato la presentazione di una delibera ad hoc per «predisporre le modifiche necessarie al progetto di riqualificazione di piazza Verdi ai fini della conservazione in loco del cedro».
Dopo un breve battibecco sulla correttezza dell’utilizzazione degli spazi elettorali, lo strabordamento, fra Donato Supino, Prc, e Ajani, fatto l’appello, è incominciato il Consiglio comunale con un minuto di silenzio, proposto da Bruno Saladino, Pd, per commemorare il giornalista comasco Angelo Curtoni.
Il primo atto è stato così l’approvazione, da parte della sola maggioranza, dell’Accodo quadro di sviluppo del territorio.
Il dibattito si è quindi spostato sulla mozione 58 presentata dal consigliere Macello Iantorno, Pd, sui «fatti incidenti sulla moralità degli amministratori, sugli atti da compiere e sull’interesse pubblico al mantenimento o meno dell’incarico ed esercizio delle funzioni».
L’assemblea di Palazzo Cernezzi si è scaldata come non accadeva da tempo coinvolgendo anche pubblico accorso, tra cui una trentina persone accorse per protestare contro l’abbattimento del cedro del Teatro sociale arrivate a lavori iniziati.
Il primo firmatario ha presentato in un discorso fiume di tre quarti d’ora la mozione partendo dallo stato di fatto del coinvolgimento in indagini di, «all’epoca della presentazione un paio di assessori, ora di più», fino ad attaccare la maggioranza «siete successori, eredi, della classe politica che ha corrotto la metà del Paese!», scatenando l’indignazione fra i banchi del Pdl. «Ma stiamo scherzando!» ha subito controbattuto Marco Butti, Pdl, seguito dall’assessore Caradonna «non siamo mica socialisti!».
Iantorno ha proseguito il discorso richiamandosi ad una questione morale che dovrebbero scuotere riferendosi alle vicende giudiziarie e non solo che coinvolgono il presidente del Consiglio raccogliendo gli applausi del pubblico.
Per protesta la gran parte dei consiglieri di maggioranza, in testa il capogruppo del Pdl Butti, è uscita dall’aula, mentre anche il sindaco è intervenuto invitando a “piantarla” il consigliere del Pd.
«Un’arringa contro i mostri – così ha definito il discorso di Iantorno Marco Butti, che ha precisato – provengo, e ne sono profondamente orgoglioso, da An e per un anno ho fatto parte del Fronte della gioventù il movimento giovanile del’Msi. Sono erede dei valori morali e politici dell’Msi portati ora nel Pdl».
Ma cosa voleva la mozione? L’inserimento «nell’ordine del giorno della prima seduta con relativa discussione, a mozione presentata anche da un singolo consigliere avente ad oggetto la trattazione di ogni caso di sottoposizione ad indagine di amministratori comunali», per il sindaco «la valutazione dei singoli casi» e «la costituzione dell’ente come parte civile sin dal momento in cui la legge lo consente e per il risarcimento dei danni morali e materiali», ed infine comunicare al consiglio le valutazioni fatte e «le ragioni della eventuale persistenza del rapporto di fiducia».
«Non è possibile impedire l’attività politica di chicchessia – è entrato nel merito l’assessore Rallo – perché si apre un indagine su di lui, era uno strumento utilizzato dalle dittature!»
«Non si può porre la questione morale in questo consesso – ha affermato in un accalorato intervento Saladino – non possiamo più portare avanti simili discorsi in questo periodo storico, siamo in un’altra galassia, quando vediamo cosa fa l’attuale presidente del consiglio ci immagineremmo mai personaggi come Fanfani fare le stesse cose?». 
«Bisogna salvaguardare l’etica della politica – ha aggiunto Supino rivolgendosi al sindaco Bruni – per questo le ho chiesto di chiedere scusa ai cittadini dopo le sue affermazioni su Spt Linea». «Ma ci sei o ci fai? O sei fatto?» gli ha risposto il primo cittadino comasco, che si è poi scusato, fra le proteste delle minoranze.
Il dibattito ha continuato in intensità sino a quando il presidente Pastore ha preso la parola e letto, citando don Giussani, una intervista apparsa sul Corriere della sera a Giorgio Vittadini, fondatore della Compagnia delle opere e presidente della Fondazione sussidiarietà.
Dopo un intervento di Alessandro Rapinese, Area 2010, dichiaratosi contrario alle cacce alle streghe, ha preso la parola il sindaco esprimendo tutta la sua contrarietà alla mozione.
«Non c’entra niente la questione morale, la nostra è una questione di atti, quello che facciamo e che il posto che occupiamo lo occupiamo bene» e ha poi proseguito «poniamo ad esempio di dover fare quanto proposto nella mozione come potremmo sostituirci ai tribunali e dove prenderemmo le informazioni, da quanto riportato sui giornali? Senza i documenti su cui prendere decisioni e i titoli per farlo?».
Data l’ora tarda è stata quindi sospesa la seduta che riprenderà ò’11 giugno prossimo. [Michele Donegana, ecoinformazioni]
cernezziMoralità al centro del dibattito a Palazzo Cernezzi giovedì 28 maggio. Insulti e scuse del sindaco al Consigliere del Prc, colpevole di avere criticato l’azione del primo cittadino sul caso Spt linea.
Nelle preliminari del Consiglio comunale di giovedì 28 maggio Luigi Bottone, Gruppo misto, ha posto il problema della sistemazione del comando dei vigili, in particolare dell’archivio, mentre Giampiero Ajani, Lega, ha ricordato i chiusini, le griglie e i tombini che fanno rumore al passaggio delle macchine durante la notte.
Mario Lucini, Pd, ha chiesto delucidazioni sulla scelta del Comune di avocare a sé la bonifica dell’area ex Ticosa e con ironia, chiedendo d’essere riportato integralmente sul Notiziario comunale, ha salutato gli annunciati lavori di riasfaltatura della bretella di via Oltrecolle «dato che l’attuale manto stradale è pericoloso con la pioggia oltre i 30 kilometri orari, alla facci di chi diceva che il limite era stato deciso perché il tracciato rettilineo della strada era un invito alla corsa».
In difesa del cedro di piazza Verdi si è poi schierato Mario Molteni, Per Como, chiedendo lumi sulla correttezza dell’iter seguito alla consegna della petizione popolare che aveva raccolto circa duemila firme nel 2006 contro l’abbattimento. «Anche la Soprintendenza – ha ricordato Molteni – ha dichiarato che “è entrata nella memoria collettiva della cittadinanza e come tale è forse opportuna la sua conservazione», per questo il consigliere ha annunciato la presentazione di una delibera ad hoc per «predisporre le modifiche necessarie al progetto di riqualificazione di piazza Verdi ai fini della conservazione in loco del cedro».
Dopo un breve battibecco sulla correttezza dell’utilizzazione degli spazi elettorali, lo strabordamento, fra Donato Supino, Prc, e Ajani, fatto l’appello, è incominciato il Consiglio comunale con un minuto di silenzio, proposto da Bruno Saladino, Pd, per commemorare il giornalista comasco Angelo Curtoni.
Il primo atto è stato così l’approvazione, da parte della sola maggioranza, dell’Accodo quadro di sviluppo del territorio.
Il dibattito si è quindi spostato sulla mozione 58 presentata dal consigliere Macello Iantorno, Pd, sui «fatti incidenti sulla moralità degli amministratori, sugli atti da compiere e sull’interesse pubblico al mantenimento o meno dell’incarico ed esercizio delle funzioni».
L’assemblea di Palazzo Cernezzi si è scaldata come non accadeva da tempo coinvolgendo anche pubblico accorso, tra cui una trentina persone accorse per protestare contro l’abbattimento del cedro del Teatro sociale arrivate a lavori iniziati.
Il primo firmatario ha presentato in un discorso fiume di tre quarti d’ora la mozione partendo dallo stato di fatto del coinvolgimento in indagini di, «all’epoca della presentazione un paio di assessori, ora di più», fino ad attaccare la maggioranza «siete successori, eredi, della classe politica che ha corrotto la metà del Paese!», scatenando l’indignazione fra i banchi del Pdl. «Ma stiamo scherzando!» ha subito controbattuto Marco Butti, Pdl, seguito dall’assessore Caradonna «non siamo mica socialisti!».
Iantorno ha proseguito il discorso richiamandosi ad una questione morale che dovrebbero scuotere riferendosi alle vicende giudiziarie e non solo che coinvolgono il presidente del Consiglio raccogliendo gli applausi del pubblico.
Per protesta la gran parte dei consiglieri di maggioranza, in testa il capogruppo del Pdl Butti, è uscita dall’aula, mentre anche il sindaco è intervenuto invitando a “piantarla” il consigliere del Pd.
«Un’arringa contro i mostri – così ha definito il discorso di Iantorno Marco Butti, che ha precisato – provengo, e ne sono profondamente orgoglioso, da An e per un anno ho fatto parte del Fronte della gioventù il movimento giovanile del’Msi. Sono erede dei valori morali e politici dell’Msi portati ora nel Pdl».
Ma cosa voleva la mozione? L’inserimento «nell’ordine del giorno della prima seduta con relativa discussione, a mozione presentata anche da un singolo consigliere avente ad oggetto la trattazione di ogni caso di sottoposizione ad indagine di amministratori comunali», per il sindaco «la valutazione dei singoli casi» e «la costituzione dell’ente come parte civile sin dal momento in cui la legge lo consente e per il risarcimento dei danni morali e materiali», ed infine comunicare al consiglio le valutazioni fatte e «le ragioni della eventuale persistenza del rapporto di fiducia».
«Non è possibile impedire l’attività politica di chicchessia – è entrato nel merito l’assessore Rallo – perché si apre un indagine su di lui, era uno strumento utilizzato dalle dittature!»
«Non si può porre la questione morale in questo consesso – ha affermato in un accalorato intervento Saladino – non possiamo più portare avanti simili discorsi in questo periodo storico, siamo in un’altra galassia, quando vediamo cosa fa l’attuale presidente del consiglio ci immagineremmo mai personaggi come Fanfani fare le stesse cose?». 
«Bisogna salvaguardare l’etica della politica – ha aggiunto Supino rivolgendosi al sindaco Bruni – per questo le ho chiesto di chiedere scusa ai cittadini dopo le sue affermazioni su Spt Linea». «Ma ci sei o ci fai? O sei fatto?» gli ha risposto il primo cittadino comasco, che si è poi scusato, fra le proteste delle minoranze.
Il dibattito ha continuato in intensità sino a quando il presidente Pastore ha preso la parola e letto, citando don Giussani, una intervista apparsa sul Corriere della sera a Giorgio Vittadini, fondatore della Compagnia delle opere e presidente della Fondazione sussidiarietà.
Dopo un intervento di Alessandro Rapinese, Area 2010, dichiaratosi contrario alle cacce alle streghe, ha preso la parola il sindaco esprimendo tutta la sua contrarietà alla mozione.
«Non c’entra niente la questione morale, la nostra è una questione di atti, quello che facciamo e che il posto che occupiamo lo occupiamo bene» e ha poi proseguito «poniamo ad esempio di dover fare quanto proposto nella mozione come potremmo sostituirci ai tribunali e dove prenderemmo le informazioni, da quanto riportato sui giornali? Senza i documenti su cui prendere decisioni e i titoli per farlo?».
Data l’ora tarda è stata quindi sospesa la seduta che riprenderà ò’11 giugno prossimo. [Michele Donegana, ecoinformazioni]
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