Mese: Maggio 2009

Goodbye liberismo

 

Ricominciare, qualificandolo, l’intervento pubblico per il rilancio dell’economia, innalzare salari, stipendi, pensioni e livelli di welfare: questi i leitmotiv del volume Goodbye Liberismo presentato giovedì 28 maggio al Punto Einaudi di Como dallo stesso autore, Alfonso Gianni, ex sottosegretario allo Sviluppo economico nel secondo Governo Prodi, esponente di Sinistra e libertà.
Davanti al Punto Einaudi di via Carducci a Como, in un accogliente contesto di numerose seggioline all’aperto, Luca Michelini, docente universitario di economia, ha introdotto la serata di presentazione di Goodbye Liberismo. La resisitibile ascesa del neoliberismo e il suo inevitabile declino [Ponte alle Grazie 2009].di Alfonso Gianni
Secondo la lettura critica di Michelini nel libro è descritta la fine dei grandi processi di privatizzazioni e s’intravede un rischio di ritorno al neoprotezionismo farcito, in Italia, da un neo-populismo in salsa berlusconiana, che non dovrebbe, per forza, degenerare in forme di fascismo.
Alfonso Gianni ha precisato che l’intento del libro è più analitico che propositivo: «Siamo ancora dentro la crisi e non se ne vede l’uscita, segno che è anche crisi strutturale dell’economia reale e non solo finanziaria. Se ne dovrebbe uscire quindi non solo illudendosi che alcuni ritocchi alle regole dei mercati finanziari dovrebbero bastare, ma anche incidendo nei nodi strutturali del capitalismo moderno; l’economia reale dovrà mutare radicalmente e nulla sarà come prima».
L’autore ha poi citato il dibattito in corso in queste settimane sulle pagine de Il Sole 24 ore in cui sono intervenuti, tra gli altri, Bertinotti, Visco e numerosi economisti di scuola liberale (questi ultimi facendo autocritica sui principi neoliberisti spinti da essi stessi proposti negli anni scorsi).
«Poiché la crisi è stata innescata dalla bolla speculativa dei mutui subprime, destinati a tre tipi di utenti: lavoratori tipo statunitensi (con stipendi reali in vertiginosa diminuzione negli ultimi anni, in tutto il mondo), lavoratori precari (negli States il precariato è molto più diffuso che in Europa) e lavoratori immigrati (ben più numerosi che in Italia), la soluzione principale alla crisi non può che passare attraverso un forte miglioramento retributivo di queste tre categorie».
Gianni ha poi citato un dato agghiacciante: «nelle borse valori mondiali circolano ancora oggi titoli legati ai “derivati” nella misura di 12 volte il prodotto interno lordo mondiale», ma ha anche citato Rossana Rossanda che si domanda «ma come? Nel momento storico in cui il capitalismo mondiale si auto esplode, con “ordigni finanziari” che esso stesso ha prodotto, le sinistre mondiali non sanno cogliere l’attimo per proporre la loro ricetta?».
Alfonso Gianni ha quindi citato numerosi economisti liberal anglosassoni che propongono come ricetta l’intervento pubblico dei Governi nell’economia (lo stanno già facendo Governi di centro destra e centro sinistra, in particolare, da un lato, Obama e, dall’altro, il Governo cinese, entrambi incrementando i fondi statali nella sanità pubblica di cui i due popoli sono pressoché privi in egual misura).
L’esponente di Sinistra e libertà a quindi affermato che è «Ovvio che dovranno essere estese le coperture tipo “cassa integrazione” a tutte le fasce e categorie di lavoratori, ma non basta! I Governi dovrebbero “qualificare” l’intervento pubblico in economia». Per colludere che: «Non basteranno discorsi dei politici alla televisione per incrementare  scelte “etiche” nei consumi dei singoli cittadini, occorreranno fondi pubblici dirottati nei settori chiave che producano programmaticamente scelte verso i tre settori prioritari della sinistra: uguaglianza, ambiente, Pace». [Enzo Arighi per ecoinformazioni]
Ricominciare, qualificandolo, l’intervento pubblico per il rilancio dell’economia, innalzare salari, stipendi, pensioni e livelli di welfare: questi i leitmotiv del volume Goodbye Liberismo presentato giovedì 28 maggio al Punto Einaudi di Como dallo stesso autore, Alfonso Gianni, ex sottosegretario allo Sviluppo economico nel secondo Governo Prodi, esponente di Sinistra e libertà.
Davanti al Punto Einaudi di via Carducci a Como, in un accogliente contesto di numerose seggioline all’aperto, Luca Michelini, docente universitario di economia, ha introdotto la serata di presentazione di Goodbye Liberismo. La resisitibile ascesa del neoliberismo e il suo inevitabile declino [Ponte alle Grazie 2009].di Alfonso Gianni
Secondo la lettura critica di Michelini nel libro è descritta la fine dei grandi processi di privatizzazioni e s’intravede un rischio di ritorno al neoprotezionismo farcito, in Italia, da un neo-populismo in salsa berlusconiana, che non dovrebbe, per forza, degenerare in forme di fascismo.
Alfonso Gianni ha precisato che l’intento del libro è più analitico che propositivo: «Siamo ancora dentro la crisi e non se ne vede l’uscita, segno che è anche crisi strutturale dell’economia reale e non solo finanziaria. Se ne dovrebbe uscire quindi non solo illudendosi che alcuni ritocchi alle regole dei mercati finanziari dovrebbero bastare, ma anche incidendo nei nodi strutturali del capitalismo moderno; l’economia reale dovrà mutare radicalmente e nulla sarà come prima».
L’autore ha poi citato il dibattito in corso in queste settimane sulle pagine de Il Sole 24 ore in cui sono intervenuti, tra gli altri, Bertinotti, Visco e numerosi economisti di scuola liberale (questi ultimi facendo autocritica sui principi neoliberisti spinti da essi stessi proposti negli anni scorsi).
«Poiché la crisi è stata innescata dalla bolla speculativa dei mutui subprime, destinati a tre tipi di utenti: lavoratori tipo statunitensi (con stipendi reali in vertiginosa diminuzione negli ultimi anni, in tutto il mondo), lavoratori precari (negli States il precariato è molto più diffuso che in Europa) e lavoratori immigrati (ben più numerosi che in Italia), la soluzione principale alla crisi non può che passare attraverso un forte miglioramento retributivo di queste tre categorie».
Gianni ha poi citato un dato agghiacciante: «nelle borse valori mondiali circolano ancora oggi titoli legati ai “derivati” nella misura di 12 volte il prodotto interno lordo mondiale», ma ha anche citato Rossana Rossanda che si domanda «ma come? Nel momento storico in cui il capitalismo mondiale si auto esplode, con “ordigni finanziari” che esso stesso ha prodotto, le sinistre mondiali non sanno cogliere l’attimo per proporre la loro ricetta?».
Alfonso Gianni ha quindi citato numerosi economisti liberal anglosassoni che propongono come ricetta l’intervento pubblico dei Governi nell’economia (lo stanno già facendo Governi di centro destra e centro sinistra, in particolare, da un lato, Obama e, dall’altro, il Governo cinese, entrambi incrementando i fondi statali nella sanità pubblica di cui i due popoli sono pressoché privi in egual misura).
L’esponente di Sinistra e libertà a quindi affermato che è «Ovvio che dovranno essere estese le coperture tipo “cassa integrazione” a tutte le fasce e categorie di lavoratori, ma non basta! I Governi dovrebbero “qualificare” l’intervento pubblico in economia». Per colludere che: «Non basteranno discorsi dei politici alla televisione per incrementare  scelte “etiche” nei consumi dei singoli cittadini, occorreranno fondi pubblici dirottati nei settori chiave che producano programmaticamente scelte verso i tre settori prioritari della sinistra: uguaglianza, ambiente, Pace». [Enzo Arighi per ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 28 maggio 2009

 

Moralità al centro del dibattito a Palazzo Cernezzi giovedì 28 maggio. Insulti e scuse del sindaco al Consigliere del Prc, colpevole di avere criticato l’azione del primo cittadino sul caso Spt linea.
Nelle preliminari del Consiglio comunale di giovedì 28 maggio Luigi Bottone, Gruppo misto, ha posto il problema della sistemazione del comando dei vigili, in particolare dell’archivio, mentre Giampiero Ajani, Lega, ha ricordato i chiusini, le griglie e i tombini che fanno rumore al passaggio delle macchine durante la notte.
Mario Lucini, Pd, ha chiesto delucidazioni sulla scelta del Comune di avocare a sé la bonifica dell’area ex Ticosa e con ironia, chiedendo d’essere riportato integralmente sul Notiziario comunale, ha salutato gli annunciati lavori di riasfaltatura della bretella di via Oltrecolle «dato che l’attuale manto stradale è pericoloso con la pioggia oltre i 30 kilometri orari, alla facci di chi diceva che il limite era stato deciso perché il tracciato rettilineo della strada era un invito alla corsa».
In difesa del cedro di piazza Verdi si è poi schierato Mario Molteni, Per Como, chiedendo lumi sulla correttezza dell’iter seguito alla consegna della petizione popolare che aveva raccolto circa duemila firme nel 2006 contro l’abbattimento. «Anche la Soprintendenza – ha ricordato Molteni – ha dichiarato che “è entrata nella memoria collettiva della cittadinanza e come tale è forse opportuna la sua conservazione», per questo il consigliere ha annunciato la presentazione di una delibera ad hoc per «predisporre le modifiche necessarie al progetto di riqualificazione di piazza Verdi ai fini della conservazione in loco del cedro».
Dopo un breve battibecco sulla correttezza dell’utilizzazione degli spazi elettorali, lo strabordamento, fra Donato Supino, Prc, e Ajani, fatto l’appello, è incominciato il Consiglio comunale con un minuto di silenzio, proposto da Bruno Saladino, Pd, per commemorare il giornalista comasco Angelo Curtoni.
Il primo atto è stato così l’approvazione, da parte della sola maggioranza, dell’Accodo quadro di sviluppo del territorio.
Il dibattito si è quindi spostato sulla mozione 58 presentata dal consigliere Macello Iantorno, Pd, sui «fatti incidenti sulla moralità degli amministratori, sugli atti da compiere e sull’interesse pubblico al mantenimento o meno dell’incarico ed esercizio delle funzioni».
L’assemblea di Palazzo Cernezzi si è scaldata come non accadeva da tempo coinvolgendo anche pubblico accorso, tra cui una trentina persone accorse per protestare contro l’abbattimento del cedro del Teatro sociale arrivate a lavori iniziati.
Il primo firmatario ha presentato in un discorso fiume di tre quarti d’ora la mozione partendo dallo stato di fatto del coinvolgimento in indagini di, «all’epoca della presentazione un paio di assessori, ora di più», fino ad attaccare la maggioranza «siete successori, eredi, della classe politica che ha corrotto la metà del Paese!», scatenando l’indignazione fra i banchi del Pdl. «Ma stiamo scherzando!» ha subito controbattuto Marco Butti, Pdl, seguito dall’assessore Caradonna «non siamo mica socialisti!».
Iantorno ha proseguito il discorso richiamandosi ad una questione morale che dovrebbero scuotere riferendosi alle vicende giudiziarie e non solo che coinvolgono il presidente del Consiglio raccogliendo gli applausi del pubblico.
Per protesta la gran parte dei consiglieri di maggioranza, in testa il capogruppo del Pdl Butti, è uscita dall’aula, mentre anche il sindaco è intervenuto invitando a “piantarla” il consigliere del Pd.
«Un’arringa contro i mostri – così ha definito il discorso di Iantorno Marco Butti, che ha precisato – provengo, e ne sono profondamente orgoglioso, da An e per un anno ho fatto parte del Fronte della gioventù il movimento giovanile del’Msi. Sono erede dei valori morali e politici dell’Msi portati ora nel Pdl».
Ma cosa voleva la mozione? L’inserimento «nell’ordine del giorno della prima seduta con relativa discussione, a mozione presentata anche da un singolo consigliere avente ad oggetto la trattazione di ogni caso di sottoposizione ad indagine di amministratori comunali», per il sindaco «la valutazione dei singoli casi» e «la costituzione dell’ente come parte civile sin dal momento in cui la legge lo consente e per il risarcimento dei danni morali e materiali», ed infine comunicare al consiglio le valutazioni fatte e «le ragioni della eventuale persistenza del rapporto di fiducia».
«Non è possibile impedire l’attività politica di chicchessia – è entrato nel merito l’assessore Rallo – perché si apre un indagine su di lui, era uno strumento utilizzato dalle dittature!»
«Non si può porre la questione morale in questo consesso – ha affermato in un accalorato intervento Saladino – non possiamo più portare avanti simili discorsi in questo periodo storico, siamo in un’altra galassia, quando vediamo cosa fa l’attuale presidente del consiglio ci immagineremmo mai personaggi come Fanfani fare le stesse cose?». 
«Bisogna salvaguardare l’etica della politica – ha aggiunto Supino rivolgendosi al sindaco Bruni – per questo le ho chiesto di chiedere scusa ai cittadini dopo le sue affermazioni su Spt Linea». «Ma ci sei o ci fai? O sei fatto?» gli ha risposto il primo cittadino comasco, che si è poi scusato, fra le proteste delle minoranze.
Il dibattito ha continuato in intensità sino a quando il presidente Pastore ha preso la parola e letto, citando don Giussani, una intervista apparsa sul Corriere della sera a Giorgio Vittadini, fondatore della Compagnia delle opere e presidente della Fondazione sussidiarietà.
Dopo un intervento di Alessandro Rapinese, Area 2010, dichiaratosi contrario alle cacce alle streghe, ha preso la parola il sindaco esprimendo tutta la sua contrarietà alla mozione.
«Non c’entra niente la questione morale, la nostra è una questione di atti, quello che facciamo e che il posto che occupiamo lo occupiamo bene» e ha poi proseguito «poniamo ad esempio di dover fare quanto proposto nella mozione come potremmo sostituirci ai tribunali e dove prenderemmo le informazioni, da quanto riportato sui giornali? Senza i documenti su cui prendere decisioni e i titoli per farlo?».
Data l’ora tarda è stata quindi sospesa la seduta che riprenderà ò’11 giugno prossimo. [Michele Donegana, ecoinformazioni]
cernezziMoralità al centro del dibattito a Palazzo Cernezzi giovedì 28 maggio. Insulti e scuse del sindaco al Consigliere del Prc, colpevole di avere criticato l’azione del primo cittadino sul caso Spt linea.
Nelle preliminari del Consiglio comunale di giovedì 28 maggio Luigi Bottone, Gruppo misto, ha posto il problema della sistemazione del comando dei vigili, in particolare dell’archivio, mentre Giampiero Ajani, Lega, ha ricordato i chiusini, le griglie e i tombini che fanno rumore al passaggio delle macchine durante la notte.
Mario Lucini, Pd, ha chiesto delucidazioni sulla scelta del Comune di avocare a sé la bonifica dell’area ex Ticosa e con ironia, chiedendo d’essere riportato integralmente sul Notiziario comunale, ha salutato gli annunciati lavori di riasfaltatura della bretella di via Oltrecolle «dato che l’attuale manto stradale è pericoloso con la pioggia oltre i 30 kilometri orari, alla facci di chi diceva che il limite era stato deciso perché il tracciato rettilineo della strada era un invito alla corsa».
In difesa del cedro di piazza Verdi si è poi schierato Mario Molteni, Per Como, chiedendo lumi sulla correttezza dell’iter seguito alla consegna della petizione popolare che aveva raccolto circa duemila firme nel 2006 contro l’abbattimento. «Anche la Soprintendenza – ha ricordato Molteni – ha dichiarato che “è entrata nella memoria collettiva della cittadinanza e come tale è forse opportuna la sua conservazione», per questo il consigliere ha annunciato la presentazione di una delibera ad hoc per «predisporre le modifiche necessarie al progetto di riqualificazione di piazza Verdi ai fini della conservazione in loco del cedro».
Dopo un breve battibecco sulla correttezza dell’utilizzazione degli spazi elettorali, lo strabordamento, fra Donato Supino, Prc, e Ajani, fatto l’appello, è incominciato il Consiglio comunale con un minuto di silenzio, proposto da Bruno Saladino, Pd, per commemorare il giornalista comasco Angelo Curtoni.
Il primo atto è stato così l’approvazione, da parte della sola maggioranza, dell’Accodo quadro di sviluppo del territorio.
Il dibattito si è quindi spostato sulla mozione 58 presentata dal consigliere Macello Iantorno, Pd, sui «fatti incidenti sulla moralità degli amministratori, sugli atti da compiere e sull’interesse pubblico al mantenimento o meno dell’incarico ed esercizio delle funzioni».
L’assemblea di Palazzo Cernezzi si è scaldata come non accadeva da tempo coinvolgendo anche pubblico accorso, tra cui una trentina persone accorse per protestare contro l’abbattimento del cedro del Teatro sociale arrivate a lavori iniziati.
Il primo firmatario ha presentato in un discorso fiume di tre quarti d’ora la mozione partendo dallo stato di fatto del coinvolgimento in indagini di, «all’epoca della presentazione un paio di assessori, ora di più», fino ad attaccare la maggioranza «siete successori, eredi, della classe politica che ha corrotto la metà del Paese!», scatenando l’indignazione fra i banchi del Pdl. «Ma stiamo scherzando!» ha subito controbattuto Marco Butti, Pdl, seguito dall’assessore Caradonna «non siamo mica socialisti!».
Iantorno ha proseguito il discorso richiamandosi ad una questione morale che dovrebbero scuotere riferendosi alle vicende giudiziarie e non solo che coinvolgono il presidente del Consiglio raccogliendo gli applausi del pubblico.
Per protesta la gran parte dei consiglieri di maggioranza, in testa il capogruppo del Pdl Butti, è uscita dall’aula, mentre anche il sindaco è intervenuto invitando a “piantarla” il consigliere del Pd.
«Un’arringa contro i mostri – così ha definito il discorso di Iantorno Marco Butti, che ha precisato – provengo, e ne sono profondamente orgoglioso, da An e per un anno ho fatto parte del Fronte della gioventù il movimento giovanile del’Msi. Sono erede dei valori morali e politici dell’Msi portati ora nel Pdl».
Ma cosa voleva la mozione? L’inserimento «nell’ordine del giorno della prima seduta con relativa discussione, a mozione presentata anche da un singolo consigliere avente ad oggetto la trattazione di ogni caso di sottoposizione ad indagine di amministratori comunali», per il sindaco «la valutazione dei singoli casi» e «la costituzione dell’ente come parte civile sin dal momento in cui la legge lo consente e per il risarcimento dei danni morali e materiali», ed infine comunicare al consiglio le valutazioni fatte e «le ragioni della eventuale persistenza del rapporto di fiducia».
«Non è possibile impedire l’attività politica di chicchessia – è entrato nel merito l’assessore Rallo – perché si apre un indagine su di lui, era uno strumento utilizzato dalle dittature!»
«Non si può porre la questione morale in questo consesso – ha affermato in un accalorato intervento Saladino – non possiamo più portare avanti simili discorsi in questo periodo storico, siamo in un’altra galassia, quando vediamo cosa fa l’attuale presidente del consiglio ci immagineremmo mai personaggi come Fanfani fare le stesse cose?». 
«Bisogna salvaguardare l’etica della politica – ha aggiunto Supino rivolgendosi al sindaco Bruni – per questo le ho chiesto di chiedere scusa ai cittadini dopo le sue affermazioni su Spt Linea». «Ma ci sei o ci fai? O sei fatto?» gli ha risposto il primo cittadino comasco, che si è poi scusato, fra le proteste delle minoranze.
Il dibattito ha continuato in intensità sino a quando il presidente Pastore ha preso la parola e letto, citando don Giussani, una intervista apparsa sul Corriere della sera a Giorgio Vittadini, fondatore della Compagnia delle opere e presidente della Fondazione sussidiarietà.
Dopo un intervento di Alessandro Rapinese, Area 2010, dichiaratosi contrario alle cacce alle streghe, ha preso la parola il sindaco esprimendo tutta la sua contrarietà alla mozione.
«Non c’entra niente la questione morale, la nostra è una questione di atti, quello che facciamo e che il posto che occupiamo lo occupiamo bene» e ha poi proseguito «poniamo ad esempio di dover fare quanto proposto nella mozione come potremmo sostituirci ai tribunali e dove prenderemmo le informazioni, da quanto riportato sui giornali? Senza i documenti su cui prendere decisioni e i titoli per farlo?».
Data l’ora tarda è stata quindi sospesa la seduta che riprenderà ò’11 giugno prossimo. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 25 maggio 2009

 

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 25 maggio. La seduta è stata sciolta prima dell’esaurimento dei punti all’ordine del giorno per mancanza del numero legale.
«Il sindaco deve chiedere scusa ai cittadini, aveva detto che per Spt era tutto a posto ora chiede le dimissioni del Consiglio di amministrazione» così si è espresso Donato supino, Prc, sulle vicende di Spt Linea durante le preliminari del Consiglio comunale di lunedì 25 maggio.
Mario Lucini, Pd, ha chiesto lo stato delle pratiche sui condoni a Cardina riportando il tema dell’abusivismo sula collina, uno dei motivi per il rifiuto dell’acquisizione della stessa da parte del Parco della Spina Verde. Il consigliere democratico ha poi attaccato il Notiziario comunale «è ora di finirla che venga utilizzato per entrare nella polemica fra i gruppi consiliari. L’Ufficio stampa comunale non deve prestarsi a simili operazioni!» riferendosi ad un articolo sulla tangenziale comasca.
Il sindaco è poi intervenuto sui referendum comunali con il consueto attacco alla stampa locale a cui è seguita la lettura del comunicato inviato alla stampa che riproponiamo integralmente [in questa edizione, lancio n. 22656]. Pronta la risposta di Bruno Magatti, Paco, fra i promotori del referendum: «Come Comitato non abbiamo chiesto al Comune anticipazioni o accorpamenti, è stato proposto da altri, i riferimenti che fa sono imprecisi e impropri. Nei fatti c’è un penalizzazione del Comitato che fra le due parti è quella offesa».
Giunti fra il pubblico la quarantina di manifestanti contro l’abbattimento del cedro davanti al Teatro sociale che ritrovatisi in piazza Verdi si sono spostati a Palazzo Cernezzi chiedendo, capeggiati dall’ex consigliera Elisabetta Patelli, portavoce dei Verdi comaschi, un incontro con il sindaco o l’assessore competente.
«Deve per forza essere spostato? E se sì dove? Ho fatto un piccolo sondaggio durante un banchetto per le elezioni europee, i cittadini non sono d’accordo all’abbattimento del cedro del Teatro sociale» ha detto Pasquale Buono, Pdl, a cui è seguito Lucini chiedendo l’incontro con i cittadini accorsi.
L’assessore Cardonna allora, alla fine delle preliminari, ha incontrato i manifestanti in Sala stemmi spiegando il progetto, la pedonalizzazione del tratto della piazza di fronte al teatro con il trasferimento dei posteggi a margine della massicciata della ferrovia.
Difficile la convergenza di opinioni con i cittadini presenti che hanno chiesto di non abbattere, e non spostare la pianta dato che questo la danneggerebbe irrimediabilmente. «Lo dico con estrema franchezza, lì la pianta non rimane» ha dichiarato Caradonna, tacciato di essere un assassino da alcuni, che ha aggiunto «quando abbiamo proposto il progetto di riqualificazione alla Soprintendenza, l’architetto Artioli [soprintendente peri Beni architettonici e paesaggistici] ha detto “non voglio verdurame” riferendosi alla piazza».
Nel frattempo il Consiglio ha iniziato la discussione sulla delibera di accordo per lo sviluppo territoriale che coinvolge anche Regione e Provincia. Una serie di progetti, 72, che interverranno sul territorio lariano già discussi in Provincia e in Regione.
«Una delibera blindata che trasforma questo Consiglio in un luogo del consenso alla faccia del potere di indirizzo degli organi elettivi» ha detto Magatti.
Giudizi negativi sono giunti da più parti delle opposizioni in primis da Luca Gaffuri, Pd, «stride lo scarso coinvolgimento del territorio nella stesura del piano, un libro dei sogni poi, per l’86 per cento non finanziato», e Dario Valli, Area 2010, «un’occasione sprecata».
Secca la risposta del capogruppo del Pdl Marco Butti: «Quello di Gaffuri è stato solo un intervento elettorale».
Dopo una pausa sono stati presentati tre ordini del giorno, uno di maggioranza e due di opposizione. La seduta ormai aveva visto numerose defezioni e il numero legale era garantito solo dalla presenza dei consiglieri di minoranza ringraziati per questo dal presidente Pastore dopo l’approvazione del primo ordine del giorno presentato da Butti e approvato dalla maggioranza. Accolto anche il secondo ordine del giorno delle minoranze per salvaguardare la vivibilità dei quartieri interessati dalla tangenziale e per una tutela delle attività interessate dagli espropri dove possibile. Bocciato invece l’ultimo ordine del giorno che prevedeva una serie di interventi d aggiungere al piano, tra cui uno aggiunto con un emendamento proposto da Vittorio Mottola, Pd, per l’ingresso della collina di Cardina nel parco della Spina Verde.Senza nessuna dichiarazione di voto si è passati alla votazione, le minoranze sono scite, tranne Valli, poi astenutosi, e con solo 17 voti a favore della maggioranza non si è raggiunto il numero legale e la seduta è stata sciolta e aggiornata in seconda convocazione per giovedì 28 maggio. [Michele Donegana, ecoinformazioni]
cernezziLa seduta è stata sciolta prima dell’esaurimento dei punti all’ordine del giorno per mancanza del numero legale.
«Il sindaco deve chiedere scusa ai cittadini, aveva detto che per Spt era tutto a posto ora chiede le dimissioni del Consiglio di amministrazione» così si è espresso Donato supino, Prc, sulle vicende di Spt Linea durante le preliminari del Consiglio comunale di lunedì 25 maggio.
Mario Lucini, Pd, ha chiesto lo stato delle pratiche sui condoni a Cardina riportando il tema dell’abusivismo sula collina, uno dei motivi per il rifiuto dell’acquisizione della stessa da parte del Parco della Spina Verde. Il consigliere democratico ha poi attaccato il Notiziario comunale «è ora di finirla che venga utilizzato per entrare nella polemica fra i gruppi consiliari. L’Ufficio stampa comunale non deve prestarsi a simili operazioni!» riferendosi ad un articolo sulla tangenziale comasca.
Il sindaco è poi intervenuto sui referendum comunali con il consueto attacco alla stampa locale a cui è seguita la lettura del comunicato inviato alla stampa che riproponiamo integralmente. Pronta la risposta di Bruno Magatti, Paco, fra i promotori del referendum: «Come Comitato non abbiamo chiesto al Comune anticipazioni o accorpamenti, è stato proposto da altri, i riferimenti che fa sono imprecisi e impropri. Nei fatti c’è un penalizzazione del Comitato che fra le due parti è quella offesa».
Giunti fra il pubblico la quarantina di manifestanti contro l’abbattimento del cedro davanti al Teatro sociale che ritrovatisi in piazza Verdi si sono spostati a Palazzo Cernezzi chiedendo, capeggiati dall’ex consigliera Elisabetta Patelli, portavoce dei Verdi comaschi, un incontro con il sindaco o l’assessore competente.
«Deve per forza essere spostato? E se sì dove? Ho fatto un piccolo sondaggio durante un banchetto per le elezioni europee, i cittadini non sono d’accordo all’abbattimento del cedro del Teatro sociale» ha detto Pasquale Buono, Pdl, a cui è seguito Lucini chiedendo l’incontro con i cittadini accorsi.
L’assessore Cardonna allora, alla fine delle preliminari, ha incontrato i manifestanti in Sala stemmi spiegando il progetto, la pedonalizzazione del tratto della piazza di fronte al teatro con il trasferimento dei posteggi a margine della massicciata della ferrovia.
Difficile la convergenza di opinioni con i cittadini presenti che hanno chiesto di non abbattere, e non spostare la pianta dato che questo la danneggerebbe irrimediabilmente. «Lo dico con estrema franchezza, lì la pianta non rimane» ha dichiarato Caradonna, tacciato di essere un assassino da alcuni, che ha aggiunto «quando abbiamo proposto il progetto di riqualificazione alla Soprintendenza, l’architetto Artioli [soprintendente peri Beni architettonici e paesaggistici] ha detto “non voglio verdurame” riferendosi alla piazza».
Nel frattempo il Consiglio ha iniziato la discussione sulla delibera di accordo per lo sviluppo territoriale che coinvolge anche Regione e Provincia. Una serie di progetti, 72, che interverranno sul territorio lariano già discussi in Provincia e in Regione.
«Una delibera blindata che trasforma questo Consiglio in un luogo del consenso alla faccia del potere di indirizzo degli organi elettivi» ha detto Magatti.
Giudizi negativi sono giunti da più parti delle opposizioni in primis da Luca Gaffuri, Pd, «stride lo scarso coinvolgimento del territorio nella stesura del piano, un libro dei sogni poi, per l’86 per cento non finanziato», e Dario Valli, Area 2010, «un’occasione sprecata».
Secca la risposta del capogruppo del Pdl Marco Butti: «Quello di Gaffuri è stato solo un intervento elettorale».
Dopo una pausa sono stati presentati tre ordini del giorno, uno di maggioranza e due di opposizione. La seduta ormai aveva visto numerose defezioni e il numero legale era garantito solo dalla presenza dei consiglieri di minoranza ringraziati per questo dal presidente Pastore dopo l’approvazione del primo ordine del giorno presentato da Butti e approvato dalla maggioranza. Accolto anche il secondo ordine del giorno delle minoranze per salvaguardare la vivibilità dei quartieri interessati dalla tangenziale e per una tutela delle attività interessate dagli espropri dove possibile. Bocciato invece l’ultimo ordine del giorno che prevedeva una serie di interventi d aggiungere al piano, tra cui uno aggiunto con un emendamento proposto da Vittorio Mottola, Pd, per l’ingresso della collina di Cardina nel parco della Spina Verde.Senza nessuna dichiarazione di voto si è passati alla votazione, le minoranze sono scite, tranne Valli, poi astenutosi, e con solo 17 voti a favore della maggioranza non si è raggiunto il numero legale e la seduta è stata sciolta e aggiornata in seconda convocazione per giovedì 28 maggio. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Suoni parole e immagini contro il razzismo

 

Presentazione alla stampa e alla città venerdì 8 maggio alle 21 allo Spazio Gloria in via Varesina 72 a Como della Campagna nazionale Non aver paura apriti agli altri, apri ai diritti.
Con una straordinaria adesione delle reti del pacifismo, dell’associazionismo e del volontariato comasco insieme a organizzazioni sindacali e un ampissimo arcobaleno di soggetti è attiva anche a Como la Campagna Non aver paura apriti agli altri, apri ai diritti.
Gli organizzatori presenteranno venerdì 8 maggio alle 21 allo Spazio Gloria in via Varesina 72 a Como alla stampa e alla città le idee le proposte e le iniziative contro il razzismo, l’indifferenza e la paura dell’altro.
Nella serata ci saranno suoni, parole e immagini con gli interventi di:
Krishnammal Jagannathan (segretaria generale del Lafti, India)
Kossì A. Komla-Ebri (scrittore e medico, Erba)
Trammammuro (Atlante occidentale. Suoni, parole e immagini della metamorfosi urbana)
def-paura-vol-web4Venerdì 8 maggio alle 21 allo Spazio Gloria in via Varesina 72 a Como si presenta la Campagna nazionale Non aver paura apriti agli altri, apri ai diritti. Ingresso libero.
Con una straordinaria adesione delle reti del pacifismo, dell’associazionismo e del volontariato comasco insieme a organizzazioni sindacali e un ampissimo arcobaleno di soggetti è attiva anche a Como la Campagna Non aver paura apriti agli altri, apri ai diritti.
Gli organizzatori presenteranno venerdì 8 maggio alle 21 allo Spazio Gloria in via Varesina 72 a Como alla stampa e alla città le idee le proposte e le iniziative contro il razzismo, l’indifferenza e la paura dell’altro.
Nella serata ci saranno suoni, parole e immagini con gli interventi di:
Krishnammal Jagannathan (segretaria generale del Lafti, India)
Kossì A. Komla-Ebri (scrittore e medico, Erba)
Trammammuro (Atlante occidentale. Suoni, parole e immagini della metamorfosi urbana.
All’ingresso sarà in distribuzione il numero 393 del mesniele ecoinformazioni interamente dedicato alla campagna. 
Il manifesto della Campagna
Non aver paura
Apriti agli altri, apri ai diritti
Più di quattro milioni di persone di origine straniera vivono oggi in Italia. Si tratta in gran parte di lavoratrici e lavoratori che contribuiscono al benessere di questo Paese e che lentamente e faticosamente, sono entrati a far parte della nostra comunità.
Persone spesso vittime di pregiudizi e usate come capri espiatori specialmente quando aumentano l’insicurezza economica e il disagio sociale.
Chi alimenta il razzismo e la xenofobia attraverso la diffusione di informazioni fuorvianti e campagne di criminalizzazione fa prima di tutto un danno al Paese. L’aumento degli episodi di intolleranza e violenza razzista a cui assistiamo sono sintomi preoccupanti di un corto circuito che rischia di degenerare e che ci allontana dai riferimenti cardine della nostra civiltà.
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella Costituzione italiana e nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, senza distinzione alcuna di nazionalità, colore della pelle, sesso, lingua, religione, opinione politica, origine, condizioni economiche e sociali, nascita o altro. Sono questi i principi fondamentali che accomunano ogni essere umano e costituiscono la base di ogni moderna democrazia. Una società che si chiude sempre di più in se stessa, che cede alla paura degli stranieri e delle differenze, è una società meno libera, meno democratica e senza futuro.
Non si possono difendere i nostri diritti senza affermare i diritti di ogni individuo, a cominciare da chi è debole e spesso straniero. Il benessere e la dignità di ognuno di noi sono strettamente legati a quelli di chi ci vive accanto, chiunque esso sia.
La campagna nazionale è promossa da: Acli, Alto Commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, Amnesty International, Antigone, Arci, Asgi, Cantieri Sociali, Caritas italiana, Centro Astalli, Cgil, Cir, Cisl, Cnca, Comunità di Sant’Egidio, Csvnet, Emmaus italia, Federazione Chiese evangeliche in Italia, Federazione Rom e Sinti, FioPsd, Gruppo Abele, Libera, Rete G2 – Seconde generazioni, Save the Children, Sei – Ugl, Tavola della pace, Terra del Fuoco, Uil.
In provincia di Como hanno gia aderito: ACLI | Amnesty International | Anolf CISL | ARCI | ARCI Servizio Civile | ASPEm | Associazione Centro di Ascolto Cantù – Mariano Comense | Associazione del Volontariato Comasco-CSV | Associazione Incroci | Associazione Incontri | Associazione interetnica 3 Febbraio | Associazione Mani Aperte Erba | Associazione Trapeiros di Emmaus Erba | Attac Como | Caritas Como | Centro di Ascolto Caritas Decanale di Erba | CGIL | Chiesa Evangelica Valdese Como | CISL | Comitato autogestito Pandora | Coordinamento Comasco per la Pace | Donne in nero | Erbattiva | Garabombo | I Bambini di Ornella | La Soglia | Lila | Medici con l’Africa onlus | Senato delle Donne | Società San Vincenzo | Spazio Donne | UISP.

Sinistra e libertà per le europee

 

Sinistra e libertà, la formazione nata dall’unione di Verdi, Sinistra democratica, Socialisti e Movimento per la sinistra, ha aperto a Como giovedì 7 maggio la campagna elettorale per le prossime elezioni europee con Franco Giordano, ex segretario nazionale di Rifondazione comunista. 
Giordano, introdotto da Nicoletta Pirotta, ex segretaria provinciale Prc, ha posto l’accento su una prospettiva che vada oltre la semplice tornata elettorale dato che «il Pd non è all’altezza per costruire un’idea alternativa al Governo Berlusconi» e non è di sinistra «così come rivendicato da Rutelli, mentre gli altri bisbigliano, borbottano ma non lo contraddicono». Anzi l’ex deputato ha attaccato chi «contrappone, nel centrosinistra, alla destra lo stesso populismo» citando ad esempio la Lista Di Pietro sia per la commissione d’inchiesta su Genova 2001 che per il prolungamento dei tempi di permanenza nei Cpv.
«Questa formazione non è solo un cartello elettorale per superare la soglia del 4 per cento – ha aggiunto il consigliere provinciale socialista Fabio Moltrasio – dobbiamo superare gli steccati per formare un soggetto politico nuovo», «un soggetto che sappia allacciarsi al mondo del lavoro , che sappia divenire il punto di riferimento per tutte quelle forze deluse dal Pd» ha proseguito Giordano. Per quanto riguarda la lista del Prc-Pdci Giordano ha detto che «non intervengono su piattaforme concrete» e che «sono testimoniali».
L’esponente di Sinistra e libertà ha quindi illustrato le proposte elettorali incentraste per lo più su misure atte a contrastare la crisi, con un’estensione degli aiuti economici alle persone in difficoltà, e brevemente la lista nella Circoscrizione dell’Italia del nord ovest con vari rappresentanti sì del mondo politico ma anche di quello culturale come l’attore Bebo Storti e esponenti della società civile come Rocco Cordì esponente di Altralombardia e Legacoop.
Alla domanda cosa faranno gli eletti in Europa quando andranno ognuno nel proprio gruppo di appartenenza l’ex segretario del Prc ha risposto che «già nei passati mandati europei esponenti dei gruppi di sinistra hanno lavorato assieme riuscendo a contrastare politiche deleterie come quella della Bolkestein o delle 60 ore di lavoro settimanali», l’obiettivo ora è quello di costruire una nuova soggettività.
sinistra-e-libertaSinistra e libertà, la formazione nata dall’unione di Verdi, Sinistra democratica, Socialisti e Movimento per la sinistra, ha aperto a Como giovedì 7 maggio la campagna elettorale per le prossime elezioni europee con Franco Giordano, ex segretario nazionale di Rifondazione comunista. 
Giordano, introdotto da Nicoletta Pirotta, ex segretaria provinciale Prc, ha posto l’accento su una prospettiva che vada oltre la semplice tornata elettorale dato che «il Pd non è all’altezza per costruire un’idea alternativa al Governo Berlusconi» e non è di sinistra «così come rivendicato da Rutelli, mentre gli altri bisbigliano, borbottano ma non lo contraddicono». Anzi l’ex deputato ha attaccato chi «contrappone, nel centrosinistra, alla destra lo stesso populismo» citando ad esempio la Lista Di Pietro sia per la commissione d’inchiesta su Genova 2001 che per il prolungamento dei tempi di permanenza nei Cpv.
«Questa formazione non è solo un cartello elettorale per superare la soglia del 4 per cento – ha aggiunto il consigliere provinciale socialista Fabio Moltrasio – dobbiamo superare gli steccati per formare un soggetto politico nuovo», «un soggetto che sappia allacciarsi al mondo del lavoro , che sappia divenire il punto di riferimento per tutte quelle forze deluse dal Pd» ha proseguito Giordano. Per quanto riguarda la lista del Prc-Pdci Giordano ha detto che «non intervengono su piattaforme concrete» e che «sono testimoniali».
L’esponente di Sinistra e libertà ha quindi illustrato le proposte elettorali incentraste per lo più su misure atte a contrastare la crisi, con un’estensione degli aiuti economici alle persone in difficoltà, e brevemente la lista nella Circoscrizione dell’Italia del nord ovest con vari rappresentanti sì del mondo politico ma anche di quello culturale come l’attore Bebo Storti e esponenti della società civile come Rocco Cordì esponente di Altralombardia e Legacoop.
Alla domanda cosa faranno gli eletti in Europa quando andranno ognuno nel proprio gruppo di appartenenza l’ex segretario del Prc ha risposto che «già nei passati mandati europei esponenti dei gruppi di sinistra hanno lavorato assieme riuscendo a contrastare politiche deleterie come quella della Bolkestein o delle 60 ore di lavoro settimanali», l’obiettivo ora è quello di costruire una nuova soggettività.

Agnoletto canditato alle europee nel nord-ovest

 

Giovedì 30 aprile nella sede della Circoscrizione 3 di Como a Camerlata, Vittorio Agnoletto ha dato il via alla campagna elettorale del Prc e Pdci comaschi.
In un partecipato incontro, una settantina di persone si è aperta la campagna elettorale di Prc-Pdci per le europee a Como. Dopo un’introduzione fatta dai giovani della segreteria provinciale che hanno presentato la figura Di Vittorio Agnoletto, candidato alle eropee nel Nord-ovest, che si è schernito per le troppe lodi ricevute. L’eurodeputato ha spiegato l’importanza delle prossime elezioni, sottolineando l’importanza del gruppo del Gue, sinistra e verdi nordici, a cui fa riferimento la lista congiunta di Prc, Pdci, Socialismo 2000 e Consumatori uniti: «Al Forum di Belem per la prima volta eravamo gli unici rappresentati riconosciuti della sinistra da tutto il Sud America, non c’era nessun socialdemocratico».
Agnoletto ha quindi spiegato il lavoro svolto contro la direttiva Bolkestein e quella sull’orario settimanale oltre che quella contro lo sfruttamento di lavoratori immigrati irregolari il cui testo proposto da Claudio Fava, ora candidato per Sinistra e libertà, è stato snaturata nel corso dell’iter di approvazione.
«Ora a denunciare il lavoro nero avremo un problema di coscienza perché il datore di lavoro avrà una multa, ma il lavoratore immigrato irregolare verrà rimandato al suo paese, abbiamo chiesto al proponente di ritirare la paternità della deliberazione, cosa che avrebbe fato ripartire tutto da capo, ma non ha voluto giustificandosi con il senso delle istituzioni!».
Agnoletto ha quindi «voluto fare chiarezza su cosa si andrà a votare: Di Pietro ha già dichiarato che si assocerà al gruppo dei liberali, mentre gli esponenti di Sinistra e libertà si divideranno nei tre gruppi di appartenenza: verdi, socialisti e Gue». Un fatto che non permetterà ai votanti di sapere a favore di quale gruppo europeo, con a volte politiche differenti, si porterà il proprio sostegno dato che i singoli candidati decideranno poi a quale affiliarsi.
Dopo alcuni aneddoti sull’attività del Parlamento europeo e le competenze dell’Unione anche per quanto riguarda le politiche mondiali, con una critica agli accordi con i paesi africani sul modello di quelli Stati Uniti – Sud America, si è svolto un partecipato dibattito coi presenti.
agnolettoGiovedì 30 aprile nella sede della Circoscrizione 3 di Como a Camerlata, Vittorio Agnoletto ha dato il via alla campagna elettorale del Prc e Pdci comaschi.
In un partecipato incontro, una settantina di persone, si è aperta la campagna elettorale di Prc-Pdci per le europee a Como. Dopo un’introduzione fatta dai giovani della segreteria provinciale che hanno presentato la figura Di Vittorio Agnoletto, candidato alle eropee nel Nord-ovest, che si è schernito per le troppe lodi ricevute. L’eurodeputato ha spiegato l’importanza delle prossime elezioni, sottolineando l’importanza del gruppo del Gue, sinistra e verdi nordici, a cui fa riferimento la lista congiunta di Prc, Pdci, Socialismo 2000 e Consumatori uniti: «Al Forum di Belem per la prima volta eravamo gli unici rappresentati riconosciuti della sinistra da tutto il Sud America, non c’era nessun socialdemocratico».
Agnoletto ha quindi spiegato il lavoro svolto contro la direttiva Bolkestein e quella sull’orario settimanale oltre che quella contro lo sfruttamento di lavoratori immigrati irregolari il cui testo proposto da Claudio Fava, ora candidato per Sinistra e libertà, è stato snaturata nel corso dell’iter di approvazione.
«Ora a denunciare il lavoro nero avremo un problema di coscienza perché il datore di lavoro avrà una multa, ma il lavoratore immigrato irregolare verrà rimandato al suo paese, abbiamo chiesto al proponente di ritirare la paternità della deliberazione, cosa che avrebbe fato ripartire tutto da capo, ma non ha voluto giustificandosi con il senso delle istituzioni!».
Agnoletto ha quindi «voluto fare chiarezza su cosa si andrà a votare: Di Pietro ha già dichiarato che si assocerà al gruppo dei liberali, mentre gli esponenti di Sinistra e libertà si divideranno nei tre gruppi di appartenenza: verdi, socialisti e Gue». Un fatto che non permetterà ai votanti di sapere a favore di quale gruppo europeo, con a volte politiche differenti, si porterà il proprio sostegno dato che i singoli candidati decideranno poi a quale affiliarsi.
Dopo alcuni aneddoti sull’attività del Parlamento europeo e le competenze dell’Unione anche per quanto riguarda le politiche mondiali, con una critica agli accordi con i paesi africani sul modello di quelli Stati Uniti – Sud America, si è svolto un partecipato dibattito coi presenti.

Il Consiglio comunale di Como di martedì 5 maggio 2009

 

Nella seduta del Consiglio comunale di martedì 5 maggio nessuna chiarezza sulla cessione degli autobus della Spt. Marco Butti sceglie Lombardia autonoma perché meno razzista della lega. La maggioranza si approva da sola il bilancio e boccia ogni proposta delle minoranze salvo la scelta decisa all’unanimità del 21 giugno per votare anche per i referendum comaschi.
Nel Consiglio comunale di martedì 5 maggio Donato Supino, Prc, è tornato a chiedere chiarezza sulla cessione di 10 autobus e 12 licenze di Spt Holding anche alla luce di una lettera inviata anche al Comune di Como della ditta Rampinini che ha fatto domande sulla gara fatta. «Un’operazione che non si è svolta in maniera trasparente» ha affermato il consigliere comunista che ha nuovamente chiesto l’istituzione di una commissione, anche perché il valore commerciale di solo alcuni degli autobus sarebbe di 300mila euro, contro i 450mila per tutto il parco macchine e le licenze.
Carlo Ghirri ha invece fatto gli auguri al nuovo raggruppamento del Pdl ed al suo rappresentante Marco Butti ed ha annunciato al sua adesione a Lombardia autonoma, «con gli stessi ideali della Lega in cui ho militato, con meno venature razziste», rimanendo comunque all’interno della maggioranza consiliare.
Una piccola querelle è nata fra l’assessore Peverelli e Bruno Magatti, Paco, sul futuro appalto per la raccolta di rifiuti per una svista nella lettura di alcuni documenti del secondo, di cui si è scusato, e per la totale chiusura del primo ad ogni forma di dialogo, rifiutandosi di accettare anche le scuse.
Iniziato il dibattito, senza discussione, è stato approvato, con i soli voti contrari della minoranza, il bilancio consuntivo 2008.
Si è così affrontata la questione del referendum day, unire in un’unica tornata i due cittadini e quello nazionale per il cambiamento della legge elettorale, il 21 giugno. «Un atto necessario in un momento di crisi come quello che stiamo affrontando che farà risparmiare cira 250 mila euro alle casse comunali» ha dichiarato il primo firmatario della deliberazione Marcello Iantorno, Pd. D’accordo anche il sindaco «il costo dello svolgimento di un singolo referendum sarebbe di circa 295mila euro, accorpandolo verrebbe a costare 143mila, quasi la metà». All’unanimità quindi è stata approvata dando tempo alla Giunta oggi di poter indire lo stesso nei tempi tecnici previsti con una piccola deroga al regolamento comunale.
Il Consiglio ha così affrontato alcune mozioni che aspettavano di essere affrontate da diverso tempo, una di Ghirri, che il proponente ha subito ritirato, sulle potature periodiche, ed una proposta da Bottone e da Mario Molteni, Per Como, sulla riqualificazione del quartiere di Ponte Chiasso con una serie di interventi alla sistemazione del verde al miglioramento della segnaletica stradale. Una discussione che si è allargata al futuro della zona di confine comasca con i piani di intervento all’ex Albarelli e all’ex Lechler che ha visto inaspettatamente accendersi la serata con botta e risposta fra maggioranza e opposizione, più Bottone.
Luca Gaffuri, Pd, ha citato l’interporto e la «scelta scellerata» di tagliare i trasporti pubblici fra i quartieri.
Contrario il sindaco, dato che ha definito come «un po’ demagogica» la mozione dato che i diversi interventi richiesti avrebbero potuto rientrare nel bilancio di previsione da poco approvato, ma che ha comunque detto «di tenere in debito conto delle segnalazioni proposte».
Dopo una replica dl primo firmatario Bottone e il tentativo, bocciato, di proporre un emendamento con una votazione per punti tutte e dieci gli interventi proposti sono stati bocciati dalla maggioranza ed è finita la seduta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]
cernezziNella seduta del Consiglio comunale di martedì 5 maggio nessuna chiarezza sulla cessione degli autobus della Spt. Marco Butti sceglie Lombardia autonoma perché meno razzista della lega. La maggioranza si approva da sola il bilancio e boccia ogni proposta delle minoranze salvo la scelta decisa all’unanimità del 21 giugno per votare anche per i referendum comaschi.
Nel Consiglio comunale di martedì 5 maggio Donato Supino, Prc, è tornato a chiedere chiarezza sulla cessione di 10 autobus e 12 licenze di Spt Holding anche alla luce di una lettera inviata anche al Comune di Como della ditta Rampinini che ha fatto domande sulla gara fatta. «Un’operazione che non si è svolta in maniera trasparente» ha affermato il consigliere comunista che ha nuovamente chiesto l’istituzione di una commissione, anche perché il valore commerciale di solo alcuni degli autobus sarebbe di 300mila euro, contro i 450mila per tutto il parco macchine e le licenze.
Carlo Ghirri ha invece fatto gli auguri al nuovo raggruppamento del Pdl ed al suo rappresentante Marco Butti ed ha annunciato al sua adesione a Lombardia autonoma, «con gli stessi ideali della Lega in cui ho militato, con meno venature razziste», rimanendo comunque all’interno della maggioranza consiliare.
Una piccola querelle è nata fra l’assessore Peverelli e Bruno Magatti, Paco, sul futuro appalto per la raccolta di rifiuti per una svista nella lettura di alcuni documenti del secondo, di cui si è scusato, e per la totale chiusura del primo ad ogni forma di dialogo, rifiutandosi di accettare anche le scuse.
Iniziato il dibattito, senza discussione, è stato approvato, con i soli voti contrari della minoranza, il bilancio consuntivo 2008.
Si è così affrontata la questione del referendum day, unire in un’unica tornata i due cittadini e quello nazionale per il cambiamento della legge elettorale, il 21 giugno. «Un atto necessario in un momento di crisi come quello che stiamo affrontando che farà risparmiare cira 250 mila euro alle casse comunali» ha dichiarato il primo firmatario della deliberazione Marcello Iantorno, Pd. D’accordo anche il sindaco «il costo dello svolgimento di un singolo referendum sarebbe di circa 295mila euro, accorpandolo verrebbe a costare 143mila, quasi la metà». All’unanimità quindi è stata approvata dando tempo alla Giunta oggi di poter indire lo stesso nei tempi tecnici previsti con una piccola deroga al regolamento comunale.
Il Consiglio ha così affrontato alcune mozioni che aspettavano di essere affrontate da diverso tempo, una di Ghirri, che il proponente ha subito ritirato, sulle potature periodiche, ed una proposta da Bottone e da Mario Molteni, Per Como, sulla riqualificazione del quartiere di Ponte Chiasso con una serie di interventi alla sistemazione del verde al miglioramento della segnaletica stradale. Una discussione che si è allargata al futuro della zona di confine comasca con i piani di intervento all’ex Albarelli e all’ex Lechler che ha visto inaspettatamente accendersi la serata con botta e risposta fra maggioranza e opposizione, più Bottone.
Luca Gaffuri, Pd, ha citato l’interporto e la «scelta scellerata» di tagliare i trasporti pubblici fra i quartieri.
Contrario il sindaco, dato che ha definito come «un po’ demagogica» la mozione dato che i diversi interventi richiesti avrebbero potuto rientrare nel bilancio di previsione da poco approvato, ma che ha comunque detto «di tenere in debito conto delle segnalazioni proposte».
Dopo una replica dl primo firmatario Bottone e il tentativo, bocciato, di proporre un emendamento con una votazione per punti tutte e dieci gli interventi proposti sono stati bocciati dalla maggioranza ed è finita la seduta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Le proposte del Pd per affrontare la crisi

 

Sarà presentato dal Pd con una serie di incontri nei prossimi giorni un approfondimento che possa andare oltre la contingenza elettorale e possa essere uno strumento per l’analisi della società comasca e di aiuto per superare la crisi. Si tratta del documento che accompagna la Conferenza programmatica del Partito democratico lariano.
«Bisogna fare un salto di qualità con il miglioramento della classe politica attuale e una maggiore efficienza della macchina amministrativa – ha aggiunto Filippo Di Gregorio, curatore della Conferenza programmatica del Pd – anche perché potevano andare bene nelle forme attuali prima della crisi, quando il mercato riusciva a regolarsi da sé, ma ora non più».
La situazione è sempre più difficile con un aumento, dati Istat, da 4,5 a 7 milioni di poveri in tutta Italia dal 2004 al 2008. Una congiuntura che tocca anche la provincia comasca dove risulta in netto aumento la richiesta di cassa integrazione.
Le proposte quindi del Partito democratico, per affrontare la crisi e sostenere le famiglie, nate da quattro gruppi di lavoro attivi da gennaio, sono l’introduzione di una serie di aiuti supplementari in un’ottica di responsabilizzazione dei riceventi: formazione continua, educazione a stili di vita meno dispendiosi, microcredito, in collaborazione con Banca Etica o il credito cooperativo, introduzione di family card, con sconti per determinate categorie in negozi o esercizi convenzionati, e sviluppo di Gas (Gruppi di acquisto solidale) e Gaf (Gruppi di acquisto famigliare), più interessati ai grandi numeri ed agli sconti che al bio, «la cui presidente nazionale è a Cantù» ha precisato Marina Consonno responsabile di una delle commissioni sociali del progetto.
Tutte iniziative da attuare sia con una ottimizzazione dei Piani di zona, «bisogna far fronte alle esigenze crescenti degli anziani sostenendo e formando figure come quelle delle badanti così come fatto nell’olgiatese» ha precisato ad esempio il consigliere provinciale Dario Di Lorenzo, sia con un intervento nelle amministrazioni locali a livello comunale e provinciale «coinvolgendo inoltre l’esperienza del terzo settore, del volontariato, della cooperazione e dei sindacati» ha concluso Consonno.
I prossimi appuntamenti della Conferenza programmatica saranno giovedì 7 maggio dalle 20.30 al Salone del Cna in viale Innocenzo 70 con i deputati Pier Paolo Baretta e Antonio Panzeri, candidato alle prossime elezioni europee, e il segretario provinciale Luca Corvi; e lunedì 11 maggio, sempre al Cna alle 20.30, un incontro con Donata Luzi e Patrizia Toia, candidata alle elezioni europee. [Michele Donegana, ecoinformazioni]
pd1Sarà presentato dal Pd con una serie di incontri nei prossimi giorni un approfondimento che possa andare oltre la contingenza elettorale e possa essere uno strumento per l’analisi della società comasca e di aiuto per superare la crisi. Si tratta del documento che accompagna la Conferenza programmatica del Partito democratico lariano.
«Bisogna fare un salto di qualità con il miglioramento della classe politica attuale e una maggiore efficienza della macchina amministrativa – ha aggiunto Filippo Di Gregorio, curatore della Conferenza programmatica del Pd – anche perché potevano andare bene nelle forme attuali prima della crisi, quando il mercato riusciva a regolarsi da sé, ma ora non più».
La situazione è sempre più difficile con un aumento, dati Istat, da 4,5 a 7 milioni di poveri in tutta Italia dal 2004 al 2008. Una congiuntura che tocca anche la provincia comasca dove risulta in netto aumento la richiesta di cassa integrazione.
Le proposte quindi del Partito democratico, per affrontare la crisi e sostenere le famiglie, nate da quattro gruppi di lavoro attivi da gennaio, sono l’introduzione di una serie di aiuti supplementari in un’ottica di responsabilizzazione dei riceventi: formazione continua, educazione a stili di vita meno dispendiosi, microcredito, in collaborazione con Banca Etica o il credito cooperativo, introduzione di family card, con sconti per determinate categorie in negozi o esercizi convenzionati, e sviluppo di Gas (Gruppi di acquisto solidale) e Gaf (Gruppi di acquisto famigliare), più interessati ai grandi numeri ed agli sconti che al bio, «la cui presidente nazionale è a Cantù» ha precisato Marina Consonno responsabile di una delle commissioni sociali del progetto.
Tutte iniziative da attuare sia con una ottimizzazione dei Piani di zona, «bisogna far fronte alle esigenze crescenti degli anziani sostenendo e formando figure come quelle delle badanti così come fatto nell’olgiatese» ha precisato ad esempio il consigliere provinciale Dario Di Lorenzo, sia con un intervento nelle amministrazioni locali a livello comunale e provinciale «coinvolgendo inoltre l’esperienza del terzo settore, del volontariato, della cooperazione e dei sindacati» ha concluso Consonno.
I prossimi appuntamenti della Conferenza programmatica saranno giovedì 7 maggio dalle 20.30 al Salone del Cna in viale Innocenzo 70 con i deputati Pier Paolo Baretta e Antonio Panzeri, candidato alle prossime elezioni europee, e il segretario provinciale Luca Corvi; e lunedì 11 maggio, sempre al Cna alle 20.30, un incontro con Donata Luzi e Patrizia Toia, candidata alle elezioni europee. [Michele Donegana, ecoinformazioni]
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