Giorno: 4 Dicembre 2009

In alto mare: il programma

Si svolgerà giovedì 10, sabato 12 e domenica 13 dicembre il XII Convegno del Coordinamento comasco per la Pace. Il presidente Emilio Botta, la vicepresidente Celeste Grossi ed il direttore Mauro Oricchio hanno presentato venerdì 4 dicembre alla stampa il programma di In alto mare, la tre giorni pacifista dedicata ai diritti dei migranti oppressi dal razzismo dilagante.

Sarà allo Spazio Gloria del circolo Arci Xanadù in via Varesina 72 a Como In alto mare. I diritti non sono migranti. Problemi sogni paure. Il programma e gli obbiettivi nell’iniziativa nell’articolo “Restiamo umani” di Celeste Grossi che anticipiamo dal numero 398 del nostro mensile che sarà distribuito al Convegno.

La Nobel per la Pace (2003), Shirin Ebadi, attivista per i diritti umani delle donne e degli uomini dell’Iran, e del mondo, nel giro italiano di presentazione del suo libro, La gabbia d’oro (Rizzoli, 2008), ha usato le parole del sociologo iraniano Alì Svariati: «Se non potete eliminare l’ingiustizia, almeno raccontatela a tutti».
L’abbiamo raccontato abbastanza l’orrore del White Christmas di Coccagno, qui vicino a noi? Temo di no. A me è venuta in mente la notte di Natale del 1996 quando 283 migranti, ? donne, uomini, bambine, bambini ? pachistani, indiani, srilankesi, affogarono al largo delle coste siciliane nell’indifferenza dei più. Anche alla loro memoria, vorremmo dedicare il XII convegno del Coordinamento comasco per la Pace il convegno In alto mare. I diritti non sono migranti. Problemi sogni paure che si apre il 10 dicembre, una data che per noi non vuole essere rituale e celebrativa, ma un momento di riflessione e di stimolo per il nostro territorio sui diritti, i problemi, i sogni e le paure che nascono dalla presenza di nove e nuovi cittadini. Noi del Coordinamento Comasco per la Pace e tutti i soggetti che ci hanno accompagnato nell’organizzazione del convegno ? Associazione 3 Febbraio, Acli Como, Anolf Cisl, Arci Como, Aspem, Associazione del Volontariato comasco ? Centro servizi per il volontariato, Associazione I bambini di Ornella, Associazione Trapeiros di Emmaus, Cgil, Cisl, Clas Cgil, Cooperativa sociale Questa generazione, Donne in nero, ecoinformazioni, Fim Cisl, Fiom Cgil, Ipsia Como, Istituto di Storia contemporanea P. A. Perretta, La Rosa Bianca, Liceo scientifico G. Terragni di Olgiate Comasco – siamo convinti che non possa esserci Pace se i Diritti universalmente sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, emanata dall’Onu il 10 dicembre ‘48, non sono per tutte e per tutti.
Per questo abbiamo deciso riprendere e sviluppare i temi della Campagna Non aver paura (che la scorsa primavera abbiamo contribuito a costruire sul territorio provinciale, raccogliendo oltre 1000 firme a sottoscrizione dell’appello nazionale) e di dedicare il nostro convegno annuale ? che ha anche il patrocinio della Regione Lombardia e della Provincia di Como ? alla convivenza qui e ora con le bambine e i bambini, le donne e gli uomini, cittadini del mondo proprio come noi.

Intrecci di linguaggi e di culture
Il nostro incontro si apre con Servi, lo spettacolo di Renato Sarti (prodotto dal Teatro della Cooperativa, con il sostegno di Lunatica, da un testo di Marco Rovelli e Renato Sarti, con Marco Rovelli e Mohamed Ba, accompaganti da Lara Vecoli, al violoncello, e da Davide Giromini, alla fisarmonica). Abbiamo scelto di iniziare con Servi perché è uno spettacolo assai intenso, ma anche per la presenza sul palco, insieme a Marco Rovelli, dell’attore senegalese Mohamed Ba, accoltellato nel 2009 a Milano, in una delle tante aggressioni di marchio razzista che si verificano quotidianamente nel nostro paese. La sua presenza nello spettacolo «oltre a voler essere un tangibile segno di solidarietà, renderà sicuramente più incisivo il messaggio: dare voce a una componente straniera ormai indispensabile per lo sviluppo del nostro paese ma alla quale non vengono ancora riconosciuti diritti fondamentali come il voto e, soprattutto, non viene data la parola», ha detto il regista e noi siamo d’accordo con lui.
Quelli che iniziano il 10 dicembre saranno tre giorni fitti: due spettacoli teatrali, tre film, una mattinata dedicata alle scuole, oltre quindici tra relatrici e relatori, musica, video, mostre, libri, riviste, un seminario.
Desideriamo intrecciare riflessioni e narrazioni per non dimenticare che la nostra terra nel passato è sempre stata ospitale e accogliente e perché il Mediterraneo non sia mai più un cimitero marino. E cercheremo di farlo non solo con le parole.

Sogni. Narrazioni. Riflessioni
La mattinata di sabato 12, dedicata alle ragazze e ai ragazzi delle scuole superiori è aperta da un altro spettacolo, Sogni clandestini del Gruppo teatrale Ibuka Amizero. Allo spettacolo seguiranno due narrazioni di storie belle di immigrazione. Le presentiamo perché lo sguardo di ragazze e ragazzi non si soffermi solo sulle “brutte storie” quotidiane.
Severino Proserpio dell’Associazione I bambini di Ornella racconterà come ha deciso, dopo l’esperienza fatta qui di fondatore del Clas, il sindacato dei lavoratori immigrati della Cgil, di emigrare in Senegal.
Kossì Komla Ebrì, cittadino italiano nato in Africa, scrittore, medico, parlerà dei suoi sogni, dei problemi incontrati nella realizzazione dei suoi desideri, ma anche delle attese deluse e della vergogna che proviamo noi cittadine e cittadini italiani di fronte alle leggi razziali, approvate dal nostro Parlamento.
Gabriele Del Grande, collaboratore del quotidiano L’Unità, di Redattore Sociale e di Peace Reporter, fondatore di Fortress Europe (http://fortresseurope.blogspot.com), l’osservatorio mediatico sulle vittime dell’emigrazione, racconterà la sua esperienza di giornalista e di autore di libri-inchiesta come Mamadou va a morire (Infinito Edizioni, 2007).
Nel pomeriggio e nella serata di sabato ci saranno tre film della rassegna itinerante Oltre lo sguardo, che quest’anno compie 15 anni: Pane e cioccolata, di Franco Brusati, La giusta distanza, di Carlo Mazzacurati; Amore che vieni. Amore che vai, di Daniele Costantini.

Nomadi del presente, cittadini del futuro
«Viviamo sempre più in una società complessa, multiculturale e multireligiosa, figlia dei processi estesi e pervasivi della globalizzazione. Le risposte, individuali e collettive, sociali e politiche, alle sollecitazioni al cambiamento sono ambivalenti: alcuni ritengono opportuno difendere le identità, ancorandole a un territorio, a una tradizione, a una lingua; altri tentano di dar vita a identità aperte, inclusive, plurali, nomadi. Alla cittadinanza di tipo nazionale, legata all’ethnos e allo jus sanguinis, si contrappone quella planetaria, agganciata alla persona, legata al demos e allo jus soli. Per vivere costruttivamente questa tensione e vincere le sfide poste dalla società multiculturale, serve un confronto alto sugli orientamenti di politica educativa, che non riguardi solo gli operatori della scuola ma tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell’educazione oggi». Dice Roberto Morselli, formatore e consulente, membro della redazione di Cem/Mondialità, che si occupa di comunicazione, anche in chiave interculturale e che aprirà, domenica mattina il seminario Nomadi del presente, cittadini del futuro. Il contributo dell’educazione interculturale alla costruzione della cittadinanza planetaria. Abbiamo pensato a un laboratorio che metta a fuoco il contributo specifico offerto dall’educazione interculturale. Un momento di formazione per noi organizzatori e aderenti al Coordinamento comasco per la Pace e per insegnanti e operatori impegnati con vari ruoli nell’educazione di bambine e bambini, ragazze e ragazzi, cittadine e cittadini della società in cui viviamo, che vorremmo sempre accogliente e rispettosa delle memorie culturali di tutte e di tutti.

Desideri e paure
In alto mare ha l’ambizione di illuminare la vita quotidiana di donne e uomini immigrati, cittadini del mondo, proprio come noi, che non vogliamo sia ridotta né a un fenomeno da studiare, né a un problema di ordine pubblico. Ma anche la vita quotidiana di noi donne e uomini nativi e le nostre difficoltà di accoglienza. Senza negare i problemi, vorremmo che la presenza dei migranti qui e ora fosse vissuta come una grande opportunità per cambiare le nostre relazioni malate e vivere tutte e tutti più felici.
Nel pomeriggio di domenica 13 dicembre ci accompagneranno nella riflessione e nel confronto Chiara Giaccardi (docente di Sociologia della Comunicazione e di Comunicazione Interculturale all’Università cattolica di Milano, esponente dell’Associazione Eskenosen), Essadia Bissati (del Centro di Documentazione Almaterra di Torino), Mercedes Frias (unica donna nata all’estero eletta al Parlamento italiano nella passata legislatura), i musicisti Francesco D’Auria (batteria e percussioni), Maurizio Aliffi (chitarra), Simone Mauri (clarinetto basso) e Marco Belcastro (voce, organetto e chitarra); Grazia Villa, presidente dell’associazione nazionale La Rosa Bianca; Mons. Angelo Riva docente di teologia morale, diocesi di Como e il sociologo Alessandro Dal Lago.
L’iniziativa si concluderà domenica 13 con un “aperitivo etnico” della Cooperativa Sociale Questa Generazione e di Aclichef, con la collaborazione di donne native e immigrate, per salutarci in modo conviviale e davvero interculturale.

Giulietti in Biblioteca a Como per difendere la Costituzione

Più di ottanta persone, molti i giovani, giovedì 3 dicembre in Biblioteca hanno partecipato con interesse all’incontro, organizzato dal Comitato per la difesa della Costituzione, con Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21. Applausi scroscianti in tutti passaggi nei quali il relatore ha invitato alla difesa dagli attacchi del governo dei principi fondanti stabiliti dalla Costituzione italiana.

Presentato da Aniello Rinaldi del Comitato per la difesa della Costituzione di Como e dal consigliere comunale Bruno Saladino, per il Comitato per la libertà di stampa comasco, Giuseppe Giulietti è intervenuto giovedì 3 dicembre alla Biblioteca comunale di Como. Sul palco anche Luciano Forni, esponente del Comitato e rappresentante come ex senatore di un ruolo delle istituzioni rispettoso dei principi fondativi della Repubblica.
Giulietti ha Un percorso nato per la difesa dell’articolo 21 da cui prende nome l’associazione rappresentata dal parlamentare democratico arrivato da un incontro partecipato con più di 80 persone di cui la metà giovani.
«Ci siamo messi in rete per la libertà di stampa – ha spiegato Saladino – e abbiamo subito avuto risposte positive. Ci sono grandi potenzialità inespresse che non riescono ad essere rappresentate dalle grandi organizzazioni forse un po’ anchilosate».
Saladino ha sottolineato anche la partecipazione della società comasca per la libertà di stampa: «alla manifestazione organizzata il 5 ottobre abbiamo raccolto 450 adesioni di singole persone e 24 di associazioni, partiti, sindacati».
Giulietti ha brillantemente ripercorso la nascita della propria associazione difendendola da chi la definisce di parte «il presidente nazionale è Federico Orlando, l’ex braccio destro di Montanelli, che non c’entra niente con la sinistra». «Infatti Montanelli ruppe con la destra con l’avanzare dell’idea autoritaria e illiberale» ha proseguito Giulietti.
Il relatore si è concentrato sul discorso pubblico e di come i media possano influenzarlo.
«Nessuno ha ripreso le affermazioni di Ciampi, intervitato da Repubblica, che si è detto preoccupato perché la Costituzione è snaturata dall’interno».
Anche la questione del fuori onda di Fini è emblematica per Giulietti: «il presidente non ha detto niente di eccezionale ha solo affermato che bisogna verificare la fondatezza delle accuse e che il consenso non dà l’impunità». Perché tanto scandalo?
Si è creata una democrazia populista molto lontana da quelli che sono gli standard europei.
Un mea culpa è stato fatto sul conflitto di interessi, raccogliendo gli applausi del pubblico.
L’Italia si è avvicinata a paesi semiliberi per la libertà di informazione in tutte le classifiche, da Freedom House a Réporters sans Frontière, a causa della concentrazione dei mezzi di informazione.
«Se si parla di sicurezza ci hanno fatto imparare a memoria ogni passaggio dei processi di Garlasco o di Perugia, ma chi sa dei 3.200 morti di amianto a Casale Monferrato? – ha deninciato Giulietti – i delitti collettivi, la scuola pubblica, la sanità, la povertà, non hanno visibilità».
Rispondendo alle domande dei ragazzi del liceo Classico intervenuti Giulietti ha chiarito la differenza fra privacy e diritto d’informazione in riferimento al Ddl Alfano: «Se ci fosse già stato con il crac Parmalat 50 mila persone non avrebbero saputo di avere perso tutto».
Se il decreto dovrebbe essere approvato ha annunciato un ricorso alla Corte di Strasburgo dei più eminenti costituzionalisti italiani tra cui Valerio Onida.
«Questa democrazia populista aumenta i consensi prendendo gli umori di pancia della gente che vengono seguiti e stimolati anche dalle aperture dei telegiornali».
«Non è privo di significato che si guardi ai modelli autoritari dell’ex Unione sovietica – ha detto il portavoce di Articolo 21 – come dimostrano il viaggio in Bielorussia e l’amicizia con Putin».
Positiva per Giulietti la mobilitazione di base, così come è avvenuta a Como, che ha auspicato un migliore utilizzo della rete, «bisogna fare corsi di alfabetizzazione informatica», per creare reti di informazione alternative, partecipate e dirette. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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