Il Consiglio comunale di Como di giovedì 10 giugno 2010

Nella seduta di giovedì 10 giugno a Palazzo Cernezzi si è discusso dell’area dell’ex Ticosa, delle paratie a lago, della Holcim.  Ex Ticosa

Come da accordi il Consiglio comunale di giovedì 10 giugno è iniziato anticipatamente, alle 20, per porre domande al primo cittadino sull’evoluzione die rapporti con Multi, sull’area ex Ticosa, dopo la lettera che la multinazionale ha inviato a Palazzo Cernezzi.

Dato il ritardo del sindaco Bruni tutto è iniziato con 20 minuti di ritardo. «Non c’è nessun elemento che ci fa pensare che la Multi sia veramente interessata» ha detto Donato Supino, Prc, che ha anche chiesto alcuni documenti sulla bonifica dell’area. Perplesso anche Mario Lucini, Pd, che ha posto al centro del discorso il futuro Piano integrato di intervento (Pii) e la sua approvazione: «ha un sacco di problemi che abbiamo già rilevato in Commissione 18 mesi fa». Infatti dalla maggioranza Marco Butti, Pdl, ha dato la «piena disponibilità a portare in aula prima della pausa estiva il Pii, con un gesto di responsabilità», trovando una piena convergenza con il consigliere di minoranza Dario Valli, Area 2010.

«Anche a me la lettera ha lasciato qualche perplessità formale» ha risposto Bruni, che ha poi spiegato come la bonifica verrà effettuata ex officio dal Comune anche se secondo gli accordi precontrattuali avrebbe dovuto essere di competenza di Multi.

 Paratie

Sulle paratie e i vecchi materiali del lungolago, la ringhiera, i lampioni e le pietre delle scalinate, sono intervenuti i due consiglieri di Liberi per Como Emanuele Lionetti e Luigi Bottone, che hanno chiesto dove siano finiti i materiali asportati.

 Holcim

Insediato il Consiglio è ripreso il dibattito sull’area della Holcim al Bassone in cui verrebbe insediata un’attività produttiva. «Cosa ci dobbiamo aspettare in futuro con lo svincolo della tangenziale e con un intervento con così tanti parcheggi [più di 550 ndr], rimarrà una zona produttiva o diventerà commerciale?» ha esplicitato le proprie perplessità il capogruppo del Pd Luca Gaffuri. «Non so se c’è un modo per vincolare l’area» ha replicato il sindaco.

Approvato un emendamento che ha reso più chiaro il testo della delibera è stato bocciato un ordine del giorno proposto da Mario Lucini, Pd, che chiedeva l’investimento degli oneri di urbanizzazioni in migliorie, come il marciapiede sino alla via Acquanera o il sottopasso di via Al Piano, sul territorio toccato dall’intervento. «Il parere è contrario – ha detto Bruni – perché è singolare che il Consiglio voglia vincolare opere che non c’entrano molto. Poi gli oneri di urbanizzazione vengono reinvestiti su tutta la città con un criterio di priorità».

In un’aula sempre più vuota Gaffuri ha chiesto una verifica del numero legale e con solo 16 consiglieri (dato che la seduta precedente era andata presente servivano solo 14 presenze) il dibattito è continuato fino alla approvazione finale che ha visto una spaccatura nell’opposizione. Vittorio Mottola, Pd, ha votato a favore con la maggioranza, perché a favore delle attività produttive, in contraddizione con gli altri esponenti delle minoranze che compattamente hanno votato contro (a parte Area 2010 che non ha preso parte al voto dato il coinvolgimento nel progetto dell’architetto Valli).

 Documento di inquadramento

L’assemblea ha ripreso quindi la discussione sul Documento di inquadramento generale a cui sono però stati presentati 15 emendamenti, data l’ora la seduta è stata aggiornata alla settimana prossima. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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