Il Consiglio comunale di Como di lunedì 22 novembre

La Giunta vuole vendere il 10 per cento degli appartamenti del Comune, opposizioni contrarie la discussione finirà dopo l’assestamento di Bilancio

 

«In sala ci sono i cittadini di Civiglio preoccupati per il problema delle antenne – ha esordito Roberta Marzorati, Per Como nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 22 novembre – quando il Comune farà un Piano delle antenne come a Brunate?». Un tema riproposto poi dal capogruppo del Pd Mario Lucini.

La consigliera ha ricordato poi l’incontro sull’acqua pubblica organizzato dal Comitato comasco per l’acqua di venerdì 26 e riportato l’ennesimo problema alla Ca’ d’industria «i televisori nelle stanze non sono più utilizzabili da quando c’è stato il passaggio al digitale terrestre perché sono senza decoder!».

Giampiero Ajani, Lega, ha chiesto la sistemazione delle buche sulla curva della Napoleona e riproposto il tema della sistemazione e mancanza di fogne in città.

«Sono d’accordo – ha detto Marcello Iantorno, Pd – però bisogna ricordare con il prossimo assestamento di Bilancio i nove decimi degli investimenti in tal senso saranno stornati». Il consigliere democratico. ha quindi fatto un appello e una proposta di sostegno alla Fondazione autunno musicale.

Donato Supino, Prc, ha presentato la sfiducia per il presidente del Consiglio Pastore, un atto che non può però passare tecnicamente attraverso una mozione, come spiegato dal vicesegretario generale, da qui la necessità della raccolta di 8 firme di consiglieri «chiedo a tutti i consiglieri la firma, anche in modo tecnico, per potere discutere la sfiducia» ha chiesto il consigliere comunista, che ha poi presentato una proposta di diminuzione del 25 per cento dei contributi ai politici nell’amministrazione comunale.

 

Zone non metanizzate

Insediato il Consiglio è passata senza colpo ferire e all’unanimità la consueta delibera sulla definizione delle zone non metanizzate, utile per i residenti che possono chiedere contributi per gasolio e gpl, «l’anno scorso erano 14 vie, quest’anno 14, con una diminuzione del 30 per cento« ha dichiarato l’assessore Peverelli.

 

Razionalizzazione del patrimonio comunale

Il suo collega Cenetiempo ha quindi presentato il Piano di razionalizzazione e valorizzazione del patrimonio comunale. Ovvero la vendita di una quota di appartamenti per la ristrutturazione di una parte del rimanente. «La legge prevede un’alienazione massima del 20 per cento, su 756 appartamenti – ha spiegato Cenetiempo – avremmo potuto pensare a venderne 151».

La Giunta ha proposto però di venderne 62, di cui 12 sono liberi, 29 potrebbero interessare gli inquilini, 21 no. Il Comune prevede così di incassare 4.639.215,38 euro.

Molte le richieste di chiarimento anche a causa degli errori fatti nella stesura della proposta di delibera, tanti da necessitare la presentazione di un emendamento da parte della Giunta (uno fra tutti la mancanza dei pareri delle Circoscrizioni interessate).

Molte le contrarietà dei consiglieri di opposizione «contro la ghettizzazione si dovrebbe inserire le persone più in difficoltà in un ambiente diverso, qui si fa il contrario andando a vendere i singoli appartamenti in contesti più ampi – ha detto Bruno Magatti, Paco – si sta seguendo una strada completamente sbagliata». Contrario alla «filosofia del ghetto» anche Supino che ha chiesto, in caso di vendita, attenzione ai trasferimenti, soprattutto per le persone anziane. «Perché non destinare gli introiti degli affitti, che si aggirano sul milione di euro – ha chiesto Dario Valli, Area 2010 – per tre, quattro anni alle ristrutturazioni, così da non dover vendere il patrimonio pubblico?». «Sono d’accordo con Valli – ha dichiarato Lucini – tanto più che con l’alienazione siamo in grado di ristrutturare i soli sei appartamenti in via S. Bernardino da Siena».

Data l’ora la seduta è stata sospesa e l’argomento rinviato in coda alla discussione sull’assestamento di Bilancio di giovedì 25 novembre. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

 

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