Dalla Chiesa a Erba contro i cretini

Nella libreria Colombre di Erba, sabato 5 febbraio, più di 100 persone alle 17,30 avevano già occupato tutti gli spazi disponibili compreso il pavimento e la sala contigua a quella nella quale si sarebbe svolto l’incontro con Nando dalla Chiesa. La presentazione  si aperta con qualche minuto di ritardo pienamente giustificato dall’impegno precedente del relatore a Milano per l’iniziativa Dimettiti nella quale la cultura Italiana ha chiesto, con la varietà di mille voci diverse, a Silvio Berlusconi di andarsene e alla politica delle sinistre di superare personalismi e lotte di potere e finalmente liberarci dal regime del cavaliere di Arcore. Tommaso Marelli, giornalista di ecoinformazioni e studente di Nando dalla Chiesa a Scienze politiche alla Statale, ha introdotto l’incontro illustrando brevemente il profilo del relatore e i contenuti del libro.

L’appassionata presentazione del libro La convergenza. Mafia e politica nella Seconda Repubblica [Melampo editore, novembre 2010, pagg. 304, 17,50 euro] che è seguita ha sviluppato con una serie di circostanziati esempi e la lettura di passi di documenti (non solo e non tanto dichiarazioni di pentiti) la possibilità di considerare il rapporto tra mafia e stato con le categorie della ricerca storica. Così risulta evidente che c’è una “convergenza” tra i linguaggi di tanta politica e dei capi della mafia, così si svela l’esistenza di un territorio culturale comune che è l’orizzonte nel quale la criminalità organizzata si rafforza e assume il controllo dello stato.

Analizzando ad esempio le richieste dei mafiosi fatte nelle trattative con il governo ed espresse pubblicamente in modo ufficiale (incredibilmente dato lo stato di detenzione di molti protagonisti che avrebbe dovuto impedire la loro azione politica) si può constatare che la maggioranza di esse sono state realizzate dagli ultimi governi, con maggiore solerzia da quelli di destra, ma con imperdonabili accondiscendenze anche di quelli di sinistra.

Per il relatore infatti insieme ai collusi e ai corrotti nelle schiere dei favoreggiatori istituzionali delle mafie ci sono anche i “cretini”, non inetti, non sempre privi di capacità professionali, ma cretini perché disponibili ad agire nella direzione gradita alla criminalità senza neppure rendersi pienamente conto di farlo. Sono coloro ad esempio che continuano ad affermare che la direzione delle mafie sarebbe costituita da un terzo livello occulto fatto da finanzieri e politici senza capire che sono i capi della mafia, nonostante la loro indubbia pochezza culturale, a comandare parte del mondo della finanza e della politica. Per Nando dalla Chiesa come per Falcone: «Il terzo livello non esiste, è il mafioso che da ordini al politico».

E la subordinazione della politica e dell’economia alla mafia non è solo una piaga del sud e dei governi nazionali essa è evidente anche nel nord anche grazie a tanti “cretini” che non si accorgono né contrastano ad esempio neppure la migrazione di centinaia di persone verso un comune costituendo blocchi di voti, di preferenze, sufficienti a determinare addirittura l’elezione di consiglieri regionali. Anche perché tanti altri “cretini”, la maggioranza degli elettori di tutti i partiti, non assegna la propria preferenza rendendo possibile che piccoli pacchetti di voti controllati dalla mafia siano sufficienti a determinare chi sarà eletto.

La proposta di Nando dalla Chiesa, confermata anche nelle risposte alle numerose domande venute dal pubblico, è  la lotta al “la convergenza” a partire dal linguaggio, dalla messa al bando di luoghi comuni come quello antistatalista che tanto favorisce le mafie, dal  rinnovato impegno dei giornalisti e di tutti coloro che hanno un ruolo nell’amministrazione della cosa pubblica che non possono essere servi “cretini” convergendo oggettivamente sugli obbiettivi delle mafie. Elementi di speranza per l’autore possono essere ricavati dal ruolo positivo svolto in tutta l’Italia dalla scuola, dalla capacità da poco attivata anche da alcune università di formare adeguatamente chi dovrà evitare ogni convergenza con le mafie e colpire la criminalità organizzata. Speranze confermate per il relatore dalla trabocchevole folla presente all’incontro di Erba e a tutte le iniziative di questo tipo. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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