Il Consiglio comunale di Como di lunedì 28 febbraio

Dopo 3 anni Palazzo Cernezzi bloccato ancora per la mancanza di documenti il Villaggio dello sport in alto mare. La maggioranza abbandona l’aula alle 23 perché non vuole proseguire la seduta

Tralicci

Nelle preliminari al Consiglio comunale di lunedì 28 febbraio Roberta Marzorati, Per Como, è ritornata sulla questione dei tralicci per le emittenti radio: «Il traliccio di Lattemiele è stato autorizzato il 16 novembre 2010 con la procedura riservata a quelli nuovi di pacca… e non solo c’era già, mo lo stesso Comune di Como l’aveva decretato abusivo… che cosa è successo nel frattempo? Sanato? No, perché l’autorizzazione dice che è nuovo e poi nel 2008 sembra da Arpa che Lattemiele trasmettesse da un vecchio traliccio che stava lì, a pochi metri e che ora è stato abbattuto…». «Si chiede all’ufficio competente di accertare questa storia» ha concluso la consigliera.

 

Tv

«Il sindaco va in Tv come alcuni leader di paesi africani» ha lanciato una frecciata Alessandro Rapinese Adesso Como, che ha annunciato la presentazione di due interrogazioni. La prima sulle televisioni appunto che chiede se Bruni «ritenga eticamente accettabile il partecipare a trasmissioni televisive di natura politica, peraltro gestite da aziende già fornitrici di servizi alla Amministrazione comunale, che non garantiscono un formale contradditorio».

 

Parcheggi

La seconda ancora sui parcheggi comunali chiede «se a Como siano rispettati i comma 6 e 7 dell’articolo 7 del codice della strada», che recitano testualmente «6. Le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico. 

7. I proventi dei parcheggi a pagamento, in quanto spettanti agli enti proprietari della strada, sono destinati alla installazione, costruzione e gestione di parcheggi in superficie, sopraelevati o sotterranei, e al loro miglioramento e le somme eventualmente eccedenti ad interventi per migliorare la mobilità urbana».

Marcello Iantorno, Pd, ha invece annunciato la presentazione di una mozione contro le nuove tariffe dei parcheggi.

 

Villaggio dello sport

Dopo un minuto di silenzio per Yara Gambirasio e Massimo Ranzani, l’alpino morto in Afganistan, il Consiglio ha affrontato al delibera sul Villaggio dello sport a Muggiò, presentata dall’assessore Molinari data l’assenza del sindaco per motivi di salute.

Si tratta di un secondo passaggio in aula di un progetto che interesserà l’area a ridosso della piscina olimpionica fra via Canturina e via Muggiò. Verrebbero costruiti dei campi da calcetto, un ristorante, un parchetto con un percorso vita, nuovi posteggi, un palazzetto dello sport e un’area commerciale.

La discussione si è subito arenata quando il capogruppo del Partito democratico Mario Lucini ha chiesto alcuni documenti tecnici che avrebbero dovuto essere allegati all’incartamento. Nell’imbarazzo gli uffici comunali non li hanno presentati, un’indagine sul pericolo sismico e un Piano di indagine ambientale, e il direttore generale Fabiano ha cercato di giustificare la loro mancanza senza convincere i più chiedendo anche di sospendere i lavori per cercare di approfondire l’argomento in quel breve lasso di tempo. «I livelli di progettazione sono diversi in questo progetto preliminare non serve un’indagine così approfondita inoltre il documento dovrebbe essere allegato al Prg» ha dichiarato, rientrato in aula, Fabiano. «Non c’è quell’allegato al Prg e l’indagine è preliminare a qualunque progetto» è stata la risposta tecnica di Lucini. «Ma i documenti ci sono sì o no?» ha chiesto un’innervosito Luigi Bottono, Autonomia liberale per Como. Lucini ha chiesto di sospendere la delibera per dar modo al Comune approfondire l’argomento e eventualmente di produrre i documenti e il Pdl ha chiesto così di poter riunirsi, anche con la maggioranza, per valutare il da farsi. Rientrata in aula la maggioranza dopo qualche breve schermaglia la proposta di sospender ela discussione è stata finalmente messa ai voti e con il voto delle minoranze più Autonomia liberale per Como è passata, grazie anche all’astensione di Lega e parte della maggioranza.

Se ne ridiscuterà quindi prossimamente forse con i documenti che non erano pronti nel marzo 2008, quando c’è stato il primo passaggio in aula, e non lo sono stati a fine febbraio 2011.

La maggioranza ha quindi smobilitato, tutti i suoi esponenti si sono alzati e molti hanno indossato la giacca per andare a casa quando Rapinese ha chiesto di discutere una sua mozione su un concorso pubblico indetto dall’Amministrazione: «Sono solo le 11 manca ancora un’ora alla mezzanotte, dato che prendiamo il gettone di presenza normalmente fino a quell’ora non possiamo continuare su un altro argomento?». «Sì se si fa un’inversione dell’ordine del giorno» è stata la risposta del presidente Pastore. «Se volete rimanere e avete problemi per il gettone di presenza devolvetelo a qualche organizzazione umanitaria – è stata l’intervento di Claudio Corengia capogruppo del Pdl per noi la seduta è finita e ce ne andiamo» in spregio al Regolamento che attribuisce al presidente lo scioglimento delle sedute e praticamente tutti i consiglieri di maggioranza hanno abbandonato l’aula.

A votare l’inversione sono rimaste le sole minoranze più alcuni rappresentanti di Autonomia liberale per Como ma il numero legale è venuto meno, lo stesso al “contrappello” dopo i 15 minuti di prammatica. La seduta è stata perciò dichiarata deserta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

 

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