Il Consiglio comunale di Como di lunedì 14 marzo

Due delibere “di passaggio” e la bocciatura del piano Frey a Palazzo Cernezzi

Giappone

La tragedia giapponese tocca anche Palazzo Cernezzi preoccupato particolarmente per la propria città gemella Tokamachi. Un minuto di silenzio è stato rispettato per le vittime del disastro: «i contatti con la nostra città gemellata sono per certi aspetti tranquillizzanti – ha dichiarato il primo cittadino comasco – il terremoto non ha creato particolari danni a strutture, né vittime, né feriti». I problema rimane quello del pericolo radioattivo ha riconosciuto Bruni che ha assicurato il sostegno fattivo dell’Amministrazione per aiutare le popolazioni colpite. «Non siamo riusciti a far niente per l’Abruzzo e ora pensiamo di andare in Giappone…» un commento a margine dell’assemblea. Contro la logica del nucleare e la pericolosità di questa tecnologia l’intervento del consigliere della rondine Bruno Magatti.

 

Ca’ d’industria

«Quali sono gli esiti della Commissione speciale sulla Ca’ d’industria? – ha chiesto Donato Supino, Prc – «È stato un argomento che ha toccato profondamente la città, non si può scherzare e bisogna portalo in Consiglio». «Per di più – ha aggiunto il consigliere comunista – non è una situazione conclusa c’è un lavoratore che è stato sì reintegrato ma non sta ancora lavorando così come le due cuoche coinvolte». Un attacco indirizzato anche al presidente della stessa Commissione speciale il democratico Marcello Iantorno. «Ho ricevuto la relazione dalla segreteria della Commissione il 28 febbraio di quest’anno – è stata la risposta del presidente del Consiglio Pastore – e sto valutando di portarla in aula quanto prima. Così come è stata predisposta si tratta per il Consiglio di una semplice presa d’atto, ma venerdì scorso il consigliere Iantorno mi ha chiesto di pensare alla possibilità di dibattere sulla stessa, appena definiremo la questione, penso nel giro di 48 ore, potremo poi calendarizzarla». «Non ho niente da dire sul lavoro degli uffici – ha precisato Supino – ma i tempi sono stati eccessivi».

 

Il capogruppo del Pd Mario Lucini ha chiesto nuovamente al sindaco di relazione sullo stato del cantiere e del progetto del nuovo lungolago «sfugge il qadro organico e di prospettiva dell’opera».

Carlo Ghirri, Gruppo misto di maggioranza, ha attaccato gli autonomisti, data la loro posizione nella votazione del Piano Argent chiedendo compattezza nella maggioranza e annunciando un voto contrario al Bilancio, se continuerà a persistere la stessa situazione durante la discussione della delibera fondamentale per la macchina comunale. Il consigliere ha quindi terminato vagheggiando che le multe prese da lui e dal consigliere Dario Valli, Area 2010, dovessero essere in correlazione con le loro posizioni sul Piano Argent.

Mario Molteni, Per Como, è tornato a chiedere il perché della grande differenza fra una prima ed una seconda perizia del Politeama e ricordato «i lampioni spenti da tempo fra viale Varese e viale Battisti».

 

Tarsu, Ici, pulizia del lago: tutto rimandato

Il primo argomento all’ordine del giorno è stata quindi la proposta di esternalizzare la riscossione di Tarsu e Ici «che nel periodo dal 2006 al 2009 hanno fruttato di media 2milioni e 340mila  euro» ha spiegato l’assessore al Bilancio Gaddi. Già nella presentazione dei lavori svolti in Commissione la presidente Veronica Airoldi, Pdl, ha chiarito che si era in attesa da parte della Giunta di alcuni chiarimenti sulla seconda parte della delibera e molte altre richieste sono giunte da parte di diversi consiglieri di opposizione. La Giunta ha quindi proposto di sospendere la discussione, una decisione passata con i voti della maggioranza, più il vicepresidente Bruno Saldino, i voti contrari di Per Como, Prc, Adesso Como, l’astensione di Pd, Paco, Socialisti.

La seconda delibera da affrontare era invece la ratifica della convenzione di accordo fra Comune e Amministrazione provinciale per la pulizia del primo bacino del lago. Subito nella presentazione il segretario generale Nunzio Fabiano ha spiegato che dopo «un incontro intercorso oggi pomeriggio» con un dirigente di Villa Saporiti la delibera era da ritirare perché non rispettava più le ultime normative in materia.

«A che gioco stiamo giocando? – è sbottato un irato Lucini – la delibera è iscritta da qualche mese… Non è possibile che non si sa mai di cosa si andrà a parlare… Tra l’altro questa convenzione è del luglio 2010 ed è già stata approvata in Provincia».

 

Ex Frey

A nulla sono valse le proteste e la seduta ha affrontato l’approvazione definitiva del Piano di recupero dell’area ex Frey ad Albate. Il secondo passaggio dopo l’adozione avvenuta ben un anno fa. Le uniche osservazioni pervenute sono state quelle del signor Guarisco Gabriele di cui il sindaco ha detto di aver fatto proprie quelle ritenute accettabili e migliorative. Bocciate invece le prime sulle altezze le distanze dagli altri edifici e la disposizione dei corpi dei fabbricati. Le stesse osservazioni sono state accompagnate da una petizione, firmata da 220 cittadini, protocollata la mattina stessa in Comune.

In fibrillazione gli autonomisti hanno chiesto di sospendere per una decina di minuti la seduta per potersi consultare, mentre Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha più volte chiesto se nel Piano di intervento non erano coinvolti testimoni di nozze di qualcuno e se del caso che l’interessato si allontanasse dal’aula, presentando anche un ordine del giorno, non accolto dagli uffici, in tal senso.

Le opposizioni hanno ribadito la propria contrarietà all’opera ricordando la travagliatissima prima approvazione alle 3 del mattino in un consesso sfinito e ridotto. Chiesti dei pareri tecnici a Fabiano questi ha spiegato e più volte sottolineato che una eventuale bocciatura avrebbe dato adito alla possibilità di un ricorso da parte dei costruttori. Una minaccia che non ha però intimorito i leghisti e gli autonomisti («è ancora troppo alto» il commento del portavoce Emanuele Lionetti) che hanno votato contro, assieme con le minoranze, affossando il progetto sostenuto dalla maggioranza quasi allo scoccare della mezzanotte [Michele Donegana, ecoinformazioni]

 

 

 

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