Porto Marina, le opposizioni presentano il progetto

La minoranza consiliare a Cernobbio e le opposizioni a Villa Saporiti hanno presentato pubblicamente il progetto che per l’Amministrazione provinciale risolleverà la cantieristica lariana e il polo espositivo di Villa Erba

Nella serata di martedì 24 maggio nella Sala consiliare di Cernobbio gremita, 70-80 persone, il gruppo consiliare di opposizione Progetto Cernobbio assieme alle minoranze di Villa Saporiti hanno presentato quanto è in progetto per il futuro sviluppo di Villa Erba in un incontro opportunamente chiamato Facciamo il punto.

«È la prima volta che il progetto viene illustrato pubblicamente in un’assemblea pubblica – ha precisato la moderatrice Irene Fossati, consigliera comunale di Progetto Cernobbio – da mesi chiediamo maggiori informazioni, solo ora grazie alla Camera di commercio abbiamo avuto qualche dato in più».

Porto Marina, come dice il nome, sarà un nuovo porto posto fra la foce del Breggia e la vecchia darsena di Villa Erba in riva all’area dell’ex Galoppatoio ha precisato Fossati illustrando il progetto. Una struttura che potrà accogliere 136-144 imbarcazioni, più posti barca per imbarcazioni più piccole rispetto ad un primo progetto (vedi Fronte del porto su ecoinformazioni 399) protette sia verso il lago che, grazie ad una nuova “diga” dal torrente. A monte della Marina verrà costruito un edifico di circa 900 metri quadri che servirà sia per le esposizioni nautiche previste che come luogo di ristoro con un bar-ristorante.

Il progetto prevedrebbe, entrato a regime, la presentazione della nautica lariana proponendo lo spazio espositivo come vetrina della stessa e luogo centrale quindi del suo rilancio e sviluppo.

Aleatoria rimane ancora la possibilità di una passeggiata in riva al lago aperta al pubblico e l’apertura del parco.

Ma molte sono le perplessità per i relatori chiamati a contribuire all’incontro.

«L’intervento identificato come strategico – ha detto il capogruppo del Pd in Provincia Mauro Guerra – ma questa maggioranza è esperta nel coprire la mancanza di progettualità con uscite particolarmente brillanti». Infatti ha ricordato Luca Gaffuri, capogruppo Pd in Consiglio regionale, «le Fiere della nautica si fanno a Genova, con cui non possiamo competere, e a Lugano con cui noi andremmo in competizione. Tra l’altro una fiera di questo tipo sarebbe un impegno di qualche giorno e il resto dell’anno?», per il consigliere la speranza va riposta in Expo 2015.

«Il sindaco di Cernobbio ha detto che il progetto farà del paese un centro di eccellenza come Portofino o Positano – ha ricordato il docente di architettura del paesaggio al Politecnico di Milano Darko Pandakovic – mi dà un senso di tristezza profonda». Per il professore c’è uno stretto rapporto fra il vissuto dei cittadini e la bellezza dei luoghi vissuti: «Diffido della decisione di fare strutture per turisti e non per la gente del luogo un luogo è bello quando è ben vissuto dai residenti».

Un agire cosciente dei residenti che plasmano il territorio considerandolo come proprio «in un processo di acquisizione della collettività che garantisce anche la salvaguardia delle struttura». Infatti per Pandakovic una prospettiva potrebbe essere quella dell’ottenimento da parte del Comune della Villa come sede comunale e l’apertura del parco circostante «un processo che ha caratterizzato molti dei Comuni della nostra zona in un processo virtuoso come se ne vedono molti nel Nord Europa».

Oreste Ciapessoni, Comitato acque comasche, ha portato invece alcuni esempi di cambiamenti delle rive dell’Alto lago, una mutazione che ha toccato profondamente l’ecosistema lacustre e la riproduzione dei pesci.

Ha sottolineato il contesto ambientale in cui va ad inserirsi il progetto: «Nel primo bacino del Lario i venti sono sfortunatamente scarsi e le barche che verranno ormeggiate nel porto andranno necessariamente a motore, per questo bisogna valutarne attentamente l’impatto in una zona dove il ricambio dell’acqua è lentissimo». Un altro problema è quello della riproduzione delle specie ittiche. La zona affianco alla darsena è l’unica, vicino a un torrente, ancora allo stato naturale in cui i pesci possono deporre le uova: «Fino al Telo ad Argegno non c’è un’altra zona per la frega dei pesci. È veramente così importante ospitare così tante barche?».

«Perché non si apre al pubblico? – ha chiesto Renato Tettamanti consigliere provinciale di Rifondazione comunista – ci hanno detto solo per una questione di assicurazioni, ma non è credibile e poi se si farà la fiera, che non potrà essere prima di 4-5 anni, come faranno a recuperare il gap con quella di Lugano che è gà attiva da 3?».

«Hanno ideato un progetto senza chiedere nulla – ha affermato Rosangela Arrighi consigliera provinciale del Pd – non sono andati sul lago a vedere quali sono le esigenze a cui dare risposta».

«La Villa è pubblica e il parco va aperto» la voce predominante fra il pubblico in sala che ha lamentato la sempre più ridotta accessibilità al più grande spazio verde della zona. Una nota interessante la notizia riportata dall’architetto Pandakovic dopo una domanda sulla tutela da parte della Soprintendenza che un’operazione simile, a Lecco, è stata stralciata i toto dagli organi di tutela paesistica ambientale.

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