Paco vuole le primarie per la scelta del candidato sindaco a Como

Con il documento politico che riportiamo nel seguito del post, i portavoce del movimento della rondine Ermanno Pizzotti, Luigi Nessi e Paolo Sinigaglia ed il consigliere comunale Bruno Magatti chiedono che  la «saldatura delle diverse potenzialità indiscutibilmente presenti nello schieramento di  centro-sinistra in un processo che affidi a uno strumento partecipativo, come le primarie, la funzione inclusiva già sperimentata a Milano».«Dinanzi all’evidente fallimento delle politiche del centro-destra a tutti i livelli e alla crisi del modello culturale che ne era il sostegno, dinanzi alla situazione della nostra città che dopo 17 anni di amministrazione di centro destra appare impoverita, sporca e trasandata e segnata da ferite che sono la conseguenza di scelte incaute e sbagli Paco consapevole della responsabilità che questo momento richiede, non intende riservarsi un ruolo di semplice comprimario nei processi politici che si stanno attivando in vista delle prossime elezioni amministrative.

 Paco  rivendica

–         una storia caratterizzata da serietà, coerenza e abitudine all’ascolto,

–         una presenza attiva, critica e propositiva su tutti i fronti politici e amministrativi che hanno riguardato la città (territorio e urbanistica, temi sociali e ambientali, cultura e partecipazione) con un’autonoma e autorevole capacità di promuovere relazioni di collaborazione e confronto e iniziative e azioni politiche, come delibere di indirizzo, referendum, comitati.

 Paco  non ha alcuna intenzione

–         di rinunciare al proprio ruolo di Movimento politico in grado di proporre una „lettura“ profonda della complessità locale e globale del territorio,

–         di rinunciare a portare al dibattito in corso le proprie ipotesi progettuali che sono frutto di studio rigoroso, di analisi accurate e di elaborazioni meditate.

 Paco  inoltre sa di poter contare sulla collaborazione e disponibilità di persone capaci, equilibrate e in grado di assumere ruoli di responsabilità.

Poiché dalla Città non si leva soltanto la richiesta di promuovere soluzioni ai problemi che sono sotto gli occhi di tutti, ma soprattutto l’esigenza di un cambiamento di indirizzo, sia nell’immaginare prospettive di futuro sia nel ricreare un tessuto di partecipazione e di rispetto, condizioni necessarie per un clima politico e civico complessivamente migliore,

 Paco ritiene che per dare risposte a tali richieste debba essere  costruito un processo convergente che assuma le seguenti condizioni:

 1-     saldatura delle diverse potenzialità indiscutibilmente presenti nello schieramento di  centro-sinistra in un processo che affidi a uno strumento partecipativo, come le primarie, la funzione inclusiva già sperimentata a Milano,

2-     costruzione e realizzazione di un progetto che sia il frutto delle elaborazioni sviluppate in questi anni dalle forze politiche, con il coinvolgimento fin dall’inizio, delle realtà associative e delle competenze presenti in città,

3-     realizzazione di un progetto che assuma come essenziale una cultura dell’amministrare che riconosca, nel rispetto delle responsabilità e delle funzioni, l’obiettivo della tutela e valorizzazione del bene comune.

 

Paco ritiene che in questo processo possano trovare spazio esperienze diverse non identificabili semplicemente con l’opposizione in Consiglio comunale all’attuale amministrazione, ma piuttosto estese a realtà presenti in città, a motivo della credibilità individuale e di gruppo, della capacità di sviluppare e condividere ipotesi politiche verosimili, della elaborazione di progettualità serie e possibili riguardanti il territorio.

 

Paco ritiene inoltre essenziale affermare, da subito, la sua volontà di concorrere a un progetto che ponga a fondamento i valori della solidarietà tra i cittadini e della partecipazione attiva alle scelte.

Non è invece disponibile a operazioni tattiche o a scorciatoie che pretendano di affidare il futuro della città a figure estranee al processo di elaborazione, a figure professionali immaginate come taumaturgiche, ad aggregati di “brave persone” che costituiscono una condizione necessaria ma, come i fatti dimostrano, nient’affatto sufficiente ad affrontare le grandi questioni che attendono risposta e a dare anima ad una “visione” di futuro che questa città da tempo invoca.

I molti incontri delle settimane passate ci fanno credere possibile un percorso come quello sopra tracciato, da muovere nel prossimo autunno in vista di una competizione elettorale vittoriosa che nei giorni scorsi è sembrata molto meno inverosimile di quanto taluni, per pusillanimità e inerzia politica, avevano immaginato». [Progetto Amministrare Como]

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