Una timida speranza

Le associazioni degli industriali di Como e Lecco fanno un bilancio del passato mese di maggio 2011

 «Per le aziende nel loro complesso i giudizi prevalenti sono improntati alla stabilità, con domanda ed attività produttiva che continuano a rivelare lievi propensioni di crescita – spiega la Confindustria comasca – L’export mantiene il ruolo di elemento propulsore del mercato e l’andamento della produzione media si stabilizza al 75% di quella totale».

«Continuano a persistere elementi frenanti come una limitata visibilità, alcune situazioni di insolvenza da parte dei clienti e oscillazioni dei prezzi delle materie prime; tuttavia, le aspettative degli imprenditori per le prossime settimane sono fiduciose e improntate al miglioramento» auspicano gli imprenditori lariani.

Più nello specifico per quanto riguarda le province di Como e Lecco, «esaminando la provenienza geografica degli ordini, il mercato interno conferma una fase di sostanziale stabilità, indicata dal 52% del campione (56% ad aprile); mentre il 26% indica una crescita e il 22% una diminuzione (entrambi al 22% in precedenza)». Positive invece le esportazioni, soprattutto per il Lecchese, esprimono «con una crescita indicata dal 27% del campione, stabilità per il 52% delle risposte e diminuzione per il restante 21%. Per la prima volta da inizio anno i dati registrano una contrazione del gap tra giudizi positivi (scesi al 27% dal 39% di aprile) e quelli negativi (in aumento fino all’attuale 21% contro il precedente 18%)».

«La produzione conferma un andamento positivo, anche se i dati esprimono contestualmente un rallentamento del ritmo di crescita» prosegue la nota che precisa, nonostante l’aumento del costo delle materie prime e dell’insolvibilità dei clienti, «le imprese di entrambi i territori esprimono aspettative favorevoli per le prossime settimane»

«Ritengo che la battuta d’arresto che è stata evidenziata per gli ordini provenienti dall’estero sia da considerare molto più significativa rispetto all’aumento della domanda interna, perché è soprattutto ai mercati esteri che si rivolge la nostra produzione – spiega Ambrogio Taborelli, presidente di Confindustria Como – Molti possono essere i fattori che influenzano questo andamento – come i fattori stagionali – ma la contrazione è un chiaro segno di presenza di problematicità anche nei mercati esteri.

«La frenata degli ordinativi, che purtroppo coinvolge tutti i settori, si prolungherà certamente anche nel mese di giugno – è la previsione di Taborelli – Il futuro che ci aspetta continua a prospettarsi incerto e non ci permette di impostare una programmazione seria. Anche i recenti dati riferiti alle richieste di cassa integrazione – che sono in aumento – sono in sintonia con questo stato di cose». (l’indaginei tessili)

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