Il Consiglio comunale di Como di lunedì 20 giugno
Approvata la costruzione di una veranda allo Yacht Club, si inizia a parlare del Cube
Nelle preliminari al Consiglio comunale di lunedì 20 giugno Andrea Luppi, Pd, ha preso per primo la parola, in un’aula semivuota, per annunciare la presentazione di un’interpellanza per sapere cosa intenda fare il Comune contro la chiusura del laboratorio dell’Arpa di Como
«C’è il degrado attorno ai giardini, al Monumento ai caduti, al Tempio voltiano», l’intervento invece di Pasquale Buono, Fli, a favore dell’introduzione di cancellate attorno ai Giardini a lago.
Sfiducia a Peverelli
Sulla sfiducia all’ex assessore leghista Peverelli Donato Supino, Prc, ha letto un articolo del direttore de l’Ordine del 18 giugno e ribadito come la sfiducia non sia stata dettata dagli atteggiamenti intemperanti dell’assessore bensì dalla pulizia della città.
Un’occasione per un affondo anche al sindaco: «ho letto che è andato a casa dell’assessore per esprimergli la sua solidarietà, ha notato che da quando cambiata è cambiata la viabilità in via Risorgimento, a cui sono contrari residenti e commercianti della zona, entrare casa dell’ex assessore è molto più comodo…»
«Sono concorde se bisogna criticare il carattere dell’uomo, ma la mozione ha un contenuto politico e si fonda sul bando per lo smaltimento e rimozione dei rifiuti e l’assessore ha sempre fatto notare i ritardi dovuti agli uffici» ha dichiarato Massimo Serrentino, Pdl, per cui il fallimento dei bandi è dovuto alla indisponibilità, a suo avviso giustamente, di Peverelli ad avere un contratto con la possibilità di lavori annuali extra per 2 milioni di ero. «Sono d’accordo a firmare richiesta perché rimanga assessore» ha concluso.
«La maggioranza non esiste più» il commento di Alessandro Rapinese, Adesso Como, che ricordando l’uscita del Pdl dall’aula al momento della votazione «l’avete scaricato».
Sfiducia a Pastore?
Il consigliere ha quindi annunciato l’invio di una lettera al presidente del Consiglio Pastore: «sono avvilito della gestione delle preliminari il 16 giugno scorso, non ho capito le ragioni delle censure nei miei confronti». Rivendicando la lettura dell’atto giudiziario che lo riguarda ha spiegato «ho diritto a spiegare all’aula perché mi difendo» e dichiarato che se la rispsosta non sarà soddisfacente presenterà una mozione di sfiducia a Pastore.
Turismo
Silvia Magni, Pd, ha chiesto provvedimenti per l’illuminazione di Porta Torre, «le luci sono rotte e orientate male, una è diretta verso il cielo», e affermato che le nuove mappe turistiche poste in centro città «al posto che aiutare disorientano, dato che sono orientate verso i punti cardinali e non verso la direzione dello sguardo di chi sta guardando». Mario Molteni, Per Como, ha chiesto di prendere provvedimenti per riattivare le fontanelle in piazza Cavour.
Paratie
Il capogruppo di Per Como ha anche annunciato un’interpellanza sul cantiere delle paratie: «Da tempo non vengono fornite notizie dal sindaco, chiediamo che venga a riferire quanto prima in Consiglio comunale». Con anche la richiesta di sapere qual è il preventivo spesa per i panconi e dettagli tecnici con anche le spese manutenzioni.
Villa Giovio
Il gruppo del Pd, come ha spiegato il capogruppo Mario Lucini presenterà una delibera, «su sollecitazione dei cittadini», una delibera per rendere fruibile il parco di Villa Giovio in via Varesina di proprietà dell’Inail.
Ca’ d’industria
«Sembra che ci sia la convocazione su consiglio del sindaco di una riunione del Cda della Ca’ d’industria – ha dichiarato Marcello Iantorno, Pd – è un atto grave perché questo Cda è stato sfiduciato e i suoi membri si sono dimessi». «Bisogna ora affrontare decisioni che non possono competere ai vecchi membri del Cda, entro domani va annullata la convocazione» ha aggiunto chiedendo la nomina di un commissario ad acta da parte dell’Asl.
Rientri
Durante le preliminari è arrivata in aula, accolta da un applauso il vicesindaco Ezia Molinari, per la prima volta dopo l’ictus che l’ha colpita nel novembre scorso, raccogliendo calorosi gesti di affetto e stima da parte di tutti i consiglieri.
Yacht Club Como
Iniziato il Consiglio l’assessore Faverio ha presentato la proposta di chiusura della veranda dello Yacht Club con una struttura a vetri per poter rendere fruibile il terrazzo per più tempo «sono solo 159 metri cubi in più».
Dopo alcuni chiarimenti, la conferma che la struttura è comunale ma non si parla di un contratto d’affitto bensì di una concessione, a discussione è entrata nel vivo.
«È una zona di particolare pregio e si tratta di una struttura razionalista su cui l’attuale veranda è già un innesto non coerente, perché autorizzare una trasformazione che va ad incidere sugli aspetti pesistici?» ha chiesto il consigliere democratico Marcello Iantorno.
Il capogruppo del Pd Mario Lucini ha invece richiamato l’attualità politica e gli screzi nati all’interno dell’associazione «una sorta di feudo della politica locale». «Nulla da dire su un intervento migliorativo» ha precisato «ma è sgradevole sentire dire, come riportato sulla stampa locale, che per i vari lavori si dica “abbiamo anche smosso la Soprintendenza”», ha aggiunto rispetto a quanto affermato dalla fazione pro senatore Butti contrapposta all’altro gruppo della destra comasca con cui è entrata in rotta.
Malumore anche dai banchi degli autonomisti «perché ci sono due pesi e due misure?» ha chiesto Emanuele Lionetti riferendosi al trattamento dei locatari dei chioschi comunali.
Perplessità sulla necessità di avere un occhio di riguardo per lo Yacht Club ha espresso il socialista Vincenzo Sapere che ha letto un estratto del sito Internet dell’associazione dove si parla di «un ristorante da 200 coperti per 365 giorni l’anno». «Si tratta poi di una associazione che non è aperta a tutti – ha rincarato la dose l’esponente del gruppo della rondine Bruno Magatti – si entra solo per cooptazione tramite la presentazione di un socio».
Il dibattito si è quindi concentrato sull’idea di un adeguamento del canone un’ipotesi concretizzatasi in un ordine del giorno presentato da Iantorno.
«La concessione è trentennale ed è prevista la revisione del canone ogni dieci anni, il primo decennio è scaduto nel dicembre-gennaio scorso – ha chiarito l’assessore Cenetiempo, che ha ammesso – il canone è basso 20mila euro perché hanno fatto diversi interventi, sino ad oggi hanno speso 1,4 milioni di euro nell’immobile».
Al voto sono stati approvati sia la proposta di costruzione della veranda che l’ordine del giorno per un adeguamento del canone.
Cube
La discussione si è così spostata sulle intricate vicende giudiziari che vedono coinvolta l’amministrazione con la proprietà del Cube srl. Il capogruppo degli autonomisti Piercarlo Frigerio ha lasciato l’assemblea «dato che la mia famiglia detiene una quota del capitale sociale di Cube srl».
Si tratta di una questione piuttosto intricata su cui è in corso una diatriba giudiziaria. Infatti quello che all’inizio del secolo scorso era un chiosco di legno posto su un terreno comunale a ridosso di uno degli ingressi dello stadio è diventata una struttura in muratura, poi sanata e ora con le debite autorizzazioni, posta ancora su un terreno del Comune per cui paga l’affitto. L’oggetto del contendere è proprio l’ammontare di questo importo ritenuto troppo oneroso dalla nuova proprietà dello stabile.
Dopo il fallimento di una proposta di transazione redatta dagli uffici, abortita perché non ritenuta più corrispondente agli interessi del Comune, e un pronunciamento del Tar, l’avvocato comunale Marciano ha ritenuto di dover interessare direttamente il Consiglio della questione. Un atto che ha fatto storce nere il anso ad alcuni consiglieri sentiti chiamati in causa solo per assumersi delle responsabilità forse giuridiche alla fine di un procedimento che non è mai passato in aula. «Nel 2005 – quando è stato stipulato l’accordo – l’atto aveva un vizio di competenza» ha ammesso l’avvocato comunale.
Data l’ora però la discussione è stata aggiornata alla seduta successiva. [Michele Donegana, ecoinformzioni]


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