Goletta dei laghi – Cigno Azzurro sul Lago di Como

Fino a martedì 12 luglio i tecnici di Legambiente controlleranno le acque del Lario: «Occhi puntati su scarichi abusivi e depuratori mal funzionanti»

 «Per il sesto anno ci troveremo a monitorare lo stato di salute delle acque del lago, cercando di informare e sensibilizzare i cittadini sui danni derivanti dal mal funzionamento dei depuratori e sull’inquinamento provocato da scarichi fognari non depurati – afferma la portavoce della Goletta dei Laghi Barbara Meggetto –. Purtroppo la campagna arriva in un momento particolarmente delicato dopo le frane delle ultime ore. D’altro canto fenomeni come questi interessano tutto il Lario e spesso l’eccessivo consumo di suolo in territori compromessi come quelli dei comuni costieri, sta aggravando una situazione già fortemente pregiudicata».

«Nella provincia di Como, infatti, circa il 47% dei comuni è a rischio idrogeologico – prcisa l’esponente di Legambiente – mentre in quella di Lecco è il 61% (Report 2003 – Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e Unione Province d’Italia Elaborazione: Legambiente). Crediamo che la salvaguardia e la tutela del territorio siano la vera grande scommessa per il futuro».

Si spera che quest’anno la salute delle acque del lago di Como migliori rispetto all’anno scorso, ma «il recepimento nel 2010 della direttiva europea in materia di qualità delle acque ha permesso all’Italia di modificare in modo più permissivo i criteri e i parametri sulla balneabilità a cui però non sono seguiti interventi ed investimenti infrastrutturali tali da avviare un processo di risanamento delle acque interne» e ciò non fa ben sperare.

«Ancora oggi infatti il 30% degli italiani scarica reflui non depurati nei fiumi, nei laghi e in mare senza passare dal depuratore – denuncia Legambiente – e il restante 70% degli italiani, pur depurando le acque di scarico, non sempre lo fa in modo adeguato e compatibile con la normativa vigente. In buone acque non naviga neppure la Lombardia con i suoi 2milioni circa di abitanti non allacciati ad alcun sistema fognario».

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