È nata una nuova iniziativa di giornalismo politico sul web. È Stampo Antimafioso con una redazione di studenti (tra essi anche Tommaso Marelli di ecoinformazioni) alla prima esperienza giornalistica che intende accendere una luce nuova e uno sguardo inedito sugli avvenimenti che riguardano le organizzazioni mafiose nel Nord Italia e soprattutto in Lombardia, non focalizzandoci solamente sulla parte giudiziaria ma dando spazio anche al variegato movimento antimafia che da anni lavora per contrastare e rispondere alla violenza e all’illegalità mafiosa. Stampo Antimafioso è presente anche su Facebook. Di seguito il progetto a cura della redazione.

“La mafia è dovunque, in tutta la società italiana, a Palermo e Catania, come a Milano, Napoli o Roma, annidata in tutte le strutture come un inguaribile cancro”. 

Correva l’anno 1983 e con queste parole Giuseppe Fava inaugurava il primo numero de I Siciliani.

StampoAntimafioso nasce a distanza di 28 anni da I Siciliani. Eppure alcune delle verità racchiuse in quel mensile sono adatte a descrivere il contesto in cui oggi ci troviamo ad operare. Perché? La Lombardia ha accolto come un pugno allo stomaco la notizia della presenza mafiosa nelle sue città. Le istituzioni, in particolare, l’hanno fatto solo di recente e soltanto perché messe di fronte ad una realtà innegabile. L’operazione Infinito del luglio2010 ha in questo senso costituito un punto di non ritorno: i 300 arresti effettuati tra Calabria e Lombardia hanno puntato i riflettori su un problema fino a quel momento volutamente ignorato quando non esplicitamente negato. Noi invece conosciamo un’altra verità, quella che ci ricorda Fava: già negli anni ’80 “la mafia è dovunque”, anche a Milano. Un cono d’ombra lungo trent’anni ha avvolto e favorito prima la penetrazione e poi la capillare diffusione della criminalità organizzata in alcune zone del nord Italia. Alla fine degli anni ’80 il sindaco Pillitteri dichiarava: “Nella nostra città una Piovra, sì una grande criminalità mafiosa, non esiste. Il bello della Piovra è proprio che si tratta di una favola, soltanto di una favola”. E ancora all’inizio del 2010 il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi tuona: “A Milano e in Lombardia la mafia non esiste. Sono presenti singole famiglie”. Intanto, in un contesto in cui anche il mondo dell’informazione è stato manchevole, la ‘Ndrangheta calabrese ha avuto tutto il tempo e la forza di porre in essere sul territorio una vera e propria colonizzazione.

“Onestamente la verità. Sempre la verità”. Dunque StampoAntimafioso. Non abbiamo la presunzione di crederci eredi del giornalismo di Giuseppe Fava ma sicuramente abbiamo la ferma volontà d’ispirarci ad un modo ben preciso di fare informazione. Quel genere d’informazione proprio di chi ha avuto coraggio, di tutti quei giornalisti che hanno svolto il loro mestiere in territori ostili scontando la resistenza sociale, politica e culturale ad accogliere le loro intuizioni e le verità denunciate. Le inchieste di Giancarlo Siani dalle colonne de Il Mattino, l’irriverenza di Peppino Impastato dalle frequenze di Radio Aut, le rivelazioni del quotidiano palermitano L’Ora, l’instancabile attività di Telejato e del suo direttore Pino Maniaci, il segno indelebile tracciato dall’esperienza di Società civile nella Milano degli anni ’80. StampoAntimafioso si colloca nel solco di queste esperienze, raccogliendone l’eredità e integrandola con le specificità che le derivano dal contesto in cui opera e dal percorso formativo che caratterizza i suoi redattori. 
Siamo una redazione di studenti (e) “studiosi”, il cui motore primo è il professor Nando dalla Chiesa. Abbiamo alle spalle un comune percorso formativo che ci ha visti partire come studenti del corso di Sociologia della criminalità organizzata e proseguire, nell’affinamento delle nostre conoscenze e competenze di studiosi, con un corso specifico di giornalismo antimafioso. Il progetto nasce con il sostegno della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Statale e si avvale di tale riconoscimento istituzionale come elemento qualificante del proprio lavoro giornalistico e di ricerca.

StampoAntimafioso vuole essere un organo di informazione con una precisa valenza etica -nel senso etimologico del termine- allo scopo di creare una responsabile consapevolezza in chi legge. “Le parole sono pietre”, scriveva Carlo Levi. E come tali possono pesare sulle nostre azioni, indirizzarle anche. Smascherare alcuni luoghi comuni sul fenomeno mafioso, squarciare il velo che ha reso la mafia al nord invisibile per molto tempo sono gli imperativi che guidano le nostre intenzioni. Poiché la forza della mafia sta in questa sua invisibilità materiale, accreditata da chi dichiara che “la mafia non esiste” o che “non esiste qui”, e concettuale, laddove sovente si è portati a confondere la mafia con il clientelismo o con la delinquenza comune (quale senso dare, per esempio, all’incendio del centralissimo cinema Odeon nel novembre del 2009?). Un problema, quello dell’invisibilità, che obbliga a riflettere sul fatto che la vera forza della mafia sta fuori dalla mafia. Quindi in una società acquiescente, in una politica corrotta e compromessa, in una stampa che pecca di omissioni e bugie.

Che tipo di informazione vogliamo offrire e quali contenuti? 
Mantenendo il focus sul nord Italia, in particolare sulla Lombardia, abbiamo scelto di porre l’attenzione su un lavoro di archivio, ricerca e approfondimento: raccogliamo, selezioniamo e rendiamo fruibile materiale scientifico (atti giudiziari, leggi, relazioni parlamentari, fonti storiche e file multimediali) con l’intento di diventare una sorta di motore di ricerca sul campo, data l’oggettiva difficoltà di reperire questi documenti e l’assenza di uno strumento che li proponga in forma semplificata e divulgativa. L’altro aspetto fondamentale che anima questo progetto è costituito da un’attenzione costante e vigile sulla cronaca locale: monitoriamo le province e i piccoli comuni lombardi, la città di Milano e le sue aree periferiche, consapevoli del fatto che sommare e intrecciare i vari episodi, soprattutto quelli che accadono in zone minori, possa dare la percezione della pervasività ormai raggiunta dalle organizzazioni mafiose sui nostri territori. E, poiché mafia e antimafia si raccontano e si spiegano vicendevolmente, particolare visibilità intendiamo dare anche a tutte quelle occasioni (dibattiti, conferenze, eventi culturali, presentazioni di libri) che mostrano l’esistenza di una progressiva presa di coscienza del fenomeno mafioso e la volontà, soprattutto dei giovani e di buona parte della società lombarda (insegnanti, alcuni amministratori, sindaci) di operare concretamente sul loro territorio al fine di creare i necessari anticorpi contro la mafia. Quella parte di società civile, insomma, nella quale StampoAntimafioso ha le sue radici.

In conclusione, a voi che leggete consegnamo le parole con cui Riccardo Orioles ha voluto salutare la nascita di StampoAntimafioso. Esse rivelano e incarnano chiaramente lo spirito di questo nostro progetto.

“Cari ragazzi, andate avanti, non fermatevi, la vita è bella e ne abbiamo una sola: non fatevi tentare dalla mediocrità, vivetela con pienezza, almeno alla fine vi sarete divertiti e sarete stati utili agli altri esseri umani”.

[La Redazione di Stampo Antimafioso]

 

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