Il Comune sposterà le antenne dal Baradello

Dopo un incontro, venerdì 22 luglio, con i tecnici del Parco Spina Verde e un altro, lunedì 25 luglio, con la Soprintendenza Palazzo Cernezzi annuncia che sposterà le antenne anche se non nell’immediato

 «Gli impianti in questione – ha spiegato Palazzo Cernezzi – sono il ponte radio della Polizia Locale, l’antenna per il sistema di video-sorveglianza delle telecamere e l’antenna per il collegamento wi-fi tra la sede centrale del Comune e le sedi periferiche (sistema quindi che consente il funzionamento sia dei collegamenti telefonici che dei computer)».

Data la loro valenza per pubblici servizi che verrebbero interrotti con un repentino spostamento ancora non si sa né dove verranno posizionate né quando saranno rimosse.

«Il trasferimento è l’unica strada da percorrere il Castel Baradello è uno dei simboli della nostra città, un monumento vincolato e che deve essere salvaguardato – ha dichiarato il sindaco Stefano Bruni giustificandosi – Non sapevo nulla di questi impianti perché la competenza è esclusivamente tecnica».

Una risposta che non placa le polemiche «Chi le ha autorizzate? Sono state richieste le necessarie autorizzazioni?» si sono chiesti i rappresentanti della lista civica Per Como Roberta Marzorati e Mario Molteni che hanno presentato una interrogazione in proposito.

Roberta Marzorati, che ha approfondito la questione, racconta i passaggi che ha fatto e riportato nelle preliminari degli ultimi Consigli comunali: «Al castello ci sono 3 vincoli: ambito di elevata naturalità della montagna, come per il Ciclope, Spina Verde e monumento nazionale… e il Comune di Como si è piazzata l’antenna per il ponte radio, quella per le telecamere di videosorveglianza e il sistema wi-fi… Senza nessun permesso… Telefono in Regione e mi confermano il vincolo del Ciclope che impedisce nuovi impianti, vincolo che anche un Comune deve rispettare, poi scrivo al direttore della Spina Verde che mi risponde che anche per l’Ente parco non si possono mettere nuove carabattole elettromagnetiche e che non hanno rilasciato nessun permesso».

«Allora telefono in Soprintendenza – conclude la consigliera – e mi dicono che c’è una legge nazionale che impedisce di impiantare qualsiasi cosa che non sia coerente con il carattere storico del bene in questione (le antenne c’entrano poco con una torre medioevale) e che di autorizzazioni non ne hanno proprio rilasciate… Che fare? Chiamo anche Arpa… Nessuna comunicazione di antenne da parte del Comune…».

Solo dopo quest’ultimo passaggio il Comune si è attivato per incontrare gli altri Enti e decidere lo spostamento degli impianti.

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