Il Consiglio comunale di Como di lunedì 25 luglio

Oratorio di S. Zenone, Ex S. Gottardo, Coletti cittadino onorario, Marcia per la Pace, salme dei caduti all’estero. Espulso Rapinese

 Le preliminari del consiglio comunale di Como di lunedì 25 luglio sono state inusitatamente interrotte dall’intervento di un inquilino della case popolari del Comune che si lamentava per un intervento sulla caldaia di casa, accompagnato fuori dall’aula dai vigili ha poi colloquiato con l’assessore Cenetiempo, per il resto si sono svolte normalmente.

Giro di Lombardia

«Lo spostamento del Giro di Lombardia sulla sponda lecchese è l’ennesimo scippo ai comaschi» ha affermato il consigliere di Adesso Como Alessandro Rapinese; «cosa avete fatto perché non avvenisse questo spostamento» ha chiesto anche il capogruppo della lista Per Como Mario Molteni, che ha poi segnalato intere vie rimaste senza illuminazione notturna nella zona di Villa Olmo.

Pannelli informativi

Marco Butti, Pdl, ha stigmatizzato il disservizio dei pannelli per la diffusione di notizie messi in alcuni punti topici della città «Csu non ha provveduto a svolgere il servizio, c’è un’altra partecipata che potrebbe, per i 7mila euro impegnati, svolgerlo».

Luigi Bottone, Pid, ha chiesto perché l’assessora Sosio non sia ancora intervenuta per modificare l’impiantistica per turisti, i totem, di cui è stata denunciata l’inesattezza sulla stampa locale.

Roberta Marzorati, Per Como, ha invece chiesto la rimozione delle antenne poste sul Baradello «non è stata fatta neanche la comunicazione all’Arpa».

«Voglio il dettaglio delle spese della mostra – ha esordito Pasquale Buono, Fli, che ha attaccato Gaddi – ci sono stati 75mila visitatori, se gli ingressi omaggio superano i 2mila è in dubbio la credibilità e la serietà dell’assessore».

Ticosa e lungolago

Il consigliere ha poi chiesto lumi sull’area ex Ticosa «partirà la bonifica o no?», «chiuderemo le attività del Consiglio senza sapere nulla su Ticosa e lungolago» ha sottolineato il capogruppo del Pd Mario Lucini.

Pgt

Il capogruppo del Pd ha chiesto spiegazioni su quanto riportato sul nuovo sito Internet del Comune per quanto riguarda il Piano Argent, mentre il collega di partito Vittorio Mottola ha domandato se il dirigente comunale Laria possa spiegare il documento di gestione del territorio, così come accaduto in Commissione, essendo lo stesso dimissionario.

Mottola ha poi chiesto la posa di una nuova segnaletica e di dissuasori per i Tir in piazzale Anna Frankper evitare che quest’ultimi rovinino la rotonda di piazza XXIV maggio.

S. Zenone

Dopo un minuto di silenzio, chiesto da Rapinese per commemorare le vittime della strage avvenuta in Norvegia, a cui il presidente del Consiglio Pastore ha voluto associare la morte del militare David Tobini in Afganistan, l’assemblea ha votato la surroga di Gianluca Lombardi con Giovanni Acelti.

Con una scelta condivisa da tutti i consiglieri è quindi stato cambiato l’ordine dei lavori e proposto per primo un permesso di costruzione in deroga all’oratorio di S. Zenone a Monte Olimpino, «un modesto incremento di volume attuato con la copertura di uno spazio interno» ha precisato l’ingegner Laria, votato all’unanimità dall’assemblea.

Ex S. Gottardo

La discussione ha preso vigore affrontando invece il Paino di recupero dell’ex albergo S. Gottardo presentato dal sindaco. Un intervento che vedrà il cambio di destinazione d’uso dell’area con una prevalenza di terziario, 3.300 metri quadri, seguita da residenziale, 1969, commerciale, 1931, e direzionale, 1454. «Vi sarà il recupero del sottotetto senza incremento volumetrico» ha precisato il primo cittadino e data l’impossibilità della cessione di aree vi sarà una monetizzazione degli standard pari a 678.389 euro.

Perplessi alcuni dei consiglieri Mottola, avrebbe voluto il mantenimento di una struttura alberghiera in loco a favore del turismo, così come l’autonomista Emanuele Lionetti e Rapinese, Buono, ha chiesto chiarimenti sui posteggi presenti in zona.

Dati alcuni errori nella delibera il sindaco aveva già presentato un emendamento di Giunta e, dopo un cambio di presidenza, Pastore è stato sostituito dal vicepresidente Saladino, Rapinese ha chiesto del tempo per poterlo leggere.

Espulsione

Dopo una prima richiesta di un paio di minuti il consigliere di Adesso Como ha domandato un quarto d’ora per il Gruppo misto di cui fa parte. «Lei non rappresenta il Gruppo misto, il capogruppo Sapere non c’è e lei non ha la delega per chiedere sospensioni» la recisa risposta del presidente dell’aula.

Il consigliere è quindi trasceso dando del’ignorante a Saladino che dopo due formali richiami ha chiesto l’allontanamento dello stesso dalla Sala consiliare.

I vigili presenti si sono avvicinati al consigliere di Adesso Como e lo hanno invitato ad uscire mentre questi rimaneva risolutamente seduto al suo posto «non ho nulla contro di voi, domani vi offro anche il caffè, ma per farmi uscire dovrete portarmi fuori con le manette!».

Una situazione di stallo in cui i due imbarazzati tutori dell’ordine non sapevano che pesci pigliare mentre il presidente della seduta li invitava a mettere in atto le sue indicazioni «non posso proseguire la seduta se non viene accompagnato fuori dall’aula».

Data la situazione di stallo, con Rapinese seduto con alle spalle i due elementi della polizia locale, la maggior parte del Consiglio ha abbandonato  l’aula per protesta contro l’atteggiamento del consigliere di Adesso Como, solo gli autonomisti, Per Como e Mottola sono rimasti in Sala.

Una situazione inusitata che si è sbloccata solo quando Rapinese ha abbandonato sua sponte, dopo un quarto d’ora, l’aula.

Tornata la calma Mario Molteni ha chiesto al vicesegretario generale Emoroso: «Può un consigliere di un gruppo chiedere una sospensione in mancanza del capogruppo?». «Mi impegno a farle avere una risposta» la risposta, mentre da fuori del’Aula, nono stante le porte chiuse, risuonavano le grida di Rapinese «quindi non si sa, vergogna! Vergogna!».

Saladino ha giustificato il suo atteggiamento con la pretestuosità della richiesta di Rapinese «il documento è stato dato in forma cartacea ad inizio seduta ed era presente nell’interscambio informatico» e si è lamentato dell’utilizzo da parte del consigliere di Adesso Como «delle ambiguità del Regolamento nella gestione del Gruppo misto».

Con lui il capogruppo del Pdl Claudio Corengia «un eventuale errore di chi presiede si può correggere chiedendo un’interpretazione al segretario generale, ma non è mai giustificabile l’insulto. Ho sentito dare del cretino e dell’ignorante più volte al presidente a cui esprimo la mia solidarietà».

Di tutt’altro parere Lionetti: «Mi vergogno del suo comportamento, non devono emergere rancori personali in aula, al posto dei 15 minuti richiesti si sarebbero potuti darne 5 senza alcun problema». Anche Motola ha difeso in maniera accalorata Rapinese «non è mai stato così educato come stasera!».

Ripreso il dibattito sull’ex S. Gottardo l’emendamento del sindaco è passato con tutti favorevoli, tranne Mottola, che ha anche cercato per protesta di fare ostruzionismo utilizzando tutto il tempo a sua disposizione per parlare, e la delibera è stata approvata dalla maggioranza e parte delle minoranze in ordine sparso.

Cittadinanza onoraria, Marcia per la Pace, caduti all’estero

Proseguendo i lavori a spron battuto prima della mezzanotte, per non dover riandare al primo Consiglio utile dopo la pausa estiva il prossimo 11 settembre, sono state votate all’unanimità la proposta, del sindaco, di concedere la cittadinanza onoraria al vescovo di Como in occasione del suo settantesimo compleanno, la partecipazione, su richiesta di Franco Fragolino, Pd, di una delegazione alla Marcia per la Pace Perugia-Assissi, il contributo alle famiglie comasche, voluto da Gianmaria Quagelli, Pdl, alle famiglie dei caduti comaschi all’estero per far rientrare le salme dei loro cari. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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