6 settembre, sciopero generale della Cgil

No alla manovra del governo (quale che sia, viste le continue modifiche…). Anche a Como la Cgil si mobilita, martedì 6 settembre, in occasione dello sciopero generale indetto dal sindacato guidato da Susanna Camusso. In città è previsto dalle 10, in piazza Vittoria, un presidio, con gli interventi di alcuni rappresentanti politici e sindacali; tutte le categorie incroceranno le braccia per l’intera giornata lavorativa, contro quella che per Alessandro Tarpini, segretario generale della Camera del Lavoro lariana, è una “vendetta di natura sociale e un accanimento contro le fasce più deboli”, quelle meno “care” al governo di centrodestra. Tutte le informazioni e i materiali sono disponibili sul sito della Cgil di Como.

 No a una manovra “iniqua, sbagliata, classista, che non risolve i problemi del Paese e anzi ne crea”: così ha definito il provvedimento finanziario Alessandro Tarpini, segretario generale della Cgil di Como, nel corso della conferenza stampa di presentazione dello sciopero generale. Sciopero indetto dal sindacato per martedì 6 settembre e che a Como si tradurrà in un presidio in piazza Vittoria, dalle 10 e per l’intera giornata, davanti alla prefettura in via Volta. Interverranno dal palco, oltre a Alessandro Tarpini, segretario generale della Cgil di Como, Mario Santini, segretario regionale Filcams Cgil e Mauro Guerra, vice presidente dell’Anci, l’onorevole Licia Bades, Linda Cavadini, insegnante e altri lavoratori, rappresentanti dei vari settori dell’industria lariana.

Diverse le scelte del governo contestate dalla Cgil: “i nuovi tagli alle amministrazioni centrali e agli enti locali, i tagli alla sanità e l’introduzione dei ticket di 10 euro, l’accanimento verso il lavoro pubblico, il colpo al sistema previdenziale e all’area della disabilità, l’obbligo a privatizzare i servizi pubblici, lo spostamento delle festività infrasettimanali civili”. Dal canto suo il sindacato ha proposto una manovra alternativa, che comprende: “un piano strutturale di lotta all’evasione fiscale (che oggi ammonta a 130 miliardi di euro) e al sommerso; un’imposta straordinaria sui grandi immobili; l’introduzione di un’imposta ordinaria sulle grandi ricchezze; una sovrattassa straordinaria sui capitali già sanati con lo scudo fiscale; la rimodulazione della tassa di successione e una corretta riduzione dei costi della politica”.

Queste le ricette della Cgil per arrestare o arginare gli effetti della crisi, che secondo i rappresentanti comaschi del sindacato, produrranno in provincia “2-3000 posti di lavoro in meno da qui alla fine dell’anno, considerato che gli ammortizzatori sociali sono finiti”.

Per i lavoratori comaschi che intendono aderire allo sciopero l’appuntamento è fissato per martedì 6 settembre dalle 10 in piazza Vittoria; anche i trasporti seguiranno la stessa modalità, ovvero lo sciopero dell’intera giornata lavorativa, fatta eccezione per le fasce orarie garantite, differenti a seconda del tipo di trasporto pubblico.

Altre informazioni e materiali su http://www.cgil.como.it e http://www.cgil.it.

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