Novus Malleus Maleficarum

Mostra di Vanni Cuoghi fino al 23 ottobre a S. Pietro in Atrio, in via Odescalchi a Como, e fino al 6 novembre alla Pinacoteca civica, via Diaz. Apertura a S. Pietro in Atrio, con ingresso libero, tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, alla Pinacoteca da martedì a sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 17, domenica dalle 10 alle 13, mercoledì orario continuato dalle 9.30 alle 17, lunedì chiuso, ingresso 3 euro

 «Noto a Como per i personaggi ironici e surreali prestati per la grafica di ESCO 2010, espone per la prima volta a Como, dopo la felice esperienza dell’ultima Biennale di Venezia, nella mostra dal titolo “Novus Malleus Maleficarum”, a cura di Ivan Quaroni, organizzata in collaborazione con Roberta Lietti Arte Contemporanea – spiega in un comunicato Palazzo Cernezzi –. La mostra si sviluppa con un nucleo principale di 13 opere presso S. Pietro in Atrio e, con un intervento site specific, presso la  Pinacoteca civica. Il titolo dell’esposizione è mutuato dal celebre libro compilato dai frati domenicani Jacob Sprenger e Heinrich Instior Kramer e pubblicato in latino nel 1486. Il Malleus Maleficarum (traducibile come Martello delle Streghe), raccoglieva le istanze espresse nella bolla papale di Innocenzo VIII “Summis Desiderantes Affectibus” e fu usato come manuale d’inquisizione per la caccia alle streghe fino alla metà del Seicento. Non a caso, le opere presentate in mostra sono, in massima parte, Demonomachie, in cui l’artista reinterpreta il tradizionale scontro tra Angeli e Demoni, tanto caro all’iconografia cristiana medievale. Con spirito irriverente, Cuoghi trasforma gli angeli in streghe e i demoni in “poveri diavoli”, sostituendo al conflitto tra bene e male l’eterna lotta tra le culture matriarcale e patriarcale. Così, mentre i demoni diventano incarnazioni dello spirito afflitto del genere maschile nella società contemporanea, le streghe personificano l’attuale ascesa – o dovremmo dire il ritorno – del potere femminile. I lavori in mostra, in tutto dodici carte e una ceramica, illustrano il nuovo corso della ricerca dell’artista, che abbandona i toni lievi e ironici del passato per passare ad atmosfere più severe e drammatiche. Le opere su carta di Vanni Cuoghi sono in parte ispirate all’antica arte della psaligrafia, che consiste nel tagliare la carta, ricavando da un unico foglio, attraverso l’intaglio e la piegatura, rappresentazioni tridimensionali. Quelli di Vanni Cuoghi sono dei diorami rinchiusi in scatole trasparenti, dove le figure dipinte ad acquarello occupano diversi piani dimensionali. Al tema della “Cacciata dal paradiso” è ispirata, invece, l’opera in ceramica, un piatto realizzato dall’artista alla Bottega Gatti di Faenza, nota anche per le sue prestigiose collaborazioni con alcuni dei più importanti artisti contemporanei italiani e internazionali. Ancora una “Cacciata” è, infine, il soggetto dell’installazione che occuperà una delle sale dell’ala medievale della Pinacoteca Civica. L’opera consiste di un unico rotolo di carta, alto tre metri e largo un metro e venti, interamente intagliato e dipinto con una colossale Demonomachia».

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