Sostituire il paradigma vecchio della crescita

«Se potessimo estrarre da un forziere le banconote del mondo, quale colore avrebbero?» Questa la domanda sulla quale si sono concentrate cinquanta persone riunite il 19 gennaio nella Sala Civica di Piazza Zampiero a Cadorago, per l’incontro con Fabio Silva, socio fondatore di Banca etica e direttore della rivista Valori, per il ciclo Oltre lo sguardo organizzato dal Cordinamento comasco per la Pace e dall’Associazione scelte possibili di Cadorago.

«Per cominciare, alcune banconote sarebbero grigie – ha detto Silva – e se dovessero parlare racconterebbero di posti molto belli, ma anche di essere passati in mano a persone senza scrupoli.»

Questo perchè, come ha spiegato, sarebbero arrivati da paradisi fiscali, zone “grigie” dove vige il segreto bancario e non ci sono trasparenze.

«Se osservassimo ancora nel forziere ne vedremmo altre bianche. Sarebbero di questo colore perché sono state sbiancate, hanno subito un processo e sono diventate pulite.» Sono soldi sporchi provenienti dall’illegalità che attraverso un’operazione di riciclaggio, sono stati “riciclati” in attività lecite e sembrano senza  macchie.

Poi ne troveremmo molte nere. «Il colore nero – ha spiegato – deriva dalla corruzione, dall’illegalità e da tutto ciò che crea disonestà». E in Italia sono molto diffuse, infatti secondo l’indice di corruzione del duemilaundici di Transparency International l’Italia si colloca al sessantanovesimo posto nel mondo, e al quart’ultimo posto in Europa, dopo Romania, Grecia e Bulgaria. Silva avverte che questa corruzione ha un costo molto alto, che infatti, in Italia, è stimabile intorno a sessanta miliardi di euro, una cifra enorme se la paragoniamo a quella delle manovre finanziarie di questi giorni.

Il forziere che Silva ha descritto contiene anche soldi rossi, macchiati dal sangue delle persone, dall’ingiustizia che ha permesso a gruppi o a singoli di guadagnare attraverso investimenti che sfruttano stragi e attentati. Soldi macchiati di rosso sono, per esempio, quelli ottenuti attraverso operazioni finanziarie sulle azioni delle compagnie degli aerei dirottati l’ undici settembre duemilauno da parte di chi era a conoscenza della pianificazione dell’attentato.

Ma oltre a tutti questi soldi esistono anche banconote diverse, ha sottolineato Silva, che non portano degrado e sofferenze. «Sono soldi che se potessero parlare racconterebbero di essere fieri di essere strumenti e di dare segno di speranza.» Sono banconote color arcobaleno che, a differenza delle altre non circolano in ambienti criminali, non speculano sulle sofferenze, e vanno quindi moltiplicati per sostenere valori e sogni, e per permettere di costruire un modo diverso di fare economia, che non violi i diritti di qualcuno. Secondo Silva, Banca etica può servire per promuovere un’economia di questo tipo, offrendo garanzie di trasparenza.

Alle molte domande dei presenti sulla crisi economica attuale Silva ha replicato osservando che è fondamentale rimuovere i vecchi paradigmi legati al bisogno di crescita economica e trovarne altri in grado di trasformare la crisi in cui ci troviamo in un’occasione di cambiamento per il rinnovamento della società. Bisognerebbe quindi capire meglio i nostri bisogni e promuovere un modello diverso, non basato sul profitto, ma sull’importanza delle relazioni, del tessuto sociale, e inventare quindi una nuova idea di lavoro, di città e di consumi. Sostituire il paradigma vecchio della crescita ad ogni costo, prima che siano le condizioni economiche globali a costringerci a farlo, trovandoci impreparati. [Matilde Aliffi – ecoinformazioni]

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