Il 19 gennaio 2012, presso l’Auditorium dell’Istituto Magistri Cumacini di Lazzago, lo scrittore e giornalista Gabriele Nissim ha presentato il suo ultimo libro, La bontà insensata (Mondadori, 2011), alla presenza di alcuni studenti delle scuole superiori cittadine. L’iniziativa è stata organizzata dall’Istituto di Storia Contemporanea Pier Amato Perretta, con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Provinciale.
Nell’opera l’autore si interroga, anche grazie agli scritti di grandi pensatori del Novecento come Hannah Arendt e Vasilij Grossman, sul bene possibile nelle situazioni estreme nel tentativo di individuare quale sia lo stimolo che spinge alcuni uomini a gesti di bontà apparentemente insensata. Il percorso ha inizio dai lunghi colloqui che Nissim ha avuto con l’ideatore del Giardino dei Giusti di Gerusalemme e Presidente dello Yad Vashem, Moshe Bejski, il quale, scampato alla deportazione grazie all’aiuto di Oskar Schindler, ha dedicato la propria esistenza a rintracciare gli uomini che hanno rischiato la vita per aiutare gli ebrei durante il nazismo.
Moshe Bejski parte dalla considerazione che l’umanità non riuscirà  a debellare dalla Storia il male. Nonostante il trauma di Auschwitz, infatti, i genocidi e i crimini contro l’umanità sono continuati nei gulag staliniani, in Biafra, in Ruanda, in Bosnia e altri ne seguiranno ancora. Eppure vi sono stati uomini che, con piccole o grandi azioni esemplari, in contesti di terribile violenza, non hanno ceduto all’ineluttabilità del male e si sono opposti, affermando i principi della dignità umana, della responsabilità, della solidarietà, della verità. A loro vengono dedicati gli alberi dei Giardini dei Giusti, come quello di Milano presente sul Monte Stella.
Attraverso le storie di uomini comuni e spesso imperfetti, che hanno compiuto azioni significative venendo in soccorso del più debole, avendo il coraggio di pensare da soli, Nissim lancia un messaggio di speranza rivolto soprattutto ai giovani, affinché tramandino, come in una staffetta ideale, il senso della responsabilità morale e del rispetto reciproco alle generazioni future.
L’impegno verso i giusti di Gabriele Nissim e della fondazione Gariwo  si esplica nella presentazione al parlamento europeo, il 16 gennaio 2012, di un appello per l’istituzionalizzazione di una giornata internazionale dei Giusti. Il fine è quello di ricordare nel giorno della scomparsa di Moshe Bejski, avvenuta il 6 marzo 2007, le grandi figure morali che si sono impegnate per la salvezza di  vite umane durante i genocidi e anche tutti coloro che hanno preservato la  dignità umana nel periodo dei regimi totalitari comunisti.

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