La Giornata della memoria e il razzismo quotidiano

Le Donne in nero in occasione della Giornata della memoria 2012 hanno diffuso un comunicato che riportiamo integralmente. «Nel suo libro I sommersi e i salvati Primo Levi, sopravvissuto al lager di Auschwitz, riflette sul dovere e sulla difficoltà del portare testimonianza di eventi tanto terribili e scrive: “È avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire. Può accadere, e dappertutto”. La Giornata della memoria è stata istituita in ricordo del il 27 gennaio 1945, data in cui venne liberato il campo di sterminio di Auschwitz, uno dei luoghi più tragici dell’olocausto nazista. Il termine olocausto viene usato per descrivere il genocidio sistematico che portò alla deportazione e allo sterminio di 6 milioni di ebrei, 500.000 rom e sinti, oltre a migliaia di comunisti, lesbiche, gay e transessuali, malati di mente, pentecostali, testimoni di Geova, sovietici, polacchi e altre popolazioni slave. Noi in questo giorno vogliamo ricordare che la pratica della deportazione è stata applicata in una delle pagine più vergognose del colonialismo italiano. Dal 1911 al 1934 furono deportati a Ustica migliaia di libici come ritorsione ad azioni di resistenza all’occupazione italiana del loro paese. Centinaia di loro morirono di stenti e furono sepolti in una parte del cimitero locale, il cosiddetto Cimitero degli arabi. Questi orrori sono stati realizzati dalla ferocia di governi ed apparati militari, ma non sarebbero stati possibili senza il consenso, la complicità o l’indifferenza di gran parte delle popolazioni. Questi atteggiamenti che ci sgomentano. E troppe volte che li troviamo riproposti nelle vicende di quotidiano razzismo che si manifesta con insopportabile violenza − l’uccisione, a Firenze, nello scorso dicembre, di Samb Modou e Diop Mor, due giovani senegalesi, o l’incendio, negli stessi giorni, del campo rom della Continassa di Torino, ma anche gli insulti e gli sputi rivolti dai sostenitori della Comense a Abiola Wabara, una giovane giocatrice nera durante una partita di pallacanestro femminile, svolta nell’aprile del 2011 al Palasampietro di Casnate con Bernate, … −sono il frutto di una intolleranza diffusa nei confronti di chi appare diversa/o e solo per questo considerata/o un pericolo. In molti paesi milioni di persone si sono opposte e si oppongono alle violenze del razzismo e delle discriminazioni, consapevoli che, come scrive ancora Primo Levi, nel libro I sommersi e i salvati “Neppure è accettabile la teoria della violenza preventiva: dalla violenza non nasce che violenza, in una pendolarità che si esalta nel tempo invece di smorzarsi”. Noi Donne in nero non ci limitiamo alla semplice commemorazione: ricordare è necessario e giusto, ma è altrettanto necessario assumersi la responsabilità di impegnarsi contro ogni forma di discriminazione di carattere etnico, religioso, politico e di orientamento sessuale». [Donne in nero Como]

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