Le studenti e gli studenti delle scuole lariane urlano in silenzio contro la violenza assassina

Circa duecento persone in massima parte ragazze giovanissime hanno partecipato alla manifestazione di sabato 26 maggio a Como dal liceo classico a piazza Verdi. Si è trattato di un corteo silenzioso. Questa modalità è stata scelta dalle studenti e dagli studenti degli istituti superiori per evidenzare il dolore per le vittime dell’attentato di Brindisi, ma anche per dare maggior forza anche senza parole alla mobilitazione. Tra i manifestanti anche un drappello di quattro ragazzi di destra con bandiere italiane a mezzasta. Il corteo, animato dagli striscioni, si è svolto completamente all’interno dell’area pedonale del centro storico, è stato intercalato con letture, un breve sit in in piazza Volta e si è concluso con una serie di interventi e il dibattito in piazza Verdi dove tra gli altri è intervenuto il sindaco di Como Mario Lucini per portare il saluto della città e ringraziare gli e le studenti  della scelta di manifestare contro la violenza e per le modalità adottate per farlo. Video avanti al Volta 1, 2, 3. Corteo. Interventi in piazza Verdi: video a, video b. Interventi in piazza San Fedele video 1. Guarda la galleria di foto di Claudio Fontana.  

«Con questa manifestazione vogliamo esprimere il nostro messaggio di lutto e indignazione per i fatti di Brindisi» ha detto Carlotta Guffanti, rappresentante della Consulta del Liceo Giovio. «Noi usiamo il silenzio per farci sentire, per distinguerci dal rumore che ci sta intorno, per far vedere che queste cose ci hanno toccato nel profondo». Un silenzio che si è rivelato assordante, tanti i volti di passanti stupiti dalla modalità scelta, che hanno osservato il corteo apprezzando la manifestazione studentesca. Ha colpito molto l’utilizzo di questa modalità, inusuale per le mobilitazioni studentesche comasche. Attraverso questo corteo si sono volute portare la propria soldarietà e vicinanza a tutti gli studenti, perchè contemporaneamente a Brindisi e in molte altre città italiane si sono svolte manifestazioni di condanna della strage.

«Pretendiamo verità, lottiamo per il futuro». Questo il testo dello striscione che apriva il corteo della manifestazione. Una lotta per un futuro libero dalla violenza, per affermare il valore della scuola e della cultura della legalità. Non sono mancati infatti i riferimenti ai ventennali dalla morte di Giovanni Falcone, ucciso il ventitrè maggio, e a Paolo Borsellino ucciso il diciannove luglio. Per poter meglio ricordarli, gli studenti hanno ripercorso la storia di quegli anni, raccontando la determinazione dei magistrati, del maxiprocesso che avevano contribuito a realizzare, la delegittimazione e della solitudine che avevano dovuto subire prima della loro morte. Questo perchè, come ha detto Marta Conti «per fare memoria è necessario sforzarsi di conoscere la storia di quegli anni. Anche perchè la mafia oggi è ancora presente». Molti anche i riferimenti alla fiducia nei giovani e nel loro importante contributo per una cultura della legalità e dell’antimafia.

In Piazza Verdi è stato letto il comunicato scritto dagli studenti dell’istituto Morvillo Falcone, il testo di una canzone scritta dalle ragazze e dai ragazzi dell’istituto Teresa Ciceri sulla strage di Brindisi ed è stato lasciato spazio agli interventi dei presenti.

«Quello che è successo a Brindisi rappresenta un attacco ad un’istituzione, e alla democrazia del Paese. la scuola è il luogo dove si forma il bagaglio culturale per i cittadini di domani» ha detto Marta Conti. Graziella Mattaliano, docente dell’istituto Caio Plinio Secondo di Como ha ringraziato gli studenti dell’iniziativa «È la prima volta che sono gli insegnanti a seguire gli alunni» ha detto. E ha ricordato esempi di attività che la scuola concretamente può svolgere per educare alla legalità. Negli anni scorsi infatti i ragazzi del Caio Plinio hanno sviluppato un progetto chiamato Liberi dalla mafia, che ha visto un gemellaggio con scuole della sicilia ed è stato piantato un albero antimafia dedicato a Falcone nei giardini del lungolago, dietro il monumento della Resistenza». Anche Claudio Fontana, docente del liceo Giovio di Como ha ringraziato gli studenti. «La serietà e la maturità di questa manifestazione è segno che la scuola funziona nel formare uno spirito critico». Anche le associazioni Arci e Libera sono intervenute nel dibattito, testimoniando la grande importanza della scuola e dei giovani nel creare una cultura antimafia. È stata inoltre ricordata l’emergenza determinata dalla presenza della criminalità organizzata nel territorio della provincia di Como, facendo riferimento anche alle gravi intimidazioni subite venerdì 19 maggio dal sindaco di Fino Mornasco Giuseppe Napoli.

Anche il sindaco di Como Mario Lucini ha ringraziato gli studenti per la manifestazione. «È importante che voi giovani ci teniate sveglia l’attenzione, e teniate sveglia l’esigenza di ricordare sempre che bisogna puntare allla verità, alla giustizia e alla dignità di tutte le persone – ha detto il sindaco – Se teniamo fissi questi obiettivi non dobbiamo avere paura di nessuno. Vi ringrazio per come avete condoto la vostra manifestazione, a nome della città di Como». [Matilde Aliffi, ecoinformazioni]

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