Como, ancora senza fogne, chiude le pendenze con la Provincia

«Prendiamo atto di una pendenza del passato – dichiara il sindaco Mario Lucini –. Per quanto riguarda il futuro, l’auspicio è di poter arrivare ad un accordo con la Provincia per calendarizzare nel tempo gli interventi che si rendono necessari e l’impegno da parte nostra a stanziamenti costanti nel bilancio del Comune»

«La vicenda risale al 2004 quando il Comune di Como chiede alla Provincia, titolare delle funzioni amministrative in materia di scarichi di acque reflue urbane, il rilascio dell’autorizzazione allo scarico dei reflui provenienti dalle reti fognarie comunali – spiega una nota di Palazzo Cernezzi –. Nel 2005 la Provincia autorizza il Comune di Como; successivamente nel 2006 Villa Saporiti notifica 16 verbali di accertamento (per un totale di 87mila euro) per aver mantenuto attivi scarichi di sfioratori di piena di acque reflue urbane in acque superficiali senza autorizzazione».

«Il Comune da parte sua deposita i propri scritti difensivi e chiede l’archiviazione dei verbali – prosegue il comunicato –. Nel frattempo la Provincia stanzia un milione e mezzo di euro al Comune di Como per cofinanziare ulteriori opere per l’ampliamento e il miglioramento della rete fognaria comunale».

«A fine aprile 2011 pervengono le 16 ingiunzioni di pagamento conseguenti ai verbali emessi. Il Comune impugna le ingiunzioni chiedendone l’annullamento e la loro rideterminazione nella misura del minimo edittale. Alla conferma da parte della Provincia delle ordinanze impugnate, il giudice invita le parti ad un accordo. La pendenza si chiude così con l’annullamento di un verbale e i restanti rideterminati nella misura del minimo edittale e il pagamento da parte del Comune di 55mila euro». [md – ecoinformazioni]

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